Biografia Origini e famiglia Villaroja nacque a Cotrone, allora parte del Regno di Napoli, il 17 novembre 1751 da Leonardo Villaroja e Anna Lipari; al battesimo gli furono imposti i nomi Bartolomeo, Bruno e Benedetto. Il cognome Villaroja, documentato nelle fonti anche nelle forme Villaroya e Villaroga, è attestato in città almeno dal XVII secolo, in relazione alla presenza della guarnigione spagnola nel castello di Cotrone.
Apparteneva al secondo ordine cittadino degli honorati, formato da professionisti, artigiani, commercianti e piccoli possidenti e distinto dal ceto della nobiltà locale. Sposò Teresa Le Rose, appartenente a una famiglia attiva nel commercio cittadino. Dal matrimonio nacque un figlio, Libertino, battezzato durante il periodo repubblicano dal vescovo Rocco Coiro presso l'albero della libertà innalzato in città.
La Repubblica di Cotrone Nel febbraio 1799, nel contesto degli avvenimenti seguiti alla proclamazione della Repubblica Napoletana e alla temporanea caduta dell'autorità borbonica nel Regno di Napoli, anche a Cotrone si affermò un movimento favorevole al nuovo ordinamento. Nella seconda metà di gennaio un bastimento battente bandiera francese, proveniente da Alessandria d'Egitto e costretto a riparare nel porto cittadino a causa di un forte fortunale nel Mar Ionio, aveva portato a Cotrone 39 militari francesi di artiglieria, comandati da un colonnello e accompagnati da un ufficiale medico. Dopo aver fraternizzato con parte della popolazione, nella notte tra il 2 e il 3 febbraio i militari francesi sbarcarono e, affiancati dai repubblicani locali, presero il controllo dei principali punti strategici della città.
Villaroja figurò tra i principali esponenti dello schieramento repubblicano cittadino. Il 6 febbraio un'assemblea riunita in piazza del Vescovado elesse per acclamazione una municipalità composta inizialmente da sei deputati; Villaroja fu uno degli eletti e ne assunse successivamente la presidenza. La direzione politico-amministrativa della città faceva pertanto capo alla municipalità da lui presieduta, mentre l'organizzazione della difesa militare fu affidata al capitano siciliano Giuseppe Ducarne.
Tra i primi atti del nuovo governo cittadino vi furono la demolizione del Sedile dei nobili, sede tradizionale del consiglio aristocratico locale, e l'erezione nello stesso luogo dell'albero della libertà, uno dei principali simboli politici della stagione rivoluzionaria e repubblicana di fine Settecento. Durante l'attività della municipalità furono inoltre adottate deliberazioni pubbliche e disposte distribuzioni di grano, orzo e pane a favore delle fasce più povere della popolazione.
Il 19 febbraio Villaroja lasciò Cotrone insieme ad alcuni notabili locali e a un gruppo di militari francesi, in una comitiva diretta verso Napoli con l'intento di prendere parte alle attività del governo provvisorio della Repubblica. Secondo una ricostruzione basata sugli atti di un procedimento giudiziario del 1806 conservato nell'Archivio di Stato di Salerno, cinque giorni più tardi il gruppo raggiunse Lagonegro.
Caduta della Repubblica e morte Nel marzo 1799 l'Armata Cristiana e Reale, guidata dal cardinale Fabrizio Ruffo e impegnata nella restaurazione del dominio borbonico nel Regno di Napoli, raggiunse Cotrone. Dopo alcuni giorni di assedio e combattimenti, il 21 marzo la presa del castello da parte delle forze sanfediste pose fine alla Repubblica cittadina.
Alla riconquista seguirono gli arresti, gli interrogatori e i procedimenti contro gli esponenti repubblicani. Con decreto del 31 marzo Villaroja, Giuseppe Suriano, Francesco Antonio Lucifero e Giuseppe Ducarne furono condannati a morte per lesa maestà.
In una lettera del 3 aprile indirizzata a Ferdinando IV di Napoli, Ruffo riferì che il commissario di campagna Angelo di Fiore aveva condannato alla fucilazione Villaroja e gli altri tre, annoverandoli tra i principali esponenti della ribellione crotonese, e comunicò che la sentenza era stata eseguita quello stesso giorno.
I quattro condannati furono fucilati sulla spianata del castello di Cotrone e successivamente sepolti nella chiesa di San Francesco d'Assisi. La morte di Villaroja è documentata anche nel Libro dei Morti dell'Archivio vescovile di Crotone, che ne registra il decesso nel castello il 3 aprile 1799 e la sepoltura nella stessa chiesa.
Memoria La figura di Villaroja è legata alla memoria della Repubblica di Cotrone e della repressione seguita alla restaurazione borbonica. Nel centro storico di Crotone gli è intitolata piazza Bartolo Villaroja.
Note
Bibliografia
Voci correlate Repubblica di Cotrone Repubblica Napoletana (1799) Repubblicani napoletani giustiziati nel 1799-1800 Giuseppe Suriano Francesco Antonio Lucifero Fabrizio Ruffo Sanfedismo Esercito della Santa Fede in Nostro Signore Gesù Cristo Castello di Carlo V (Crotone) Storia di Crotone
Collegamenti esterni
Categoria:Personalità della Repubblica Napoletana (1799) Categoria:Morti nel castello di Carlo V (Crotone) Categoria:Persone giustiziate per fucilazione