Montescaglioso (AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Matera in Basilicata.
Il centro storico conserva numerosi edifici religiosi, tra cui l'abbazia di San Michele Arcangelo. Tra le tradizioni locali figura il carnevale, documentato almeno dal 1638.
Il 9 gennaio 2004 Montescaglioso ha ricevuto, con decreto del presidente della Repubblica, il titolo onorifico di città.
Geografia fisica
Territorio
Il territorio comunale, esteso per circa 176 km², si trova nella parte orientale della provincia di Matera e confina con i comuni di Matera, Ginosa, Bernalda, Pisticci, Pomarico e Miglionico. Una parte del territorio rientra nel parco della Murgia Materana.
L'abitato sorge su un rilievo collinare. Il territorio è interessato dal corso del Bradano e dalla Gravina di Matera, che prosegue verso sud fino alla confluenza con il fiume; il paesaggio comprende aree calcaree della Murgia e rilievi argillosi.
Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa) Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
Clima La stazione meteorologica più vicina è quella di Matera. Il clima del territorio montese è quello della media collina materana, caratterizzato da estati calde e inverni freddi, con precipitazioni medie intorno ai 600 mm annui.
Classificazione climatica: zona D, 1597 GG
Origini del nome Nelle fonti storiche il centro è indicato con le forme Civitas Severiana, Mons Scabiosus e Mons Caveosus.
L'ipotesi secondo la quale il nome Civitas Severiana deriverebbe dall'imperatore Alessandro Severo è stata contestata già dagli studiosi dell'Ottocento. Le forme Mons Scabiosus e Mons Caveosus sono state invece messe in relazione rispettivamente con l'aspetto aspro del territorio e con la presenza di numerose cavità nella collina sulla quale sorge l'abitato.
Storia
Età antica Il territorio di Montescaglioso risulta frequentato almeno dall'età del ferro. Nel sito archeologico di Cozzo Presepe è stato individuato un insediamento indigeno occupato dalla metà dell'VIII secolo a.C. alla fine del VII secolo a.C. All'inizio del VI secolo a.C. l'insediamento fu sostituito da un centro fortificato greco, probabilmente collegato alla difesa del territorio di Metaponto. Il sito fu definitivamente abbandonato entro la metà del III secolo a.C..
Altri insediamenti e nuclei funerari sono stati individuati nelle località di Difesa San Biagio e Pagliarone. I ritrovamenti testimoniano i rapporti economici e culturali intercorsi tra le popolazioni dell'entroterra e i centri greci della costa ionica. Reperti di epoca ellenistica e romana sono stati rinvenuti anche nell'area dell'attuale centro storico e nei pressi dell'abbazia di San Michele Arcangelo.
Età medievale e moderna La prima attestazione medievale dell'abitato risale all'893, quando Montescaglioso era un centro fortificato nel quale era già presente una comunità benedettina. La costruzione dell'abbazia di San Michele Arcangelo ebbe inizio nell'XI secolo e il complesso esercitò un'importante influenza sulla vita economica e sociale locale fino al XIX secolo.
Dopo il 1000 il centro passò sotto il controllo dei Normanni e divenne sede di una contea. Tra i suoi feudatari vi furono Roberto di Montescaglioso e i membri della famiglia Maccabeo, alla quale appartenne Rodolfo di Montescaglioso. In seguito Federico II di Svevia assegnò il feudo al figlio Manfredi.
Durante le dominazioni angioina e aragonese il feudo passò a diverse famiglie nobiliari. Nel XV secolo i Del Balzo promossero interventi di ampliamento e rinnovamento dell'abbazia. Successivamente Montescaglioso appartenne, tra gli altri, ai d'Avalos, agli Orsini, ai Loffredo, ai Grillo e ai Cattaneo, che ne furono gli ultimi feudatari.
Età contemporanea Nel secondo dopoguerra Montescaglioso fu uno dei centri delle mobilitazioni contadine per l'assegnazione delle terre incolte. Una prima occupazione di terreni si verificò nel 1945; nuove iniziative ebbero luogo nel dicembre del 1949.
Nella notte tra il 13 e il 14 dicembre 1949, durante gli interventi delle forze dell'ordine seguiti alle occupazioni, furono arrestate diverse persone e si verificarono scontri con la popolazione. Il bracciante Giuseppe Novello fu ferito mortalmente e morì alcuni giorni dopo. Gli avvenimenti si inserirono nel più ampio movimento di rivendicazione agraria che interessò il Mezzogiorno e precedette l'attuazione della riforma fondiaria.
Simboli
Lo stemma rappresenta tre monti verdi allineati, sovrastati ognuno da una spiga di grano. È evidente il riferimento al territorio montuoso e al frumento che si coltivava con molta difficoltà, a causa del terreno aspro e brullo. Infatti un antico stemma municipale, probabilmente tra i primi, rappresenta le tre montagne trapassate da crepe e le spighe rinsecchite, oltre che lo scudo accartocciatoSi veda l'immagine dello stemma nella sezione "Descrizione storica di Montescaglioso".
Blasonatura stemma:
L'attuale stemma del comune di Montescaglioso è stato concesso con decreto del capo del governo del 14 aprile 1937.
Blasonatura gonfalone:
L'attuale gonfalone del comune di Montescaglioso è stato concesso con Decreto del presidente della Repubblica del 21 dicembre 1974.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
La chiesa madre
La chiesa madre è intitolata a san Pietro e san Paolo. Dell'originaria fondazione medioevale non resta traccia in quanto fu riedificata a partire dal 1776 e rifatta in stile tardo barocco. Si accede da un grande portale e si presenta a tre navate. Mostra uno splendido ed imponente altare barocco e una balaustra in marmo donati dal Capitolo di Siena durante l'epoca napoleonica. Anche gli altri altari sono in marmi policromi. La cupola del presbiterio è decorata con altorilievi in stucchi dei quattro evangelisti. Custodisce nelle navate laterali quattro tele di Mattia Preti: Nozze di Cana, cena in casa Levi, adorazione dei magi, Natività. I dipinti furono acquistati a Napoli e donati dal marchese Ferdinando Cattaneo alla chiesa parrocchiale agli inizi dell'Ottocento. Le altre tele custodite sono firmate da Giovanni Donadio, di scuola veneziana.
Fanno parte dell'arredo artistico della chiesa un organo della fine del Settecento, proveniente dal monastero benedettino femminile, e la cantoria, di inizio Ottocento, in legno decorato e dipinto raffigurante lo stemma del Comune. Ci sono pure due acquasantiere in marmo policromo ad intarsio, finemente scolpite. Il battistero e il lavabo provengono dall'abbazia benedettina di San Michele Arcangelo. Nella sacrestia è conservata una piccola tela che raffigura la Madonna col Bambino risalente al Quattrocento. È la prima parrocchia della città montese. L'Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo
L'abbazia, risalente al XII secolo, è dedicata a san Michele Arcangelo. L'immenso portale della chiesa e quelli del monastero sono stati realizzati da Altobello ed Aurelio Persio. Il campanile, di stile normanno, presenta due bifore per ogni lato, ed a fianco il tiburio cilindrico con sovrapposta lanterna. Nel pronao ci sono resti dell'antica costruzione. Fu trasformata a partire dal 1590: le navate laterali diventarono quattro cappelle per lato. Presenta una cupola cilindrica completata nel 1650 e soffitti a botteMatarazzo, Abbazia Benedettina San Michele Arcangelo, 2006.
Sulle pareti stanno emergendo affreschi del Seicento della scuola del Donadio. Il coro ligneo e il maestoso altare maggiore in marmo, che un tempo adornavano la chiesa, ora si trovano rispettivamente nella chiesa del Gesù a Lecce e nella cattedrale di Matera.
La chiesa di San Rocco
La chiesa, risalente al XVI secolo, è dedicata a San Rocco. Si trova in Piazza Roma, in un'area in cui furono ritrovate già nel XVIII secolo antiche tombe greche: a quel tempo, infatti, l'edificio si trovava all'esterno del nucleo abitato, e si può quindi supporre che i terreni circostanti venissero utilizzati come cimiteri. È a pianta rettangolare e la facciata è coronata da un campanile. Conserva la statua di San Rocco proclamato patrono di Montescaglioso nel 1684. È stata costruita agli inizi del XVI secolo ed era usata per le sepolture. Fu danneggiata dal terremoto del 1827 e restaurata successivamente con la costruzione delle volte in pietra e di una nuova facciata. Custodisce dipinti ad olio del Seicento e del Settecento.
Il convento di Sant'Agostino Il convento è dedicato a Sant'Agostino e risale al XIV secolo. Tre archi permettono di accedere al portico della chiesa eretta nel Quattrocento in cui si era insediata una piccola comunità monastica. Il complesso, di grandi dimensioni, è suddiviso in tre livelli: un piano interrato organizzato come una grande cantina per la lavorazione dell'uva e per la raccolta dell'acqua in grandi cisterne, un piano terra dove, oltre alla chiesa, erano collocati il refettorio, la cucina con un grande camino a camera ed i depositi, ed infine al piano superiore c'erano la biblioteca ed i dormitori. Nella chiesa tra le svariate opere d'arte conservate meritano una particolare menzione una tela San Giovanni Battista datata al 1493, altare in marmo policromo, organo e cantoria barocca. L'arredo interno è in stile settecentesco.
La chiesa Santa Lucia
Costruita in stile moderno è la seconda Parrocchia della Città. Presenta due statue la Vergine Siracusana sulla parte posteriore e la statua raffigurante il cappuccino Pio da Pietrelcina. Appartengono alla Parrocchia circa 6.000 persone della città Montese. Fa parte della Parrocchia di Santa Lucia anche il Convento dei Cappuccini.
Altri luoghi di culto La chiesa di Santo Stefano dell'XI secolo Il convento femminile della SS. Concezione del XVI secolo Il convento dei Padri Cappuccini del XVI secolo Santa Maria del Vetrano XVI secolo La chiesa di Santa Lucia dell'XI secolo La chiesa della Madonna delle Grazie del 1065, già S. Maria in Platea La chiesa della Madonna della Nuova dell'XI secolo Sala del Regno dei Testimoni di Geova, Viale A. Moro
Le chiese rupestri
Particolare rilevanza storica e culturale meritano gli insediamenti rupestri presenti sul territorio all'interno del Parco della Murgia Materana. Il santuario della Madonna della Murgia rappresenta la chiesa più importante del patrimonio rupestre di Montescaglioso. Si caratterizza per i due altari, il maggiore contraddistinto da un grande crocifisso, il minore da un bellissimo affresco raffigurante la Vergine con il Bambino. Esternamente intorno all'area su cui fu costruita la chiesa, è possibile vedere ancora oggi le tracce di un'antica necropoli scavata nel tufo, La necropoli altomedievale della Loe.
Numerose le cripte, dislocate tra Murgia S. Andrea e l'insediamento rupestre dell'Aloe: cripta Scaletta, cripta S. Andrea, cripta Canarino, tutte risalenti al IX-X secolo, e le recenti cripte di Cozzo S.Angelo (datata tra metà dell'XI secolo e i primi decenni del XII secolo) e del Paratiello entrambe scoperte nel 2000 da due operatori del C.E.A.Franco Caputo e Angelo Lospinuso.
Architetture civili
Palazzi
Palazzo Caldone, del XIX secolo Palazzo Petrelli Palazzo dei Garbellano e dei Cifone Palazzo D'Alessio, metà del XVIII secolo Palazzo Antodaro Palazzo Principi Lucchesi Palli Palazzo dei Salinari Palazzo della famiglia Contuzzi datato 1612 con relativo stemma araldico della famiglia, discendente dagli Aragonesi
Piazze
Piazza Roma Piazza del Popolo Piazza Giovanni Paolo II Piazza Tomas Ditaranto (Pittore Italo-Argertino) Piazza Racamato Piazza Padre Prosperino Gallipoli (Missionario) Piazzetta Mianulli
Monumenti
Obelisco di san Rocco Statua della Madonna del Cammino su Monte Vetere Statua in bronzo in onore a Giuseppe Novello Busto in onore di Salvo D'Acquisto Monumento ai caduti a piazza del Popolo Statua in onore di Padre Pio
Architetture militari Il castello normanno