Psiche, culto delle anime e fede nell'immortalità presso i Greci (Psyche, Seelenkult und Unsterblichkeitsglaube der Griechen) è un saggio di storia delle religioni del filologo tedesco Erwin Rohde, pubblicata in due volumi tra il 1890 e il 1894.

Contenuto Psiche affronta il problema della religione dei greci e la genesi del culto delle anime, oltre all'evoluzione del pensiero e dei riti, dai tempi omerici fino a quelli del tardo ellenismo. Il filo conduttore nella raccolta e discussione di materiali eterogenei è la nascita del sentimento religioso dell'immortalità dell'anima, legato secondo Rohde alla natura e l'evoluzione dell'estasi nel dionisismo. Il larghissimo utilizzo di fonti (citate a piè di pagina) riguarda materiale letterario, epigrafico, archeologico, interpretato e riletto anche grazie alle categorie antropologiche ed etnografiche di Tylor. Come rileva lo storico della filologia Sandys: Per Rohde, infatti, la teologia olimpica dei poemi omerici non rappresenta il momento genetico della religione greca, bensì lascia traccia di precedenti forme di culto e devozione verso le potenze ctonie, forze naturali viventi nelle sedi sotterranee, in cui vengono accolte le anime dei defunti. L'episodio da cui nasce questa riflessione sono i poderosi funerali e i giochi funebri allestiti per Patroclo (Iliade, XXIII), visto come «completo e ricco sacrificio [...] incomprensibile, se le anime dopo la loro separazione dal corpo se ne volano subito lontane senza coscienza né forza e non possono quindi nulla godere del sacrificio».

L'opera si propone dunque di analizzare e illustrare come è nato e mutato l'atteggiamento dell'uomo greco verso la morte e i defunti, prendendo le mosse dai panorami ultraterreni raffigurati nei poemi omerici (soprattutto della Nekyia in Odissea, XI e del rapimento nelle "isole dei beati" in IV, 562-565), per poi affrontare il demonismo nel ciclo delle età in Esiodo, «Rohde observes that what interests Hesiod most about the heroes is not their earthly existence but their destiny after death.», le vicende degli «uomini che furono inghiottiti vivi dalla terra e continuano a vivere immortali» come Anfiarao e Trofonio, il culto degli eroi (visti come «spiriti di defunti») come culto degli antenati, le forme di cura dei morti (l'obbligo religioso della sepoltura) e le modalità in cui essi venivano venerati e invocati.

Seguono poi ragguagli sistematici sui misteri eleusini (l'epòpteia e la speranza nell'immortalità), sull'origine e sviluppo del culto tracico di Dioniso, cui si legano innovative riflessioni sui fenomeni psichici ad esso connessi (manìa, trance, orgiasmo, follia coreutica, enthousiasmòs) e sul suo rapporto con Apollo e la mantica apollinea, dell'orfismo e degli influssi nella speculazione filosofica, fino alla dissoluzione del sentimento greco nelle dottrine stoiche ed epicuree, e all'approdo al neoplatonismo.

Edizioni E. Rohde, Psiche, culto delle anime e fede nell'immortalità presso i Greci, prefazione di S. Givone, Laterza, Roma, 2006, ISBN 978-88-420-7929-3

Note

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