I New York Knicks, o New York Knickerbockers, dall'antico appellativo degli abitanti di New York, sono una delle trenta franchigie di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la NBA. La franchigia ha sede nel distretto di Manhattan e gioca le sue partite interne al Madison Square Garden, che condivide con i New York Rangers della NHL. I Knicks sono una delle due franchigie di basket di New York; l'altra sono i Brooklyn Nets che giocano nell'omonimo distretto. Tra le squadre più antiche della NBA, i Knicks sin dalla fondazione nel 1946 sono sempre rimasti a giocare a New York. Nella loro storia hanno raggiunto 43 volte i playoff su un totale di 76 partecipazioni e le NBA Finals per nove volte: 1951, 1952, 1953, 1970, 1972, 1973, 1994, 1999 e 2026 vincendo nel 1970, nel 1973 e nel 2026. I colori sociali della franchigia sono arancione e blu, gli stessi della città di New York, e il logo è fin dagli esordi un pallone da basket.
La squadra, fondata da Ned Irish nel 1946, fu uno dei membri fondatori della Basketball Association of America (BAA), che divenne la NBA dopo essersi fusa con la rivale National Basketball League (NBL) nel 1949. Secondo la rivista Forbes, i New York Knicks sono il terzo club sportivo per valore al mondo e il primo nella NBA, stimato circa 4,6 miliardi di dollari.
Storia La nascita della franchigia Nel 1946 il basket, in particolare quello universitario, era uno sport in grande crescita nel paese e sempre più diffuso anche a New York. Max Kase, un giornalista sportivo che lavorava in città, sviluppò l'idea di una lega professionistica in cui accogliere i giovani talenti che terminavano gli studi. Il proprietario dei Boston Celtics, Walter Augustine Brown, incuriosito dall'opportunità di ottenere entrate aggiuntive per le arene del paese, contattò diversi proprietari di altri impianti di gioco per proporgli l'idea della creazione di una lega di pallacanestro. Il 6 giugno 1946 Kase e Brown insieme a un gruppo di diciassette persone si riunirono al Commodore Hotel di New York creando la Basketball Association of America (BAA). Tra i presenti all'incontro c'era anche Ned Irish, un pioniere del basket collegiale oltre che giornalista sportivo in pensione, presidente del Madison Square Garden. Kase inizialmente aveva pianificato di possedere e gestire lui stesso una ipotetica franchigia a New York, e si rivolse ad Irish con una proposta per affittare il Garden. Il collegio dei proprietari tuttavia decise di puntare su Ned Irish in virtù soprattutto delle sue risorse finanziarie in grado di sostenere una franchigia a New York.
Una volta ottenuto il permesso per la creazione della franchigia e avendo già l'arena di gioco in cui farla esibire, per Irish rimaneva solo il problema sulla scelta del nome da dare alla squadra. Nelle idee c'era la volontà che il nome fosse rappresentativo della città di New York. Irish convocò i membri del suo staff per una riunione e votare le proposte. La scelta vincente ricadde sul nome "Knickerbockers", poi abbreviato in Knicks, che deriva dallo pseudonimo usato da Washington Irving nel suo libro A History of New York; un nome che venne applicato ai discendenti degli originari coloni olandesi di quella che poi divenne New York e che indossavano i pantaloni alla zuava.
Gli esordi: dalle prime finals agli anni di transizione Senza il draft negli anni iniziali della lega, le squadre si concentravano sull'ingaggio di giocatori del college dalle rispettive città come un modo per promuovere il campionato professionistico. Con un roster assemblato, i Knicks affrontano e sconfiggono 68-66 i Toronto Huskies ai Maple Leaf Gardens di Toronto il primo novembre 1946, in quella che sarebbe stata la prima partita della franchigia così come la prima nella storia della lega. La stagione inaugurale termina con un record di 33–27 che garantisce l'accesso ai playoff in cui sono eliminati dai Philadelphia Warriors in semifinale.
Nel 1947 in panchina subentra Joe Lapchick e vengono ingaggiati nuovi giocatori come la guardia Carl Braun e la guardia nippo-americana Wataru Misaka, il primo giocatore di basket non caucasico della BAA. Sotto Lapchick i Knicks ottengono nove partecipazioni consecutive ai playoff e Braun emerge come la stella della squadra, insieme ad altri giocatori come Dick Holub e Bud Palmer. Nel draft NBA del 1948 i Knicks selezionano due futuri Hall of Fame come Dolph Schayes e Harry Gallatin sebbene lo stesso Schayes verrà spinto ad andarsene e giocare per i Syracuse Nationals della National Basketball League in difficoltà.
Prima dell'inizio della stagione 1949-1950, la BAA si fonde con la NBL per formare la National Basketball Association con la BAA che assorbe sei squadre. Nonostante i riallineamenti della divisione, i Knicks rimangono nella parte orientale.
La stagione successiva i Knicks ingaggiano Sweetwater Clifton diventando così la prima squadra di basket professionistico a ingaggiare un giocatore afroamericano. Tra il 1951 e il 1953 i Knicks, grazie a giocatori come lo stesso Clifton, a Carl Braun e a Dick McGuire, sotto la gestione Lapchick si confermano una delle squadre di riferimento della lega arrivando per ben tre stagioni consecutive alle finali Nba, una contro i Rochester Royals, e due contro i Minneapolis Lakers, perdendole tutte. A seguito di quelle sconfitte, nelle stagioni seguenti i risultati della squadra iniziano a calare con eliminazioni ai primi turni dei playoff o addirittura in regular season. Lapchick si dimette da capo allenatore nel gennaio 1956 per alcuni problemi di salute e al suo posto viene chiamato in panchina Vincent Boryla, sostituito un paio di anni dopo da Andrew Levane.
Nel 1960 anche Levane viene sostituito e al suo posto i Knicks chiamano Carl Braun, che diviene il primo giocatore-allenatore della squadra. I risultati però stentano ad arrivare e allora la dirigenza opta per un nuovo cambio tecnico, chiamando in panchina Eddie Donovan. Sotto la gestione Donovan prosegue l'astinenza da playoff e la scarsa competitività della squadra è testimoniata il 2 marzo 1962, quando i Knicks perdono 147 a 169 contro i Philadelphia Warriors, permettendo a Wilt Chamberlain di segnare il record NBA di 100 punti in una sola partita.
Gli anni d'oro e i due titoli Nba Dopo un decennio di molte ombre e poche luci, le sorti della franchigia iniziano nuovamente a volgere in positivo nel 1964 con la scelta del pivot Willis Reed, vincitore nel 1965 del premio matricola dell'anno. Nel 1967 l'ingaggio del playmaker Walt “Clyde” Frazier che va ad aggiungersi a Reed, contribuisce a rendere nuovamente la franchigia della "Grande Mela" una reale contendente ad est per la qualificazione alle finals. I Knicks iniziano la stagione 1967-1968 con alcune difficoltà, che porteranno all'esonero in panchina di Dick McGuire, sostituito a metà stagione da Red Holzman, il cui impatto positivo sarà immediato e determinante. Sotto la gestione Holzman i Knicks vivono infatti il periodo migliore della loro storia come risultati e vittorie. La squadra nel frattempo oltre ai vari Willis Reed, Walt Frazier, Dick Barnett e Bill Bradley, firma Dave DeBusschere dai Detroit Pistons e nei playoff riesce ad andare sempre più avanti, facendo intravedere quello che di buono sarebbe avvenuto le stagioni seguenti.
Nella stagione 1969-70 i Knicks ottengono un record di 60-22 e nei playoff si sbarazzano agevolmente dei Baltimore Bullets in semifinale e dei Milwaukee Bucks nelle finali ad est. In finale i Knicks hanno la meglio sui Los Angeles Lakers in gara 7 al termine di una serie tiratissima in cui Willis Reed, nominato MVP All-Star e MVP della lega quella stagione, è nominato anche MVP delle finali, diventando il primo giocatore a ottenere tutti e tre i premi in una sola stagione.
Nel 1971 grazie agli arrivi di Jerry Lucas ed Earl "The Pearl" Monroe la squadra mantiene la competitività e nel 1972 raggiunge di nuovo le finali Nba, perse però contro i Lakers dopo cinque gare. L'anno successivo le due squadre si ritrovano in finale Nba in quella che è ormai diventata una grande classica del basket a stelle e strisce dei primi anni settanta. Per i Knicks si tratta della terza finale Nba negli ultimi quattro anni. Dopo aver eliminato ai playoff i Baltimore Bullets e i Boston Celtics, anche i Lakers cadono nuovamente sotto i canestri dei Knicks, che vincono il loro secondo anello NBA nel giro di quattro stagioni.
Nel 1973-74 la squadra raggiunge le finali ad est ma viene eliminata dai Celtics. Dopo questa stagione Willis Reed, vincitore nuovamente del premio Mvp, annuncia il suo ritiro e con il suo addio pure le ambizioni della franchigia si vedono improvvisamente ridimensionate.
Nella seconda metà degli anni settanta i Knicks, che nel frattempo sostituiscono in panchina Red Holzman chiamando Willis Reed, alternano stagioni discrete con la qualificazione ai playoff, seppur con la semifinale ad est come massimo traguardo, ad altre annate in cui l'eliminazione avviene già al termine della regular season. A nulla serve il ritorno in panchina di Holzman, richiamato dalla dirigenza dopo alcune incomprensioni di Reed con i vertici della franchigia. Holzman si ritira nei primi anni ottanta lasciando comunque una grande eredità e influenza ai giocatori da lui allenati; uno su tutti Phil Jackson.
L'era Ewing e le due finali degli anni novanta
All'inizio degli anni ottanta arriva ai Knicks l'ala Bernard King, un eccellente marcatore e, soprattutto, al draft 1985, viene scelto il lungo Patrick Ewing dalla Georgetown University che, nei successivi quindici anni, diventerà l'uomo simbolo della franchigia oltre che giocatore di grandissimo livello. Negli anni ottanta allenati in panchina prima da Hubie Brown e in seguito da Rick Pitino, grazie all'apporto di giocatori importanti come gli stessi King e Ewing vincitore del premio di matricola dell'anno, a cui aggiungere Bill Cartwright, Rory Sparrow, Pat Cummings e Mark Jackson, riescono a giocare delle discrete stagioni. I Knicks degli anni ottanta sono infatti una presenza abbastanza regolare nei playoff, nonostante non riescano mai a raggiungere le finali Nba, fermati da squadre più attrezzate come i Boston Celtics, i Philadelphia 76ers o i Chicago Bulls.
Con la partenza di coach Pitino nella stagione 1989-1990, per i Knicks inizia un periodo di assestamento di un paio di anni prima con Stu Jackson e poi con John MacLeod, sostituito nel 1991 dall'arrivo di coach Pat Riley; l'allenatore dei titoli dei Los Angeles Lakers degli anni ottanta. In quegli anni, oltre al solito Ewing, vestono la canotta dei Knicks giocatori importanti come Charles Oakley, John Starks e Rolando Blackman che daranno un contributo decisivo per il ritorno della franchigia in una finale Nba. Nel 1992 sono eliminati in semifinale playoff contro i Chicago Bulls che saranno protagonisti di una seconda eliminazione dei Knicks anche l'anno successivo; questa volta nella finale della Eastern Conference.
La crescita della squadra è però sotto gli occhi di tutti e, nella stagione 1993-1994, arriva la settima finale Nba al termine di una stagione in cui i Knicks eliminano nei playoff ad est New Jersey Nets, Chicago Bulls e infine gli Indiana Pacers. Alle finali Nba, da cui i Knicks mancavano dal 1973, sono però gli Houston Rockets di Hakeem Olajuwon ad avere la meglio dopo sette gare.
Dopo una stagione 1994-1995 chiusa in semifinale dei playoff, Pat Riley annuncia la sua decisione di firmare per la panchina dei Miami Heat nonostante un contratto in essere con i Knicks fino al 1996. Per chiudere la controversia, gli Heat accettano di concedere ai Knicks la loro prima scelta al Draft NBA 1996 e un milione di dollari a titolo di risarcimento. Riley firma ufficialmente per gli Heat e al suo posto a New York arriva in panchina Jeff Van Gundy.