L'Associazione Calcio Prato, meglio nota come Prato, è una società calcistica italiana con sede nella città di Prato. Milita in Serie D, la quarta divisione del campionato italiano.
Dalle riforme del 1926 che introdussero la classica tripartizione del calcio italiano professionistico, il Prato ha partecipato a oltre 60 campionati di Serie C, risultando il club più presente in assoluto nella categoriaIl dato ricomprende tutti i tornei di terza serie qualunque fosse la loro denominazione, compresi i campionati di Serie C1 e Serie C2 racchiusi dal 1978 nella Lega di Serie C. e quello con il maggior numero di partecipazioni consecutive (dal 1977-1978 al 2017-2018). La squadra detiene inoltre anche il maggior numero di vittorie nello stesso campionato, con ben 6 titoli all'attivo.
La FIGC considera il Prato al sessantaquattresimo posto nella graduatoria della tradizione sportiva dei club ad essa affiliati ed occupa il settantaduesimo posto nella classifica perpetua della Serie B.
Storia Dalle origini agli anni trenta Nato nel 1908 come Società Sportiva Emilio Lunghi, modificò tre anni dopo il suo nome in Prato Sport Club. Nel 1912-13 prese parte al campionato toscano di Promozione venendo promossa per l'anno successivo in Prima Categoria, la massima serie dell'epoca. All'epoca il campionato di Prima Categoria dell'Italia centro-meridionale era suddiviso in campionati regionali: i campioni regionali di Toscana, Lazio e Campania si sarebbero poi contesi nelle Finali il titolo di campione centro-meridionale, guadagnando il titolo di contendere in finalissima lo scudetto al Campione dell'Italia Settentrionale. Nelle due successive stagioni, tuttavia, il Prato non brillò, concludendole entrambe al settimo posto nella Prima Categoria della Toscana. Dal 1915 al 1919 il Campionato fu sospeso per le vicende belliche della prima guerra mondiale.
Ricostituitasi dopo la guerra, mantenne il nome fino al 1937, allorché divenne Associazione Calcio Prato e, dal 1980, società per azioni. Nei campionati 1919-20, 1920-21 e 1921-22 il Prato continuò a militare in Prima Categoria, senza mai superare la fase regionale: al termine della stagione 1921-22, anzi, a causa del 5º posto nella Prima Categoria FIGC della Toscana, il club viene declassato d'ufficio nel campionato cadetto di Seconda Divisione a causa della promulgazione del Compromesso Colombo, piano di riforma dei campionati. Per due stagioni il Prato militò nel girone F della Seconda Divisione, retrocedendo nel campionato regionale di Terza Divisione al termine della stagione 1923-24 a causa della sconfitta nello spareggio salvezza contro l'US Milanese. La permanenza nei campionati regionali fu tuttavia di breve durata e vincendo la Terza Divisione Toscana 1924-25 tornò immediatamente in Seconda Divisione. L'anno successivo, con un terzo posto nel Girone C di Seconda Divisione, ottenne la permanenza in cadetteria, ribattezzata dall'anno successivo "Prima Divisione". Due stagioni dopo, nel 1927-28, il Prato sfiorò addirittura la promozione in Divisione Nazionale, la massima serie dell'epoca, chiudendo seconda nel girone C della Prima Divisione. In estate arrivò però la promozione d'ufficio proprio in Divisione Nazionale, per decreto federale:
I due gironi da sedici squadre così costruiti avrebbero dunque avuto il duplice scopo sia di assegnare il titolo del 1929 - che per ovvi motivi di tempistica a quel punto non sarebbe stato disputato con un torneo conclusivo, bensì reintroducendo per un'ultima volta la finale (e per lo stesso motivo anche la Coppa CONI non fu disputata) , sia quello di suddividere le società in un raggruppamento d'élite e in uno cadetto per le stagioni a venire: in particolare, metà delle società avrebbero costituito la Divisione Nazionale Serie A, quelle classificate tra la nona e la quattordicesima posizione la Divisione Nazionale Serie B insieme alle quattro vincenti della Prima Divisione, mentre le ultime due classificate di ogni girone sarebbero state addirittura retrocesse in Prima Divisione. Il Prato disputò un campionato disastroso, terminando al 15° e penultimo posto nel girone A della Divisione Nazionale e retrocedendo addirittura in Prima Divisione.. Tuttavia, in estate la FIGC allargò i tornei di Serie A e B della Divisione Nazionale a 18 società portando al ripescaggio delle 4 retrocesse in Prima Divisione, tra cui il Prato, che vennero riammesse in Serie B.. Nella stagione 1929-30, tuttavia, il Prato si classificò solo 17° in Serie B, retrocedendo in Prima Divisione.
Gli anni quaranta e cinquanta Seguirono diversi anni in Prima Divisione (il terzo livello della piramide calcistica, disputato a livello interregionale) in cui il Prato ottenne buoni piazzamenti come due terzi posti e un quarto posto nel proprio girone senza però centrare la qualificazione alle finali per la promozione in Serie B pur sfiorandola (soprattutto nella stagione 1932-1933 in cui si classificò al terzo posto a pari merito con il Montevarchi e a un solo punto dal primo posto). Nel 1934 la FIGC decise di istituire la Serie C della Divisione Nazionale alla quale sarebbero state ammesse le classificate dal primo al sesto posto di ognuno dei gironi di Prima Divisione 1934-1935 (tolte le due promosse in Serie B), ma il Prato mancò l'obiettivo perdendo il torneo di qualificazione con le ex aequo Sempre Avanti, Le Signe e Grosseto (con le quali era appaiato al sesto posto, l'ultimo valevole per la C). Il Prato avrebbe dovuto essere declassato nel campionato di zona (cioè regionale) di Prima Divisione ma fu riammesso in Serie C 1935-1936 a pochi giorni dall'inizio del campionato in sostituzione della rinunciataria Juventus di Trapani. Seguirono diversi anni in Serie C, poi il ritorno in Serie B al termine della stagione 1940-41:. la permanenza tra i cadetti durò ancora una volta una sola stagione, allorché il Prato precipitò immediatamente in Serie C.. Dal 1941 il Prato cominciò a giocare le partite casalinghe al "Lungobisenzio", impianto che ancora oggi ospita le partite casalinghe della squadra.
Nella prima stagione del dopoguerra (1945-46) il Prato vinse il girone A della Lega Sud di Serie C, conquistando una promozione nella Serie B a tre gironi. Due stagioni dopo, tuttavia, il ritorno della Serie B al girone unico condannò il Prato alla retrocessione in Serie C: il Prato concluse il torneo 1947-48 al 6º posto nel Girone B a pari merito con Cremonese e Parma, ma poiché solo le prime sette si sarebbero salvate furono necessari degli spareggi tra le tre compagini: dopo aver perso gli spareggi contro e , il Prato concluse il torneo all'8º posto, retrocedendo dunque in Serie C. Nella stagione 1948-49, tuttavia, il Prato vinse il girone C di Serie C dopo aver vinto lo spareggio contro la e ritornando dunque immediatamente in Serie B. Anche questa volta, però, la permanenza tra i cadetti durò una sola stagione: il 21º posto in Serie B condannò ancora una volta i toscani alla retrocessione in Serie C.
Tra i vari elementi che composero il Prato in Serie B fu senza dubbio la figura di Ferruccio Valcareggi come allenatore e di Romeo Anconetani segretario. Il Prato infatti quegli anni riesce stabilmente a restare in serie B per due stagioni.
Gli anni sessanta e settanta Nel 1961 ci fu l'incontro contro la Juventus in un match valido per la coppa nazionale: i bianconeri passano 3-2 al Lungobisenzio. Il Prato conquista varie promozioni in B ma retrocedendo in C la stagione successiva.
Il Prato ottenne la sua ultima promozione in Serie B nel 1963 battendo sul filo del rasoio il Livorno. Pareggiando 1-1 contro il Forlì il Prato fu matematicamente promosso in Serie B con Antonio Rossi capitano e Taccola trascinatore della squadra. Con Baldassini presidente, il Prato disputò la seconda serie per l'ultima volta nella sua storia nella stagione 1963-64. Nel finale la squadra fu risucchiata nella lotta per non retrocedere: fatali furono le sconfitte con Cosenza e Palermo e soprattutto un'autorete nel finale contro la Triestina, alla penultima giornata, che costrinse il Prato all'1-1. Nell'ultima giornata ci fu la vittoria a Catanzaro 1-0 ma fu inutile per la salvezza.
Dopo la retrocessione in C del 1964, il Prato non è più riuscito a salire in serie B: addirittura retrocede in D nel 1974.. Qui ci resta tre stagioni, sino al 1977, quando riconquista la Serie C. Con la ristrutturazione della Serie C, il Prato viene retrocesso in C2. La sua permanenza in C2 dura due stagioni: nel 1979-80 il Prato conquista la promozione in Serie C1. Nello stesso anno Andrea Toccafondi arrivò alla guida del Prato. Il Prato poi si divide fra C1 e C2 a metà degli anni ottanta.
Gli anni ottanta
Dopo aver conquistato la Serie C1 nella stagione 1984-85 grazie alla vittoria nella partita di spareggio giocata contro l'Alessandria a Modena (3-2), il Prato, sotto la gestione Toccafondi, tornò competitivo: dopo aver ottenuto il nono posto per due volte, il quinto posto ottenuto nella stagione 1987-88 lascia sì che il Prato lottasse per le zone alte ma fu fatale la sconfitta a Trento che costrinse il Prato a rinunciare alla lotta promozione. Nella stagione successiva la squadra arriva vicino alla promozione: dopo esser stato nelle prime posizioni per tutto il campionato, grazie anche alle reti di Rossi, Labadini e Ceccaroni, il Prato si ritrova in piena lotta per la promozione in Serie B contro lo Spezia, ma la sconfitta subita per 1-0 nello scontro diretto a La Spezia complica le cose. All'ultima giornata gioca al Mirabello in casa della Reggiana, anch'essa in lotta per la promozione, ma perde e arriva terzo, mentre la , vincendo lo scontro diretto, festeggia dunque invece l'accesso alla seconda serie. Il Prato questa stagione vanta comunque il fatto di aver giocato pure contro la Roma di Bruno Conti e Boniek al Lungobisenzio in Coppa Italia perdendo 3-1.
Gli anni novanta Il Prato disputa altri due anni in C2, poi la svolta nella stagione 1992-1993: con Ceccaroni, Califano e Brunetti, con Remo Bicchierai in panchina, disputa un campionato di C2 da vertice dopo un testa a testa con il Castel di Sangro Calcio e assieme agli odiati cugini della (memorabile nell'aprile 1993 la vittoria a Pistoia per 1-0 con gol di Ceccaroni con un esodo dei tifosi pratesi giunti a Pistoia con mezzi propri). Decisivo fu lo scontro diretto col Castel di Sangro: battendo gli avversari per 2-1, il Prato viene promossa in C1 insieme alla Pistoiese.
Negli anni successivi la squadra ottiene dei buoni risultati: arriva 13º nella stagione 1993-94, 7° nella stagione 1994-95 e 8° nella stagione 1995-96. Il Prato per la stagione 96-97 attrezza una squadra vincente, con Denis Godeas punta di peso e con Natal Schiavon come partner. Il Prato si dimostra la squadra da battere in quanto occupa addirittura per molto tempo la vetta della classifica e vincendo spesso 3-1. Ma nel girone di ritorno non dimostra lucidità e via via si fa superare dal Treviso e dal Carpi scivolando a ridosso della zona playoff. Veneri fu esonerato, al suo posto arrivato Esposito che però non riesce ad ottenere quello che si sperava ed Il Prato esce dalla zona playoff. Inutile nel finale la rimonta, Il Prato vince 1-0 contro l'Alzano e aggancia il quinto posto a pari merito col Monza ma sono i brianzoli a giocare i playoff con un gol segnato in più di differenza agli scontri diretti: il Prato, infatti, al Lungobisenzio aveva battuto 1-0 il Monza ma il Monza aveva battuto 2-0 il Prato in casa, mandando in fumo i sogni promozione. La stagione successiva invece il Prato perde tutti i pezzi, incluso Godeas, e la squadra si trova all'ultimo posto per molte giornate riuscendo però evitare la retrocessione diretta a scapito del Fiorenzuola. Ma il Prato retrocede in C2 comunque ai playout contro la .
Negli anni successivi il Prato disputa i play-off per la C1. Nella stagione 1998-99 perde la finale play-off contro l'AlbinoLeffe, in quella successiva perde la finale play-off contro l'.
Gli anni duemila