Biografia Nacque a Salsomaggiore il 24 maggio 1894. Arruolato nel Regio Esercito entrò in servizio permanente effettivo il 10 aprile 1915.. Durante la prima guerra mondiale combatté nel corpo dei bersaglieri, presso il 14° Reggimento, venendo decorato con due medaglie d'argento al valor militare e la croce al merito di guerra. Fu promosso tenente il 13 aprile 1916.''Gazzetta ufficiale del Regno d'Italia n.103 del 2 maggio 1916, pag.2388. Fu trasferito alla Regia Aeronautica nel 1925, conseguendo il brevetto di pilota militare l'anno successivo. Venne promosso tenente colonnello l'8 novembre 1928. Prestò servizio presso il Ministero dell'aeronautica, in forza alla Direzione Generale Servizi Materiali Aeronautici, venendo poi assegnato all'Aeronautica della Cirenaica. Il 26 agosto 1933, insieme al capitano Emilio Vittani, effettuò un volo su un Caproni Ca.101 da Cufra ad Auenat, ritornando a Cufra il giorno successivo.. Il 26 e il 30 agosto 1934 volò nuovamente ad Auenat per una missione speciale.. A bordo del suo Ca.101 trasportava il colonnello Enrico De Agostini, capo della Delegazione italiana delle Commissione congiunta italo-britannica incaricata di delimitare il confine internazionale fra Libia e Sudan anglo-egiziano.. Durante la verifica della pale confinarie erette lungo l'appena stabilito confine internazionale, si dedicò all'elaborazione di un piano in dettaglio per il potenziamento degli aeroporti lungo la rotta Bengasi-Gialo-Cufra-Auenat. Il suo incarico prevedeva lo studio della fattibilità di volare direttamente dalla Libia all'Eritrea utilizzando solo campi d'aviazione nazionali.Tale esigenza si sarebbe pianamente manifestata nel corso della seconda guerra mondiale. All'epoca i Caproni Ca.101 e gli IMAM Ro.1, utilizzando serbatoi supplementari, non oltrepassavano l'autonomia di 1.500 km, insufficiente per collegare il campo di Auenat a quello di Tessenci, in Eritrea. L'elenco dei lavori da compiere ad Auenat era abbastanza lunga, prevedendo di realizzare un piattaforma in cemento di 15x30 m, coperta da una tettoia, una officina riparazioni, magazzini, stazione radiotelegrafica ad onde lunghe e corte per il collegamento con gli aerei in volo, sistema di distribuzione e rifornimento rapido per velivoli, impianto semaforico accanto alla manica a vento e locali per l'alloggio del personale, cucina, posto medico, depositi di acqua. Secondo la relazione da lui redatta, dato che i forti venti dominanti da nord-est, le temperature elevate, e il fatto che le autocolonne impiegavano tre giorni per giungere da Cufra ad Auenat, concluse che l'ultimo campo di manovra utile per la rotta verso l'Africa Orientale Italiana doveva considerarsi quello di Cufra. Rientrato in Italia, il 1 novembre 1936 assunse l'incarico di vicecomandante della Regia Accademia Aeronautica di Caserta, mantenendolo fino al settembre 1939, quando scoppiò la seconda guerra mondiale..

All'atto dell'entrata in guerra del Regno d'Italia, assunse il comando della 23ª Divisione bombardamento "Pegaso", assegnata all'Aeronautica della Libia - Est, in Africa Settentrionale Italiana. Durante l'invasione italiana dell'Egitto prese parte a numerose missioni belliche che gli valsero la concessione della medaglia di bronzo al valor militare. Promosso generale di divisione aerea nell'ottobre 1940, fu trasferito al quartier generale dell'Aeronautica dell'Albania, retta allora dal generale Ferruccio Ranza, in qualità di capo di stato maggiore. Partecipò alle operazioni belliche nel corso della campagna italiana di Grecia volando su un Savoia-Marchetti S.79 Sparviero del 46º Stormo Bombardamento Terrestre. Particolarmente distintosi in questo settore, con Regio Decreto 1 aprile 1941 fu insignito della Croce di Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia. Dopo la fine della campagna greco jugoslava, nonostante il carattere dimostrato, rimase in Albania assumendo il comando della locale Aeronautica dal 1 dicembre 1941 al 30 settembre 1942. Rientrò in servizio presso il Ministero dell'aeronautica a Roma, dove lo colse l'armistizio dell'8 settembre 1943. Rifiutò ogni collaborazione con la Repubblica Sociale Italiana, e il 6 novembre il Ministro della Difesa della RSI, Maresciallo d'Italia Rodolfo Graziani ordinò al S.I.D. il suo arresto, insieme a quello di altri ufficiali della Regia Aeronautica.Si trattava dei seguenti alti ufficiali: generali d’armata aerea Rino Corso Fougier e Francesco Pricolo, generali di squadra aerea Mario Ajmone Cat, Eraldo Ilari, Vittorio Marchesi, Attilio Matricardi, Vittorio Giovine, generali di divisione aerea Amerigo Notari, Adriano Monti, Ottorino Vespignani, Ulisse Longo, Giuseppe Maceratini, Umberto Cappa, Gino Sozzani, Aldo Urbani, Raul Da Barberino, generali di brigata aerea Federico Zapelloni, Arnaldo Pasquali, Attilio Poppi, Giuseppe Barba, Giuseppe Pomarici, Francesco Lanzafame, Giuliano Cassiani Ingoni, Francesco Cutry, Venceslao D'Aurelio, Virgilio Scagliotti, Umberto Baistrocchi, Alfredo Agnesi, Giuseppe Marini, Carlo Drago, Ranieri Cupini, Ugo Rampelli, Silvio Napoli. Inoltre sulla lista vi erano anche il generale ispettore Alfredo Bruno, i tenenti generali Ugo Pesce, Frenando Bertozzi Olmeda, Aldo Guglielmetti, Gaetano Straziota, i maggior generali Giuseppe Goeta, Mario Mele, Antonio Giaccheddu, Riccardo De Rosa, Luigi Bonicelli.

Onorificenze

Note Annotazioni

Fonti

Bibliografia

Periodici

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