Opere pubblicate Rummel ha trascorso la propria carriera raccogliendo dati su guerre e violenze collettive, in una prospettiva orientata verso la loro risoluzione o eliminazione. Rummel coniò il termine democidio per descrivere un omicidio commesso dal governo. Le sue ricerche sostengono che il numero di persone morte per democidio nel XX secolo è sei volte superiore a quello delle vittime di tutte le guerre di tale secolo.Rudolph J. Rummel, Alessandro Vitale, "Lo stato, il democidio, la guerra: antologia di scritti" Curatore:Stefano Magni, Editore Leonardo Facco editore, 2002 Egli conclude che la democrazia è la forma di governo che è meno probabile uccida i propri cittadini e che le democrazie non fanno mai (o praticamente mai) la guerra tra di loro.

Rummel è autore di 24 libri e ha pubblicato i suoi principali risultati in Understanding Conflict and War (1975-81). Ha quindi speso i quindici anni seguenti a raffinare la teoria sottostante e a testarla empiricamente su nuovi dati, contro i risultati empirici di altri e su casi di studio. Power Kills (1997) riassume le ricerche di Rummel. Altri lavori includono: Lethal Politics: Soviet Genocides and Mass Murders 1917-1987 (1990); China's Bloody Century: Genocide and Mass Murder Since 1900 (1991); Democide: Nazi Genocide and Mass Murder (1992); Death by Government (1994) e Statistics of Democide (1997). Nel 2005 Death by Government fu tradotto in lingua italiana con titolo: Stati assassini. La violenza omicida dei governi.

Democidio Democidio è un termine coniato da RummelDemocide. per indicare "l'assassinio di qualunque persona o genti da parte di un governo, tra cui il genocidio, l'omicidio politico e di massa".Understanding and Preventing Violence: The Psychology of Human Destructiveness, Leighton C. Whitaker, CRC Press, 2000, ISBN 0-8493-2265-0 Google Books Rummel creò questo termine per includere tutte le forme di omicidio che vengono compiute dal governo o da organi governativi che non vengono coperti dalla definizione giuridica di genocidio.Encountering Evil: Live Options in Theodicy, Stephen Thane Davis, Westminster John Knox Press, 2001, ISBN 0-664-22251-X Google Books Secondo il docente statunitense, il termine genocidio ha tre significati distinti.Genocide. Quello normalmente utilizzato, cioè quando un governo ordina l'assassinio di popoli per via della loro nazione, religione o razza; il significato giuridico si riferisce alla Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio adottata il 9 dicembre 1948.

Tutto ciò include anche atti non volti all'omicidio ma che hanno come obiettivo finale l'eliminazione di un gruppo, come la prevenzione delle nascite o il trasferimento forzato di bambini del gruppo in un altro gruppo. Il significato di genocidio in ambito giuridico è simile a quello ordinarioBernard Bruneteau, Il secolo dei genocidi, ed. Il mulino, 2006, ISBN 88-15-11408-4, ma comprende anche gli omicidi governativi di oppositori politici o differenti omicidi intenzionali. È per evitare la confusione che si crea fra i due significati che Rummel coniò il termine democidio per indicare il terzo significato. Rummel definisce il democidio come "l'assassinio di una qualsiasi persona o gruppo di persone da parte di un governo, tra cui il genocidio, l'omicidio politico e l'omicidio di massa".

Facendo degli esempi concreti, le uccisioni promosse o provocate dal governo per motivi di finalità politica sarebbero da considerare democidio, ma Rummel esclude esplicitamente i morti in battaglia nella sua definizione. La pena di morte, le azioni intraprese contro civili armati durante una mobilitazione o una sommossa e la morte di non combattenti uccisi durante gli attacchi contro obiettivi militari – fintanto che l'obiettivo primario è militare – non vengono considerati come casi di democidio. La carestia è classificata da Rummel come democidio solo se corrisponde alla definizione sopra indicata.

Alcuni esempi di democidio citati da Rummel sono le Grandi purghe volute da Iosif Stalin in Unione Sovietica e la politica repressiva del regime marxista-leninista contro i nemici dello stato che secondo i suoi studi provocò dal 1917-1987 più di morti; le vittime () causate dalla polizia coloniale nello Stato Libero del Congo e il Grande balzo in avanti di Mao Zedong che provocò una carestia che sommata alle politiche repressive dello stato maoista arriva ad un totale di morti nel periodo 1943-1976.Rudolph J. Rummel, "Stati assassini. La violenza omicida dei governi", Rubbettino Editore, 2005 (collana Saggi), ISBN 88-498-1025-3. Secondo Rummel, questi non sono stati casi di genocidio, perché coloro che sono stati uccisi non sono stati selezionati sulla base della loro razza o altro, ma sono stati uccisi in gran numero come risultato di politiche governative.20th Century Democide, Hawaii.edu

Note

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Categoria:Anticomunisti statunitensi Categoria:Professori dell'Università Yale