Castel Bolognese (Castël Bulgnés in romagnolo; talvolta impropriamente indicato come "Castelbolognese") è un comune italiano di abitanti della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna.
Fondata nel 1389 per volere del Senato di Bologna come testa di ponte guelfa in territorio ghibellino, le sue origini medievali sono testimoniate dai resti delle mura e della rocca. La torre civica, simbolo distintivo della città, fu abbattuta nel 1945 dai tedeschi in ritirata e mai più ricostruita.
Lungo i viali, le piazze, in alcuni edifici pubblici e nelle chiese sono esposte le opere in bronzo dell'artista Angelo Biancini. In località Casalecchio sorge il Mulino Scodellino (o della Contessa), l’ultimo esempio ancora esistente della serie di mulini edificati tra il XIV ed il XV secolo lungo il Canale dei Molini.
Geografia fisica Castel Bolognese è situato nella pianura romagnola occidentale. Il territorio si sviluppa in un'area prevalentemente pianeggiante, ai margini delle prime propaggini dell'Appennino faentino, ed è caratterizzato da suoli di origine alluvionale e da un paesaggio agricolo tipico della pianura padana.
Il clima è temperato subcontinentale, con inverni generalmente freddi e umidi ed estati calde e afose. Le precipitazioni risultano distribuite principalmente nei mesi primaverili e autunnali, mentre durante l’inverno sono frequenti episodi di nebbia.
Storia Castel Bolognese rappresenta un tipico esempio di centro di fondazione medievale, eretto per consolidare il dominio di una città su un territorio conteso con potenze avversarieStefano Saviotti, Relazione storica illustrativa allegata al Piano strutturale comunale associato, Faenza 2009. Scaricabile dal sito web del comune (comune.faenza.ra.it).. Nel XIII secolo Bologna era in forte espansione, sia verso Nord che verso Est. In Romagna i suoi interessi si scontrarono con quelli di Faenza e Forlì. Al confine tra i territori di Imola e di Faenza i bolognesi costruirono un avamposto militare a guardia del punto in cui la via Emilia attraversa il Senio. I faentini lo distrussero più di una volta. Una svolta nello sviluppo degli eventi si ebbe quando papa Urbano VI (1378-1389) concesse a Bologna il vicariato sul territorio imolese; nel 1388 il Senato felsineo decise di realizzare un insediamento abitato circondato da mura. Castel Bolognese è uno dei pochi paesi di tutta la regione di cui si conosce la data di nascita: l'atto notarile che ne sancì la fondazione risale al 13 aprile 1389.
Nel 1391 fu costruita la rocca circondata da un fossato. Il nucleo originario del centro abitato fu edificato a poche centinaia di metri a monte della strada maestra. La struttura urbanistica iniziale del Castrum Bononiense fu quella tipica dei centri di fondazione medioevale, con alcune strade parallele ed una trasversale di collegamento. I tre assi viari principali, perpendicolari alla via Emilia, erano le vie Bragaldi, Garavini e Morini. Sin dalle origini l'abitato si caratterizzò per l’ampio uso di portici, ad imitazione della città madre. Nel 1393 fu costruita anche la prima chiesa, San Petronio. Ben presto le nuove case riempirono lo spazio tra la cinta muraria e la via Emilia. In quest'area sin dal 1396 fu attivo l'ospedale degli infermi, dedicato a S. Maria della Misericordia. Anche lungo la strada maestra furono costruite due file di portici di fronte alle nuove case. La porta verso Faenza era quella "del Molino"; verso Imola si apriva la Porta del Mercato.
Nel XV secolo si succedettero come Signori di Castel Bolognese: Alberico da Barbiano e il figlio Manfredo (1403-1405); i Bentivoglio di Bologna (1405-1422); gli Ordelaffi di Forlì (1422-1435, con Caterina); per poi ritornare allo Stato della Chiesa fino al 1501. Nel 1501 Cesare Borgia espugnò Castel Bolognese e ne demolì la rocca e le mura. La signoria Borgia cadde nel 1503; pochi anni dopo il paese entrò a far parte dello Stato Pontificio, inserito nella Provincia Romandiolæ con capoluogo Bologna. La rocca fu restaurata ma perse ogni funzione difensiva. La famiglia più in vista di questo periodo fu sicuramente quella dei Ginnasi. Il loro palazzo, che si affaccia tuttora sulla via Emilia, emerge per la sua imponenza. Il palazzo è stato restaurato nel 2001.. Nel 1540 la Provincia Romandiolae fu scorporata in due Legazioni, Bologna e Romagna. Castel Bolognese fu inserito nella prima. Enclave bolognese in territorio ravennate, gli abitanti di Castel Bolognese godevano di una condizione privilegiata in fatto di dazi. Nel corso del Cinquecento il paese divenne meta di trafficanti e contrabbandieri verso la Toscana, specialmente di sale e grano. A beneficio degli strati più bassi della popolazione, nel 1558 fu eretto il Monte di Pietà.
Il terremoto del 4 aprile 1781, che fu avvertito da Imola a Cesena, causò danni a numerosi edifici. Alla fine del XVIII secolo (1794), papa Pio VI decise di stroncare il contrabbando. Castel Bolognese venne distaccato dalla Legazione di Bologna e fu annesso a quella di Romagna. Il 15 agosto 1813 (durante il periodo napoleonico) fu inaugurato il nuovo ospedale cittadino, progettato da Giovanni Antonio Antolini, considerato all'epoca tra i più moderni ed eleganti della Romagna. Il nosocomio rimase aperto ininterrottamente fino al gennaio 1993.
Con il plebiscito del 1860 Castel Bolognese entrò a far parte del Regno di Sardegna, che l'anno dopo divenne Regno d'Italia. Nel 1861 fu aperta la prima tratta della linea ferroviaria Bologna-Ancona, con una fermata a Castel Bolognese. Il 23 agosto 1863 fu inaugurato il collegamento con Ravenna. Rimaneva da costruire una strada di collegamento tra il centro del paese e la stazione ferroviaria: nacque così viale Fratelli Cairoli. L'area di fronte alla stazione non fu inizialmente oggetto di espansione edilizia: l'unità d'Italia non ebbe come conseguenza l'espansione urbana al di fuori delle mura, come successe in altri centri vicini. Le prime scuole pubbliche del Regno furono costruite su progetto dell'architetto fontanese Giuseppe Mengoni. Nel 1876, per agevolare il traffico, furono demolite le due Porte sulla via Emilia e fu poi aperta una breccia detta "Porta Nuova" nella cinta in fondo a via Garavini (dove oggi la strada incrocia via Roma). Nel 1896 l'illuminazione elettrica sostituì i lampioni a petrolio. Nel 1902 il cimitero fu collocato nella sede attuale, a ridosso della strada provinciale per Casola.All'inizio del XX secolo si ebbe il primo consistente sviluppo urbano del paese al di fuori delle mura: nuove case furono costruite lungo viale Roma, viale Pascoli e viale Marconi. Nel 1904, il 29 gennaio, venne fondata la prima cassa rurale del paese, la «Cassa rurale depositi e prestiti di San Petronio» ad opera di due fratelli sacerdotiMatteo Pirazzoli, «La nostra banca? 120 anni di cultura cattolica e mutualità», ne «Il nuovo Diario-Messaggero», 16 maggio 2024, pag. 30.. Nel 1928-29 venne realizzato il primo campo sportivo: fu il primo impianto sportivo permanente di Castel Bolognese. Nel 1935 furono edificate le scuole elementari "Bassi", seguite tre anni dopo dalla Scuola di avviamento professionale. Durante la seconda guerra mondiale il fronte si arrestò per quattro mesi (inverno 1944-45) lungo il fiume Senio, che scorre a pochi km dal centro abitato. Emblematico della sofferenza patita dagli abitanti fu l'eccidio di Villa Rossi. Dopo che gli Alleati si attestarono lungo il fiume, i tedeschi rinforzarono le loro linee difensive. Decisero che la zona tra la frazione Biancanigo e il Senio dovesse essere spianata per avere migliori possibilità di tiro. All'alba del 17 dicembre Villa Rossi e le case coloniche adiacenti furono fatte saltare in aria con l'esplosivo. Morirono ventuno persone, dai 2 agli 84 anni.Il 4 febbraio 1945 i nazisti fecero saltare la torre civica (monumento simbolo del paese) costruita dai bolognesi nel 1395. Successivamente furono distrutte anche la settecentesca chiesa del Suffragio, il palazzo comunale, palazzo Mengoni, e le chiese di San Francesco, San Petronio e San Sebastiano, oltre a molte case private. In aprile gli Alleati sfondarono il fronte sul Senio. I combattimenti con i tedeschi furono asperrimi, provocando 248 vittime tra la popolazione. Castel Bolognese venne liberato il 12 aprile 1945 dalla 3ª Divisione del II Corpo d'armata polacco comandato dal generale Władysław Anders.
I lavori di ricostruzione cominciarono subito dopo la Liberazione. Venne deciso di radere al suolo il vecchio palazzo Comunale e la ormai distrutta chiesa del Suffragio per avere una piazza più grande. La torre civica e il teatro comunale non furono più ricostruiti. Nel 1947 fu riattivata la tratta ferroviaria Castel Bolognese-Ravenna, la prima linea locale ripristinata in tutta la provincia. Negli anni Cinquanta l'espansione residenziale avvenne ad ovest del centro storico; cominciò ad essere urbanizzata anche l'area lungo viale Cairoli. Nel 1953 fu istituita la prima scuola Media del paese (troverà la sede attuale entro il 1975). Nel 1959 l'amministrazione comunale si trasferì definitivamente presso palazzo Mengoni.
I lavori di ricostruzione andarono avanti. Nel 1957 entrò in funzione l'acquedotto e fu realizzata la nuova rete fognaria. Tra il 1961 e il 1965 fu completata l'estensione della rete elettrica alle campagne. L'8 marzo 1962, verso alle 2 antimeridiane, la stazione ferroviaria fu teatro di uno spaventoso incidente: il treno diretto Lecce-Milano deragliò dai binari pochi metri prima della stazione, provocando la morte di tredici persone e il ferimento di altri 186, molti dei quali riportarono menomazioni permanenti. La causa, venne poi accertato, fu l'elevata velocità sullo scambio d'ingresso. L'evento è stato ricordato nel 2012, in occasione del cinquantesimo anniversario. Nel 1963 fu approvato il primo Piano di fabbricazione del dopoguerra: prevedeva la realizzazione di una circonvallazione per convogliare il traffico extra-urbano fuori dal centro storico. Il nuovo tracciato avrebbe potuto tenere lontano dal centro i mezzi pesanti, ma il progetto non è mai passato alla fase attuativa.
Il 4 novembre 1966 il Senio ruppe gli argini inondando i campi; le acque raggiunsero anche il paese, giungendo fino a viale F.lli Cairoli (la strada della stazione). I danni furono notevoli: si allagarono la chiesa di San Petronio, il Municipio, il monastero delle domenicane, l'ospedale e le scuole elementari. Segno tuttora visibile dell'alluvione è il grande argine realizzato nel punto in cui il fiume esondò, in via BoccaccioPaolo Grandi, Mezzo secolo fa l'alluvione del Senio, «Il nuovo Diario-Messaggero», 12 novembre 2016, p. 26..
In materia di urbanistica, l'attuale espansione edilizia si deve ai piani regolatori degli anni sessanta-settanta (sindaco Nicodemo Montanari). Negli anni 1970 sono sorte le prime zone artigianali, inizialmente con alcuni capannoni industriali lungo la via Emilia, nei pressi del rio Fantino; successivamente la zona produttiva si è molto estesa a valle della via Emilia. Dal punto di vista demografico, Castel Bolognese ebbe un costante aumento di popolazione dal 1951 al 1979, passando da 5.913 abitanti a 7.561. Al censimento del 2001 gli abitanti hanno superato le ottomila unità (8.212), per raggiungere quota novemila già nel 2006.
Il 21 maggio 1999 sono stati inaugurati la nuova sede della Biblioteca Comunale (nei locali dell'ex mercato coperto), ed il Museo civico in viale Umberto I. Il 28 marzo 2009 è stato inaugurato il nuovo campo da calcio, in via F.lli inserito nel polo sportivo che comprende il palazzetto dello sport, l'area polivalente del tennis, la piscina comunale, il campo di calcio amatoriale e la sede delle società sportive.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con DCG del 30 maggio 1940.