Bovolone (Boolón, Bogolón o Bovolon in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Verona in Veneto.

È uno dei principali comuni della provincia per numero di abitanti e possiede il titolo di città dal 1994.

Sorge in prossimità dell'antica Castrum Bodoloni, di cui rimane traccia in località Prato Castello, e ospita la secolare "Fiera di San Biagio", le cui origini risalgono al 1278 e che rappresenta una delle più importanti manifestazioni fieristiche regionali sul settore dell'agro-tecnica.

Rappresenta un centro importantissimo per l'artigianato e per le piccole medie industrie legate alla produzione dell'arredamento e del mobile essendo il centro di riferimento per il distretto produttivo del mobili d'arte in stile della pianura veronese; inoltre è sede di importanti luoghi di valore artistico e storico, come la pieve di San Giovanni in Campagna, l'antico Oratorio di San Biagio o la chiesa della Madonna della Cintura.

Accoglie importanti aziende alimentari e agroalimentari e legate ad alcuni settori tecnologici (fotovoltaico, robotica, biomedicale). La città di Bovolone è conosciuta per l'offella d'oro, dolce tipico paragonabile al pandoro, che fu preparata e inventata da una rinomata pasticceria locale.

Nel territorio comunale si trova il parco urbano Valle del Menago, sviluppato su 35 ettari e ha sede l'Azienda Sperimentale del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (mancante di fonti)

Geografia fisica Territorio Bovolone è collocato in direzione sud-est rispetto al capoluogo di provincia Verona e occupa una superficie di . È posto quasi al centro della zona di pianura nella parte meridionale del territorio provinciale, a cavallo tra la media pianura veronese e la bassa veronese, nel punto d'incontro tra pianura asciutta (sabbiosa) a nord, e pianura umida irrigua (torbosa) a sud.

Il territorio comunale è attraversato, in direzione nord-sud, dal fiume Menago con la depressione che ne forma la valle (altitudine di ), nella quale è inserita l'area naturale protetta del Parco Valle del Menago.

La valle è delimitata a est e a ovest da due cordoni sabbiosi, paleoalvei del fiume stesso, aventi un'altitudine che varia da 30 a (la casa comunale si trova a )

Su quello orientale corre la strada provinciale SP2 che da Verona porta a Legnago.

Lungo di essa si trova, oltre al capoluogo, la popolosa frazione di Villafontana.

È classificato nella zona 3 di rischio sismico.

Clima

Il clima è continentale (temperature elevate in estate e rigide in inverno), con elevata umidità relativa con formazione di nebbia durante tutto l'anno, specialmente nei mesi invernali.

Il comune ricade nella "fascia climatica E" con gradi giorno.

La temperatura media di gennaio è di circa , mentre le temperature medie a luglio si mantengono superiori ai .

Le precipitazioni si concentrano tra fine aprile e inizio giugno, e tra ottobre e inizio novembre, con un picco ad agosto, che si è dimostrato in media il mese più piovoso dell'anno. L'inverno, da fine novembre fino a marzo, è il periodo meno piovoso, con una media di poco superiore ai mensili, nonostante sia il periodo più umido.

Origini del nome Il toponimo di Bodoloni compare per la prima volta in un documento, datato 24 giugno 813, nel quale si attesta che il Vescovo di Verona Ratoldo era in possesso di tali terre.

Secondo la tradizione popolare "Bovolone" deriverebbe dal latino Bodolonus, con il significato di "Terra delle rane" ("rana bodoli" è il nome dato ai girini).

È stata anche ipotizzata un'origine longobarda: lo storico e linguista Giovanni Rapelli fa risalire il toponimo alla derivazione dal nome di "Bodilo". Altri ritengono che provenga invece da Bodos, con il significato di "piano della creta" o argilla, in riferimento alle fornaci tradizionalmente situate in località "Creari". I (bodoli) in Veneto sono le Lumache che però in Veronese si chiamano bogoni.

Storia Storia antica Nel territorio comunale, in località Prato Castello, è stata rinvenuta nell'Ottocento una necropoli terramaricola databile alla metà del III millennio a.C. (Eneolitico). Le sepolture seguono sia il rito dell'inumazione sia quello dell'incinerazione; Tra i reperti, urne cinerarie, vasi di corredo, coltelli in selce lavorata, punte di freccia e resti di fuochi e di palafitte.

Successivamente il territorio vide il passaggio di diverse popolazioni: inizialmente Illirici, Etruschi, Galli Cenomani e dal 222 a.C. i Romani che subirono le scorrerie dei Cimbri e dei Teutoni. Sotto il dominio romano appartenne alla regio X Venetia et Histria.

Storia medievale Il Veneto venne attraversato da popolazioni barbariche e a partire dal 569 fu occupato dai Longobardi. Il territorio fu interessato da un terremoto nel 793 e fu conquistato da Carlo Magno. Bovolone fece parte del feudo del vescovo di Verona: il più antico documento che menziona Bodoloni citando la località tra i possedimenti vescovili è del 24 giugno 813Nel documento chiamato "Pagina Firmitatis" il vescovo di Verona e monaco benedettino Ratoldo (803 - 840) divise le rendite feudali della diocesi in quattro parti uguali (per il vescovo, il clero, i poveri e le fabbriche della chiesa): vi vengono citati i vari possessi della diocesi dai quali si ricavavano decime..

Il violento terremoto del 1117 distrusse l'abitato e danneggiò l'originaria chiesa di San Giovanni in Campagna.

In una bolla pontificia di papa Innocenzo III, risalente all'anno 1145 nell'elenco delle pievi sotto il controllo delle diocesi di Verona è compresa la pieve di Bovolone. Tra il 1154 e il 1179 venne istituito il castrum Bodoloni nell'attuale località di Prato Castello e nel corso del XII secolo venne costruito il palazzo vescovile. Tra il 1179 e il 1220 la comunità bovolonese ottenne una certa autonomia: furono emanati degli "statuti" e venivano eletti consoli e decani per regolare la vita civile.

Nel 1233 i mantovani incendiarono il centro del paese, e il territorio fu devastato nel 1234 dai padovani e dai bresciani e nel 1269 dai veronesi. Nel 1278 venne istituita la "fiera di San Biagio" e nel 1300 venne realizzato un ospedale grazie alle donazioni di donna Verde da Salizzole, madre di Cangrande della Scala, che aveva possedimenti presso Bovolone.

Alla fine del XIV secolo, a causa dell'insalubrità dovuta alle acque stagnanti, l'abitato venne trasferito dal castrum Bodoloni in un luogo vicino, centro dell'attuale paese, leggermente sopraelevato e lungo la strada verso Verona.

Nel 1405 Verona entrò a far parte della Repubblica di Venezia. Sotto il dominio veneziano si sviluppò lo sfruttamento delle terre per la produzione agricola e sorsero le ville patrizie delle grandi famiglie proprietarie dei terreni. Si svilupparono anche i commerci con i centri della Repubblica e nel 1580 fu istituito un mercato comunale con frequenza settimanale (il martedì).

Storia moderna + Evoluzione della popolazione nella storia Data Popolazione1405 1625 1630 1801 1815 1835 1861 1866 Risalgono ai secoli XV e XVI le prime notizie riferite all'esistenza dell'abitato di Villafontana ("Villa Fontana"), sviluppato tra il fiume Menago e la strada che conduceva a Verona: una carta mappale del 1561 vi attesta l'esistenza di una chiesa e nel 1573 l'allora vescovo di Verona, Agostino Valerio, vi istituì la "rettoria di Sant'Agostino", dipendente dalla "parrocchia di Mazzagatta" (Mazzantica, che ricadeva sotto la giurisdizione amministrativa di tre comuni Bovolone, Oppeano e Isola della Scala).

Il Seicento vide lo sviluppo del fenomeno del brigantaggio.

Nel 1615, nell territorio di Bovolone vi furono scontri tra gli eserciti veneziano e imperiale. Nel 1629 vi fu una grande carestia, seguita dalla diffusione della peste nel 1630, che a Bovolone provocò circa 800 vittime su poco più di abitanti. In seguito a questi eventi peggiorarono le condizioni di vita della popolazione. Nel 1740 si verificò un'altra carestia.

Nel giugno del 1796 con l'occupazione napoleonica fu soppresso il feudo. Il territorio passò quindi all'Austria nell'ottobre del 1797, con il trattato di Campoformio, generando la formazione di fazioni politiche contrapposte, le quali appoggiavano da una parte le truppe napoleoniche e dall'altra l'impero austriaco.

Storia contemporanea Ottocento Dopo la sconfitta austriaca nella battaglia di Marengo (14 giugno 1800), il trattato di Lunéville divise il territorio veronese in due zone, a destra e a sinistra dell'Adige: la prima, nella quale ricade il territorio di Bovolone, passò in mano ai francesi, mentre la seconda rimase sotto il controllo austriaco. Bovolone fece dunque parte della Repubblica italiana napoleonica (1802-1805) e successivamente del Regno d'Italia (1805-1814), nel quale fece parte del dipartimento dell'Adige.

I francesi modificarono il sistema amministrativo, sostituendo la municipalità al "consiglio della comunità", il podestà al sindaco e i "savi" ai consiglieri comunali. La municipalità ebbe l'incarico di riunificare il territorio della frazione di Villafontana, ma i contrasti con il comune di Oppeano impedirono la realizzazione del progetto. Furono edificate scuole sia nel capoluogo comunale, sia a Villafontana e dal 1810 vennero istituiti i cimiteri comunali, in zone esterne al centro abitato. Le strade per Verona e per Cerea e Legnago furono migliorate e si tentò di introdurre la coltivazione del cotone e attività di produzione dello zucchero dall'uva. Nei primi anni del XIX secolo circa 500 abitanti, su circa totali, emigrarono e la leva obbligatoria per l'esercito francese generò il fenomeno del brigantaggio.

Dal 4 febbraio 1814 gli austriaci occuparono Bovolone e nell'aprile Verona. Con il congresso di Vienna Bovolone entrò a far parte del Lombardo-Veneto, nel circondario di Isola della Scala che apparteneva al distretto di Villafranca. Il primo cittadino era l'"agente comunale", dipendente direttamente dall'impero austriaco, che era a capo della "deputazione comunale" che aveva sostituito la municipalità francese.

Si sviluppò in questo periodo l'allevamento del baco da seta e furono allargate alcune delle strade del paese. Le condizioni economiche non erano buone: negli anni 1820 si diffuse la tisi e si ebbero epidemie di vaiolo nel 1833 e di colera nel 1835. Tuttavia gli abitanti crebbero da nel 1815 a nel 1835.

Alla spedizione dei Mille garibaldina partecipò anche il bovolonese Antonio Bellini (1835-1897). Nel 1866 con la terza guerra d'indipendenza, dopo l'armistizio di Cormons del 12 agosto e la successiva pace di Vienna, il 18 ottobre Verona votò l'annessione e anche Bovolone entrò a far parte del Regno d'Italia.

Il primo sindaco di Bovolone, Luigi Pomini, eletto nelle prime libere elezioni del 2 gennaio 1867 e rimasto in carica fino al 1879, promosse la riorganizzazione delle istituzioni amministrative e scolastiche e delle attività economiche e tentò di riunificare la frazione di Villafontana e di accorpare al comune la frazione oppeanese di Mazzagatta, secondo il volere espresso dagli abitanti. Gli successe il sindaco Domenico Vaccari, che rimase in carica fino al 1894.

Novecento Durante la prima guerra mondiale fu sede di un Ospedale Militare di Tappa per i feriti in combattimento Verso la fine degli anni trenta Bovolone fu sede di una scuola di volo senza motore, struttura paramilitare della Regia Aeronautica destinata alla formazione aeronautica iniziale dei giovani della "Gioventù italiana del Littorio".

Durante la seconda guerra mondiale, nel 1944-1945 l'aeroporto di Bovolone fu anche sede di un gruppo di bombardieri a tuffo della Luftwaffe (il Nachtschlachtgruppe 9) equipaggiato con gli Junkers Ju 87 Stuka, mentre il comando trovò sede in un'ala di Villa Gagliardi.

Simboli