Spàlato (; ) è il capoluogo della regione spalatino-dalmata, principale centro della Dalmazia, avente abitanti (2021). Sede dell'università e dell'arcidiocesi di Spalato-Macarsca, sorge tra la parte orientale della baia dei Castelli e il canale di Spalato. È celebre per il Palazzo di Diocleziano, la porta Aurea e la Cattedrale di San Doimo con il suo campanile. Sono notevoli le rovine romane dell'acquedotto di Diocleziano. Il complesso storico di Spalato con il Palazzo di Diocleziano è inserito nella lista dell'UNESCO.

Fu fondata come colonia greca di Issa (la moderna Lissa), a sua volta colonia della città siciliana di Siracusa, a sua volta colonia di Corinto, con il nome di Aspálathos (Aσπάλαθος) oppure Spálathos (Σπάλαθος), intorno al III-II secolo a.C.

Nel 293 d.C. l'imperatore romano Diocleziano, il cui dominato durò dal 284 d.C. al 305 d.C., decise di costruire il suo Palazzo di fronte al mare, vicino alla città di Salona nel municipium di Spalatum. La costruzione durò dal 295 al 304 d.C.

Per diversi secoli Spalato fece parte dell'Impero bizantino, nel quale riuscì ad avere una certa importanza. Successivamente entrò nel Regno di Croazia e Dalmazia, per poi passare al Regno d'Ungheria, nel contesto del quale mantenne la sua autonomia comunale.

La Repubblica di Venezia ne prese il pieno possesso nel 1420. Spalato entrò ufficialmente nello Stato da Mar, cioè nei domini marittimi della repubblica veneziana, e vi rimase fino al 1797. Quel periodo lasciò numerose vestigia, sia culturali sia architettoniche. Dopo la caduta della Repubblica di Venezia che avvenne nel 1797 per mano di Napoleone, Spalato, secondo il trattato di Campoformio, passò all'Impero austriaco, che la tenne fino al 1806. Con la pace di Presburgo fu ceduta al Regno d'Italia napoleonico (fino al 1809). Dal 1809 al 1813 la città fece parte delle Province Illiriche. Con il Congresso di Vienna, nel 1814, Spalato tornò all'Impero austro-ungarico entrando a far parte del Regno di Dalmazia, territorio sotto il dominio diretto della corona austriaca, rimanendoci fino al termine della prima guerra mondiale nel 1918.

A partire da quest'ultimo evento iniziò l'esodo di una parte consistente degli italiani e degli italofoni della Dalmazia, tra cui gli spalatini italiani, verso Zara e Lagosta, che vennero invece annesse al Regno d'Italia, e verso l'Italia stessa. Nell'aprile del 1941, dopo l'invasione della Jugoslavia, Spalato fu occupata dall'esercito italiano e annessa assieme a Cattaro al nuovo Governatorato della Dalmazia nella provincia italiana di Spalato, che oltre alla città comprendeva le limitrofe Traù e Sebenico, insieme alle isole Lissa, Curzola, Cazza, Lagosta, Pelagosa e Meleda. Dopo la seconda guerra mondiale Spalato entrò a far parte della Repubblica Socialista di Croazia, repubblica costitutiva della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.

Durante il periodo socialista la città sperimentò un boom economico e demografico, con la fondazione di decine di nuove fabbriche e aziende. Dalla dissoluzione della Jugoslavia, iniziata nel giugno 1991, Spalato fa parte della Croazia indipendente. Tra le conseguenze ci fu un timido risveglio della coscienza etnica dei dalmati italiani presenti a Spalato e nel resto della Dalmazia.

Geografia fisica Territorio

Spàlato è situata su una penisola che si trova tra la parte orientale della baia dei Castelli e il canale di Spalato, tratto di mare Adriatico tra le isole di Bua, Zirona Grande e Solta. Lungo la parte occidentale dell'abitato si innalza il monte Mariano, alto 178 m, mentre a nord sono presenti il monte Capraio (779 m) e il monte Massaro (1339 m), che separano la città vera e propria dalla sua area urbana.

Geologicamente, l'area si trova in un contesto tettonico compressionale con direzione di strike NW-SE; la faglia principale prende il nome di Kozjak. Pertanto la roccia si presenta fortemente deformata e soggetta a intenso thrusting. Infatti il calcare senoniano si trova al di sopra del flysch eocenico, composto da strati alternati di marne e calciruditi/calcareniti, che sono la principale fonte di permeabilità e quindi di flusso di acqua dolce. Il 'bedding' del flysch appare spesso subverticale e il suo spessore è stato stimato in circa 800 m.

Clima

Il clima è una fusione tra il clima subtropicale umido e il clima mediterraneo (secondo la classificazione dei climi di Köppen), tant'è che un solo mese all'anno ha precipitazioni inferiori a 40 mm. Le estati sono moderatamente secche e calde, mentre gli inverni sono miti e raramente freddi.

Le precipitazioni annuali si attestano mediamente a circa 820 mm. Novembre è il mese più umido, con precipitazioni totali intorno ai 113 mm distribuiti mediamente in 12 giorni di pioggia. Luglio è il mese più secco, con precipitazioni medie che si aggirano sui 26 mm. Le piogge sono distribuite nell'arco di tutto l'anno, soprattutto in inverno. Le precipitazioni nevose sono rare, con una media di un giorno di neve a dicembre e a gennaio e due giorni a febbraio. L'ultima nevicata eccezionale a Spàlato è avvenuta nel febbraio 2012; ha causato molti problemi al traffico.

Le temperature invernali scendono molto durante la bora, vento catabatico di provenienza est/nord-est che soffia con particolare intensità specialmente verso l'alto e medio Adriatico. Il mese più freddo è gennaio, con una temperatura media minima di circa 5 °C. Luglio è il mese più caldo, con una temperatura massima intorno ai 30 °C. Degno di nota è l'incendio avvenuto nel luglio 2017 nei dintorni boscosi di Spàlato, che ha causato ingenti danni.

Spàlato riceve circa 2.600 ore di sole all'anno.

I dati climatologici salienti sono:

Origini del nome

Il nome della città deriva dalla ginestra spinosa, arbusto molto comune nella regione, denominato in greco antico Aspálathos (Aσπάλαθος) oppure Spálathos (Σπάλαθος), nome conferito alla colonia greca che diede poi origine alla città.

Quando la città fu conquistata dagli antichi Romani, il toponimo fu tradotto in latino come Spalatum oppure Aspalatum, che nel Medioevo diventò, in latino volgare, Aspalathum, Spalathum, Spalatrum e Spalatro. Quest'ultimo era il nome in lingua dalmatica; la denominazione arrivò fino a fine Ottocento, quando questo idioma si estinse.

Per secoli si è creduto che l'etimologia del nome della città fosse legata al latino palatium, "palazzo", con un chiaro riferimento al Palazzo di Diocleziano, i cui resti si trovano a Spàlato. Le mura coincidono con il nucleo originario del centro storico. Questa prima ipotesi fu avanzata dall'imperatore bizantino Costantino VII Porfirogenito, per poi essere ripresa nel Duecento da Tommaso Arcidiacono.Wilkes, J., Diocletian's Palace, Split : Residence of a Retired Roman Emperor, p. 17.

Storia

Antichità Epoca greca Spàlato fu fondata con il nome di Aspalathos come colonia greca di Issa (la moderna Lissa), a sua volta colonia della città siciliana di Siracusa, a sua volta colonia di CorintoAn Inventory of Archaic and Classical Poleis: An Investigation Conducted by The Copenhagen Polis Centre for the Danish National Research Foundation, Mogens Herman Hansen, 2005, Index.., intorno al III-II secolo a.C. Il primigenio insediamento greco prosperò anche grazie alle vicine tribù illiriche, la maggior parte delle quali appartenevano all'etnia dalmata, che abitavano la costa adriatica nell'entroterra di Salona, a sud del territorio dei Liburni, tra i fiumi Titius (Cherca) e Nestus/Hippius (Cetina), e che furono più tardi celtizzati; : «… contact with the peoples of the Illyrian kingdom and at the Celticized tribes of the Delmatae…».

Il territorio di Spalato fu oggetto di un altro stanziamento greco; la colonia greco-siracusana di Issa fondò infatti Epetion nel luogo in oggi sorge il sobborgo di Stobreč<ref> Lorenzo Braccesi, Grecità Adriatica: un capitolo della colonizzazione greca in Occidente, Pàtron, 1977; (capitoli Ancona (e Numana), Issa e Lissos, Pharos: colonia paria, Issa e Pharos, ultime vicende dei Greci in Adriatico; solo per le colonie di Issa: pagine 309 e 320) (tranne che per la colonia di Dimos)</ref Bulletin d'archéologie et d'histoire dalmate - Edizione 68 - pagina 126.</ref>.

Epoca romana

Dopo le guerre illiriche tra il 229 a.C. e il 219 a.C., la città di Salona, poca distante da Spàlato, diventò la capitale della provincia romana della Dalmatia. Da quel momento la storia di Spàlato passò in secondo piano rispetto a quella di Salona, ma dopo alcuni decenni Spàlato tornò in auge e divenne il punto di riferimento della regione.

L'imperatore Diocleziano, il cui principato durò dal 284 d.C. al 305 d.C., nel 293 d.C. decise di iniziare la costruzione del suo palazzo situato di fronte al mare vicino alla città di Salona nel municipium di Spalatum. Il palazzo, edificato tra il 295 e il 304 d.C.. come una massiccia fortezza, fece crescere il centro abitato e i sobborghi fino a raggiungere un numero di abitanti compreso tra gli e i .

Dopo la distruzione del palazzo, avvenuta nel 475, vi stabilì la propria dimora Giulio Nepote, penultimo sovrano dell'Impero romano d'Occidente, restandoci fino alla morte (480). Dopo le invasioni barbariche del V secolo, nel 493 Spàlato divenne parte del Regno ostrogoto, di cui faceva parte l'intera Dalmazia. Giustiniano I, imperatore bizantino che regnò dal 527 al 565, governò l'Impero romano d'Oriente dal Palazzo di Diocleziano dal 535 al 536.

Primo periodo bizantino Nell'anno 650, nell'Alto Medioevo, gli abitanti di Salona, antica capitale della provincia romana della Dalmatia, per sfuggire alle incursioni degli Avari, si rifugiarono su alcune isole di fronte a Spàlato. Spàlato rimase per vari secoli nell'Impero bizantino, nel quale la città riuscì ad avere una certa importanza. Successivamente entrò nell'orbita ungherese, nel contesto del quale mantenne la sua autonomia comunale.

Fu a partire da questo periodo che l'area, originariamente romanza, iniziò a essere popolata dai croati, una delle popolazioni slave meridionali che sostituirono gli Avari, i quali si fusero gradualmente proprio con gli slavi orientali e con i Ungari.

Il tempio di Giove fu dedicato alla Vergine Maria. Le spoglie di Doimo furono trasferite nella cattedrale di Spalato, poi a lui dedicata, che divenne in seguito la sede dell'arcidiocesi di Spalato-Macarsca. La cattedrale di Spàlato, originariamente mausoleo dell'imperatore Diocleziano, faceva parte del Palazzo di Diocleziano, e come tale è Patrimonio dell'Umanità. Il mausoleo fu convertito in chiesa nell'VIII secolo, mentre nell'anno 1100 fu costruito il campanile, che divenne simbolo di Spàlato.

Spàlato rimase possedimento de jure dell'Impero bizantino nella forma di un ducato amministrato dall'Esarcato di Ravenna.. Fu proprio in questo periodo che nacque, molto probabilmente nella regione spalatina, la lingua dalmatica, una lingua romanza che poi si diffuse lungo le coste della Dalmazia, dal golfo del Quarnaro ad Antivari. Gli abitanti di Spàlato iniziarono a chiamare la loro città in lingua dalmatica Spalatro.

Periodo croato

A partire dal 925 il Regno di Croazia e Dalmazia, grazie a re Tomislao I di Croazia, iniziò a emergere travalicando i confini locali, che in origine si limitavano ai dintorni della capitale Nona. Vi contribuì l'alleanza dell'Impero bizantino con Simeone I il Grande, sebbene Tomislao I non ricevette ufficialmente nessun mandato imperiale per l'amministrazione delle nuove terre. Fu in questo periodo che la lingua slava ecclesiastica antica iniziò a diffondersi nelle celebrazioni religiose.