La figura etimologica, che è una continuazione dalla latina annominatio, è la figura retorica che consiste nell'avvicinare due o più parole che hanno la medesima radice lessicale, e che perciò oggi si dicono in certi casi cognate (si parla di termine cognato o parola cognata, mediato dall'inglese cognate in sostituzione del latino annominato e annominata), come per il famosissimo esempio dantesco di «selva selvaggia», e in altri casi doppioni o allotropi, come per esempio vizio e vezzo. La figura etimologica non riguarda solo la poesia e la letteratura, ma anche il linguaggio comune, la storia delle lingue, la comicità e, in tempi recenti, i giochi di parole.
famiglie di parole come serbatoio di innumerevoli figure etimologiche Per comporre figure etimologiche occorre conoscere i serbatoi linguistici in cui attingere e alimentare il lessico per poterle formare, e che sono le famiglie etimologiche, molto apprezzate in inglese come word families e in francese come familles de mots . Le famiglie di parole tra le lingue neolatine (italiano, spagnolo e francese) e l'inglese sono circa 5.000 e costituiscono grandi e piccoli serbatoi in ciascuno dei quali le parole vivono come cognate, nel senso di imparentate o affini linguisticamente. Combinando termini all'interno dei serbatoi si intuisce che inselvatichire appartiene alla famiglia del latino SILV-, ed è cognato di selvaggio, che diagramma appartiene al serbatoio del greco GRAMM-/GRAPH- ed è cognato di grafico, che snob appartiene alla famiglia dell'inglese SNOB- ed è cognato di snobista. A volte l'intuito non basta per riconoscere cognati solo in apparenza, i cosiddetti falsi amici che considerando l'italiano possono essere interni (la burrasca non è cognata di burro e il burro non indica solo un alimento ma anche un tipo di asino) sia esterni (in italiano morbido è cognato dell'inglese morbid ma ha un significato diverso). Gli studi comparativi delle etimologie portano alla loro classificazione. Se ci sono famiglie con un emorme numero di derivati, come quelle legate ai verbi latini VIVERE, CAPERE, DICERE, FACERE, AGERE, MITTERE, PONERE, SEDERE, TENERE, TENDERE, STARE, esistono numerosissime microfamiglie o famiglie con un solo termine (monotermini). Per esempio scialle è una parola isolata in italiano, priva di un cognato, metaforicamente il vocabolo è come la famiglia single. Tuttavia nella comparazione interlinguistica scialle ha parenti fuori dall'italiano nelle lingue europee che hanno ricevuto prestiti attraverso il francese o dal persiano shal, che a sua volta aveva attinto al sanscrito śāṭī.
Differenza tra figura etimologica e paronomasia, il caso dei cultismi A rendere ampiabile o ristringibile la figura etimologica, sono i cosiddetti cultismi (latinismi oggi sempre più antiquati). L'opacità di alcune e l'errore che più spesso si commette sono dovuti alla confusione tra figura etimologica e paronomasia, che si basa invece sull'accostamento di parole per la loro somiglianza fonetica o morfologica (non per parentela etimologica o cognazione). I casi dubbi si alimentano dalle possibilità di accostare parole in base a rima, assonanza e consonanza, elementi di sonorità comuni a entrambe le figure.
Differenza tra figura etimologica e polittoto La figura etimologica è un genere rispetto al polittoto, che è una sua specie («Amor, ch’a nullo amato amar perdona», esempio dantesco, Inferno, V, v. 103). Il polittoto infatti circoscrive la figura etimologica grammaticalmente in quanto si basa sulla flessione della radice relativamente a caso, genere, numero e tempo verbale (morfemi grammaticali). Quindi una frase che contiene «amore, amato, amante, amatore, amorevole» forma polittoto, ma per restare polittoto non deve accostare «innamorato» o «disinnamoramento», che sono cognati prefissati, né avvicinarsi a «mon amour», locuzione francese; se l'accostamento avviene con una di queste altre parole, smette di essere polittoto e diventa figura etimologica.
Figura etimologica, ambito della letteratura Dante Alighieri è storicamente un maestro della capacità con la figura etimologica di rafforzare ed enfatizzare il concetto da esprimere, ma non è stato il solo maestro. Esempi:
Figura etimologica nel linguaggio comico Come Dante lo è stato in letteratura, Totò è stato un grande maestro di figure etimologiche nel linguaggio comico. Fanno ancora ridere, parlare e chattare, alcune delle sue frasi: «A quest'ora il Questore è in questura?» (Totò Le Mokò). La frase evidenzia la maestria nell'incrociare figura etimologica e paronomasia, perché questore e questura sono figura etimologica (famiglia del verbo latino QUAER-), mentre a quest'ora si lega solo paranomasicamente nella frase appartenendo alla famiglia di ORA e ORARIO. «Con che occhioni mi guardi ... tu mi spogli ...mi stai spogliando... spogliatoio!» (Totòtruffa, 1961). L'attore usa la famiglia del latino SPOLI-.
Figura etimologica nel linguaggio comune È facile intuire che il paradigma base della famiglia latina SPOLI- (spogl- in italiano) si compone con il verbo spogliare, il sostantivo agente spogliarellista, gli aggettivi spoglio e spogliato, il sostantivo spogliatoio che ha il suffisso strumentale e locativo -oio (latino -orium). Meno facile è ricondurre allo stesso paradigma i termini spoglia (cadavere), spoglio (scrutinio) e spoliazione (saccheggio), in quanto sono antiquati e/o di bassa frequenza d'uso. Molto difficile è ricordare che ciascuna di queste parole inglesi sono cognate/affini di spogliare o spogliatoio e perciò possono accostarsi per formare una figura etimologica: «despoil, despoiler, despoliation, despoilment, spoil, spoilable, spoilage, spoiler, spoilsman, spoilspeople, spoilsperson, spoilsport, spoilt, spoliate, spoliation, spoliative, spoliator, spoliatory, unspoiled». Difficilissimo è infine ricostruire tutti i rami, e relativi discendenti, che la famiglia del latino spoli- ha generato in italiano, spagnolo, francese e inglese, nonché in vari dialetti e lingue minori. Riescono a questa ricostruzione solo i dizionari di etimologia comparata e solo quelli che raggruppato le famiglie come lemmi speciali.
Figura etimologica nei giochi televisivi Nel gioco quiz su Rai Uno, Reazione a catena, che nel 2026 è condotto da Pino Insegno, la parte finale intitolata Intesa vincente prevede che due concorrenti delle rispettive squadre pronuncino una parola alla volta alternativamente per far capire in tempo record al compagno seduto in poltrona la parola a lui sconosciuta e che il pubblico da casa vede sovrascritta. Vige il regolamento per cui non sono ammessi vocaboli con la stessa etimologia. Essi formerebbero figure etimologiche vietate in grado di creare un trampolino facile rispetto alla parola da indovinare. Per esempio, per far indovinare "cuoco" si può scambiare di tutto senza mai dire "cucinatore", "cocinero" (spagnolo) o "chef" o "cuisinier" (francese) o "cook". Il divieto riguarda la figurabilità etimologica o la potenziale figura etimologica nel quadro delle interrelazioni tra lingue romanze e semiromanze.
Figura etimologica nella storia della lingua italiana Nel Medioevo l'annominatio si collegata alle derivationes e comprendeva sia la figura etimologica sia la famiglia di parole, non essendoci una chiara distinzione teorica; soprattutto l'etimologia non poggiava ancora sulle distinzioni precise e scientifiche della linguistica comparata. I dizionari medievali del latino ignoravano l'indoeuropeo e prima di diventare alfabetici erano basati sulle Derivationes dal latino classico e dal greco. Gli errori etimologici erano frequentissimi sulla scia delle Etymologiae di Isidoro di Siviglia. Un esempio celebre è dato dal dizionario enciclopedico e lessicografico Derivationes del grammatico e vescovo Uguccione da Pisa (compilato intorno al 1198), fondamentale punto di riferimento per la cultura e la letteratura medievale (lo stesso Dante lo conosceva e lo utilizzava). In esso il lemmario è in ordine alfabetico non come quello attuale, i lemmi sotto BA- BE- BI- BO- BU- vengono prima di quelli sotto BL- e BR- per accogliere derivazioni da un latino considerato grammatica universale. Il lemmario è ridottisismo, perché si trovano senza distinzione formale parole monotermine (senza cognati), scelte a caso o ideologicamente dall'autore e spiegate brevissimamente, e poi parole-origine che aprono una mole lunghissima di presunti derivati e quindi presunti cognati. Paragonando i lemmi di questa opera con i dizionari attuali si può dire che Uguccione faceva esercizi para-etimologici di incrocio e confusione continui tra figure etimologiche e paronomasie, anche se tentava di costruire famiglie etimologiche
Voci correlate Complemento oggetto interno Etimologia Paronomasia Annominazione Polittoto Ripetizione
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Categoria:Figure retoriche