Altavilla Irpina è un comune italiano di abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Geografia fisica

Il territorio comunale si estende su tre colli (Torone, Ripa e Foresta) dominanti la Valle del Vellola e del torrente San Giulio (conosciuta anche come media valle del Sabato) ed è ben protetto alle spalle dalla cresta montuosa di Toro, San Mango e Sassano.

L'abitato resta comunque bene interconnesso in quanto si sviluppa uniformemente verso sud e verso est a partire dal centro storico.

Storia Le origini di Altavilla sono certamente antiche: addirittura, vi è chi ritiene che Virgilio l'abbia menzionata nellEneide, col nome di Poetilia. Certamente, molto più tardi, nel 1882 Giovanni Verga vi ci ambientò il romanzo Il marito di Elena.

Le prime evidenze storiche risalgono invece al castello, denominato di Altacauda, che in epoca longobarda esisteva nell'attuale territorio comunale. Si arrivò poi, dopo alterne vicende, nel XII secolo alla dominazione dei Normanni. Successivamente il feudo contenente tale nucleo abitato passò alla famiglia De Capua e solo allora si giunse al nome di Altavilla per mezzo del quale Luigi De Capua così ricordava il proprio casato nonché la sua provenienza dall'omonima città in Normandia

È conosciuto come il paese dello zolfo per la presenza di uno dei più importanti giacimenti della Campania rinvenuto alla fine del XIX secolo.

Gli ulteriori passi della storia del comune seguiranno quelli del resto del territorio circostante e poi della storia nazionale.

Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune di Altavilla Irpina sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica dell'11 settembre 2017.

I monti fanno riferimento alla posizione del centro abitato posto a cavallo di tre colli: Ripa, Foresta e Torone; le nocciole (avellane), sono il principale prodotto della campagna circostante. La sigla A.G.P. significa "Ave Gratia Plena".

Il gonfalone è un drappo partito di giallo e di verde.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiesa collegiata di Santa Maria Assunta situata nei pressi del palazzo baronale e risalente al XVI secoloFAI Collegiata dell'Assunta Santuario dei Santi Martiri Pellegrino e Alberico: in passato era chiamato Collegiata di San Pellegrino, lo contraddistinguono il portale di bronzo e la torre campanaria Monastero Verginiano: nell'antico monastero dalla struttura quadrangolare risalente al periodo a cavallo tra il XVI e il XVII secolo si trova oggi il municipio

Architetture civili Palazzo Baronale anche chiamato Palazzo comitale è un esempio di architettura del Rinascimento napoletano Altri palazzi storici sono Palazzo Capone, Palazzo D'Agostino, Palazzo Salerno, Palazzo Caruso Ospedale San Leone risalente al XIV secolo

Altro Miniera di Zolfo: nella miniera realizzata al confine con il comune di Tufo si trova oggi un sito di archeologia industriale Fontana piè di castello, alimentata da una sorgente locale Impronta di San Bernardino

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2017 nel comune di Altavilla Irpina risultano residenti 102 stranieri. I gruppi più numerosi sono quelli di: Romania 56

Lingue e dialetti Accanto alla lingua italiana, nell'ambito del territorio comunale di Altavilla è in uso una varietà del dialetto irpino.

Emigrazione

Come nel resto della Campania l'emigrazione anche da Altavilla Irpina può dirsi cominciata con l'Unità d'Italia, quando in tutto il Sud Italia vennero difatti importate le regole sociali ed economiche di uno Stato (quello piemontese unificatore) che poteva dirsi straniero, dando inizio a quelle problematiche storicamente poi rese con la locuzione di questione meridionale

La prima ondata migratoria a partire dagli anni settanta del XIX secolo è stata poi arrestata dalla prima guerra mondiale: gli emigranti di questi anni non riuscivano a mantenere facilmente i rapporti con le famiglie e le terre di origine e per di più se ne è persa traccia.

Tra le due Guerre Mondiali i principali paesi di accoglienza per gli emigranti altavillesi furono: Francia, Svizzera, Germania, e Belgio, Stati Uniti d'America, Argentina, Canada, Venezuela e Australia.

L'emigrazione nel Secondo Dopoguerra in Altavilla ha toccato il suo culmine nel decennio 1960-1969, i paesi destinatari sono stati Svizzera, Germania e Belgio in Europa, Australia, Stati Uniti e marginalmente altri Paesi dell'America meridionale. In particolare si segnala che la maggior parte degli emigrati altavillesi in Australia si è stabilita nei dintorni della città di Adelaide, dove ancora oggi è numerosa la comunità altavillese, dotata di forte uno spirito di identità con il comune di origine, e dove non è inverosimile per strada ascoltare settantenni esprimersi in dialetto irpino.

Gli emigranti di questo periodo sono quelli che grazie ai mezzi di comunicazione sempre più accessibili sono rimasti meglio in contatto con le loro famiglie di origine, spesso facendo sì che, dopo essersi definitivamente stabiliti nello Stato che li aveva accolti, abbiano chiamato a sé i propri familiari (fratelli, genitori) restati in Italia. In altri casi il legame con i loro parenti ancora in Italia - e ad Altavilla in particolare - diviene per essi motivo di tornarvi annualmente durante il periodo estivo.

L'emigrazione quasi arrestata a partire negli anni settanta è poi ripresa negli Anni 2000 con motivazioni diverse. Oggi vanno via per lo più giovani laureati o diplomati che, proprio a motivo della propria specializzazione e del percorso formativo seguito, non trovano in zona possibilità di impiego in linea con le proprie ambizioni o necessità. In questo caso le mete sono per lo più nazionali, quali le città di Roma e Milano e relative conurbazioni urbane.

Cultura Musei Nella cittadina si trovano due musei: Museo della Gente senza Storia dedicato al costume popolare ottocentesco e all'età medievale, ospita anche i parati liturgici indossati dal clero altavillese tra XVI e XVIII secolo Museo di Sant'Alberico Crescitelli: ospitato nella casa natale del missionario Alberico Crescitelli ucciso nel 1900 in Cina nel corso della ribellione dei Boxer

Letteratura Parte del romanzo Il marito di Elena di Giovanni Verga è ambientato ad Altavilla. La Altavilla dell'Ottocento è lo sfondo dell'opera letteraria dell'altavillese Federico Villani, letterato, scrittore, poeta risorgimentale

Cinema "Altavilla Irpina" viene menzionata nel film Lucky Luciano diretto da Francesco Rosi. "Oggi è il giorno di festa" film di Giovanni Prisco, con Leo Gullotta, riprende i vicoli del paese e la tradizionale sfilata dei battenti di S. Pellegrino. Il giorno 5 settembre 2015, in occasione della presentazione del progetto cinematografico il sindaco di Altavilla ha consegnato una "menzione speciale" all'attore protagonista Leo Gullotta.

Eventi Il 21 luglio, si festeggia Sant'Alberico Crescitelli, missionario altavillese, martirizzato in Cina nel Novecento e canonizzato il 1º ottobre 2000 da Papa Giovanni Paolo II; il 18 agosto, si svolge il Palio dell'Anguria, corso caratteristicamente a pelo d'asino, durante una sfilata storica commemorativa del breve soggiorno di Costanza Chiaramonte nel XV secolo. il 24-25 agosto si festeggia San Pellegrino Martire, con la sfilata delle tradizionali squadre di battenti provenienti da diversi paesi confinanti con Altavilla.

Amministrazione Sindaci

Infrastrutture e trasporti

Il comune dispone di una propria stazione ferroviaria, sita nei pressi delle vecchie miniere di zolfo, sulla direttrice non elettrificata ed a binario unico Benevento-Avellino. La stazione cittadina si colloca a metà strada fra i due capoluoghi con cui è collegata (15 km circa da ciascuno).

Il traffico passeggeri da tale stazione ferroviaria in arrivo, destinazione o pendolare dal comune di Altavilla è scarso, data la posizione della stessa diversi chilometri fuori dal centro abitato. Tale considerazione del resto vale per la maggior parte delle stazioni della linea. Fino al 2021, anno della temporanea sospensione della linea per la sua elettrificazione, i convogli in transito erano formati da automotrici diesel Aln 668 per lo più in composizione singola (68 posti) o più moderni treni Minuetto da 122 posti.

Più sviluppati ed utilizzati in zona sono i collegamenti via pullman. Altavilla è capolinea di diverse linee di bus. È collegata con frequenza con il proprio capoluogo di provincia Avellino, mentre diverse altre autocorse, utilizzate per di più da studenti universitari, permettono di giungere a Benevento. Di recente istituzione (2011) è un collegamento di bus diretto verso la città di Roma, i cui orari variano in funzione dei giorni della settimana.

Dal punto di vista stradale il comune è lambito dalla ex Strada statale 88 dei Due Principati che permette di raggiungere direttamente i capoluoghi di Avellino e Benevento; si dipartono inoltre diverse strade provinciali che la collegano ai comuni confinanti.

Note

Voci correlate Comunità montana del Partenio Irpinia Principato Ultra Provincia di Avellino

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