Victor fu avversario e testimone della presa del potere da parte di Stalin e del «tradimento della rivoluzione» (Da Lenin a Stalin. 1917-1937: Cronaca di una rivoluzione tradita). Originariamente anarco-individualista, si avvicinò gradualmente al marxismo, entrando poi nel partito bolscevico al suo arrivo a Pietrogrado, nel febbraio del 1919, ponendosi, in seguito all'ascesa di Stalin, in un'originale posizione di marxista libertario. Lavorò per la neonata Internazionale Comunista come giornalista, editore, traduttore. Morì nel 1947 in esilio in Messico.
Biografia Victor era figlio di esuli russi. Suo padre era stato un ufficiale della Guardia Imperiale, membro del gruppo Zemlja i Volja e poi di Narodnaja volja, oltre che parente di Nikolaj Ivanovič Kibal'čič, uno degli attentatori di Alessandro II. Dopo l'attentato, il padre di Victor Serge si vide costretto a lasciare il paese, fino a giungere in Belgio, dove trovò lavoro come insegnante presso l'Istituto di Anatomia di Bruxelles. Qui, il 30 dicembre 1890, nacque Viktor.
Infanzia
Impara a leggere sulle edizioni economiche di Shakespeare e Čechov, e comprende una legge non scritta: Primogenito, turbolento e sagace, ama il suo fratello minore Raoul, e insieme patiscono la fame, finché suo padre non ottenne la nomina all'Istituto di anatomia dell'Università di Bruxelles, migliorando le condizioni economiche della famiglia; ma suo fratello già deperito, si ammala e muore. A quindici anni diventa apprendista fotografo, lavorando dodici ore e mezzo al giorno. Con un gruppo di suoi amici d'infanzia diventa socialista delle "Giovani guardie", ma presto entra in conflitto con alcuni appartenenti al partito, per gli interessi opportunistici che inseguivano, e al Congresso del Partito Socialista belga rompe con la socialdemocrazia per formare un gruppo rivoluzionario di ispirazione libertaria a Bruxelles.
Un rivoluzionario del Novecento europeo
Il rapporto con gli anarchici belgi e francesi Si avvicina agli ambienti anarchici, frequentando la colonia libertaria di Stockel, e conoscendo diversi libertari giunti da diverse parti del mondo. A Draveil, nell'estate del 1908, uno sciopero operaio viene represso a fucilate dai gendarmi dell'allora ministro dell'Interno Clemenceau. Durante le esequie delle vittime, a Vigneux, le truppe aprirono il fuoco, uccidendo diversi innocenti. Serge e i suoi compagni, dopo queste uccisioni, sentendosi vicini alle vittime, organizzarono delle manifestazioni.
Contemporaneamente un altro anarchico, Aleksand Sokolov, preparava un attentato, ma, scoperto, morì sparando contro la polizia.
Si trasferisce prima a Lilla e poi a Parigi dove fonda un circolo di studi, "La libera ricerca", e gli viene offerto di dirigere L'Anarchie rivista francese anarco-individualista, in cui perdurano conflitti legati all'illegalismo, con Octave Garnier e altri, che smettono di collaborare con la rivista e formano la Banda Bonnot, compiendo rapine e sparando alla polizia. La polizia fa irruzione nella sede del giornale, arresta Serge e lo interroga, ma lui si rifiuta di collaborare con le forze di polizia, e nonostante sia innocente viene condannato a cinque anni di prigione. Durante la sua detenzione comincia a maturare la sconfitta dell'anarchismo dicendo:
Della prigionia contesta il sistema carcerario che debilita, istupidisce, degrada, avvelena di un rancore senza nome, l'idea di castigo religioso che alimenta la promiscuità, sottoalimenta e priva i detenuti di esercizio intellettuale. Mentre si trova ancora in carcere su un'isola della Senna, scoppia la Prima guerra mondiale. Nel 1917 viene scarcerato: dopo un breve soggiorno a Parigi, prende un treno espresso diretto a Barcellona.
L'insurrezione catalana Lavora nelle tipografie, firmandosi per la prima volta come Victor Serge. Scrive un articolo su "Tierra y Libertad" in cui prende le parti di Friedrich Adler, condannato per aver ucciso uno dei responsabili della guerra, il conte Sturghk. In seguito firma articoli sulla caduta della dittatura dello Zar Nicola II, per mano del popolo, sancendo definitivamente la rottura con alcuni individualisti francesi. Intanto in Catalogna il Comitato Obrero inizia la preparazione di uno sciopero generale insurrezionale, insieme al sindacato CNT, guidato da Salvator Segui. Nonostante i dubbi sugli esiti dello sciopero, Serge partecipa all'insurrezione del 19 luglio 1917, che fallisce. Deluso, decide di partire per la Russia.
L'esperienza rivoluzionaria in Russia
Prima fase della rivoluzione russa Rientra clandestinamente in Francia dove tenta di arruolarsi, ma viene mandato nel campo di concentramento Sarthe, dove tutti i russi vengono qualificati come bolscevichi. Durante un armistizio riacquista la libertà per uno scambio di prigionieri e dopo un lungo girovagare per l'Europa, Serge riesce a raggiungere Pietrogrado nell'aprile del 1919. Si scontra con la povertà del popolo russo, e si confronta con alcuni anarchici e con alcuni menscevichi. Decide di collaborare con i bolscevichi, scegliendo di non fare carriera come funzionario.
Diventa collaboratore della Severnaja Kommuna organo del soviet di Pietrogrado e ispettore e organizzatore delle scuole della II zona. Partecipa alla III Internazionale fondata a Mosca nel 1919, il cui presidente dell'esecutivo è Zinov'ev. Dopo le prime stragi di prigionieri "rossi" da parte dell'esercito contro-rivoluzionario russo, venne istituita la Čeka, la commissione straordinaria di repressione della controrivoluzione, della speculazione e della diserzione, coperta dal segreto di guerra. Il partito si sforzava di mettere a capo della commissione uomini incorruttibili e inizialmente i militanti potevano intercedere presso di essa per evitare errori.
Nonostante riconosca che "non c'è mai stata una rivoluzione senza terrore" (V. Serge, Gli anarchici e l'esperienza della rivoluzione russa, Jaca Book, Milano 1969, p. 17), rimane perplesso dal proliferare della Čeka e prova pietà per le vittime della repressione indipendentemente quale sia la loro origine sociale. Diventa commissario degli ex archivi del Ministro dell'Interno (Ochrana), in cui dai tempi dello zar, era stato accumulato un'enorme mole di materiale e documentazione investigativa sui rivoluzionari, che in caso di disfatta della Rivoluzione russa avrebbe potuto essere un'arma pericolosa in mano all'Armata Bianca.
Quando l'Armata Bianca raggiunge Pietrogrado, e sembra oramai sicura la sconfitta, Victor Serge assiste all'arrivo di Trockij che nell'Assemblea del Soviet afferma "È impossibile che un piccolo esercito di 15 mila ex ufficiali si impadronisca di una città operaia di 700 mila abitanti" (Victor Serge, Memorie di un rivoluzionario pag 88). Trockij fece partire una campagna mediatica in cui la popolazione era incitata a combattere dentro la città e a distruggere l'esercito avversario. Il 21 ottobre 1919 nella battaglia delle colline di Pulkovo, vincono gli eserciti di Pietrogrado sconfiggendo il generale Denikin dell'Armata Bianca.
L'esperienza come Commissario degli ex archivi dell'Ochrana Serge torna quindi a lavorare sugli archivi dell'Ochrana, che rivelavano le identità e le storie di migliaia di agenti provocatori che erano stati attivi nel regime zarista. Le sue ricerche lo portano a credere che tanti lo fossero ancora, ma rintracciarli era un'impresa ardua. Moltissimi si erano inseriti in impieghi "rivoluzionari", addirittura alcuni finirono fra i dirigenti di Leningrado.
Succeduta alla Terza Sezione cavallo tra il XIX ed il XX secolo l'Ochrana zarista fu una delle polizie segrete più all'avanguardia al mondo, guadagnandosi il primato di essere la prima agenzia di intelligence al mondo a spiare i propri cittadini anche all'esteroStanford Hoover Archives collection sheds light on Russia's secret police, Berttrand M. Patenaude, Hoover Institution Research Fellow, maggio 2016. Utilizzando il materiale che emerge da questi archivi, Serge scrive e pubblica un compendio di informazioni, relazioni e considerazioni Bollettino Comunista nel novembre 1921, elementi che nel 1925 saranno raccolti nel libro "Les Coulisses d'une sûreté générale. Ce que tout révolutionnaire devrait savoir sur la répression", pubblicato da Librairie du Travail in Francia. Con questa pubblicazione, Serge e dei rivoluzionari russi puntavano a diffondere informazioni chiave sul funzionamento occulto della macchina di spionaggio e repressione più potente d'Europa ai movimenti rivoluzionari di tutto il mondo, permettendo così ai compagni socialisti di trarre vantaggio dal materiale scoperto negli archivi dell'Ochrana.
Tra il materiale scoperto da Serge negli archivi della polizia segreta degli Zar spicca la storia di Roman Malinovsky, eletto nel Comitato Centrale, scelto per rappresentare i bolscevichi nelle elezioni della IV Duma e primo deputato della classe operaia eletto sotto il regime degli zar. Al contempo Malinovsky era anche l’agente meglio pagato dell’Ochrana, con ben 8.000 rubli all’anno, 1.000 in più del Direttore della Polizia Imperiale.
Insieme a Malinovsky, Serge smaschera anche Evno Azef, il principale terrorista russo, coinvolto negli omicidi di diversi alti funzionari imperiali tra 1904 e il 1905, e l'informatore della polizia più pagato dall’Ochrana in quel momento. Organizzando l'assassinio del ministro Vjačeslav Konstantinovič Pleve nel 1904, Azef uccise quello che formalmente era il suo datore di lavoro e la persona che lo aveva autorizzato a infiltrarsi nel Partito socialista rivoluzionario.
Prime frizioni con il comitato centrale Per Serge un momento critico per la rivoluzione è stato il 17 gennaio 1920, data in cui la Čeka di Mosca e Leningrado fucilarono 500 "sospetti" per anticipare la decisione del comitato centrale che dal giorno seguente avrebbe abolito la pena di morte.
Serge, pur critico nei confronti del "comunismo di guerra", ritiene necessarie alcune delle sue misure per non essere vinti dalla controrivoluzione. In seguito Serge rimase segnato dalla vicenda di Kronštadt; il Soviet della città protestava contro il comitato centrale e chiedeva la rielezione del Soviet, la libertà di parola e di stampa per tutti, la libertà sindacale e la liberazione di tutti i prigionieri politici rivoluzionari, ma il comitato centrale decise di mentire sulla vicenda comunicando per mezzo stampa che l'Armata Bianca aveva preso la città e invitando i cittadini a prendere le armi contro gli insorti. Serge e altri comunisti francesi decidono di non combattere. Partecipa al X Congresso del partito in cui vige il divieto delle frazioni, ma rimane profondamente colpito dalla tragedia di Kronštadt e dalla definitiva liquidazione di ciò che resta del movimento anarchico e dei partiti sovietici. Consapevole dei pericoli che il potere sovietico sta correndo, ma anche della necessità di scelte che apertamente confliggono con il "sogno", così lo chiama, di quello Stato-Comune descritto da Lenin in "Stato e rivoluzione", teorizza un "comunismo delle associazioni": Volendo evitare la carriera diplomatica nel partito, decide di tentare una via di fuga, insieme a qualche amico e al suocero, fondando la comune francese di Novaja Ladoca, in un grande podere abbandonato. Sconfitti dalla carestia, dalla fatica e dall'ostilità degli altri contadini, abbandonano l'impresa e tornano a Pietrogrado. Facevano parte di un'associazione filosofica del pensiero libero (Volfila), ma sospettati di oltrepassare i limiti del marxismo, furono controllati accanitamente dalla Čeka e dal partito. Tanti amici, filosofi e scrittori, abbandonano l'associazione ed alcuni la Russia, alimentando l'inquietudine di Serge. Serge decide che per salvare la rivoluzione russa, è necessario che in Occidente si formi un movimento operaio in grado di rinforzare la rivoluzione e in qualche modo di cambiarla, per questo gli viene offerto un posto come "illegale" a Berlino.
Inviato in Europa centrale