Sammichele di Bari è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Bari, situato sull'Altopiano delle Murge, in Puglia. È noto per il suo prodotto tipico, la zampina, e per il suo carnevale.
Geografia fisica
Sammichele sorge nella zona centrale della Terra di Bari, a 27 chilometri a sud del capoluogo sulla direttrice per Taranto. Il territorio sorge sull'Altopiano delle Murge, a una quota media di 280 m s.l.m., e confina con i comuni di Casamassima a nord, Turi a est, Gioia del Colle a sud e Acquaviva delle Fonti a ovest.
Territorio Il territorio, orograficamente pianeggiante ma con un leggero aumento di quota nelle sue propoaggini meridionali, è di natura carsica, con terre rosse e rocce calcaree formatesi nel Cretaceo che hanno dato luogo a grotte e doline; è costeggiato a est dalla Lama San Giorgio, che qui è denominata Lama di Jumo.
L'area extraurbana è quasi interamente occupata da campi coltivati e masserie che praticano la zootecnia. I pochi tratti non coltivati sono occupati da macchia mediterranea e steppa mediterranea, quasi esclusivamente nell'alveo della Lama, aree interessate da fenomeni di degrado, dovuti in particolare all'invecchiamento del ceduo, all'incuria e abbandono della selvicoltura con conseguenti fenomeni di incendi estivi, ad un uso irrazionale della risorsa boschiva (l'uso di tale risorsa è peraltro antico, dimostrato dalla presenza di tracce, all'interno di essa, di alcune carbonaie) nonché alla presenza del depuratore della fognatura comunale.
Clima Il clima di Sammichele, con caratteristiche tipiche delle aree interne e collinari della regione mediterranea, è mediterraneo del sottotipo Csa secondo la classificazione di Köppen. Gli inverni sono freschi e piovosi, le estati sono calde e asciutte.La temperatura annuale media è di 14,2 °C; la temperatura media di gennaio è di circa 6,7 °C; la temperatura media di luglio è di 22,8 °C, con picchi estivi che possono raggiungere e superare i 40 °C durante le ondate di scirocco e libeccio provenienti dal Nordafrica. La piovosità annua si aggira attorno ai 628 mm di pioggia.La neve cade di solito a gennaio e febbraio durante le ondate di aria fredda proveniente dai Nord Europa o Balcani, quando le temperature minime possono scendere sotto lo zero.
Storia
Preistoria e età classica
Frassineto e il Pentimone In un territorio abitato fin dal Neolitico, e in seguito prima dagli Iapigi e poi dai Peuceti, lungo la Lama e nei pressi della località chiamata FrassinetoIn un diploma di Arrigo VI in favore del monastero presso Monopoli, di cui è copia in pergamena nell'Archivio comunale di Putignano, Frassineto è nominato insieme e in mezzo a Bari e a Gioia: «Per totam terram Barii, Frassineti et Iohe».http://emeroteca.provincia.brindisi.it/Archivio%20Storico%20Pugliese/1988/Articoli/Un%27ImportanteViaIstmica.pdf, l'insediamento originario ebbe una certa importanza grazie alla sua posizione strategica sulla confluenza di due importanti strade, una in direzione nord-sud (Vetus via Tarenti) che dalla vicina città peuceta di Thuriae, nei pressi dell'odierna Turi, passando per Azetium (Rutigliano) prosegue verso la costa poco a sud di Barium (Bari); l'altra in direzione est-ovest che da Silvium (Gravina di Puglia), per il Canale di Pirro, conduceva a Gnatia (Egnazia). Poco più a nord, sempre nei pressi del letto della Lama di Jumo, nelle vicinanze di un grosso monolite chiamato in dialetto Pentimone ovvero "Pentima - pietra - grande", vi sono tracce di un altro insediamento coevo a quello di Monte Sannace. La presenza a Sammichele di due menhir, uno alto circa due metri, l'altro poco più di un metro, posti lungo la vecchia strada per Taranto, nonché ritrovamenti di cocci (frammenti di manufatti in terracotta di varie epoche) nei pressi del Pentimone, è testimonianza di questi insediamenti.
Medioevo
Da documenti del Codice Diplomatico Barese risulta che nel XII secolo esisteva Canale o Casale di Frassineto di proprietà del barone Thomas De FraxenetoTommaso Frassineto, Barone del Feudo di Frassineto, di cui faceva parte anche il casale di Turi. Figlio di Ugo da Frassineto e nipote di Roberto Altavilla, conte di Conversano. Viene nominato come Signore di Turi nelle pergamene dell'archivio di Bari (932 - 1210). Cfr. Le pergamene di San Nicola di Bari, a cura di Nitti de Vito [Codice Diplomatico Barese, V], Bari 1902, p 234. (http://turinlinea.files.wordpress.com/2013/03/turi-tesi-laurea-di-anna-lizia.pdf), abitato poi fino alla fine del XV secolo. Dal XV secolo inizia la decadenza del casale.
L'abbazia di Sant'Angelo in Frassineto Le prime notizie dell'abbazia benedettina di Sant'Angelo (San Michele) nasce nel corso dell'Alto medioevo a pochi chilometri da Sammichele di Bari, in località di Frassineto risalgono al 1158 e si rilevano dal Codice Diplomatico Normanno di Aversa in cui si racconta di una controversia tra l'abate Guidalmone e il Catapano Biagio di Modugno. È accertato che nel secolo XII l'abbazia era ancora viva e vitale. Oggi restano in piedi soltanto i resti dell'antica abbazia.
Il Xll secolo
Torre delle Quattro Miglia e la Torre Centuriona La Torre delle Quattro Miglia, eretta nella prima metà del '200 a difesa e controllo del castello di Gioia del Colle e del territorio, nel '400 diventò di proprietà di Heronimo Centurione, banchiere genovese esercitante a Bari, che probabilmente fu acquistata dagli Acquaviva D'Aragona, signori di Conversano.
Nei pressi della torre vi è una cappella palatina intitolata a santa Maria Maddalena che il Centurione fece aprire al culto. A testimonianza di ciò fece scolpire una lapide raffigurante il suo stemma nobiliare, al di sotto del quale si legge:
Il XVII secolo Dai Vaaz, ai De Ponte ai Caracciolo
Nel Seicento il mercante portoghese di origine ebraico sefardita Miguel Vaaz de Andrade, Barone di Casamassima e San Michele amplia la vecchia "Torre Centuriona" e il 20 dicembre 1609 acquista dal Fisco il feudo di Casamassima. Radunò 460 profughi serbi per ingrandire il feudo. Due anni dopo questi vengono espulsi perché praticano segretamente il loro battesimo tradizionale ortodosso. Nel 1617 l'intero insediamento viene ricostruito come il Casale di San Michele. La casata dei Vaaz cade in disgrazia per sospetto cripto-giudaismo e nel 1666 nuovo barone di San Michele diventa Antonio De Ponte, della omonima casata napoletana (lo stemma è collocato sull'arco d'ingresso del castello Caracciolo). Nel 1794 muore Maria Giuseppa De Ponte, ultima discendente della casata, vedova di Nicola Caracciolo di Vietri di Potenza. Il figlio Domenico Giuseppe sarà nuovo barone del fino al 1806, anno dell'eversione (abolizione) della feudalità.
Sul portone di ingresso del Castello il De Ponte pose una lapide con la seguente scritta:
Il XIX secolo Nei primi anni dell'Ottocento, con l'eversione della feudalità, avvenuta per effetto delle leggi napoleoniche, i Caracciolo persero la maggior parte dei loro territori, continuando però a essere i proprietari della Torre Centuriona, successivamente chiamata Palazzo Caracciolo, assume ora il carattere residenza signorile estiva, con merlato cinquecentesco e facciata in stile gotlco. San Michele ebbe un forte sviluppo grazie alla costruzione della strada consolare Bari-Taranto, tale che la popolazione raggiunse presto i abitanti, nuove abitazioni furono realizzate al di fuori del vecchio borgo, lungo le direzioni Casamassima-Gioia (Nord-Sud) e Turi-Acquaviva (Est-Ovest), e furono realizzate importanti opere pubbliche. Nel 1812 il casale diventa comune autonomo (Comune di San Michele). Nel 1861, con l'unità d'Italia, San Michele prende il nome di Sammichele di Bari. Nel 1877 fu costruita la torre con l'orologio .. Sulla sommità presenta un campanile a vela con due campane che scandiscono le ore e i quarti d'ora; al centro, al di sotto del quadrante, vi è raffigurata l'iscrizione
Il XX secolo Nel corso del Novecento, furono inaugurate la linea telefonica (1901), quella elettrica (1924) e la prima fontana pubblica dell'Acquedotto pugliese. Nel 1951 nacque la Cassa Rurale e Artigiana di Sammichele di Bari, in seguito Banca di credito cooperativo di Sammichele di Bari, che nel 2001 si fuse con quella di Alberobello per formare il BCC di Alberobello e Sammichele di Bari. Nel 1971 l'Amministrazione Comunale acquistò il castello dai Caracciolo; nel 1968, su impulso del professor Vito Donato Bianco, nacque il Museo della Civiltà Contadina "Dino Bianco" che, nel 1974, con delibera dell'Amministrazione Comunale, fu ospitato nelle sale del Castello.
Oggi Nel 2023 Sammichele entra ufficialmente ne I borghi più belli d'Italia.
Simboli Stemma comunale
Blasonatura dello stemma:
Il gonfalone, riconosciuto con decreto del capo del governo del 26 marzo 1935, è costituito da un drappo di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di Santa Maria Maddalena La Cappella di Santa Maria Maddalena tipicamente rinascimentale è una cappella riservatamente palatina, privata, della torre di cui il Signore Heronimo Centurione concede ai residenti il beneficio della messa festiva per l'intero anno liturgico (1504).
Nel 1617 con l'espansione di San Michele, viene costituita in parrocchia con il titolo di Santa Maria del Carmine. Con la casata De Ponte (1667–1794) la chiesa viene ingrandita in forme barocche. Nel 1766 per volere dell'arciprete Vito Matteo Marinelli viene innalzata la guglia barocca del campanile. Le pitture della chiesa si dividono tra pala dell'altare maggiore, e le pitture che coprono le pareti e la volta dell'abside, il complesso pittorico celebra il ciclo della vita della Vergine. Nel riquadro laterale a destra in basso è raffigurata la nascita della Vergine, nel riquadro opposto, a sinistra è raffigurata la nascita di Gesù. Al di sopra dei riquadri da sinistra a destra si notano 4 medaglioni con i ritratti di san Francesco di Assisi, san Francesco di Paola, san Filippo Neri e sant'Ignazio di Loyola.
Il primo pennacchio in alto a destra raffigura la scena dell'Annunciazione. Il pennacchio di sinistra raffigura la scena del trionfo della Vergine su satana (Apocalisse). Al centro della volta a semibotte che chiude l'abside in alto, è raffigurata l'Assunzione della Vergine in cielo. La macchina della pala dell'altare maggiore è tripartita in tre tele, ai fianchi della tela centrale (raffigurante la Madonna del Carmine) si dispongono le figure di S. Vincenzo Ferreri a sinistra e S. Girolamo a destra, le suddette pitture di scuola napoletana e di autore ignoto risalgono all'inizio del secolo XVIII.
Entrando nella chiesa vicino al primo pilastro di sinistra si nota l'acquasantiera scolpita in pietra con l'antico battistero datato "1620 SM".
Nella navata di sinistra sono presenti due altari, sul primo vi è la statua lignea del secolo XVII di S. Michele (patrono di Sammichele di Bari), sul secondo altare vi è la statua dell'Addolorata. Infine, nella navata di destra vi è l'altare sormontata dalla statua di S. Vito.
Chiesa Matrice di Santa Maria del Carmine
Fu costruita dal 1844 al 1870 in stile neoclassico, aperta al culto il 29 giugno 1870 e consacrata il 26 novembre 1873. La facciata con paramento di conci in pietra levigati a corsi regolari è divisa orizzontalmente in due ordini da una trabeazione. Il portale è sormontato da un timpano curvilineo contenente nella lunetta un affresco della Madonna del Carmine. L'interno è a croce latina con copertura in volta a botte. Le tre navate, abbellite da decorazioni in stucco dorato, sono suddivise da due ordini di colonne con capitelli ionici. Su entrambi i lati posteriori incorporati per metà nel corpo di fabbrica della chiesa, si ergono due campanili: quello di sinistra fu completato nel 1888 e si eleva isolato dall'altezza della chiesa di un piano; quello di destra invece risulta incompleto e avrebbe contenuto l'orologio pubblico.