Valmala (Valmàla in piemontese; Varmala in occitano) è un municipio del comune di Busca, nella provincia di Cuneo. Pur avendo soltanto 56 abitanti, conta oltre ventiquattro borgate distribuite sul proprio territorio.

Fino al 31 dicembre 2018 ha costituito un comune autonomo. Esso confinava con i comuni di Busca, Brossasco, Melle, Roccabruna, Rossana, Venasca e Villar San Costanzo.

Geografia fisica Il territorio di Valmala è situato in Valle Varaita, provincia di Cuneo, e la sua altitudine è compresa tra i circa e i della cima del Monte San Bernardo. Esso si sviluppa lungo una stretta valle laterale che nasce sulla destra orografica della Valle Varaita ed è caratterizzato da fitti boschi, pinete e sorgenti d'acqua, è percorso dal rio Valmala, affluente di destra del Varaita e la strada principale che percorre l'intera valle si congiunge con la SP251 della Valle Varaita a fondovalle, in prossimità del cosiddetto Ponte Valcurta, tra i comuni di Brossasco e Melle.

Storia Dall'Età del Bronzo all'Alto Medioevo

Il territorio di Valmala compreso tra il Monte San Bernardo e il Colle della Ciabra è abitato fin dai tempi preistorici, come testimoniato dai monoliti e da molteplici incisioni rupestri risalenti all'Età del Bronzo. La località Rocce Ré ospita l'omonimo parco archeologico e detiene un primato: oltre coppelle uniche nel loro genere, distribuite su circa metri quadrati di territorio..

La prima migrazione sul luogo fu quella dei celto-liguri che, intorno al V secolo a.C., si stabilirono in tutta la Valle Varaita e anche nel vallone di Valmala. Con la cessazione del dominio Romano il territorio tornò a far parte della Gallia Cisalpina e vide dapprima la dominazione gotica e poi quella longobarda e carolingia.

Dalle incursioni saracene all'anno Mille

All'inizio del X secolo i territori compresi nell'attuale Piemonte meridionale subirono l'invasione dei saraceni che, partendo dalla baia di La Garde Freinet vicino a Nizza, occuparono l'entroterra fino a risalire le valli durante molteplici stagioni di scorrerie, stabilendosi anche in alcuni avamposti nella Valle Varaita, per poi essere cacciati definitivamente tra il 970 e il 973.

La contesa feudale tra Marchesato di Busca e Marchesato di Saluzzo

Il primo documento in cui appare il toponimo Vallis Mallæ risale al 1062, quando il territorio venne menzionato in un atto che ufficializzava una donazione all'Abbazia di Cavour di vasti possedimenti di Bruno Enrico Alberto Signore di Venasca. Il ricco Signore di Venasca, del fu Daniele, faceva citare nell'atto i seguenti centri abitati: Castellata, Villa Sant'Eusebio, Sampeyre, Frassino e la quasi totalità dei territori di Vallis Mallæ.

Nel corso dell'XI secolo il territorio di Vallis Mallæ divenne proprietà dapprima dei Signori di Verzuolo e in seguito un dominio riferibile ai possedimenti di Bonifacio Del Vasto, nobiluomo di origine ligure che con un atto del 6 marzo 1123 assegnò Vallis Mallæ al feudo di Busca, amministrato dal figlio minore Guglielmo Del Vasto, mentre il primogenito Manfredo divenne il primo marchese di Saluzzo..

Successivamente il territorio divenne oggetto di una lunga contesa tra il Marchesato di Saluzzo e quello di Busca, e compreso provvisoriamente nel feudo della Contea di Auriate. Una prima sentenza emessa il 15 luglio 1270 dal tribunale di Racconigi, riassegnò il territorio di Vallis Mallæ e Brossasco al Marchesato di Busca, tuttavia il lungo contenzioso tra i fratelli Del Vasto a capo dei due marchesati si risolse soltanto con la sentenza definitiva emessa dal tribunale di Racconigi il 20 gennaio 1281, che assegnò definitivamente Vallis Mallæ al Marchesato di Saluzzo.

L'avvento dell'Ordine dei Cavalieri Templari e lo sviluppo di Vallis Mallæ

A partire da questo periodo i rapporti con il Marchesato di Saluzzo, governato dal successore Tommaso Del Vasto, si intrecciarono con l’Ordine dei Cavalieri Templari, poiché il cugino Ajmerico Del Vasto venne avviato alla carriera ecclesiastica e nel 1203 entrò a far parte dell'Ordine ai massimi livelli, tanto da apparire nel Capitolo dell'Ordine di Asti come Precettore dell'Ordine dei Cavalieri Templari per l'Italia settentrionale...

Il controllo da parte dell'Ordine dei Cavalieri Templari di Valle Mala e dei suoi strategici accessi a valle e in quota, lungo la strada che collega tuttora il Colle San Bernardo al Colle di Sampeyre, risaliva già agli anni intorno al 1195 ma sotto l'influenza di Ajmerico Del Vasto l'Ordine dei Cavalieri Templari prese pieno possesso del territorio, pur dipendendo formalmente dalla Commenda di Pancalieri..

Con la presenza stanziale dei Templari a Valle Mala, il territorio acquisì una crescente importanza e divenne un piccolo feudo a cui facevano capo una serie di borgate e alcuni comuni adiacenti. Grazie alle loro conoscenze, molte furono le migliorie e le innovazioni tecniche che i Templari non impegnati nelle funzioni militari introdussero a vantaggio della comunità locale. Tra tutti si possono citare l'introduzione dell'erpice e della ruota idraulica impiegata nei mulini per produrre farina e olio di noci, di cui la valle abbonda ancora oggigiorno; inoltre i Templari istruirono la popolazione locale anche riguardo l'allevamento di trote, la produzione della birra e trasmisero i preziosi princìpi dell'erboristeria, introducendo la coltivazione e la lavorazione di erbe officinali.. I Templari contribuirono anche all'igiene pubblica, introducendo norme basilari ma ancora scarsamente diffuse, che favorirono una buona tutela della salute della popolazione locale. Sempre a proposito d'igiene, da testimonianze storiche del luogo, è emerso che i Templari introdussero anche l'utilizzo del cucchiaio, del bicchiere e del tovagliolo, oltre alla prassi di far bollire l'acqua per consumi alimentari, una pratica igienica non comune ai tempi ma che i Templari ben conoscevano, poiché derivava dalla loro grande esperienza in Medio Oriente.

Il bilancio della gestione templare, con le proprie leggi, regole, usanze e abitudini fu dunque positivo e portò i propri vantaggi. Oltre a conquistare la fiducia della popolazione, rese Valle Mala una sorta di enclave che godeva di una certa autonomia, nonché crocevia di fiorenti scambi con le valli adiacenti. Durante la presenza dei Templari vennero costruiti anche molti edifici tra cui una Commenda in località Co 'd Simound e alcune chiese, compresa quella principale, dedicata a Sant’Anna ed edificata su una preesistente cappella paleocristiana risalente al X secolo.

La «questione templare» e il passaggio di potere all'Ordine degli Ospitalieri Gerosolimitani

Con la condanna e la successiva soppressione dell'Ordine dei Templari la situazione in tutta l'Europa vide l'avvicendarsi di molti processi a loro carico, sovente conclusisi con condanne esemplari o sommarie, persecuzioni, tuttavia a Valle Mala questo cambiamento epocale fu ben diverso, assai più graduale e indolore. Il merito fu anche del Marchesato di Saluzzo che, con Manfredo IV, adottò una politica conciliante e protettiva, malgrado la Curia vescovile di Torino ribadisse l'obbligo di attenersi alle disposizioni della Bolla Pontificia di Clemente V, che ordinava la confisca di tutti beni di proprietà templare e la loro acquisizione da parte dell'Ordine degli Ospitalieri Gerosolimitani, pena la scomunica per l'accusa di eresia. Tuttavia il passaggio dalla gestione templare a quella dell'Ordine dei Gerosolimitani non fu traumatico e le cause sono da ricercare in tre principali ragioni storiche: lo stretto rapporto con la corte del Marchesato di Saluzzo, le capacità diplomatiche dei principali membri dell'Ordine dei Templari e il consolidamento di buoni rapporti con la popolazione locale.

In virtù di tutto ciò, ai membri dei Templari della zona venne concesso di continuare a risiedere nelle loro abitazioni o di proseguire la loro vocazione presso abbazie e conventi di Cisterciensi o Gerosolimitani, mentre la Curia vescovile di Torino nel 1312 si adoperò per nominare due commissari incaricati di risolvere pacificamente la «questione templare»: dapprima il nobile Bonifacio da Virle e successivamente suo fratello, il conte Federico da Piossasco, entrambi membri dell'Ordine degli Ospitalieri Gerosolimitani. Con un atto del 4 dicembre 1320, con giuramento di fronte al neoeletto vescovo di Torino monsignor Guido Canale, venne dichiarato concluso l'incarico di Federico da Piossasco e con esso tramontò definitivamente l'epoca dei Cavalieri Templari a Valle Mala..

Nel gennaio del 1321 il feudo vacante di Valle Mala venne assegnato al conte Federico da Piossasco,. già priore dell'Ordine degli Ospitalieri Gerosolimitani per l'Italia settentrionale, che ne divenne formalmente Signore e, su sua nomina con cadenza annuale, venne istituita la nuova figura del Clavario, ovvero una sorta di rettore della comunità locale. In questi anni i maggiori edifici di Valle Mala furono rimaneggiati, tra cui la cappella di Sant'Onorato e la chiesa di Sant'Anna, che venne ampliata e intitolata a San Giovanni Battista, nonché il complesso di edifici templari della Commenda di Co 'd Simound. Anche quest'ultima venne rimaneggiata e divenne sede d'una temuta prigione di isolamento grazie alla sua posizione strategica e nelle sue celle vennero rinchiusi e giudicati dall'Inquisizione i vari esponenti di religione protestante, valdese e calvinista, catturati durante le svariate campagne di persecuzione religiosa dell'epoca.

A Federico da Piossasco succedette il figlio Gaspardo, che dedicò particolare attenzione allo sviluppo della tecnica a favore dell'economia locale, facendo ammodernare i vecchi mulini e nel 1400 fece redigere dal notaio Allemandi di Villalunga la prima stesura degli statuti comunali, in cui si raggruppavano le antiche leggi e i relativi privilegi che distinguevano Valle Mala dal resto del Marchesato di Saluzzo, che accolse questa ufficializzazione del retaggio degli antichi privilegi templari come segno di deferenza verso l'Ordine dei Gerosolimitani.. Gaspardo da Piossasco fu anche un sostenitore delle arti, commissionando nel 1463 il ciclo di affreschi pittorici della piccola chiesa di Chiot Martin e il battistero in marmo scolpito della chiesa di San Giovanni Battista, nella borgata capoluogo.

La fine del dominio dei Piossasco e l'avvento dei Savoia

All'inizio del XVI secolo, con Melchiorre da Piossasco, successore di Gaspardo, si concluse il dominio della dinastia dei Piossasco su Valle Mala; tuttavia il loro nome fu presente a lungo sul territorio, dal momento che l'attuale Rio Valmala che percorre la valle continuò a chiamarsi Rio Piossasco ancora per molto tempo..

Il 29 ottobre 1511, con la bolla pontificia Pro Excellenti di papa Giulio II Della Rovere, Saluzzo venne elevata a diocesi. Fu un evento storico molto atteso, di grande rilevanza per la capitale del marchesato e di conseguenza per Valle Mala, che vide eleggere come gran priore dell'Ordine degli Ospitalieri Gerosolimitani, il primo vescovo di Saluzzo monsignor Giovanni Antonio Della Rovere. Nel 1530 l'Ordine degli Ospitalieri Gerosolimitani cambiò nome divenendo Sovrano Militare Ordine di Malta e venne ufficializzata la proprietà di tutte le chiese e dei principali edifici di Valle Mala.

Nel 1575 a essere nominato nuovo Signore locale di Valle Mala per meriti di guerra fu l'ammiraglio Prospero Tornielli di Novara, membro dell'Ordine Gerosolimitano distintosi nella Battaglia di Lepanto combattuta contro i turchi.. Egli promosse varie iniziative tra cui l'ampliamento della chiesa di San Giovanni Battista, a cui venne aggiunto il campanile.

Alla sua morte gli succedette il Signore di Pancalieri Baldassarre Begiamo di Savigliano che, negli stessi anni, fece redigere una copia degli statuti comunali del 1400 a opera del notaio valmalino Stefano Formiglia..