Montalto Uffugo (Muntàvutu in dialetto cosentino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Cosenza in Calabria.

Il centro storico sorge su cinque colli a 430 m s.l.m. a ridosso della Catena Costiera tirrenica mentre a valle si sviluppano le frazioni Settimo e Taverna che sono il cuore economico del comune.

Montalto Uffugo sorge probabilmente sull'antica Aufugum.

Geografia fisica Clima Il territorio di Montalto, principalmente collinare, ha un'altitudine con variazione da 111 a Nella zona montuosa si hanno inverni rigidi con nevicate, ed estati relativamente fresche, scendendo di quota le temperature crescono. Nelle valli e nelle zone soggette a inversioni termiche il freddo invernale tocca punta di -5 °C o -7 °C; le estati sono calde, ma con minime notturne che difficilmente superano i +20 °C. La zona è molto piovosa, con precipitazioni concentrate tra autunno e inverno.

Storia Le origini antiche di Montalto Le origini di Montalto restano tuttora incerte. Non sappiamo se questa mancanza di dati sia dovuta alla scarsità di fonti scritte o, come alcuni ipotizzano, a una volontà inquisitoria volta a cancellare eventi gravissimi – poiché Montalto Uffugo fu teatro di una delle più terribili stragi contro una minoranza religiosa. Di certo, l’atteggiamento di “omertà” da parte di chi nel tempo ha rinvenuto reperti lungo il territorio, unito alla sistematica cementificazione di importanti testimonianze architettoniche, non ha favorito il lavoro degli storici.

Storia antica e presenze romane Nella località Pantoni, numerosi ritrovamenti – alcuni dei quali oggi conservati nei musei di Sibari e Reggio Calabria – testimoniano l'esistenza di un’imponente necropoli situata nei pressi dell’attuale svincolo Montalto-Rose dell'autostrada A3, sotto l’odierno parcheggio del centro commerciale. Poco distante, sorge la contrada Trisoria, il cui nome deriverebbe proprio dall’abbondanza dei reperti ritrovati nel tempo: un patrimonio che, se adeguatamente tutelato, avrebbe probabilmente influenzato lo sviluppo edilizio moderno della zona. Anche qui, tuttavia, la documentazione archeologica ufficialmente catalogata è scarsa, mentre alcuni manufatti giungono nei musei attraverso percorsi burocratici non sempre trasparenti. L'antefissa raffigurante Ercole e il leone Nemeo non è infatti l’unico reperto rinvenuto a Montalto e poi consegnato alle collezioni pubbliche.

Tutto questo contribuisce all'ipotesi che in quest'area sorgesse un tempo una città di notevole importanza. Non è un caso che alcuni storici antichi identifichino proprio qui l'antica Panton, nome che sembra riecheggiare nella moderna località Pantoni.

Ulteriori testimonianze archeologiche confermano un insediamento già attivo almeno dal V secolo a.C. Nella zona di Sant'Angelo, fino agli anni ’80 erano ancora visibili preziosi mosaici di epoca romana, legati con ogni probabilità a un complesso termale poi purtroppo cementificato. Questi elementi attestano la presenza, nei pressi del colle Serrone, di un insediamento romano di grande rilievo.

Un documento significativo è l’urna funeraria di Lucio Aurelio Stefano, procuratore dei pubblici corrieri e sovrintendente alle poste imperiali, rinvenuta ai piedi del colle e oggi custodita nel vicino comune di San Benedetto Ullano: un'ulteriore prova del ruolo strategico di Montalto nella rete amministrativa romana.

Montalto era non solo un municipio romano, ma anche una stazione lungo una delle più importanti vie pubbliche e militari dell’Impero – secondo alcune fonti tra le prime due grandi strade romane. Tito Livio, nellAb Urbe condita, cita Aufugum come uno dei principali centri dei Bruzi che, rallentata l’avanzata cartaginese, si allearono con il console Gneo Servilio: accanto a Consentia e Bergae, Aufugum emerge come secondo centro per importanza dell’area.

Periodo medievale Se la storia antica di Montalto risulta frammentaria e ancora poco documentata, il periodo medievale offre invece testimonianze solide e significative. La presenza normanna è attestata dalla torre in via Foscarini, mentre all’epoca aragonese appartengono il convento di San Domenico e altre importanti costruzioni. Questi elementi, nel loro insieme, confermano senza ombra di dubbio il ruolo centrale che Montalto ebbe per un certo periodo: un vero fulcro del potere politico aragonese in Calabria.

Alla fine del Quattrocento, Montalto divenne anche sede della prima università della Calabria, fondata dal carmelitano montaltese Paolo Antonio Foscarini. Rettore dell’Università di Napoli, fondatore di importanti conventi – tra cui quello di Tropea e quello del Carmine a Montalto Uffugo – Foscarini fu un grande astronomo, scienziato e filosofo.

La sua università ebbe una notevole risonanza culturale: attirava studiosi provenienti da diversi paesi europei e ospitava insegnamenti di Filosofia, Teologia e, naturalmente, Astronomia. Non è un caso che il suo fondatore sia ricordato proprio per le sue innovative convinzioni scientifiche in ambito astronomico, che lo resero una figura di grande rilievo nella storia del pensiero.

Il Ducato di Montalto in età aragonese Con il dominio aragonese Montalto raggiunse un periodo di notevole prestigio politico. Gli Aragona istituirono infatti il titolo di "Duca di Montalto", che divenne uno dei più influenti del Mezzogiorno e rimase molto ambito per tutto il periodo della loro presenza nel Regno di Napoli. Il ducato godeva di un ruolo amministrativo importante, soprattutto sotto la dinastia di Ferdinando I d’Aragona (Ferrante), che lo assegnò ai suoi discendenti.

San Francesco di Paola e il territorio Montaltese Una parte del territorio oggi appartenente al comune di Paola rientrava allora nei confini amministrativi del ducato. Proprio in quest’area San Francesco di Paola fondò i primi insediamenti minimi dell’Ordine dei Minimi. Le sue spoglie non si trovano a Montalto: come noto, furono portate in Francia nel 1562 per volontà di Carlo IX e successivamente disperse durante la Rivoluzione francese.

La chiesa dell’Annunziata, popolarmente detta di San Francesco, custodisce però un'antica iscrizione che ricorda il legame del santo con il luogo, dove tradizione vuole abbia sostato più volte.

Ogni anno, nei primi giorni di maggio, migliaia di pellegrini percorrono ancora il tradizionale cammino montano che collega Paola con il versante interno dell’ 'Appennino, ricalcando parte dei percorsi attribuiti al santo.

La tradizione locale racconta anche dell’esistenza di passaggi sotterranei che collegavano alcuni edifici del centro storico, utilizzati in varie epoche. Alcuni tratti sono ancora visibili, ma non esiste documentazione che li colleghi direttamente a San Francesco o al periodo aragonese.

Il duca Ferdinando di Montalto e lo sviluppo urbano Tra i titolari del ducato ebbe particolare rilievo Ferdinando d'Aragona, duca di Montalto, figlio naturale di re Ferrante I e di Diana Guardato. Egli favorì la crescita architettonica e urbanistica di Montalto, come testimoniano: la piazza centrale del borgo antico, gli edifici nobiliari ancora presenti, la chiesa e il convento dedicati a San Francesco da Paola, diversi palazzi che conservano elementi di architettura di influenza spagnola.

Il prestigio del titolo ducale è confermato anche dalla Sala dei Duchi di Montalto nel Palazzo Reale di Palermo, testimonianza dell’importanza che questa casata ebbe nel più ampio contesto della monarchia aragonese.

Le persecuzioni religiose: fatti storici e memoria locale Durante il regno di Ferrante d’Aragona si verificarono in tutto il Mezzogiorno dure repressioni nei confronti delle minoranze religiose, soprattutto durante e dopo gli anni dell’Inquisizione spagnola (dal 1500 in poi). Tuttavia non esistono fonti ufficiali che documentino un massacro di 1400 valdesi a Montalto in un solo giorno.

Ciò che è storicamente documentato Nel Regno di Napoli furono effettivamente perseguitate varie comunità ritenute eretiche. Il ducato di Montalto ebbe un carcere baronale, come molti feudi dell’epoca. Le comunità valdesi e quelle ebraiche subirono restrizioni: gli ebrei, ad esempio, vennero obbligati a portare segni distintivi (generalmente un drappo rosso o giallo) in molte città del Sud.

Ciò che appartiene alla tradizione popolare Il racconto di un grande eccidio avvenuto a Montalto, con centinaia di vittime e il sangue che avrebbe raggiunto la via Popilia, è parte della memoria orale, molto viva nel territorio ma non supportata da documenti d’archivio.

Negli anni ’80, durante i lavori alla scalinata della chiesa di San Francesco, furono effettivamente rinvenuti scheletri di epoche diverse, probabilmente legati agli antichi usi funerari dell’area e non riconducibili a un singolo evento di persecuzione.

Presenze valdesi ed ebraiche nel territorio È storicamente plausibile che Montalto, in quanto sede ducale e centro amministrativo importante, abbia attratto comunità valdesi ed ebraiche, come molte località strategiche del Regno di Napoli. Le testimonianze documentarie sono però scarse, frammentarie e non permettono di ricostruire con precisione la loro consistenza numerica.

Simboli

Lo stemma di Montalto Uffugo raffigura cinque colli all'italiana uniti d'argento, sormontati da una corona, fondati sulla campagna di verde. Lo scudo è circondato dagli ornamenti da Città. Il gonfalone municipale è un drappo partito di bianco e di azzurro riccamente ornato di ricami dorati.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Duomo - santuario della Madonna della Serra Chiesa di San Francesco da Paola Chiesa di Sant'Antonio da Padova Chiesa della Madonna del Carmine Chiesa di San Domenico Chiesa di San Martino degli Alimena

Società Evoluzione demografica Giuseppe Maria Alfano, nel suo libro Istorica descrizione del Regno di Napoli pubblicato nel 1798 scrive:

Oggi Montalto Uffugo con i suoi abitanti, è un comune in continuo sviluppo industriale e commerciale.

La zona valliva, attraversata dall'autostrada A2 del Mediterraneo e servita dallo svincolo di Montalto Uffugo-Rose, sta facendo registrare un notevole sviluppo industriale e commerciale.

La frazione Taverna è diventata punto di riferimento per molti Comuni della Media Valle del Crati, è sede di un distretto sanitario e di numerose attività commerciali, agro-industriali e del settore terziario avanzato.

Cultura

Montalto Uffugo è nota per l'adozione del compositore Ruggero Leoncavallo, che all'età di 5 anni vi si trasferì con la famiglia. Durante l'adolescenza, il piccolo Ruggero assistette proprio a Montalto ad un tragico avvenimento verificatosi nel chiostro dell'allora convento domenicano: durante una rappresentazione teatrale, la sera del 5 marzo 1865, il domestico di casa Leoncavallo, Gaetano Scavello, fu assassinato dai fratelli D'Alessandro. Da questo evento il compositore prese ispirazione per la composizione dell'opera Pagliacci.

Nel 1943, dopo 24 anni dalla sua scomparsa, uscì il film I pagliacci per la regia di Giuseppe Fatigati e con la giovane Alida Valli, affiancata dagli attori Paolo Ferrari e Carlo Romano.

Dall'anno 2000 nel mese di agosto si tiene il concorso lirico Leoncavallo, e nel 2010 è stato aperto al pubblico il museo Ruggero Leoncavallo.

Geografia antropica Frazioni Caldopiano Caldopiano è una piccola frazione di Montalto Uffugo, a 560 metri s.l.m., di circa trecento abitanti, che rivive soprattutto in estate.

Ubicata a nord-ovest del capoluogo di provincia, si raggiunge percorrendo la strada del mare in direzione di Paola svoltando a San Fili e proseguendo quindi in direzione di Montalto Uffugo.

Parantoro