Sabotatori (Saboteur) è un film del 1942 diretto da Alfred Hitchcock.
Trama Barry Kane, operaio in una fabbrica aeronautica di Glendale, in California, viene ingiustamente sospettato di aver appiccato un incendio nello stabilimento in cui lavora durante la seconda guerra mondiale, un atto di sabotaggio interno. Kane è convinto che il vero responsabile sia un uomo di nome Fry, che aveva incontrato poco prima e che sostiene essere un dipendente della fabbrica. Quando però nessuno riesce a trovare traccia di un dipendente con quel nome, Kane diventa oggetto di una vasta caccia all'uomo. Ricordando l'indirizzo riportato su una busta che aveva visto in possesso di Fry, riesce a farsi dare un passaggio su un camion diretto verso un enorme ranch nel deserto. Qui scopre che il proprietario, Charles Tobin, collabora segretamente con una rete di sabotatori di cui fa parte anche Fry.
Kane riesce a fuggire e trova rifugio presso un uomo cieco e sua nipote, Patricia Martin. La ragazza, convinta che Kane sia colpevole, tenta di consegnarlo alla polizia, ma lui la rapisce e fugge con lei verso est, deciso a trovare Fry. I due si nascondono su un convoglio di un circo e arrivano infine in una città fantasma utilizzata come base dalla rete di sabotatori di Tobin. Kane riesce a fingersi un loro complice e si infiltra nell'organizzazione, scoprendo che il prossimo obiettivo è sabotare il varo di una nuova nave da guerra presso il Brooklyn Navy Yard. Nel frattempo Martin si rivolge allo sceriffo locale, che si rivela però essere a sua volta al servizio di Tobin. Kane accompagna quindi i sabotatori a New York, dove il gruppo si riunisce nella villa di Mrs. Sutton, una ricca filantropa simpatizzante del nazismo. Quando Tobin arriva e smaschera Kane, quest'ultimo viene rinchiuso nel seminterrato della villa, mentre Martin viene tenuta prigioniera in un ufficio ai piani alti del Rockefeller Center. La ragazza riesce a gettare un biglietto dalla finestra e alcuni tassisti che lo raccolgono avvertono l'FBI, che interviene per salvarla.
Kane riesce a fuggire dalla villa di Sutton facendo scattare l'allarme antincendio e corre al Navy Yard. Qui trova Fry mentre si prepara a far esplodere la nave da guerra e tenta di sopraffarlo. Quando Fry fa detonare la bomba, tuttavia, la nave è già stata varata e si trova fuori pericolo. Fry cattura Kane e torna nell'ufficio del Rockefeller Center, dove trova ad attenderlo le autorità. Riesce a fuggire, seminando il panico tra gli spettatori di un cinema del Radio City Music Hall e minacciandoli con una pistola, quindi prende un traghetto diretto alla Statua della Libertà. Kane lo insegue fin sulla fiaccola della statua. Fry precipita accidentalmente oltre il parapetto della piattaforma e rimane aggrappato alla mano della Statua della Libertà. Kane tenta di salvarlo, ma mentre la polizia e l'FBI raggiungono il luogo, Fry perde la presa e precipita morendo.
Produzione : mentre stava lavorando al film avvenne l'attacco di Pearl Harbor, che fu il motivo per cui gli USA entrarono nella seconda guerra mondiale. Selznick decise di vendere il film a un altro studio e concluse un accordo con Frank Lloyd che lo avrebbe prodotto negli Universal Studios, pagando 130.000 dollari più il 10% degli incassi.Donald Spoto, Il lato oscuro del genio, Lindau, Torino, 2006, p. 317. Il film fu dunque prodotto da Frank Lloyd e Jack H. Skirball per la Universal Pictures, che lo distribuì.
Soggetto Il soggetto è originale di Hitchcock e lui dichiara di aver rielaborato un'idea che gli aveva offerto il suo vecchio amico Charles Bennet.Rohmer-Chabrol, Hitchcock, Marsilio, Venezia, 1986, p. 72.
Sceneggiatura Alla sceneggiatura intervennero, insieme ad Hitchcock, Joan Harrison, John Houseman e il giovane scrittore Peter Viertel. Anche la scrittrice Dorothy Parker collaborò offrendo alcune soluzioni veramente spiritose come l'incontro con la carovana di circensi.
Riprese La lavorazione incominciò nell'agosto del 1941.
Luoghi Il film, come dice Hitchcock stesso, è un itinerario, una corsa da una costa all'altra degli Stati Uniti che il protagonista, Barry Kane, compie per dimostrare la propria innocenza inseguendo e cercando di smascherare il vero colpevole.
L'azione inizia a Glendale, in California, in una fabbrica di aerei militari, dove Barry Kane lavora come operaio e dove avviene l'esplosione; Kane poi ottiene un passaggio da un camionista che lo porta a Springville, nel ranch di Charles Tobin; inseguito dalla polizia si salva saltando in acqua e in fuga è accolto nel cottage di un cieco; in auto con la nipote del cieco, Pat, percorre lunghe strade deserte nella zona di Alabama Hills; ottenuto un passaggio dalla carovana di un circo si fa lasciare nei pressi di Soda City, nella miniera dismessa collocata proprio di fronte alla diga di Hoover, obiettivo di un progettato e imminente nuovo attentato, che sarà sventato da Kane; la parte finale si svolge a New York nella villa lussuosa di Mrs. Sutton, nel Rockfeller Center, nel cantiere navale di Brooklyn, al Radio City Music Hall, infine sulla Statua della Libertà.
Prima La prima ebbe luogo il 24 aprile 1942.
Accoglienza
Malgrado le preoccupazioni del regista, l'uscita del film fu accolta da recensioni della stampa entusiaste e da un successo di pubblico tale che Jack Skirball gli propose di girare un film a sua scelta (sarà poi L'ombra del dubbio).
Critica Hitchcock dichiara: «Sabotatori appartiene allo stesso genere di film de Il club dei 39, de Il prigioniero di Amsterdam e anche di Intrigo internazionale. Ci troviamo ancora di fronte al MacGuffin, alle manette e a una sceneggiatura-itinerario. Ancora una volta il rischio principale di un film del genere sta nella difficoltà di avere un attore importante.» E continua esponendo le sue perplessità sulla scelta di Robert Cummings nel ruolo del protagonista, attore preparato ma più adatto con la sua aria spensierata alle commedie leggere, che abitualmente interpretava con successo. Anche la protagonista femminile gli era stata imposta dalla produzione ed Hitchcock trovava che non corrispondesse al tipo di donna che aveva in mente. Hitchcock era poco soddisfatto anche dell'attore che interpretava il cattivo, per cui era stato scritturato Otto Kruger, attore che egli riteneva troppo convenzionale in quella parte, che avrebbe preferito far interpretare da un attore solitamente utilizzato in quella del simpatico, per contrappunto.François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock, Il Saggiatore, Milano, 2009, pp. 119-120.
Il film oggi appare «...un vero deposito di idee»Bruzzone-Caprara, I film di Alfred Hitchcock, Gremese, Roma, 1982, p. 143: alcune sono riprese da film precedenti, variate e rinnovate, altre saranno sviluppate in film successivi, altre ancora sono del tutto originali.
Sequenze memorabili Alcune sequenze risultano memorabili per come sviluppano il tema della "verità e apparenza" così caratteristico di Hitchcock: Tobin, cervello e motore del gruppo di spie, nel suo ranch appare un innocuo nonno affettuoso in vacanza che accudisce amorevolmente la nipotina; il cieco riconosce l'innocenza di Kane contro l'opinione di coloro che vedono; la donna barbuta del carrozzone del circo si commuove per l'amore che Pat dimostra al fuggiasco proteggendolo contro tutti: Pat in realtà ha cercato di denunciare Kane alla polizia fino a quel momento, ma quelle parole la convincono a credere finalmente alla sua innocenza; la festa di beneficenza pare riunire rispettabili benefattori, cittadini insospettabili: in realtà sono spie antiamericane; nella sala cinematografica gli spari nel film proiettato si sovrappongono agli spari veri della spia in fuga. Altre sequenze s'impongono per la loro spettacolarità: la maestosità simbolica dei luoghi scelti come teatro delle azioni decisive, dalla Statua della Libertà al Radio City Music Hall; il salto nel fiume del protagonista in manette; l'esplosione iniziale; la pistola puntata da dietro una tenda che una sola persona vede.Giorgio Simonelli. Invito al cinema di Hitchcock, Mursia, Milano 1996, p. 110.
Simboli Nel suo recente libro sui film di Hitchcock, Paul Duncan ipotizza l'uso, in Sabotatori, della simbologia del fuoco e dell'acqua: «È un film di propaganda che usa la forza evocativa dell'acqua e del fuoco per simboleggiare un'alternativa...il simbolo estremo è la fiamma della Statua della Libertà circondata dall'acqua»Paul Duncan, Tutti i film di Alfred Hitchcock, Lindau, Torino, 1999, p. 100..
Note
Bibliografia
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