Cologna Veneta (Cołonja in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Verona in Veneto.

Cologna Veneta è conosciuta in Italia e all'estero per il mandorlato, un raffinato dolce natalizio.

Fa parte della zona di produzione del vino Arcole DOC.

Geografia fisica Cologna Veneta è un comune italiano situato nell'entroterra della regione Veneto a 24 m s.l.m.

Cologna Veneta dista 39 km in direzione sud-est dal capoluogo di provincia Verona e si trova al confine con la provincia di Vicenza (Lonigo, Orgiano, Asigliano Veneto e Pojana Maggiore) e a 6 km dalla provincia di Padova (Montagnana).

Territorio Il territorio si presenta pianeggiante, il paese è infatti da sempre un importante centro agricolo. Cologna è lambita dal fiume Guà. Per quanto riguarda il rischio di terremoti, Cologna fa parte della zona 3 (sismicità bassa).

Clima

Origini del nome

Storia Il ritrovamento di reperti della Civiltà di Fiorano nei pressi di Santa Giustina (Museo Civico Archeologico), induce a credere che l'area su cui sorge Cologna Veneta fosse abitata già alla fine del V millennio a.C.

Per la contiguità con il territorio di Este e alla luce della scoperta di una necropoli in località Baldarìa, sembra che la zona di Cologna Veneta sia stata abitata dagli Euganei (1000 a.C.) e dai Veneti (VII-IV secolo a.C.).

Con i romani (I secolo a.C.) Cologna entrò a far parte dell'agro atestino di Este. Resti della centuriazione sono rintracciabili nella campagna ad est del centro abitato.

L'insediamento conobbe un forte impulso a seguito della battaglia di Azio, nel 31 a.C., allorché Augusto stanziò nel colognese un certo numero dei suoi veterani.

Dopo la conquista di Padova da parte del Regno longobardo nel 602 tutto il territorio colognese fu occupato dal Ducato di Vicenza..

Nel 1256 Cologna si ribellò al dominio di Ezzelino III da Romano. La resistenza fu guidata da Jacopo Bonfado e terminò con la disfatta dei colognesi.

Nel 1406 il doge di Venezia Michele Steno decretò l'aggregazione di Cologna al Sestiere Dorsoduro di Venezia, per porre fine alle sanguinose contese tra le Signorie locali. Cologna rimase veneziana fino alla caduta della Serenissima (1797). Napoleone la pose in provincia di Verona il 30 aprile 1806.

L'11 agosto 1867 cambiò denominazione da Cologna a Cologna Veneta..

Nel 1882, dopo l'ennesima esondazione del fiume Guà (nome preso dall'Agno nel suo percorso attraverso Cologna), le autorità cittadine decisero di deviarne il corso. I lavori ebbero termine nel 1904. Nel corso degli scavi per lo spostamento dell'alveo, fu rinvenuta, nella frazione di Baldaria, una cospicua collezione di materiali preistorici, che consentì la nascita del Museo civico archeologico di Cologna Veneta.

Nel 1925 fu inaugurata l'apertura del primo tronco della ferrovia Treviso-Ostiglia, che collegava Cologna a Legnago. La stazione di Cologna Veneta rimase in funzione sino al 1967 per il servizio passeggeri e fino al 1987 per quello merci.

Simboli

Il gonfalone è un drappo partito di giallo e di azzurro.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture civili Torre civica La vetusta costruzione in mattoni, quadrangolare, è situata al centro del complesso urbanistico, in Corso Guà. In origine era una delle dodici torri a due solai di legno della cerchia muraria che cingeva Cologna. Costruita nel 1555, venne portata a termine in due fasi successive: per tentare di risalire all'epoca della costruzione della prima parte è possibile notare uno stemma comunale sulla parte che guarda il Corso Guà, nella sua originale e primitiva composizione. In seguito venne collocata nella facciata che guarda Piazza Mazzini una sacra effigie della Madonna in legno. L'attuale orologio è in funzione dal 1914, mentre la campana originale trasportata dalla Serenissima venne sostituita nel 1590 a seguito di un danneggiamento da un campanone, detto di San Simon, che riporta una data: 1714.

Palazzo pretorio Costruito in laterizi, denominato Capitaniato, fu antica residenza di Pretori e Governatori di Cologna. Si ritiene sia stato edificato per volere dell'ultimo rappresentante della dinastia scaligera Cansignorio della Scala. Durante la dominazione veneziana, dal 1405 al 1797, divenne residenza del Podestà-Capitano, il nobile che a turno per circa due anni rappresentava la massima autorità. Le sale, mirabilmente affrescate, erano adibite a vari usi; all'esterno, nella facciata che guarda i giardini, il muro è stato merlato nel 1793. Negli ultimi secoli divenne Biblioteca Civica, scuola di falegnameria, sede dei Vigili del Fuoco ed infine Comune.

Castello scaligero Sorto verso l'XI secolo, venne distrutto verso il 1200 da parte dei Montecchi guelfi, fazione predominante della Signoria Veronese. Si dice che la riedificazione sia avvenuta con i resti del castello di Campiglia. Degli otto torrioni che componevano la rocca del castello scaligero, oggi ne rimane solamente uno, visibile vicino al campanile in via A.Papesso. Nella muratura si possono notare diversi strati di ciottoli che formano una scala, particolarità che distingueva le costruzioni scaligere.

Museo Civico Archeologico Biblioteca Civica La biblioteca si trova al primo piano del Museo civico archeologico.

Teatro comunale Il Teatro Sociale, ora Comunale, fu iniziato nel 1856 ed inaugurato nel 1875, quando ancora il Guà scorreva per il centro del paese, prima della deviazione dell'argine all'inizio del Novecento. La sua pianta si presenta di forma rettangolare, le cui dimensioni sono di 39x17 metri circa. I muri esterni sono di pietra calcare dei Berici, rinsaldati da contrafforti dello stesso materiale. Nel 1993 venne restaurata la facciata. Ogni anno ospita rassegne teatrali, saggi e concerti; la galleria viene utilizzata per conferenze e mostre d'arte o fotografia. La proiezione delle pellicole avviene invece al Cinema C. Ferrini in via Papesso, a poche centinaia di metri dal teatro.

Museo lapidario Tramite il campanile del Duomo è possibile accedere a tale museo, nei sotterranei della Rocca scaligera; è possibile ammirare elementi di acquedotto, mattoni, macine ed un cippo funerario di epoca romana; quattro capitelli gotici dell'antico Duomo (XVI secolo); una lapide del 1528 e due mascheroni in pietra di epoca rinascimentale. Nel periodo invernale il museo ospita la mostra dei presepi.

Villa Mercante - Labia, risalente al XVI secolo e ubicata in Via Terrena, accanto al fiume Guà.

Villa Papadopoli - Bressan, risalente al XVII secolo e ubicata nella frazione Sabbion in Via Ghetto Torcolo.

Monumento dei caduti per la Patria Cologna eresse il monumento in ricordo ai caduti nel vasto e pittoresco Piazzale Vittorio Veneto, vicino al teatro comunale. Alto 12 metri, è in marmo bianco di Verona; poggia su un basamento esagonale dove nel mezzo, a guisa di obelisco, si erge una lastra, sulla quale stanno incisi due motti. Venne inaugurato il 21 settembre 1924.

Statua a Garibaldi Inaugurata nel 1911, si trova di fronte al Capitaniato. Sul retro vi è un'iscrizione, dedica all'uomo che ha portato all'unificazione l'Italia.

Lapidi commemorative Lapide commemorativa del I centenario dell'Italia unita: 1861 - 1961 A coloro che ci diedero una Patria - Una Indipendente Libera - Nel primo centenario dell'Italia Unita - Il Popolo Colognese 29 - X - 1961

Lapide per l'insurrezione del 1871

Lapide con busto di Umberto il Buono: A UMBERTO IL BUONO - I COLOGNESI XI NOV MCMI

Lapide a Pietro Graziadio - Deputato e giurista: PIETRO GRAZIADIO Mente acuta classicamente formata Deèutatp e Giurista alla Cassa di Risparmio di Cologna Veneta diede vita e legò questo edificio 1927 A. VI.

Lapide centenaria delle prime guerre dell'indipendenza: Nel centenario delle prime guerre dell'indipendenza la locale associazione combattenti e reduci consacra questa piazza ai caduti di tutte le guerre - Cologna V. IV Novembre 1959

Lapide a D. Sebastiani: D.Sebastiani praecibus pro liberatione patria ex voto communitatis an MDXXVIII dicatamet vetustate collapsam Mathae beneticto praetor pientissimus assistentibus provisoribus salutis pio cultu restitvit a partu virgini anno MCIC nonis mar(...)

Lapide ad Aloysio Pisano: Aloysio Pisano viro prudentia insigni qui stratam plateam principisq vexillum instauran.curavit in bene gestam praeturam aeterni affectus monumen.colonien. dicarunt. M.D.LXXXIIII.

Lapide ricordo al Guà irruente: Volere concorde di Municipio e stato impose altro cammino al Guà irruente che suono qui un tempo terribile ad uomini e mura 17 marzo 1892 - 11 settembre 1904

Lapide in ricordo a Pietro Rinaldi e Giuseppe Battaglia: Presente in via XX Marzo, oggi Piazza del Mandamento, ricorda i due cittadini che per salvare l'altrui vita nella furia delle onde del Guà esondato morirono eroicamente.

Architetture religiose Duomo

È stato realizzato nella prima metà del XIX secolo in stile neoclassico ed è dedicato a Maria Nascente. Campanile Progettato dall'architetto Antonio Diedo, venne eretto su una delle torri angolari dell'antica Rocca, denominata la Mainarda. La sua base quadrangolare misura 8,37 metri. I lavori iniziarono nel 1841 per concludersi nel 1853. Simile al campanile di Venezia, quello di Cologna è alto ben 80,4 metri. È uno dei più alti del Veneto e dell'Italia: occupa infatti il 32º posto nella lista delle torri campanarie più alte d'Italia. Porta cinque campane con un castello di ferro a ¼ di ruota. Durante la seconda guerra mondiale servì anche da rifugio.

Chiesa di San Bartolamio Meglio conosciuta come chiesa di San Bortolo (o San Bartolomeo Apostolo), ebbe origine nel 1418 e venne riedificata nel 1756. La chiesa si trova in Via Niccolò Vecchietti su un angolo del Piazzale Vittorio Veneto. Nel 1431 fu occupata dalle suore agostiniane, dette pinzochere, per fondare un collegio per giovinette. La chiesa ebbe un rettore perpetuo dal 1439. L'altare maggiore di movenze barocche è dedicato a San Bartolomeo Apostolo. Vicino all'altare è presente una pala nella quale è raffigurato San Bartolomeo mentre è scuoiato. L'altare, dell'Addolorata, a colonne corinzie con timpano triangolare, inquadra l'edicola che funge da cornice all'affresco Madonna dello Spasimo. L'altare in "cornu Epistolae" è dedicato invece a San Gaetano da Thiene ed è un barocco audace. Sulle cornici si librano angeli bellissimi.

Chiesa dei Santi Felice e Fortunato Costruita intorno al XII secolo, nel 1445 fu concessa dal vescovo di Vicenza ai Padri Serviti che eressero un convento. I Padri restaurarono più volte la chiesa e vi tennero diversi Capitoli Generali. Molti nobili colognesi vennero qui sepolti; nel 1769 il convento venne demolito a seguito della Bolla di Papa Clemente XIII. Nel 1842 l'arciprete di Cologna acquistò la chiesa, Santuario della Madonna del mandamento, meta di numerosi pellegrinaggi. Oggi il convento è quasi scomparso e la Chiesa dipende direttamente dalla Parrocchia di Cologna V.ta; in questa chiesa la Madonna si festeggia in modo speciale nella solennità dell'Assunta, il 15 agosto.

Chiesa di San Pietro Il monastero di San Pietro apostolo, fondato nel 1614, si trova vicino all'ex ospedale civile. Possiede tre altari, dei quali il maggiore è dedicato a San Pietro e San Paolo, ed è ricca di reliquiari. Il monastero fu soppresso nel 1810 e trasformato in scuola pubblica; nel 1849 fu adattato a Ospedale civile con il servizio psichiatrico, chiuso da qualche decina d'anni. Oggi non è accessibile, in attesa di ristrutturazione.

Chiesa di Santo Spirito Venne edificata nel 1535 circa per le monache agostiniane, dette pinzochere, per essere poi rimpiazzate nel 1553 dai padri serviti di San Felice. L'oratorio fu fondato nel '600 per essere successivamente ampliato. L'altare maggiore, barocco, è in marmo bianco della Val di Leogra. Restaurata recentemente, la chiesetta si trova in via Cardo.

Porta delle Cappuccine