Figura di spicco della ricerca psicoanalitica, fu artefice di importanti elaborazioni della teoria psicodinamica della personalità tali da istituire un filone "bioniano" della moderna psicoanalisi che grazie anche ai suoi contributi, decorrendo dal fondamento freudiano, estende i contenuti teorici e metodologici all'area delle psicosi - particolarmente della schizofrenia - e ai fenomeni di gruppo.
Biografia
Trascorse l'infanzia in India, dove era nato, e di quel tempo sentì sempre la nostalgia, come scrive in La Lunga Attesa (The Long WeekendThe Long Weekend: 1897-1919 (Part of a Life). Edited 1982 by F.Bion. Abingdon: The Fleetwood Press.), un'autobiografia dei primi vent'anni; all'età di otto anni fu trasferito in Inghilterra per entrare al college. Dopo la scuola superiore, si arruolò come volontario nelle forze armate e partecipò come ufficiale carrista ai combattimenti nelle Fiandre durante la prima guerra mondiale meritandovi una decorazione; l'esperienza di questo periodo segnò la sua vita e il suo pensiero.
La lunga attesa. Autobiografia 1897-1919 / Prima parte (1982) India In questa breve parte della sua autobiografia, dedicata ai primi 8 anni di vita trascorsi in India, sono presenti vari personaggi: la sorella; la bambinaia, un’anziana indiana, che aveva preso il posto di alcune istruttrici inglesi troppo severe; c’è il ricordo dei genitori, che sono visti come due personaggi piuttosto distaccati, non capaci, a causa dello stile educativo e del costume inglese, di esprimere in maniera esplicita l’affetto per i propri figli. E c’è la scoperta della sessualità, della masturbazione, che il piccolo Wilfred pratica dimenandosi a pancia in giù; e qui emerge il distacco, quasi l’orrore, suscitato nella cultura e nell’educazione inglese puritana del tempo, dalla sessualità, tale per cui i genitori di Bion non riescono ad affrontare l’argomento, una volta scoperta questa pratica, con il proprio figlio. L'India, in quanto ambiente di vita è presente con il clima, il caldo soffocante, l'attesa della pioggia liberatrice del monsone. Resta il fatto che “L’atteggiamento di mia madre era sicuramente più amorevole, sinceramente amorevole, di quello di mio padre”.
Inghilterra Qui abbiamo la narrazione dell’inserimento di Bion nella cosiddetta Scuola preparatoria, e successivamente nella Scuola principale, nelle quali rimane fino ai 19 anni. Di questa parte della vita emerge il ricordo della competizione tra ragazzi, alle volte delle sopraffazioni che si verificano, si evidenzia lo stile educativo inglese, improntato all’idea della competizione, soprattutto nell’ambito dello sport (egli eccelle nel rugby e nel nuoto), concepito quest’ultimo in realtà, e Bion se ne accorgerà in ritardo, come una preparazione alla guerra. È poi ripreso il tema della sessualità, sempre taciuta, la cui esperienza è espressa con metafore, rispetto alla quale sia i docenti sia i dirigenti scolastici dovevano esercitare una ferma attenzione nei confronti dei loro alunni. Essa non doveva essere praticata, e il suo esercizio era rinviato a un indistinto “più tardi”. Ma era ovviamente un’ossessione, sia per Bion sia per i suoi compagni, che suscita in lui permanentemente l’idea di “clandestinità, frustrazione, senso di colpa”. E poi c’è il tema della religione, della religiosità, dei canti di Chiesa, della imperscrutabilità della nozione di Dio, dei concetti vaghi e contraddittori dell’educazione religiosa. A tratti sembra che la religione esista solo in funzione della repressione della sessualità. Comunque Bion ricorda come un incubo permanente gli anni della Scuola preparatoria, dove il momento più felice era quello in cui lui si infilava per dormire sotto le coperte e poteva finalmente piangere. La rivalità coi compagni, la distanza umana dei docenti, almeno di buona parte di essi, il terrore della punizione ad opera di un Dio imperscrutabile, il tormento della sessualità che risultava nel senso comune una cosa ripugnante e riprovevole caratterizzano un periodo contraddistinto da infelicità e senso di solitudine. I genitori di Bion a periodi ritornano in India, e lui dunque si trova in collegio sostanzialmente da solo. Viene spesso ospitato, specie per le vacanze estive da due famiglie, di alta levatura sociale, di due suoi compagni. Così ha modo di sperimentare lo stile di vita di queste parti della società inglese. Nella sua biografia la conclusione della Scuola principale coincide con il levarsi dei venti della 1ª guerra mondiale. Bion si arruola, viene addestrato come carrista, diventa sottotenente e a 19 anni, avendo la responsabilità della sua squadra di carri armati, viene trasferito in Francia ed entra in guerra.
La guerra
All’inizio sembra una cosa che c’è, si verifica, ma non si vede. Bion ricorda alcuni episodi: i comandi ricevuti, l’incapacità di orientarsi sul territorio, a volte di individuare la presenza del nemico, gli spari, la visione dei primi morti, la responsabilità che ha come giovane di 19 anni nei confronti dei suoi soldati; egli descrive con puntualità le azioni di guerra alle quali partecipa, rilevando l’assurdità di certi ordini, l’inutilità di certe azioni che esponevano i soldati ad una sicura morte, la propria personale confusione, il distacco rispetto a certe situazioni, e spesso si autoaccusa di vigliaccheria. Partecipa, tra l’altro, alla battaglia di Cambrai a seguito della quale riceve anche una medaglia al valor militare, ma afferma che essa non aveva per lui nessun senso; si trattava però, ora che l’aveva avuta, di esserne all’altezza. Emergono nelle sue narrazioni le figure dei suoi commilitoni, dei soldati, degli ufficiali con i quali condivide questa difficile esperienza. E poi la paura, la stanchezza mortale, il cattivo nutrimento, la precarietà della vita dominata dalla casualità di trovarsi o meno sulla traiettoria di un proiettile. Non c’è nel racconto di Bion nessun tipo di esaltazione: gli orrori della guerra sono indicati in modo molto oggettivo senza accentuazioni di carattere emozionale. Risulta chiaro comunque che questa è un’esperienza fondativa, che ha messo in evidenza molti tratti del suo carattere, determinando in lui “una persistente impressione di sconsolata tristezza e di profonda scontentezza di sé… del proprio senso di incapacità”. Gli eventi vissuti e subiti hanno prodotto in lui una percezione alle volte spietatamente negativa di alcuni aspetti di se stesso. “Entrare in azione, così come la vedevo io, significava gironzolare su un campo di battaglia in una posizione estremamente vulnerabile, sia per quanto riguarda la possibilità di restare ferito, sia per quanto riguardava la propria reputazione”. Nel 1919 viene congedato, torna in Inghilterra, a Londra, “E tutto resta com’era. Dall'insignificante all’ irrilevante nel giro di pochi anni”. [Fine scheda]
=== A ricordo di tutti i miei peccati / Seconda parte di un’autobiografiaìì (1985) ===
Anche in questa seconda parte emerge una costante valutazione critica di se stesso: Bion si sente inadeguato rispetto ai suoi colleghi che incontra all’Università di Oxford dove studia Storia moderna, disciplina nella quale si laurea: “Avevo 24 anni; inadatto alla guerra, inadatto alla pace, e troppo vecchio per cambiare. Era una cosa davvero terrificante”. Successivamente, a quanto si comprende (con difficoltà, visto che il resoconto autobiografico non segue certo la cronologia, ma il filo dei ricordi che si intersecano, si sovrappongono, mescolandosi a flash back e soliloqui interiori), egli insegna nella Scuola pubblica (il college) nella quale aveva studiato fino all’entrata in guerra. Viene poi licenziato a causa di una situazione equivoca verificatasi tra lui, un suo alunno, e la madre dell’alunno. Il tormento della sessualità è presente come nella prima parte dell’opera. Ancora si esprime in termini di “vergogna e timore del sesso”, di vero “orrore sessuale”. Egli narra comunque del suo primo fidanzamento, ben presto fallito. Si iscrive alla facoltà di medicina a Londra. Si laurea, ed ottiene anche una medaglia d’oro per la chirurgia clinica. Nel frattempo è scoppiata la 2ª guerra mondiale. Diviene medico militare, con il compito in un primo tempo di fare selezione degli ufficiali, e successivamente gli vengono affidati i soldati colpiti da “shock da bombardamento”, che dichiara candidamente di non sapere che cosa fosse. In entrambi i casi si descrive come incapace di fare alcunché. Ci informa comunque che si sottopone ad una analisi personale con John Rickman, che più tardi riprenderà con Melanie Klein. Ci racconta, sempre in modo frammentario, della sua relazione con una giovane attrice inglese, che morirà dopo aver messo al mondo la loro figlia, Parthenope. Si ritrova così con “una bambina, una casa, non una moglie”. Egli peraltro esercita come medico specialista, ma “Mi sentivo come non mi ero mai sentito prima: ottuso e insensibile”. [Fine scheda]
Dopo la guerra, conseguì la laurea in storia all'Università di Oxford e insegnò per un breve periodo, studiò quindi medicina all'Università di Londra e, conseguito il titolo accademico, iniziò ad interessarsi di psicoterapia. Dal 1932 frequentò la Tavistock Clinic, nel 1938, iniziò, con John Rickman, un'analisi che fu interrotta dallo scoppio della seconda guerra mondiale e abbandonata quando i due colleghi si trovarono a lavorare insieme all'ospedale militare di Northfield, dove erano incaricati del supporto ai militari colpiti da shock psichico in combattimento (fenomeno oggi annoverato tra i disturbi da stress post-traumatico). In tale contesto Bion cominciò a sviluppare la sua teorizzazione sui gruppi, che avrebbe trovato una formulazione definitiva in Experiences in Groups (1961). Nel 1940 si sposò con Betty Jardine (matrimonio che durò fino al 1945). Bion ebbe una figlia, Parthenope, ma la moglie morì dopo il parto. Successivamente, nel secondo matrimonio (1951) con Francesca, ebbe due figli, Nicola e Julian. Nel 1945 intraprese un'analisi con Melanie Klein.
Il lavoro di Bion con i gruppi terapeutici si concluse sul finire degli anni 1950, tuttavia della concezione che l'individuo sia profondamente radicato nel gruppo è intriso tutto il suo lavoro di psicoanalista e di teorico. In tale periodo divenne una figura di spicco nella Società Psicoanalitica Britannica ricoprendo le cariche di Direttore della Clinica Psicoanalitica londinese dal 1956 al 1962 e di Presidente della Società dal 1962 al 1965. Si trasferì a Los Angeles nel 1968 e tornò in Inghilterra pochi mesi prima di morire nel novembre del 1979.
L'opera di Bion Il contributo di Bion alla cultura psicoanalitica ha inizio con alcuni importanti articoli negli anni 1940 e poi va crescendo; nel 1961 pubblica Esperienze nei gruppi, il primo fondamentale testo nel quale l'individuo è definito psicologicamente radicato nel gruppo cui appartiene; da tali studi ha origine la gruppoanalisi per la quale il gruppo è considerato una unità dinamica; un corpo di teorie bioniane, sviluppato anche da altri insigni esponenti del Tavistock Institute di Londra e da studiosi di tutto il mondo.
Talvolta definito un fenomenologo della psiche, nella trilogia Memoria del futuro, prendendo spunto, secondo l'opinione di molti studiosi, da Beckett, descrive magistralmente particolari fenomeni mentali, mostrando come farne esperienza.
Il pensiero di Bion, ritenuto da molti fondamentale nella pratica analitica sia individuale che di gruppo, è un complesso e articolato contributo alla psicoanalisi. Insistendo sul fondamento freudiano, esso ne amplia il campo di applicazione e ne approfondisce il livello di analisi: "Secondo Freud i gruppi si avvicinano ai modelli di comportamento nevrotico, mentre nella mia concezione, si dovrebbero avvicinare a modelli di ordine psicotico."W. Bion, Esperienze nei gruppi, 1948