Caposele (Capussela in dialetto irpino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Avellino in Campania nell'alta valle del Sele. Fa parte della comunità montana Terminio Cervialto e gran parte del territorio comunale ricade nel parco regionale Monti Picentini.

Il paese è noto per la presenza delle sorgenti del Sele che alimentano l'acquedotto pugliese e per la località religiosa Materdomini con il santuario di San Gerardo Maiella.

Geografia fisica Territorio Il comune di Caposele si trova lungo il margine sud-orientale della provincia di Avellino, al confine con quella di Salerno. I comuni confinanti sono: Bagnoli Irpino e Lioni (a nord - ovest); Conza della Campania e Teora (a nord); Castelnuovo di Conza e Laviano (a est); Calabritto e Valva (a sud).Comune di Caposele (AV) - Piano urbanistico comunale - Conferenza di servizi ex art. 24, comma 6, L.R. n.16/2004, aggiornamento aprile 2010.

Il centro abitato si sviluppa alle pendici del monte Paflagone, all’altezza di , nei pressi della sommità del bacino idrico del Sele. È sormontato ad est dalla collina su cui è sita la frazione di Materdomini, posta a . Il Paflagone si colloca sul versante nord-orientale del massiccio dei monti Picentini, che si estende verso ovest. Ai Picentini appartengono anche altre cime comprese nel territorio caposelese, come il m. Vallicelle (1238 m) ed il m. Calvello (1579 m), sulla cui vetta s'incontrano i confini di Caposele, Lioni, Bagnoli Irpino e CalabrittoCarta Geomorfologica del Parco regionale dei Monti Picentini (Campania).

Dalla roccia calcarea sud-orientale del Paflagone, a , sgorga il Sele, il cui alto corso contribuisce alla complessità geomorfologica del territorio. Dirigendosi verso sud-ovest, scorrendo ad est dei Picentini, l’azione erosiva del fiume ha scavato nei millenni l’Alta valle del Sele, sulla cui sommità si trova il paese. Fra i corsi d’acqua minori che attraversano il territorio di Caposele vi sono il Rio di Salia ed il Minuto, entrambi a regime torrentizio e tributari del SeleMinistero di agricoltura, ind. e comm., Carta Idrografica d'Italia. Il Sele, Roma 1896..

Uso del suolo e vegetazione Il suolo collinare del paese è principalmente occupato da terreni agricoli e querceti. Sui rilievi montuosi vi sono boschi rigogliosi, dove crescono alberi ad alto fusto come castagni, aceri di monte e faggi. Salendo di quota, il paesaggio cambia gradualmente, facendo posto a boschi di conifere e pascoli.

Il fiume Lungo il corso del fiume, sensibilmente modificato dalla presenza dell'acquedotto, cresce la vegetazione tipica del bosco igrofilo, costituita da alberi ad alto fusto come il pioppo ed il salice.

Sono ben rappresentati macroinvertebrati tipici dei corsi d'acqua montani<ref name="dmf">M. Sica (a cura di) Deflusso minimo fluviale nel bacino idrografico del fiume Sele: definizione e criteri di valutazione’, giugno 2013, Napoli.</ref>, quali larve di Efemenotteri, Plecotteri e Tricotteri, indicatori di una buona qualità dell'ecosistema. La temperatura dell'acqua durante l'anno oscilla fra gli 8 e i 10 °C. Tale caratteristica fa sì che questa parte del Sele costituisca una zona vera per la trota, praticamente l'unico membro dell'ittiofauna locale. Sono presenti popolazioni non strutturate di trota fario e trota iridea, entrambe specie di immissione. Delle specie autoctone non resta pressoché nulla. La popolazione di pesci ha subito un drastico calo in seguito a ripetuti episodi di inquinamento idrico avvenuti nel 2013http://www.irpinianews.it/trote-trovate-morte-nel-fiume-sele-nei-pressi-di-caposele/.

Degna di nota è la segnalazione di siti compatibili con la presenza della lontra a valle del centro abitatoV. Cripezzi, A. Dembech, A.M. La Nave, M. Marrese e M. Caldarella, La presenza della trota nel bacino del fiume Ofanto, III convegno nazionale “La Lontra (Lutra lutra) in Italia: Distribuzione, Censimenti e Tutela” 30 nov/1-2 dic 2001, Montella (AV)..

Geologia Il territorio del comune di Caposele è costituito in prevalenza da calcari databili a cavallo tra la fine del Mesozoico e l'inizio del Cenozoico e da sedimenti terrigeni deposti dall'azione del fiume. Essendo situato nei pressi di una faglia direttaR.Funiciello, D.Pantosti & G. Valensise, Fagliazione superficiale associata al terremoto del 23 novembre 1980 Mem. Soc. Geol. It., 41 (1988), 1139-1144 (che in superficie vede le rocce calcaree in contatto coi sedimenti), si tratta di un territorio ad elevato rischio sismico; infatti, secondo la classificazione sismica italiana, il comune appartiene alla zona 1 (sismicità alta).

Origini del nome Il toponimo Caposele deriverebbe da caput Sylaris, ovvero "capo (o inizio) del Sele", data l'ubicazione del paese nei pressi delle sorgenti del fiume.

Storia

Origini Secondo Giuseppe AntoniniGiuseppe Antonini, La Lucania, discorsi, appresso Francesco Tomberli Napoli, 1795. Caposele fu fondata nel periodo delle guerre fra i Sanniti e i Romani da coloro che si ritrovavano da luoghi di scontri militari. Inoltre, stando a quanto narrato da Paolo OrosioPaolo Orosio, Historiarum adversus paganos, V, 24., ad caput Sylaris ci fu la sanguinosa sconfitta di Spartaco, la cui rivolta fu definitivamente soffocata proprio presso le sorgenti del Sele.

Anche le testimonianze archeologiche proverebbero che il luogo fu frequentato in epoca romana. Nel 1834, ad opera del medico locale Nicola Santorelli, fu scoperta in località Preta, al confine con Lioni, una stele (oggi conservata al museo archeologico di Avellino), risalente al tempo dell'imperatore Domiziano, attestante l'esistenza di un collegio sacerdotale dedicato al culto del dio SilvanoNicola Santorelli, Il fiume Sele e i suoi dintorni, Materdomini (AV), Ed. Valsele Tipografica, 1989..

Quale che fosse l'origine del paese, la presenza di abbondanti acque sorgive fu sicuramente uno dei motivi per cui i primi abitanti decisero di insediarsi in quei luoghi.

Dal Medioevo al XVIII secolo Le prime notizie di un feudo (e di un probabile castello) risalgono al periodo normanno, probabilmente al 1160, quando Filippo di Balvano ne divenne il proprietarioEvelyn Jamison, Catalogus Baronum, Fonti per la storia d'Italia, 101, Roma 1972

La peste del 1656 decimò la popolazione del paese; narrano le fonti che di abitanti ne morirono in quel frangente più di 2500Donatantonio Castellano, La Cronista Conzana, manoscritto inedito, voce 'Caposele'.. Nel 1691 gli abitanti risalirono a 1185 mentre Caposele era parte della provincia di Montefusco in Principato UltraDonatantonio Castellano, La Cronista conzana, manoscritto del 1694 custodito nell'Archivio arcivescovile di Conza..

Nei primi decenni del Cinquecento esisteva già una piccola chiesa dedicata alla Mater Domini, che dà il nome ad una frazione di Caposele. Qui Sant'Alfonso Maria de' Liguori venne in missione e aprì una casa religiosa dove, nel 1755, morì San Gerardo Maiella.

Regno delle Due Sicilie e annessione al Regno di Sardegna

Già epicentro del terremoto dell'Irpinia del 1853, è stato uno dei comuni più colpiti dal terremoto del 23 novembre 1980.

Simboli Lo stemma è descritto nello statuto comunale:

Lo stemma è attestato nel sec. XVIII, al suo interno vi sono rappresentati 26 bisanti, numero dell'ambizione e del desiderio di successo. Il gonfalone è un drappo partito di bianco e azzurro.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Santuario di san Gerardo Maiella

L'edificio religioso, sorto nel luogo in cui nel Medioevo vi fu un'apparizione della Madonna, è collocato nella frazione Materdomini (sede di numerose strutture ricettive) ed è meta di continui pellegrinaggi da ogni parte di Italia. Vi si può visitare il Museo Gerardino che contiene numerose testimonianze di vita di san Gerardo Maiella, morto nell'attiguo convento redentorista il 16 ottobre 1755. La tomba del santo è collocata ai piedi dell'altare della venerata statua della Mater Domini, al centro della vecchia Basilica dietro un altorilievo in marmo, dove si intravede la nuova urna in cristallo, argento e madreperla, che contiene il corpo di san Gerardo. Alla chiesa già presente si è aggiunta la nuova chiesa del Redentore, costruita negli anni settanta su progetto dell'architetto Giuseppe Rubino. Le forme architettoniche ricordano la biblica Tenda per il Tabernacolo, costruita da Mosè nel deserto per ordine di Dio e presenta opere di notevole interesse artistico, fra cui il portale in bronzo, un'imponente statua bronzea del Cristo Redentore, e ancora i mosaici raffiguranti gli apostoli e gli arredi monumentali tra cui l'altare, l'ambone e il portacero pasquale.

Nel febbraio del 1930 papa Pio XI ha elevato la basilica della Mater Domini e di San Gerardo alla dignità di basilica minore.

Chiesa madre di San Lorenzo Collocata nel cuore del centro storico di Caposele, ricostruita ex novo dopo il terremoto del 1980, su progetto dell'architetto Carlo Cuomo e dell'ingegnere Vittorio Gigliotti, , con calcoli statici del professore Luigi Adriani, dopo una lunga e travagliata costruzione, la chiesa è stata aperta al culto nel 2008. Secondo i progettisti l'architettura della chiesa sulla sorgente trae ispirazione dallo spettacolo impressionante della galleria sotterranea di captazione della sorgente, con l'acqua che scorre tumultuosamente; le strutture della copertura e del soffitto, richiamano l'immagine dell'acqua, evocando i filetti liquidi ed i vortici dell'acqua fluente. Interessanti le opere marmoree (altare, ambone e battistero) ed il Cristo bronzeo realizzati dallo scultore bergamasco Mario Toffetti, già distintosi per aver ricevuto incarichi in Vaticano.

Architetture militari I ruderi del castello risalente al secolo XI sono ancora visibili in località Castello, alle spalle della chiesa madre di San Lorenzo. A causa del terremoto del 1980 e dell'incuria, l'edificio si presenta in uno stato di profondo degrado.

Aree naturali Le acque raccolte nel Monte Cervialto (che rappresenta un bacino idrogeologico sufficientemente indipendente dai rilievi che lo circondanoCorniello et al. (2008), Memorie Illustrative della Carta Idrogeologica del Parco dei Monti Picentini (Campania) pagg. 18-19) defluiscono verso Caposele. E proprio qui, nei pressi del monte Paflagone, tali acque sotterranee alimentano la sorgente Sanità () per poi venir raccolte in venute di acqua in alveo (sorgente Tredogge) a s.l.m., dando così origine al flusso del Sele. La circolazione idrica sotterranea è condizionata da una complessa struttura a scaglie tettoniche (che dalla zona antistante la sorgente, Coste di santa Lucia, prosegue verso CalabrittoPietro Celico, Maurizio De Gennaro, Maria Rosaria Ghiara e Damiano Stanzione, Le sorgenti termominerali della Valle del Sele (Salerno): indagini strutturali, idrogeologiche e geochimiche Rendiconti Società Italiana di Mineralogia e Petrologia, 35 (1), 1979; pp. 392-398) la quale obbliga il fiume a sgorgare alle altezze suddette.

A Caposele ha inizio l'Acquedotto pugliese, notevole opera di ingegneria idraulica che con le acque irpine disseta l'intero Tavoliere delle Puglie fino a Santa Maria di Leuca.

La portata media del fiume è di circa 4000 l/s ma, in seguito alla captazione delle sorgenti nel 1906Francesco Fiorillo eGerardo Ventafridda, La portata delle sorgenti di Cassano Irpino e Caposele (Campania) durante periodi siccitosi, «Ordine Regionale dei Geologi - Puglia» nº 4-2009 / nº 1-2010, pp. 11-18., nell'alveo si osserva un flusso notevolmente ridotto.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2007 a Caposele risultano residenti 45 cittadini stranieri.

Religione Nel territorio è presente una comunità della Chiesa pentecostale CCEVAS.

Cultura Istruzione Scuole Nel comune di Caposele è presente una scuola dell'infanzia, una scuola primaria e una scuola secondaria di primo grado.