Deputato alla Camera dal 25 giugno 1953 al 1º luglio 1987 per il Partito Liberale Italiano, di cui è stato esponente di spicco, capogruppo alla Camera e presidente del partito, sottosegretario di Stato al Ministero delle finanze dal 9 luglio 1955 al 20 maggio 1957 nel primo governo Segni, Ministro dei trasporti e dell'aviazione civile dal 26 giugno 1972 all'8 luglio 1973 nel secondo governo Andreotti.

Biografia

Di famiglia siciliana, il padre Giuseppe era un magistrato, che fu anche procuratore generale presso la Corte d’appello di Messina.

Aldo, laureato in giurisprudenza all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", nel 1934 entrò in magistratura ordinaria (lavorando come aggiunto giudiziario all’Ufficio del Massimario della Suprema corte di cassazione) per poi passare, nel 1940, al Consiglio di Stato, organo del quale sarebbe poi divenuto presidente di sezione43° Annuario del Consiglio di Stato, p. 18..

Entrò in clandestinità nell’ottobre del 1943: «cambiata casa e fattasi crescere la barba, si rese [...] irreperibile per non dover obbedire all’ordine di trasferimento nella Rsi»Antonella Meniconi, Storia della magistratura italiana. Il Mulino, 2013, p. 242.. Tra il 1943 e il 1944 partecipò alla formazione della Resistenza romana, «collaborando col «Centro X», guidato dal generale Roberto Bencivenga, pubblicando il giornale L'Italia del Popolo e, infine, fondando un partito «progressista del lavoro», che sarebbe presto confluito nella Democrazia del lavoro di Ivanoe Bonomi e Meuccio RuiniG. Focardi, Bozzi Aldo, in Il Consiglio di Stato nella storia d’Italia. Biografie dal 1861 al 1948, vol. II, ad vocem..

Si dedicò attivamente alla politica: fu nominato nel 1945 alla Consulta nazionaleGiuseppe Vedovato, Politica estera italiana alla Consulta nazionale, Rivista di Studi Politici Internazionali, Vol. 52, No. 4 (208) (Ottobre-Dicembre 1985), p. 585. e fu eletto nel 1946 all'Assemblea costituente con l'Unione Democratica Nazionale fino al 1948.

Nel giugno 1951, insieme con Bruno Villabruna, dà origine al Movimento Liberale Indipendente. Divenuto esponente del Partito Liberale Italiano, fu eletto deputato nel 1953, e fu sottosegretario alle Finanze del primo governo Segni. Dal luglio 1972 al giugno 1973 fu Ministro dei trasporti e dell'aviazione civile durante il secondo governo AndreottiLa Commissione d'inchiesta parlamentare del 1961-1962 nata per accertare eventuali irregolarità nei lavori dell'Aeroporto di Fiumicino, e presieduta da Bozzi, censurò l'operato di Giulio Andreotti e di Mario Cingolani.. Fu sempre riconfermato alla Camera fino alla IX legislatura.

Durante l'elezione del Presidente della Repubblica del 1978 è stato il "candidato di bandiera" del PLI, venendo votato dal primo fino al 15º scrutinio.

Nel corso della IX legislatura, dal 24 novembre 1983 al 29 gennaio 1985, è stato presidente della Commissione parlamentare per le riforme istituzionali, la prima commissione parlamentare incaricata, seppur con poteri soltanto consultivi, di elaborare un progetto di revisione della parte seconda della Costituzione italiana. Dal 1979 al 1987 fu presidente del PLI.

Vita privata Era il fratello minore di Carlo Bozzi, presidente del Consiglio di Stato dal 1962 al 1968, e zio dell'avvocato Aldo Bozzi, promotore del ricorso contro la costituzionalità della legge elettorale Calderoli.XXXIX Annuario del Consiglio di Stato, p. 12.

Incarichi parlamentari Vicepresidente della 1ª Commissione Affari costituzionali - III e IV legislatura Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla costruzione dell'Aeroporto di Fiumicino - III legislatura Questore della Commissione di vigilanza sulla biblioteca - IV legislatura Presidente della Commissione d'indagine richiesta dall'on. Scalfari a norma dell'art. 74 del Regolamento - V legislatura Presidente della Commissione d'indagine, richiesta dall'on. Vito Miceli, a norma dell'art. 58 del Regolamento - VII legislatura

Note

Voci correlate

Partito Liberale Italiano Governo Segni I Governo Andreotti II

Altri progetti

Collegamenti esterni

Discorsi parlamentari di Aldo Bozzi, a cura della Camera dei deputati

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