Il Libano (), ufficialmente Repubblica del Libano (), è uno Stato del Vicino Oriente affacciato sul Mar Mediterraneo. Il Libano confina a nord e a est con la Siria e a sud con Israele, a ovest si affaccia sul Mar Mediterraneo. Il territorio del paese è prevalentemente montuoso ed è dominato in particolare dal monte Libano; il clima è prevalentemente di tipo mediterraneo.
Numerose civiltà si susseguirono nella regione, in particolare i fenici, gli assiri, i babilonesi, i romani, i bizantini, gli arabi, i crociati e gli ottomani. Il moderno Libano venne realizzato dai francesi, che istituirono il Grande Libano, il quale proclamò la propria indipendenza nel 1944. Il Libano è parte del mondo arabo e la popolazione è estremamente variegata dal punto di vista confessionale e comprende una moltitudine di gruppi cristiani e musulmani. Le attività economiche principali sono i servizi bancari e finanziari, tradizionalmente sostenuti da un regime economico libero-scambista e competitivo, e il turismo.
Origini del nome Secondo una ricostruzione etimologica tanto diffusa quanto non scientifica, il termine Lubnān sarebbe stato utilizzato a partire dall'VIII secolo d.C. e deriverebbe dalla radice trilittera l-b-n, la stessa della parola laban (ossia "latte"), per via della somiglianza tra il Monte Libano (massiccio montuoso coperto di neve d'inverno) e il colore del latte.
Storia Periodo antico
I più antichi insediamenti umani nell'area dell'odierno Libano risalgono al 7000 a.C., in particolare a Biblo, la più antica città del mondo abitata con continuità. Nell'antichità il Libano fu la sede della civiltà dei fenici, i cui centri propulsori furono prima Sidone e poi Tiro.
Nel VI secolo a.C. la regione fu incorporata da Ciro il Grande nell'Impero persiano e due secoli più tardi entrò nell'orbita dei regni ellenistici successori dell'Impero di Alessandro Magno.
Nel I secolo a.C. ebbe luogo la conquista romana; il territorio fece parte sia della provincia romana della Siria che della provincia autonoma Phoenice Libanensis. Veterani romani si insediarono a Baalbek e Berito; quest'ultima città fu l'unico insediamento latino nel Levante..
Il periodo bizantino, le prime dinastie islamiche e le crociate Nel VI secolo, sotto i bizantini, la regione risultava in gran parte cristianizzata, per quanto templi e comunità pagane fossero documentati nelle zone montuose e a Baalbek fino al VI secolo; vasta popolarità venne riscontrata in particolare dal monofisismo, perseguitato dalle autorità bizantine fedeli al concilio di Calcedonia. La costa era parzialmente ellenizzata, mentre l'entroterra era linguisticamente misto, prevalentemente di lingua aramaica e con forti influenze greche e arabe. Il carattere greco della regione venne progressivamente diluito principalmente per effetto dalle guerre romano-persiane, le quali ebbero un effetto devastante soprattutto nel corso del VII secolo..
La presenza araba nell'area è documentata già nel periodo seleucide, data la presenza degli arabi iturei nel monte Libano; l'arabizzazione della regione accelerò però solo a partire dal VI secolo, con l'immigrazione degli arabi ghassanidi, di fede cristiana monofisita, i quali si stabilirono nel monte Libano e nel monte 'Amil; la presenza araba si ampliò progressivamente anche nella valle della Beqa' durante il VII secolo, parallelamente allo spopolamento causato dalle guerre romano-persiane.. Il dominio musulmano si estese al Libano in seguito alla battaglia dello Yarmuk del 636. I nuovi dominatori, per ovviare allo spopolamento avvenuto nei decenni precedenti, stabilirono nelle città numerosi coloni arabi, persiani ed ebrei.. Fino all'VIII secolo i dominatori arabi musulmani dovettero fronteggiare in numerose occasioni i bizantini; questi ultimi furono spesso sostenuti dai mardaiti, di fede cristiana, che furono alla fine trasferiti in Anatolia e in Siria..
Nel corso dei secoli successivi la composizione religiosa della regione cambiò profondamente; nelle città costiere si diffuse l'Islam sunnita, mentre le popolazioni arabe delle colline e dei monti meridionali adottarono l'Islam sciita; nelle zone montuose settentrionali si diffuse invece progressivamente il credo cristiano maronita, originatosi nella valle dell'Oronte; la presenza greco-ortodossa venne preservata prevalentemente attorno a Tripoli.. La regione venne ampiamente arabizzata a partire dal VII secolo; la lingua araba venne adottata sia dai cristiani che dai musulmani, per quanto il greco e l'aramaico vennero parzialmente mantenuti in ambito amministrativo e liturgico. Nel corso del VIII e IX secolo a Wadi al-Taym e nello Shuf si stabilirono gli arabi tanukhidi, che si scontrarono spesso con i cristiani locali e che dettero poi origine alla dottrina drusa..
Nel IX secolo gli Abbasidi perdettero per un breve periodo il controllo della regione, che entrò a far parte dei domini dei tulunidi, dinastia di schiavi turchi. Nel corso del X secolo subentrarono i Fatimidi con base in Egitto e gli sciiti duodecimani e ismailiti ampliarono le loro attività nel Levante; i tanukhidi volsero la loro lealtà ai nuovi dominatori e dettero progressivamente origine alla dottrina drusa, derivata da quella ismailita. Sotto i Fatimidi fu dato slancio al commercio marittimo e vennero rivitalizzate le città portuali. Nell'XI secolo parte della regione entrò a far parte dei domini dei Selgiuchidi, dinastia di origine turca..
La regione costiera venne conquistata tra l'XI e il XII secolo dai crociati, che vi stabilirono la contea di Tripoli e vari vassalli del Regno di Gerusalemme, mentre le regioni montuose rimasero semi-indipendenti, governate dalle locali comunità sciite e dai drusi tanukhidi; la valle della Beqa' rimase invece perlopiù sotto il dominio dei Buridi di Damasco. Sotto i crociati numerosi musulmani si ritirarono nelle regioni interne, mentre migliaia di coloni franchi si stabilirono nelle città. I dominatori franchi dettero un importante impulso allo studio delle scienze.. Alla fine del XIII secolo la regione venne conquistata dai Mamelucchi, i quali contribuirono a sviluppare le città, in particolare Tripoli.
Periodo ottomano La regione venne conquistata dall'Impero ottomano nel 1516; gli ottomani garantirono agli emiri locali una vasta autonomia. A governare furono i Ma'an, di fede drusa, e che ebbero tra i principali esponenti Fakhr al-Din II. La regione venne poi coinvolta da un conflitto tra i clan qaysiti e yemeniti, che si concluse con la vittoria dei primi nella battaglia di 'Ayn Dara del 1711; l'evento comportò un esodo dei clan drusi di origine yemenita, che si stabilirono in massa nel Hauran, consolidando la presenza cristiana maronita nel monte Libano. Ai Ma'an succedettero quindi i Shihāb, qaysiti di fede sunnita e convertitisi successivamente al cristianesimo maronita; l'esponente più rilevante di questa dinastia fu Bashir Shihab II.
La regione venne travolta nel 1860 da una guerra civile che contrappose le comunità druse a quelle maronite. Questi eventi favorirono una sempre maggiore influenza politica da parte delle potenze europee, in particolare della Francia e del Regno Unito; in particolare i francesi sostennero i maroniti. La pressione diplomatica delle potenze europee portò all'istituzione del mutasarrifato di Monte Libano nel 1861. I decenni successivi furono caratterizzati da un'intensa emigrazione verso l'Egitto e l'America e soprattutto dalla Nahda, la rinascita culturale che coinvolse il mondo arabo e che vide tra i principali protagonisti intellettuali libanesi. All'inizio del XX secolo si sviluppò in Libano un fermento separatista, spesso di orientamento panarabo. Durante la prima guerra mondiale, la flotta ottomana decretò un embargo dell'intera costa levantina, circondando la regione con truppe e tagliando fuori il Libano dal resto del mondo. L'embargo generò la cosiddetta Grande carestia del Monte Libano, che comportò la morte di gran parte della popolazione.
Mandato francese
Dopo la dissoluzione dell'Impero ottomano al termine della prima guerra mondiale, di fatto ratificando l'accordo Sykes-Picot fra Regno Unito e Francia (16 maggio 1916), la Società delle Nazioni affidò la Grande Siria, comprese le cinque province che oggi costituiscono il Libano, al controllo della Francia con un mandato. Il 26 aprile 1920 la conferenza di Sanremo definì limiti e compiti di tale protettorato; tali decisioni furono ratificate dalla Società delle Nazioni il 24 luglio 1922 ed entrarono formalmente in vigore il 29 settembre 1923.
Tuttavia, già a partire dal 1º settembre 1920, per decreto dell'alto commissario generale Henri Gouraud, la Francia istituì come indipendente sotto proprio mandato, lo Stato del Grande Libano, con capitale Beirut. Il 1º settembre 1926 la Francia istituì la Repubblica Libanese, da quel momento in poi separata dalla Siria, anche se amministrata sotto lo stesso mandato.
Nel marzo 1922 venne istituito un "consiglio rappresentativo" di 30 deputati eletti a doppio turno in collegi confessionali-territoriali con mandato quadriennale, che fu eletto per la prima volta nel maggio 1922.La composizione confessionale era: 6 sunniti, 5 sciiti, 2 drusi, 10 maroniti, 5 ortodossi, 1 greco-cattolico, 1 altre minoranze (armeni). Tale consiglio ratificò la Costituzione libanese, che fu promulgata il 23 maggio 1926, in base alla quale esso mutò il proprio nome in "Consiglio parlamentare libanese" ed eleggendo il primo presidente del Paese, il costituzionalista Charles Debbas, di religione greco ortodossa.
Il Libano proclamò l'indipendenza nel novembre 1943, durante la seconda guerra mondiale mentre la Francia era occupata dalla Germania nazista o sotto il regime fantoccio di Vichy, il cui alto commissario mandatario, generale Henri Dentz, spingeva per l'indipendenza. Perciò il Regno Unito, che aveva varie forme di controllo su Sudan, Egitto, Palestina, Giordania e Iraq, occupò militarmente Siria e Libano e li pose sotto l'autorità della Francia libera di De Gaulle. Nell'agosto 1943 si tennero le elezioni sulla base di un decreto commissariale (sulla base del Patto Nazionale di quell'anno) che stabiliva il principio di 6/5 per il rapporto cristiani/musulmani (rimasto in vigore fino agli accordi di Ta'if del 1989) e 55 eletti. Mentre il consiglio, riunitosi a partire dal 21 settembre, si era ridenominato Assemblea Nazionale, l'8 novembre 1943 il nuovo governo libanese abolì unilateralmente il mandato francese. Allora furono imprigionati per 11 giorni, dall'11 al 22 novembre 1943 nel castello di Rashaya il nuovo presidente Bishara al-Khuri insieme a Camille Chamoun, Riyad al-Sulh, Pierre Gemayel e altri indipendentisti in seguito all'arresto da parte delle Forces françaises libres.
La loro liberazione il 22 novembre divenne il giorno dell'indipendenza del Libano. Solo dopo la fine della seconda guerra mondiale, il 24 ottobre 1945, terminò il mandato francese mentre nel 1946 le truppe francesi e inglesi abbandonarono il paese.
Gli anni dello sviluppo economico
Il Patto Nazionale del 1943, mai formalizzato per iscritto, prevedeva la divisione delle cariche fra i principali gruppi religiosi del paese: la presidenza fu riservata ai cristiani maroniti, la carica di primo ministro ai musulmani sunniti e la presidenza dell'Assemblea nazionale ai musulmani sciiti.
Invece la legge elettorale fu modificata più volte, sempre salvando il principio 6/5, in particolare nel 1953 per riconoscere alle donne il diritto di voto. Le elezioni dal 1960 al 1996 hanno avuto luogo con la legge elettorale del 1960, che prevedeva 99 deputati da eleggere in 26 circoscrizioni. Tuttavia l'accordo di Ta'if (concluso il 22 ottobre 1989 e pubblicato il 21 settembre 1990) ha modificato l'articolo 24 della Costituzione per istituire la parità parlamentare tra cristiani e musulmani e fissare in 128 il numero dei deputati.