I palazzi nasridi, anche chiamati Cuarto Real Viejo sono un insieme di edifici dell'Alhambra di Granada formato da due palazzi indipendenti, il Palazzo de Comares e il Palazzo dei Leoni, oltre all'annesso, Mexuar, scelti dai Re cattolici come loro residenza, durante i loro soggiorni a Granada, tra tutti gli altri edifici presenti nel complesso dell'Alhambra. Queste residenze furono sostituite nel tempo, secondo i precetti islamici di non costruire nulla che si sarebbe perpetuato nel tempo e la tradizione che ogni sultano costruiva il suo palazzo per dimostrare il suo potere personale. La decisione dei monarchi cattolici ne garantì la conservazione, a differenza di altri abbandonati o distrutti dai francesi, quasi completamente.. Alcuni di questi palazzi furono sede del tribunale dei Nasridi, con funzioni amministrative, protocollari, residenziali e di godimento. Cronologicamente furono costruiti dopo l'alcazaba, il Generalife e il Partal a partire dal primo trentennio del XIV secolo.
Vi sono comunque altri palazzi fuori dal complesso dell'Alhambra come il Dar al-Horra sempre a Granada nell'antico quartiere arabo dell'Albaicin.
Mexuar Dedicato all'amministrazione della giustizia, è un insieme eterogeneo di stanze, di diverse epoche, riutilizzate e molto trasformate.
Patio della Moschea Con scarse tracce di una splendida costruzione scomparsa.
Patio di Machuca Dove visse Pedro Machuca, con i resti di un palazzo nasride.
Sala del Mexuar
È la sala più antica dell'insieme di palazzi, dovrebbe essere stata una struttura precedente al Palazzo de Comares e a quello dei Leoni, e probabilmente è stata costruita da Ismail I di Granada (1314-1325), come sala delle udienze e di giustizia per i casi importanti. Aveva una camera elevata e chiusa da persiane dove sedeva il sultano ad ascoltare senza essere visto, anche se il suo nome proviene del termine arabo Maswar, luogo dove si riuniva la Sura (Consiglio di Ministri).
Venne trasformata, da Muhammad V di Granada, in sala d'attesa per i ricorrenti di giustizia per far posto alla costruzione del patio del Mexuar. I monarchi cattolici aggiunsero un nuovo piano, tagliando il lucernario centrale e trasformandolo in una cappella, ingrandendolo a nord con la demolizione di un tramezzo e l'apertura di finestre laterali. Nel XIX e XX secolo fu restaurato.
La decorazione è il risultato di un susseguirsi di interventi tra il XVI e il XX secolo, nei quali spiccano le colonne e i capitelli caratteristici dell'architettura nasride. Nei pannelli di piastrelle che decorano le sue pareti sono presenti combinazioni di pezzi di origine nasride con interventi e pezzi cristiani.
Moschea del Mexuar
Annessa al Mexuar, sul lato nord, c'è una bella e lunga moschea, molto restaurata, da dove si vede l'Albayzín. È orientata diversamente per adempiere alla sua funzione religiosa (indirizzata verso La Mecca). Vi si accedeva dal Patio de Machuca ai tempi dei Nasridi..
Patio del Mexuar Anche chiamato patio del Cuarto Dorado, si trova in continuazione del Mexuar. È un piccolo cortile con una fonte al centro, con il Cuarto Dorado alla sinistra nord e la facciata del Palazzo de Comares alla destra a sud.
Cuarto Dorado Non si conosce con certezza la destinazione data a questa zona in epoca nasride, anche se si crede che vi fossero ricevuti i ricorrenti di giustizia da parte del sultano, sotto il cornicione della facciata del patio de Comares. Sì sa che venne adattato come appartamento per Isabella d'Aviz, per il suo previsto soggiorno all'Alhambra, anche se mai giunse ad occuparlo. Nella facciata spiccano i capitelli dell'arco di ingresso. All'interno della sala spicca il soffitto, in legno di cedro, decorato con pigne e conchiglie, con cornice a quattro zoccoli. Sotto, finestre con persiane e graticci sono due bordi rettangolari in ceramica. La stanza è decorata con dipinti gotici e scudi ed emblemi dei monarchi cattolici.
Palazzo de Comares Il palazzo venne costruito intorno al patio degli Arrayanes, l'inizio delle opere realizzate durante il regno di Ismail I di Granada che governò tra il 1314 e il 1325, e continuato poi da Yusuf I (1333-1354) che morì assassinato prima di vederlo concluso, e poi completato da Muhammad V nel 1370. Il palazzo principale era probabilmente la sede del potere esecutivo mentre nei cortili contigui veniva amministrato il potere giudiziario e quello amministrativo. Vi si accedeva dal lato sud del patio del Cuarto Dorado. Ha una pianta rettangolare con un grande patio centrale porticato nelle estremità più brevi e nel quale c'è una piscina. Nel nord del cortile si trovavano le dipendenze private del sultano: utilizzava il piano terra in estate, composto dalla sala della Barca, e in inverno il piano elevato, formato dalle alcove laterali. In questa zona si trovava anche il Salone degli Ambasciatori, con pianta quadrata con ai lati delle alcove. Probabilmente la sua funzione era il ricevimento di udienze e atti ufficiali. La zona sud del cortile venne rimodellata per la costruzione del palazzo di Carlo V. Poteva essere la residenza dell'erede, mentre le concubine e il personale di servizio erano alloggiati dalla facciata principale al patio del Mexuar. L'hammam dei Bagno del Palazzo de Comares, anche conosciuto come Bagno Reale per essere stato ad uso particolare dei Re Cattolici, risale all'epoca di Yusuf I (1333-1354). Il Bagno Reale o de Comares costituisce uno degli spazi di maggiore interesse dentro l'insieme dell'Alhambra, con uno degli hammam in migliore stato di conservazione finora rimasto in Occidente, praticamente íntegro nonostante alcune modificazioni strutturali e una manutenzione più estetica che funzionale.
Etimografia Il nome di comares ha dato luogo a ricerche etimologiche molto variegate. Ecco un piccolo esempio:
Secondo Diego de Guadix nel suo dizionario di parole arabe, la voce comares può derivare da cun, dal significato di alzare di più lo sguardo. Quindi, cunari significherebbe "alzati e guarda". La parola, poi corrotta, venne trasformata in comares, che, facendo una traduzione libera, verrebbe a significare: "Apri gli occhi e guarda".Palacios nazaríes, Guadix 2005, p. 551
Secondo l'opinione dello storico di Granada del XVI secolo, Luis del Mármol Carvajal, il nome di comares si deve a un lavoro di artigianato artistico molto apprezzato tra siriani e persiani chiamato comaraxía, una tecnica di fabbricazione di vetri per l'esterno e i tetti.Palacios nazaríes, Pijoán 1954, p. 516
Un'altra teoria è che il nome di comares provenga della parola araba qumariyya o qamariyya, che sono i vetri colorati che possono osservarsi ancora nel balcone del salone degli Ambasciatori.Palacios nazaríes, Irwin 2003, p. 36 Cfr: Sánchez Mármol, in Andalucía Monumental (Granada 1985)
Qumarish è il nome di un luogo del Nordafrica da dove provenivano grande parte degli artigiani che lavorarono nell'Alhambra.James Dickie, esperto e studioso dell'Alhambra
Facciata del Palazzo de Comares La facciata del palazzo è stata eretta su mandato di Mohamed V, e venne inaugurata nel 1370. Si tratta di una facciata interna, nel patio del Mexuar, che anticipa la maestosità dell'interno del palazzo dove sedeva il sultano, sotto il cornicione della facciata, al servizio dei ricorrenti, con cornicioni originali in legno di cedro, decorazioni di pigne e conchiglie. Sotto ci sono finestre con persiane e graticci con due strisce rettangolari bordate in ceramica. È l'ingresso ufficiale al palazzo.
Patio de los Arrayanes
È il patio centrale del Palazzo de Comares. Ad entrambi i lati della piscina, che occupa gran parte del cortile, si trovano piantati i mirti che danno il nome a questo cortile. Nello stesso si può trovare uno dei soggetti ambientali dell'Alhambra: la presenza dell'acqua, che non soltanto agisce come tale, ossia, acqua, ma anche come specchio. In questa piscina si riflette l'imponente Torre de Comares. Ad un'estremità c'è una galleria per tutta la larghezza del patio e alle sue estremità, altre sale. Dalla galleria si accede all'anticamera denominata:
Sala della Barca
Dalla galleria nord del patio degli Arrayanes e tramite un arco puntato mozarabico, che ancora conserva parte della sua policromía originale in oro e blu, si accede alla sala della Barca, chiamata così poiché presenta ricchi intonaci con lo scudo nasride e dentro la parola «Benedizione», che in arabo si dice "Baraca", e che i castigliani hanno trasformato in "Barca", come appare in Granada y sus monumentos árabes, degli storici fratelli Oliver e Hurtado, anche se volgarmente si suole spiegare il nome per la similitudine ad una barca capovolta,
Nello stesso portico della sala c'è un'iscrizione che dice:
Un'altra spiegazione potrebbe essere che il nome derivi dall'avere un soffitto a cassettoni superbamente assemblato a forma di scafo di una barca rovesciata. Questa stanza rettangolare, di 24 metri per 4,35, sembra essere stata inizialmente più piccola, e la sua estensione fu realizzata da Mohamed V. In questa stanza c'era una volta semicilindrica che fu distrutta dall'incendio del 1890, poi sostituita da una riproduzione terminata nel 1964.
La stanza è circondata da un piedistallo alle cui estremità troviamo alcove con battiscopa piastrellati, che rivestono le colonne che reggono archi a fasce e smerlati di muqarnas e pennacchi. Da qui è possibile accedere alla Torre de Comares, preceduta dalla Sala degli Ambasciatori.
Sala degli Ambasciatori Il pavimento era di ceramica vetrificata con i colori bianchi e blu, decorata con lo stemma dei sultani di Granada successivamente sostituito, nel restauro del 1815, da lastre di argilla e tegole del XVI secolo al centro. Era un po' più elevato perché era consuetudine sedersi per terra sui cuscini e guardare fuori dalla finestra da quella posizione. L'intero perimetro è coperto da una base piastrellata. Il soffitto è un capolavoro della falegnameria di Granada. È una volta che sale fino a 18 metri di altezza e rappresenta il firmamento. È costruita con legno di cedro e intarsi di altri legni di diversi colori, per un totale di 8.017 pezzi. La parte centrale rappresenta il Settimo Cielo o Paradiso Islamico dove risiede Allah, centro raggiungibile dopo l'ascensione degli altri sei cerchi che lo circondano. Le quattro diagonali simboleggiano i quattro fiumi del Paradiso.
Nel patio degli Arrayanes spicca, ad una delle sue estremità l'imponente torre de Comares, alla quale si accede dalla sala della Barca. Il salone degli Ambasciatori, anche chiamato salone de Comares è il soggiorno più ampio e elevato di tutto il palazzo, e occupa l'interno della Torre de Comares, dominando, con la sua veduta, la valle del Darro. La sua costruzione risale al secondo trentennio del XIV secolo, ai tempi del sultano nasride di Granada, Yusuf I, anche se probabilmente non riuscì a vedere terminata l'opera che aveva ordinato costruire e adornare riccamente, visto che diverse iscrizioni attribuiscono il completamento a suo figlio Mohamed V. La sua funzione principale era celebrare le udienze private del sultano.
Presenta una pianta quadrata di 11 metri di lato ed è alta 18 metri. Originariamente il pavimento era di marmo e oggi di ceramica. Nel centro della sala si può osservare un quadrato con il nome di Allah scritto su piastrelle. I muri sono stuccati (un lavoro realizzato da artigiani provenienti dalla Persia e dall'Iraq) e su essi sono ripetute le lodi a Dio incorniciate in stemmi, la cui legenda è "solo Allah è vittorioso", e alcuni frammenti del Corano, con il risultato di un contenuto poetico molto ricco. Ogni centimetro del muro è coperto da qualche elemento decorativo.