Le biblioteche di Bologna sono oltre 150 tra comunali, universitarie e di altri enti, pubblici e privati.
Storia
Origini Le prime biblioteche a Bologna, come nel resto d'Europa, sorsero nel Medioevo prima nei grandi conventi o monasteri cittadini, come quelli di San Domenico o San Giacomo, e successivamente nei collegi che ospitavano gli studenti stranieri dell'Università di Bologna. L'università appunto fu d'importanza fondamentale per la produzione e diffusione libraria in città, grazie alle attività degli stationarii, ovvero scrivani a cui venivano commissionati la copia dei libri di testo suddivisi però in pecie (parti di libro)..
Nell'età della Controriforma si verificò una certa contrazione culturale, connessa a quella dell'Università e le biblioteche conventuali vennero chiuse al pubblico. In controtendenza il Cardinale Gabriele Paleotti fondò la Biblioteca Arcivescovile, consultabile al solo clero, mentre il naturalista Ulisse Aldrovandi donò alla città il suo fondo librario e scientifico, che venne depositato nel Palazzo Pubblico..
Il Settecento e periodo napoleonico Fu solo con la fondazione nel 1712, da parte del conte Luigi Ferdinando Marsili, dell'Istituto delle Scienze che Bologna si dotò di una vera e propria biblioteca civica, in maniera simile a quanto accadde con la Biblioteca Palatina di Parma e la Biblioteca Estense di Modena, espressioni però delle autorità ducali. La biblioteca annessa all'Istituto venne incrementata versandovi i fondi di Ulisse Aldrovandi e successivamente fu posta sotto la protezione del papa Benedetto XIV che incrementò il patrimonio librario tramite editti e donazioni personali..
Nel 1752 venne aperta la Libreria pubblica di Santa Lucia su impulso dei Gesuiti, detta anche Libreria Zambeccari poiché il fondo iniziale fu donato da Francesco Zambeccari, con l'obbligo di garantire l'accesso pubblico alla biblioteca. Nel 1773, con lo scioglimento dell'ordine, la gestione passò ai Barnabiti,. mentre dal 1935 i locali fanno parte del Liceo Galvani..
Con l'arrivo delle truppe francesi nel 1796 vengono soppressi numerosi conventi e monasteri. I patrimoni librari vengono confiscati e alcuni volumi inviati a Parigi, mentre altri sono fatti confluire nella biblioteca dell'Istituto. Nel 1801 si procedette all'istituzione di una Biblioteca Dipartimentale (poi Comunitativa) posta sotto il controllo diretto del Dipartimento del Reno e trasferita nel convento di San Domenico. Qui confluirono tutti i fondi, tra cui quelli della Libreria di Santa Lucia, che non erano stati assorbiti dalla Biblioteca dell'Istituto delle Scienze. Quest'ultima poi l'anno successivo divenne Biblioteca Centrale dell'Università Nazionale con il trasferimento dall'Archiginnasio a Palazzo Poggi dell'università, costituendo così l'attuale Biblioteca Universitaria.
Dalla restaurazione al Novecento Nel 1838 fu completato il trasferimento della biblioteca comunitativa nel Palazzo dell'Archiginnasio, diventando così l'odierna Biblioteca comunale dell'Archiginnasio. La nuova istituzione culturale ricevette un notevole impulso sotto la direzione di Luigi Frati, tra il 1858 e il 1902, quando il patrimonio librario passò dai 40.000 volumi ad oltre 260.000, organizzato secondo i più recenti criteri biblioteconomici..
Con l'unità d'Italia la Biblioteca Universitaria passò sotto il controllo del Ministero della Pubblica Istruzione; nello stesso periodo iniziarono a svilupparsi le prime biblioteche legate a singole facoltà o istituti, antesignane delle moderne biblioteche di dipartimento.. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento si cercò di ampliare il pubblico bibliotecario, contestualmente all'emergere delle biblioteche popolari. Tra le prime iniziative in questo senso ci fu l'apertura serale dell'Archiginnasio nel 1903, seguita dall'apertura nel 1909 della Biblioteca Popolare su iniziativa di Albano Sorbelli.
Il nuovo istituto, ispirato alle public libraries anglosassoni, prese sede nei locali dell'antica Libreria di Santa Lucia, chiusa dopo la soppressione degli ordini religiosi nel 1869. Ebbe un notevole successo, grazie anche all'impulso della giunta Zanardi che promosse l'apertura di quattro sezioni distaccate di pubblica lettura nella periferia cittadina tra il 1917 e il 1918. Tuttavia l'avvento del fascismo interruppe queste esperienze culturali, strumentalizzandole a fini propagandistici, facendo chiudere le sezioni decentrate e infine accorpando definitivamente nel 1929 la Biblioteca Popolare a quella della Casa del Fascio locale..
Dal Dopoguerra al nuovo millennio
Subito dopo la guerra venne riaperta la vecchia Popolare, e dopo le prime difficoltà venne spostata a Palazzo Montanari col nome di Sezione Centrale di Pubblica Lettura. Infatti già negli anni '50 si diede nuovamente impulso allo sviluppo del settore bibliotecario, a Bologna ma anche in provincia.. Nel 1954 venne aperta una biblioteca per ragazzi nella Palazzina Liberty dei Giardini Margherita e nel 1960 fu inaugurata la prima biblioteca di quartiere, come sezione decentrata dell'Archiginnasio, presso il Centro Zanardi in San Donato..
Con l'obiettivo di creare un "centro culturale polivalente" in ogni quartiere, verso la fine degli anni Settanta si arrivò a ben 16 biblioteche decentrate collocate nei 18 quartieri, coprendo così l'intera città. Si trattava di strutture coordinate dall'Archiginnasio e dalla Sezione Centrale di Palazzo Montanari, che disponevano all'apertura di circa 3.000 volumi, spesso a scaffalatura aperta. Erano concepite come veri e propri spazi culturali di riferimento per il quartiere, tanto più che dopo il 1974 vennero spesso integrate nei nuovi "centri civici" che man mano venivano eretti nelle zone periferiche della città.. Nel frattempo anche in provincia vennero aperte nuove biblioteche dislocate nei vari comuni, principalmente ad opera del Consorzio Provinciale di Pubblica Lettura, operante dalla fine degli anni Cinquanta. Nel corso del tempo vennero aperte 40 tra biblioteche e sale di lettura, fino allo scioglimento del consorzio avvenuto nel 1986.
Negli anni Ottanta si rese evidente come il sistema bibliotecario cittadino fosse carente di organicità e coordinamento. Con la crescita delle biblioteche universitarie di dipartimento e lo sviluppo delle biblioteche di pubblica lettura a Bologna e in provincia, si arrivò a contare più di 300 istituti librari, scarsamente collegati tra loro. Nel 1990 i Quartieri ottennero il completo controllo delle proprie biblioteche, almeno fino al 2009 quando furono riunite assieme all'Archiginnasio e alla nuova Salaborsa nella nuova Istituzione Biblioteche del comune di Bologna. A partire dagli anni Novanta si pensò alla creazione di un moderno polo culturale contemporaneo, da crearsi negli spazi della Sala Borsa, presso Palazzo d'Accursio. La nuova biblioteca multimediale fu inaugurata nel 2001, assorbendo la vecchia Biblioteca Centrale di Palazzo Montanari.
Biblioteche
Biblioteche comunali Biblioteca dell'Archiginnasio Biblioteca storica del comune, sorta nel 1838 e ospitata nell'Archiginnasio, l'antica sede universitaria. È principalmente un istituto bibliotecario di ricerca e conservazione che custodisce manoscritti, libri rari e antichi, riviste storiche, stampe e disegni.
Biblioteca Salaborsa Biblioteca multimediale di carattere generalista. Aperta a tutti, oltre alla collezione libraria possiede numerose riviste, quotidiani, film e cd.
Salaborsa Ragazzi Sezione della Salaborsa dedicata a bambini, ragazzi e adolescenti, ospitata negli spazi contigui alla biblioteca generalista.
Salaborsa Lab Roberto Ruffilli
Inaugurata il 30 maggio 2022 negli spazi dell'ex biblioteca multimediale Roberto Ruffilli di vicolo Bolognetti, è una sezione distaccata di Salaborsa dedicata al multimediale, al digitale e alla pluralità dei linguaggi.. Conserva l'Archivio videoludico precedentemente alla Cineteca di Bologna.
Biblioteca Amilcar Cabral Nata nel 1974 e intitolata al politico africano Amílcar Cabral, è una biblioteca tematica che si occupa dei problemi internazionali, concentrandosi principalmente su America Latina, Asia e Africa. Possiede un patrimonio di oltre 30.000 volumi e 400 riviste in catalogo, tra cui un fondo di 800 volumi sull'Africa Orientale Italiana e uno di 950 sulla Tunisia e il Nordafrica..
Casa Carducci Casa museo dedicata al poeta Giosuè Carducci di cui ospita la biblioteca e l'archivio.
Biblioteca italiana delle donne
Nata alla fine degli anni '70, la Biblioteca italiana delle donne è la biblioteca più importante in Italia specializzata sugli studi di genere e sulla storia del femminismo. Fa parte del Centro delle donne di Bologna, nella stessa sede del convento di Santa Cristina.
Biblioteca Istituto storico Parri Biblioteca dell'Istituto storico Parri Emilia-Romagna, conserva materiali sulla storia contemporanea, in particolar modo sulle due guerre mondiali, l'antifascismo e il dopoguerra.
Biblioteche di quartiere
Tra il 1960, anno di inaugurazione della prima Sezione decentrata di pubblica lettura, e il 1978 vennero aperte nel comune di Bologna diciassette strutture bibliotecarie periferiche, poi via via riordinate e riaggregate giungendo nel 2009 a dodici vere e proprie biblioteche di Quartiere.
Biblioteca Jorge Luis Borges Biblioteca del Quartiere Porto-Saragozza intitolata allo scrittore argentino Jorge Luis Borges. È stata inaugurata nel 2000 negli spazi del vecchio mercato del bestiame, integrando le biblioteche Aurelio Saffi e Fratelli Rosselli degli ex quartieri Saffi e Marconi. Possiede circa 44.000 volumi di cui 35.000 a scaffale aperto ed è dotata di una sala studio con 96 posti..
Biblioteca Borgo Panigale – Miriam Ridolfi Biblioteca di pubblica lettura del Quartiere Borgo Panigale-Reno, aperta nel maggio 2011 in una nuova sede. Ha 28.000 volumi e 80 posti a sedere, oltre ad aree per ragazzi e bambini.. Nel maggio 2024 è stata intitolata a Miriam Ridolfi.
Biblioteca Casa di Khaoula Biblioteca del Quartiere Navile aperta nel 2008 presso una vecchia scuderia dell'Ippodromo Arcoveggio. Prende il nome da una bambina che chiedeva al quartiere uno spazio dove poter fare i compiti. Trovandosi nel quartiere Bolognina, possiede una certa tendenza multiculturale.
Biblioteca Corticella – Luigi Fabbri Situata anch'essa nel quartiere Navile, è stata aperta nel 1978 all'interno del centro civico di Corticella e ampliata nel 2005. Possiede circa 35.000 libri di cui 6.000 per ragazzi..
Biblioteca Natalia Ginzburg Intitolata alla scrittrice Natalia Ginzburg, è la biblioteca di pubblica lettura del Quartiere Savena, con 200 posti di consultazione e un patrimonio di più di 50.000 volumi.
Biblioteca Lame – Cesare Malservisi Biblioteca del quartiere Navile intitolata al suo fondatore, l'insegnante Cesare Malservisi. Possiede circa 32.000 documenti e conserva l'archivio storico del Canzoniere delle Lame. La biblioteca venne fondata nel 1974 presso il nuovo centro civico del quartiere Lame; nel 2002 è stata trasferita nella vicina villa Cassarini-Pallotti..
Biblioteca Orlando Pezzoli Si trova presso la sede del quartiere Borgo Panigale-Reno, ed è intitolata al maestro e partigiano Orlando Pezzoli. Possiede più di 38.000 volumi e una superficie di circa 1.000 mq. Venne costituita nel 1993 accorpando le biblioteche dei quartieri Santa Viola e Barca; prese sede nel nuovo centro civico di via Battindarno.
Biblioteca Scandellara – Mirella Bartolotti Biblioteca del Quartiere San Donato-San Vitale intitolata nel 2019 all'assessore Mirella Bartolotti. È posta in zona Scandellara - San Vitale e possiede oltre 26.000 volumi..
Biblioteca Luigi Spina Biblioteca del Pilastro che prende il nome dal primo presidente del Comitato inquilini del rione. È stata aperta nel 1972 e nel 1993 le fu aggregata l'altra biblioteca del quartiere San Donato, la Beroaldo. Ha a sua disposizione 96 posti a sedere e circa 23.000 volumi..