Monopoli (AFI: ; Menòple in dialetto monopolitano,Luigi Reho, Dizionario etimologico del monopolitano, Schena Editore, Fasano 1988, p. 1027. pron. ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Bari in Puglia.

Estesa su un territorio di oltre 150 km² e affacciata sul mar Adriatico, lungo la costa sud-orientale della regione, Monopoli si configura come una delle realtà urbane di maggiore rilievo del territorio sia per ampiezza territoriale sia per consistenza demografica. La città riveste inoltre un ruolo di primo piano nell’ambito del turismo regionale, distinguendosi come una delle mete più apprezzate e frequentate della costa adriatica pugliese. Il suo centro storico, di origine medievale e ricco di testimonianze archeologiche, architettoniche, religiose e culturali, convive armoniosamente con un litorale caratterizzato da spiagge sabbiose, calette rocciose e acque limpide.

Alle spalle della costa, il territorio rurale si estende verso le colline della Murgia, offrendo un paesaggio punteggiato da antiche masserie fortificate, uliveti secolari e ville neoclassiche, che rappresentano un ulteriore elemento di richiamo per il turismo culturale e naturalistico, contribuendo a definire l’identità storico-paesaggistica del comprensorio monopolitano.

Geografia fisica

Territorio

La città di Monopoli sorge lungo il litorale adriatico a 40 chilometri a sud di Bari, nella zona geografica della Terra di Bari, in particolare nel settore sud-orientale della Conca di Bari, il cui rilievo, man mano che ci si avvicina alla costa, presenta talora una forte inclinazione, formando un ripido gradino localmente chiamato Le Serre. Tale pendenza, rilevabile a pochi chilometri dal centro, delimita due paesaggi nettamente distinti: uno pianeggiante, denominato marina, che si estende verso il mare, e uno sollevato, sì da formare una specie di tavolato - denominato selva - che si spinge verso l'interno fino ad un'altezza massima di 408 metri, nella zona dei monti Carbonara in contrada Aratico. Tale gradino è dovuto all'azione erosiva del mare e segna un successivo stadio del sollevamento a cui tutta la regione delle Murge andò soggetta nel Pliocene, quando essa emergeva nella sua parte più elevata. Il territorio della città di Monopoli si estende complessivamente su una superficie di 157,89 km². La costa, lunga quasi 15 chilometri, è bassa e frastagliata: con oltre 25 cale ed ampie distese sabbiose risulta particolarmente adatta alla balneazione e all'esplorazione della vita sottomarina.

Secondo uno studio del 2021, l'area urbanizzata di Monopoli risulta essere la terza della provincia di Bari per estensione dopo Altamura e Bari; decima della regione dopo Cerignola. Il restante territorio è diviso in unità denominate contrade, alcune delle quali oramai incluse all'interno del centro abitato. Sono caratterizzate dalla presenza di antiche masserie fortificate (centri di conduzione di attività agricole), chiese e insediamenti rupestri, trulli, ville patrizie neoclassiche e case coloniche. La coltivazione predominante è costituita da ulivi e mandorli, ma non mancano alberi da frutta (agrumi, ciliegi, fichi) e soprattutto ampie coltivazioni di ortaggi. La vegetazione spontanea, in prevalenza macchia mediterranea, è ancora presente in diverse zone del territorio. Di particolare pregio naturalistico, anche per l'ampio panorama sulla marina sottostante e su alcune città vicine, è l'oasi faunistica del Monte San Nicola. Nell'oasi, situata su un poggio all'estremo lembo murgiano, a circa 6 chilometri dal centro abitato, sono presenti preziose specie botaniche.

Idrologia

I corsi d'acqua sono di fatto assenti in superficie: tuttavia, in occasione di rovesci particolarmente intensi, si riattivano periodicamente lame a carattere torrentizio fra cui i torrenti Ferraricchio e San Donato. Si tratta di incisioni erosive poco profonde che convogliano le acque piovane della selva verso il tratto finale del bacino idrografico cui appartengono, con foci che si aprono in alcune calette della costa monopolitana o che, in altri casi, risultano obliterate da opere di urbanizzazione della seconda metà del Novecento. Altri corsi d'acqua di fatto scomparsi sono il Belvedere, il Santa Cecilia, il Lama di Maga e il Giordano, localmente chiamati mene. La falda freatica è invece ricca di acqua dolce. L'unica sorgente nota del territorio monopolitano è la cosiddetta 'Acqua di Cristo', di natura salmastra, che sbocca a livello del mare nei pressi della 'Grotta delle Mura', lungo il litorale.

Nel litorale a Sud di Monopoli, in area privata, si apre inoltre un piccolo lago salato, di natura artificiale, detto Lago di Santo Stefano per la sua ubicazione nei pressi dell'omonimo castello. Si tratta di un piccolo specchio d'acqua, circondato da una folta macchia mediterranea, direttamente collegato all'Adriatico tramite una galleria artificialmente scavata nella roccia.

Geologia e fenomeni carsici La giacitura prevalente del suolo è di tipo collinare. I terreni superficiali, di natura calcarea, risultano appartenenti al gruppo delle terre rosse. Le rocce sono prevalentemente risalenti all'Era Mesozoica, del gruppo calcari delle Murge e tufi delle Murge. Le coste sono a nord alte e frastagliate con poche cale sabbiose; a sud, alte e frastagliate con numerose cale sabbiose; infine, nella zona fino ad Egnazia, le coste sono basse e sabbiose con numerosi lidi costieri. Nell'altopiano si aprono numerose grotte e inghiottitoi di origine carsica. Tra i principali: La voragine dell'Impalata, che si apre sul fondo di una grande dolina nell'omonima contrada, caratterizzata dalla presenza di un pozzo perfettamente verticale a sezione quasi circolare, del diametro di circa 2 metri, che si spinge a 97,30 metri di profondità. A circa 83 metri si incontra un breve e alto corridoio di circa 40 metri, piuttosto pericoloso a causa della presenza, forse solo stagionale, di anidride carbonica. Sul fondo del pozzo si dipana un corridoio orizzontale dove la percentuale di ossigeno torna accettabile.Questo percorso, piuttosto angusto, è ricchissimo di stalattiti, stalagmiti, di rare e delicatissime concrezioni ad andamento anche orizzontale e di piccole pozze d'acqua. Sul pavimento si notano alcuni fori circolari del diametro di circa 15 cm attraverso i quali si intravede un piccolo specchio d'acqua sottostante e inaccessibile. Il corridoio dei pozzi, lungo 51,5 metri, si restringe fino a rendere molto difficoltosa il proseguimento dell'esplorazione. La voragine dell'Impalata fu esplorata per la prima volta nell'agosto del 1969 dal Gruppo Speleologico Monopolitano. Grotta di Santa Lucia, in contrada Aratico, grande e articolato complesso carsico che sarebbe caratterizzato dalla presenza della seconda caverna più grande d'Italia.La più grande caverna d'Italia è la "Grotta Gigante" in territorio di Trieste. L'ingresso della Grotta di Santa Lucia è posizionato a 375 metri sul livello del mare ed è costituito da un pozzo verticale del diametro di circa 1,1 metri e della profondità di 25 metri che sbuca, dopo aver intercettato una piccola cengia, sulla volta di una colossale grotta di forma vagamente ellittica, in sezione orizzontale, le cui misure risulterebbero di circa 170 per 56 metri.In sezione verticale le misure sono variabili in quanto in corrispondenza del foro centrale superiore esiste una collinetta di detriti di circa 40 metri di altezza, mentre nell'angolo nord-est, tramite un pozzo, si raggiungono i 161 metri di profondità rispetto alla quota di accesso. Da questo punto, caratterizzato da un forte restringimento del corridoio orizzontale, si accede ad un altro complesso di pozzi e brevi tratti orizzontali, fino a raggiungere la quota di 280 metri rispetto alla quota di ingresso, ossia a quota 95 metri sul livello del mare e quindi a poche decine di metri dal livello della falda freatica. La grotta di Santa Lucia, sulla quale aleggiavano sinistre storie di persone gettate vive nella grave da Giorgio Palmisani, brigante di Alberobello, fu esplorata per la prima volta il 26 dicembre del 1938 da speleologi monopolitani che effettuarono la pericolosa discesa con mezzi di fortuna (corde di canapa e lumi a petrolio). Dopo altre tre spedizioni succedutesi nel corso dei decenni, nel 2013 il Gruppo Ricerche Carsiche di Putignano (che dal 1995 compie studi all'interno del complesso carsico) e l'Università degli Studi di Bari hanno ripreso sistematicamente le esplorazioni del Gruppo speleologico Monopolitano, portando a compimento e perfezionando le vecchie rilevazioni degli ambienti carsici con moderni sistemi laser scanner. Vari indizi di natura altimetrica, morfologica e geologica fanno ipotizzare che questo imponente complesso di grotte, corridoi e voragini sia solo un tratto di un grande corso d'acqua sotterraneo, completamente asciutto ai livelli esplorati che, partendo dall'altopiano e sprofondando molto più in basso, si dirige verso il canale di Pirro per raggiungere il fondo dei grandi inghiottitoi ivi presenti. Voragine della Cavallerizza. Da un inghiottitoio, sempre in territorio di Monopoli, presente non lontano dalla storica masseria della Cavallerizza nell'omonima contrada, si accede ad un complesso sistema di pozzi e corridoi, attivo, caratterizzato dalla presenza di acqua, in pozze e in un laghetto intermedio, fino a raggiungere, con un ultimo e più profondo pozzo di 170 metri perfettamente verticale, un lago posto a circa 300 metri di profondità rispetto alla quota d'ingresso.Questo lago, di dimensioni e profondità sconosciute, caratterizzato da acqua limpidissima, nel quale si riversa dalla parete laterale una cascata, individua forse il livello della falda freatica della zona. Probabilmente la cascata osservata è riferibile al corso d'acqua che scorre nella parte superiore della grotta e che poi scompare improvvisamente in una frattura della roccia.

Clima Il clima è mediterraneo (clima temperato alle medie latitudini, secondo la classificazione dei climi di Köppen), con estati secche e calde e inverni sufficientemente miti, oltre che umidi. L'azione mitigatrice del mare fa sì che le escursioni termiche siano contenute e, vista la posizione della città sulla costa del basso Adriatico, i venti molto spesso sono a regime di brezza. D'inverno il territorio può essere interessato da incursioni di aria fredda di origine balcanica che, in alcune occasioni, determinano precipitazioni a carattere anche nevoso. Da ricordare le nevicate del 1956, 1961, 1987, 1993, 1999, 2003, 2010, 2014, in cui caddero in media, sulla città, 15–30 cm di neve. Più frequenti sono le nevicate nella zona collinare, dove si verificano a cadenza più o meno annuale e dove possono raggiungere, straordinariamente, anche i 60 o i 70 cm di altezza, come nel 1956 o nel 2014.

Le precipitazioni, del resto, si concentrano nei mesi autunnali e invernali ed hanno un regime molto variabile. In estate la città è spesso interessata da ondate di caldo torrido provenienti dal Nordafrica. In contrapposizione a queste ondate vi sono giorni in cui soffiano venti di maestrale associati la maggior parte delle volte a dei nuclei di bassa pressione che possono dare luogo a temporali e a bruschi cali di temperatura. Gli estremi di temperatura si sono registrati nel gennaio del 1993 (-5,9 °C) e nel luglio del 2007 (45 °C).

I venti predominanti sono il maestrale, il greco levante, lo scirocco.

Origini del nome

Non si ha alcuna certezza né sul toponimo antico né sull'origine del nome della città. Gli scavi archeologici mostrano che un nucleo abitato esisteva già in epoca messapica (V secolo a.C.) e che era munito di poderose mura. Dalla Tabula Peutingeriana, di epoca tardo romana, si evince solamente che in quegli anni, approssimativamente nella zona dell'attuale Monopoli, sorgeva il centro detto Dertum.

Di Monopoli sono state ipotizzate diverse etimologie: