Agliana è un comune italiano di abitanti della provincia di Pistoia in Toscana. Geografia fisica Delimitato a nord dal torrente Bure, ad est dal torrente Calice, a sud dal torrente Ombrone Pistoiese, il territorio del comune risulta compreso tra i 39 e i 51 metri sul livello del mare. L'escursione altimetrica complessiva è pari a 12 metri. Dista dal capoluogo di provincia, ovvero Pistoia, si estende su una superficie di ed è situato tra Prato e Pistoia. Diffusività atmosferica: bassa, Ibimet CNR 2002
Clima La stazione meteo si trova nella frazione di Ferruccia.
Fonte: +FerrucciaGenFebMarAprMagGiuLugAgoSetOttNovDicT. max. media (°C)10,011,315,119,624,528,732,232,628,322,015,510,9T. min. media (°C)1,52,45,28,011,113,916,516,313,19,25,52,3
Storia Agliana ha in realtà origini fin dal I secolo a.C. e deve il suo sviluppo e formazione grazie alla realizzazione nel II secolo a.C. di un'importante via di comunicazione, ovvero la via Cassia. Si sviluppò sull'asse dell'importante passaggio transappenninico e divenne una stazione di scambio che venne pertanto chiamata Statio Hellana. La prima notizia documentata scritta di Agliana risale ed appare sulla carta itineraria romana chiamata Tabula Peutingeriana sulla quale il comune appariva sotto il nome Hellana, ma si ritiene che l'origine sia anteriore. Una parte consistente del suo territorio nella prima metà del I secolo fu interessata da una grande opera di centuriazione iniziata dai coloni romani mentre il territorio rimanente rimase come pianura incolta destinata al pubblico demanio. È rimasto infatti oggi un segno importante che testimonia questa divisione e il permanere dell'incolto, perché infatti il toponimo Silva, cioè incolto, si ritrova nella moderna "Via selva", che unisce Agliana a Piuvica.
Il nome del comune ha avuto molti sviluppi: infatti si trova in una "cartula" del visconte Ildibrando, datata 1022, il nome "Aliana", che andrà sostituendo il ben più antico "Alina". In ogni caso è chiaro che il toponimo non ha niente a che fare con l'aglio, che invece compare addirittura sullo stemma comunale. Da documenti storici risulta che il comune avesse un castello, di cui si ha notizia nel 1050. Successivamente tra il XII e XIII secolo si formarono tre nuclei abitativi; ogni nucleo aveva la propria chiesa parrocchiale, da cui presero il nome: tutt'oggi si chiamano San Michele, San Niccolò e San Piero. In questo periodo tutto il territorio aglianese venne regolato grazie a dei lavori fluviali svolti dal comune di Pistoia. Il corso inferiore dell'Agna infatti fu deviato ed arginato, prendendo il nome odierno di "Calice".
Il 1200 fu l'anno dell'avvento dell'età comunale e infatti Agliana divenne un comune rurale e successivamente Podestarile. Fin dal XIX secolo il comune era compreso nel "Districtus" di Pistoia e con la riforma governativa compiuta dai fiorentini la Lega di Agliana fu incorporata nella Podestaria di Montale. Grazie agli statuti comunale del 1415 si è compreso come nei secoli successivi il comune di Agliana sia riuscito a mantenere quell'autonomia che gli permise poi di costituirsi come comune autonomo nel 1913. Inizialmente il comune di Agliana era compreso nella provincia di Firenze ma nel 1927 entrò a far parte della Provincia di Pistoia quando vennero distaccati dalla provincia fiorentina diversi comuni tra cui quello aglianese. In questo periodo, durante la guerra mondiale, ci fu un forte contributo al movimento della resistenza e alle lotte partigiane da parte dei cittadini aglianese e molti caddero in guerra. Questo sentimento antifascista in seguito renderà Agliana un punto nevralgico di tutte le formazioni operanti sui monti e zone limitrofe. Non è un caso che la cittadina venne liberata il 4 settembre 1944 dai partigiani della formazione denominata Agliana. Il comune ha visto crescere il benessere nel suo territorio fin dagli anni Cinquanta grazie anche al grosso sviluppo dell'industria tessile e grazie anche alla piccola e media impresa. Inoltre un altro settore importante è quello del vivaismo, influenzato ovviamente dal grande prestigio di Pistoia nel campo, che tutt'oggi riesce a commercializzare in tutto il mondo piante prestigiose.
Nel corso della seconda guerra mondiale, Agliana fu uno dei comuni toscani designati come luogo di internamento civile per ebrei stranieri.Ebrei stranieri internati in Toscana. Dopo l'8 settembre 1943 e la nascita della Repubblica Sociale Italiana, sette dei nove internati ebrei furono arrestati il 24 gennaio 1944, condotti alle carceri di Pistoia e di lì al campo di Fossoli, per essere deportati e uccisi ad Auschwitz nel febbraio 1944.Le vittime furono i coniugi Hans Munk e Liselotte Schwarz, Hilde e Moritz Loeb, con la figlia Gertrude, tutti nati in Germania, e una coppia nata in Grecia, Moise Saltier e Olga Molho. In due scamparono all'arresto: Alberto Saltiel (figlio di Moise e Olga) e Giovanni Kusk. Cfr. CDEC Digital Library. Fu uno dei nuclei maggiori di ebrei arrestati nella provincia di Pistoia.Gli 85 ebrei deportati dalla provincia di Pistoia risultano così ripartiti: Montecatini Terme (22), Borgo a Buggiano (18), Prunetta (9), Cutigliano (7), Serravalle Pistoiese (7), Monsummano Terme (7), Agliana (7), Lamporecchio (3) e San Baronto (1), Larciano (2), Pescia (2). Cfr. Valeria Galimi, op.cit., pp. 231-240, e CDEC Digital library. Alberto Saltiel, scampato all'arresto, sopravvisse in clandestinità ad Agliana fino alla liberazione accolto dalle famiglie Di Gori e Di Grassi (che per questo saranno riconosciute nel 1992 come "giusti tra le nazioni").Alfredo Di Girolamo, Chi salva una vita. In memoria dei giusti toscani (Firenze: Consiglio Regionale Toscano, 2022), pp. 81-82.
Simboli Lo stemma comunale è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 28 luglio 1942 e, benché non ci sia alcuna corrispondenza con la toponomastica, vi campeggia una pianta d'aglio:
Il gonfalone è un drappo di bianco.
Monumenti e luoghi d'interesse
Sono presenti sul territorio aglianese molti monumenti come il Monumento al Contadino, una statua dedicata all'antica vocazione rurale della cittadina di Agliana. È situato nella piazzetta delle erbe all'interno di Piazza IV Novembre, dietro la chiesa di S.Piero.
Il Monumento a Fausto Coppi è una scultura bronzea realizzata da Lindo Meoni negli anni 90 in omaggio al campione del ciclismo italiano. La scultura è situata di fronte al palazzetto dello sport nei pressi dello stadio comunale.
Il Monumento ai Caduti è opera dell'architetto aglianese Sergio Cammilli ed è una statua in conglomerato cementizio colorato. Venne eretto nel 1946 in occasione della festa del 25 aprile dello stesso anno, Nel 2006 venne restaurato. È composta da una base parallelepipeda su cui si erge una Pietà, ovvero una figura dolente che sorregge un uomo ferito a morte. In basso a sinistra è situato un bimbo vestito con una tunica che chiude la struttura del monumento trattenendo il pianto con una mano posta sulla bocca. Sul piedistallo è riportata la seguente scritta: "Ai caduti partigiani / in lode del loro eroismo / in memoria del loro sacrificio / perché i posteri ricordino " e su ciascuna faccia della base sono riportati i nomi dei partigiani caduti: "Magnino Magni, Adelmo Santini, Ivan (Paolo) Baranovski Germano Bellucci".
Architetture religiose Agliana ha quattro chiese storicamente conosciute che sono, chiesa di San Piero, San Niccolò, San Michele Arcangelo e chiesa di Santa Maria a Spedalino Asnelli.
Della Chiesa di San Piero abbiamo testimonianza storica dal 1152, e dipendeva dalla Pieve di San Giovanni a Villiano, attualmente Montale, e sorgeva sull'attuale sagrato in pietra. Essa era a navata unica e aveva tre altari dedicati, alla Madonna della Neve e quella del Rosario (in precedenza erano 5), essi furono eretti tra il 1476 e il 1705. L'altare maggiore si ergeva al centro di una tribuna le cui pareti erano dipinte storie di san Pietro. Per l'altare della madonna della Neve, su cui era fondata l'omonima compagna, nel 1482 fu realizzata una pala con la Madonna e Santi, da Domenico e David del Ghirlandaio oggi perduta. Nel 1869 l'intero edificio fu demolito per la costruzione di una nuova chiesa voluta dal priore don Paolo Magni e su disegno dell'architetto Bernardo Bernardini, il nuovo edificio di impronta neoclassica su tre navate coperto in volta, era al momento della consacrazione nel 1872 il più grande nel contado di Pistoia. Al suo interno si conserva un monumentale organo opera di Cesare Tronci purtroppo gravemente modificato nel 1966. Presso la cappella Masi vi è conservata la tela con la Sacra Famiglia opera del pittore Antonio Puccinelli e datata 1872, sempre dello stesso pittore vi era la tela dell'altare Mangoni raffigurante la Madonna della Neve, purtroppo distrutta. Al altre Palandri vi è una tela del XVII secolo raffigurante la Madonna del Rosario. L'altare maggiore rinnovato nel 1953, vi si conserva un bel crocefisso ligneo del XVI secolo. Al lato del campanile è l'Oratorio della Compagnia del S.S. Sacramento, voluto sulla fine del 1500 dal rettore don Zanobi di Felice de Bini e rinnovato nel 1743 in forme tardo barocche dal priore Don Tommaso Nesti su disegno dell'architetto Carl'Antonio Arrighi. Il campanile fu restaurato nel 1793 dal priore don Bartolomeo Potenti, e nel 1959 profondamente modificato — rialzandolo di un piano — dagli architetti Santi e Savioli di Firenze. Nella cella campanaria si conservano tre campane ottocentesche. La parrocchia fu elevata il 30 aprile del 1727 al rango di Prioria e il 3 aprile del 1937 al titolo di Propositura. Dal suo vasto territorio parrocchiale sono state scorporate nel 1961 la parrocchia di Spedalino, e nel 1986 e quella di San Giacomo alla Stazione.
La parrocchia di San Niccolò comprende la vecchia e la nuova chiesa. La vecchia chiesa nel medioevo servì come sala di riunione del vecchio comune di Agliana, e dipendeva dalla Pieve di Sant'Ippolito in Piazzanese, sorgeva sui ruderi del vecchio castello vescovile. Tra il 1695 e 1707 venne restaurata dal rettore Benedetto Montordi, ma prese l'aspetto attuale nel 1868 ad opera dell'architetto Ferdinando Gai. Il 30 aprile 1727 fu elevata a pieve da monsignor Colombino Bassi, che istituì il Piviere d'Agliana. La struttura interna è ad unica navata coperta in volta il presbiterio a pianta quadrata con abside ed soprelevato di alcuni gradini. Nell'aula vi sono due altari minori, in controfacciata, su cantoria in legno, si trovava l'organo di Cesare Tronci risalente al 1868, attualmente nella nuova chiesa. Sul retro vi è l'Oratorio della Compagnia del Santissimo Sacramento, di fondazione cinquecentesca fu restaurato tra il 1741 e il 1743. Mentre addossato alla facciata vi era quello della Madonna della dell'Assunta, venne usato come battistero e fu demolito nel 1962. Nella torre campanaria dalla caratteristica merlatura si conserva un antico orologio meccanico risalente al XIX secolo. La nuova chiesa venne iniziata nel 1962 per ospitare più fedeli, visto il poco spazio nella vecchia. È costruita su una pianta poligonale con 16 lati e sul loggiato interno della navata è collocato l'antico organo. Il presbiterio è sovrastato da un bassorilievo in cemento bianco raffigurante cristo crocifisso ad opera dello scultore bolognese M. Marchesini, da questa chiesa fu rubata all'inizi del XX secolo la tavola opera di Bernardino del Signoraccio raffigurante l'Assunta con quattro angeli.