La presenza di donne nelle forze armate indiane può essere fatta risalire a ben prima dell'indipendenza dell'India stessa nel 1947: le autorità dell'allora Impero anglo-indiano crearono nel 1888 il primo corpo di infermiere militari indiane, seguito nel 1942 da un corpo di ausiliarie donne impiegato in ruoli amministrativi nel British Indian Army durante la seconda guerra mondiale. Dopo l'indipendenza del paese, tuttavia, la legge regolamentatrice delle forze armate del 1950 proibì l'accesso delle donne ai corpi militari indiani, fatto salvo il Corpo delle infermiere e, dal 1958, il Corpo medico.
Una maggiore apertura si ebbe nei primi anni 1990, quando l'Esercito, la Marina e l'Aeronautica militare indiane aprirono al reclutamento di ufficiali donne nei servizi di supporto, tecnici e amministrativi; nel XXI secolo l'accesso delle donne ai ruoli nelle forze armate andò progressivamente aumentando, in particolare dopo una sentenza della Corte suprema dell'India nel 2020 che equiparava in tutto e per tutto le ufficiali donne agli equivalenti ufficiali uomini. L'Aeronautica iniziò il reclutamento di personale di volo femminile nel 1994, e fu la prima ad aprire i ruoli di combattimento alle donne nel 2015 quando consentì loro di arruolarsi come ufficiali piloti da caccia; la Marina militare aprì alle donne i ruoli di combattimento, compreso il comando di unità navali e il pilotaggio di aerei d'attacco, negli anni 2020. L'Esercito indiano ampliò i corpi a cui le donne potevano avere accesso, ma mantenne una preclusione totale al reclutamento di personale femminile nelle branche deputate al combattimento diretto come fanteria, carristi e artiglieria. Il numero di donne impiegate nelle forze armate rimase comunque molto basso: nel 2019 solo il 3,8% degli effettivi dell'Esercito era composto da donne, con percentuali di poco superiori per la Marina (6%) e l'Aeronautica (13%).
I numerosi corpi per la sicurezza interna a ordinamento paramilitare dell'India hanno aperto i propri ranghi al personale femminile principalmente nel corso degli anni 2010.
Donne nell'Esercito dell'India
Il primo corpo militare femminile composto da personale reclutato tra gli abitanti del subcontinente indiano risale al 1888, quando le autorità coloniali britanniche dell'Impero anglo-indiano crearono il Indian Army Nursing Service quale corpo di infermiere militari per il British Indian Army, istituzionalizzando e strutturando i primi "esperimenti" di impiego di infermiere donne negli ospedali militari indiani avvenuti nella seconda metà del XIX secolo; il corpo era inizialmente composto unicamente da donne di origine europea o anglo-indiana residenti in India, ma dal 1914 iniziò ad accettare anche volontarie provenienti dalle popolazioni delle varie regioni indiane. Le infermiere militari indiane accompagnarono i reparti del British Indian Army sia in patria che all'estero tanto nella prima che nella seconda guerra mondiale: circa 350 infermiere indiane furono uccise, vennero prese prigioniere o furono dichiarate disperse in azione durante le due guerre mondiali. Nell'aprile 1942 inoltre il British Indian Army creò il Women's Auxiliary Corps (India), un corpo ausiliario composto da personale femminile volontario reclutato tanto tra le donne indiane quanto tra le europee residenti in India: il corpo, che arrivò a contare ufficiali e sottufficiali e militari, fornì personale per i servizi amministrativi e di comunicazione di retrovia delle forze anglo-indiane durante la seconda guerra mondiale.
Dopo l'indipendenza dell'India nel 1947, la legge istitutiva delle nuove forze armate indiane (Army Act of 1950) vietò espressamente l'arruolamento di personale femminile in compiti militari, fatti salvi quei corpi, dipartimenti e branche autorizzati da specifiche disposizioni del governo centrale. Il corpo delle infermiere militari (rinominato Military Nursing Service) rimase inizialmente la sola componente femminile delle forze armate indiane prevista dallArmy Act of 1950, ma nel novembre 1958 il Corpo medico dell'Esercito indiano fu autorizzato a reclutare su base permanente medici donne nei suoi ranghi. A tutto il personale femminile dei corpi medici dell'Esercito dell'India venne garantito un grado da ufficiale compreso inizialmente tra tenente e colonnello, e un regolamento del 1962 previde per le ufficiali donne piena parità in fatto di trattamento e privilegi con gli ufficiali uomini dello stesso grado nelle forze armate regolari. Il 27 agosto 1976 Gertrude Alice Ram, direttrice generale del corpo delle infermiere, divenne la prima donna indiana a essere promossa la grado di maggior generale; Punita Arora, ufficiale del Corpo medico nominata nel settembre 2004 comandante della Scuola medica delle forze armate, divenne invece la prima donna indiana ad essere promossa al grado di tenente generale, il secondo più alto del sistema di gradi indiano.
I servizi sanitari rimasero a lungo la sola branca delle forze armate indiane ad accettare donne nei propri ranghi. Una prima espansione si ebbe solo nel gennaio 1992, quando il governo indiano autorizzò il reclutamento di ufficiali donne nei servizi non combattenti dell'Esercito: le donne ebbero così modo di accedere ai ranghi del Corpo postale, del Corpo dell'avvocatura militare, del Corpo educativo, del Corpo materiali e logistica e del Corpo dei servizi amministrativi dell'Esercito; nel dicembre 1992 furono aperti agli ufficiali donne anche i ranghi del Corpo delle trasmissioni, del Corpo degli ingegneri elettronici e meccanici e del Corpo dell'intelligence dell'Esercito. Inizialmente le volontarie donne potevano arruolarsi solo per un periodo limitato di cinque anni di servizio, nel 1997 esteso di altri cinque anni; nel 2006 fu concesso alle donne di arruolarsi per un periodo di 14 anni come ufficiali in servizio ridotto (short-service commission, SSC) ma rimase loro preclusa la possibilità di servire come ufficiali in servizio permanente (permanent commission, PC) al pari dei colleghi uomini salvo che nei ranghi del Corpo medico. Questa limitazione fu eliminata solo gradualmente: nel settembre 2008 il Ministero della difesa concesse la possibilità alle donne ufficiali SSC del Corpo educativo e del Corpo dell'avvocatura militare di accedere alle selezioni per ufficiali PC e servire quindi per un periodo continuativo di 20 anni come i colleghi uomini; il bando all'accesso ai ranghi da ufficiale PC negli altri corpi dell'Esercito fu oggetto di un ricorso davanti alla Corte suprema dell'India, che nel febbraio 2020 ne statuì infine l'illegittimità.
La decisione della corte divenne operativa nel luglio 2020, concedendo alle donne di servire come ufficiali PC in tutti i corpi dell'Esercito loro aperti, con la possibilità quindi di accedere ai più alti incarichi di comando al loro interno. Nello stesso periodo le branche dell'Esercito aperte alle donne furono aumentate, comprendendo alcune delle specialità destinate al supporto al combattimento come il Corpo di aviazione dell'Esercito, il Corpo del genio militare e il Corpo della difesa antiaerea, oltre che il Corpo della polizia militare. Continuò invece a essere precluso l'arruolamento delle donne nei corpi combattenti veri e propri quali fanteria, fanteria meccanizzata, carristi e artiglieria. Nel maggio 2021 il Corpo della polizia militare divenne la prima branca dell'Esercito indiano ad aprire all'arruolamento delle donne anche nei ranghi della truppa e non solo in quegli degli ufficiali.
L'impossibilità di accedere ai corpi combattenti veri e propri rese estremamente difficile ottenere, per le ufficiali donne indiane, delle importanti onorificenze al valor militare. Nel febbraio 2011 tuttavia Mitali Madhumita divenne la prima donna indiana a ottenere una decorazione al valor militare: maggiore del Corpo educativo dell'Esercito e assegnata all'ambasciata indiana di Kabul in Afghanistan, fu insignita della Medaglia Sena per il coraggio dimostrato e per la sua opera di assistenza ai feriti nel corso dell'attentato talebano alla sede diplomatica del 26 febbraio 2010.
Donne nella Marina e nell'Aeronautica militare dell'India
Similmente all'Esercito, i servizi sanitari rimasero a lungo l'unica branca della Marina militare dell'India e dell'Aeronautica militare indiana in cui le donne potessero prestare servizio; il tenente generale Punita Arora, passata nel 2005 dai ranghi dell'Esercito a quelli della Marina dopo aver assunto la direzione del Servizio medico navale, divenne la prima donna indiana a ricoprire il grado di viceammiraglio, mentre l'ufficiale medico dell'Aeronautica Padmavathy Bandopadhyay divenne la prima donna a essere promossa la grado di maresciallo dell'aria.
Nel novembre 1992 la Marina militare e la Guardia costiera dell'India aprirono al reclutamento di ufficiali donne per tre delle loro branche di servizio non combattente a terra (educazione, logistica e avvocatura militare), mantenendo tuttavia inizialmente una proibizione all'imbarco delle donne sulle unità navali; nell'agosto 1998 la Marina aprì poi alle donne l'accesso a tutte le sue branche di servizio, inizialmente come ufficiali SSC e poi, dopo la sentenza della Corte suprema del 2020, come ufficiali PC. Alle ufficiali donne PC della Marina e della Guardia costiera fu progressivamente concesso l'accesso anche a ruoli legati al combattimento, tra cui l'imbarco sulle unità navali da guerra e sugli aerei da pattugliamento navale: nel febbraio 2017 ufficiali donne della Guardia costiera furono imbarcate per la prima volta su navi da pattugliamento schierate lungo le frontiere navali con Pakistan e Bangladesh; nel dicembre 2023 il tenente comandante Prerna Deosthalee divenne la prima donna indiana ad assumere il comando di un'unità navale da guerra, il pattugliatore ; nel luglio 2025 il sottotenente Astha Poonia divenne la prima pilota da caccia della Marina, qualificandosi per il pilotaggio di caccia Mikoyan-Gurevich MiG-29 imbarcati sulle portaerei indiane e .
Anche l'Aeronautica militare aprì nel 1992 al reclutamento di ufficiali donne nelle sue branche di supporto a terra quali il controllo del traffico aereo, i servizi tecnici, i servizi meteorologici, l'amministrazione, la logistica, la contabilità e l'avvocatura militare; il primo reclutamento di ufficiali pilota donne si ebbe nel 1994, inizialmente limitato la pilotaggio di aerei da trasporto ed elicotteri. L'Aeronautica fu la prima delle forze armate a impiegare le donne in zona di combattimenti: durante gli scontri della guerra di Kargil con il Pakistan nel 1999, il tenente di squadriglia Gunjan Saxena, pilota di elicotteri, fu impegnata in numerose missioni di evacuazione medica e consegna di rifornimenti a supporto dei reparti a terra schierati in prima linea. Nel 2015 infine l'Aeronautica aprì alle donne anche l'accesso ai corsi di formazione per piloti di aerei da caccia: nel maggio 2019 il tenente di squadriglia Bhawana Kanth divenne la prima donna indiana a qualificarsi per il pilotaggio in missioni di combattimento di caccia Mikoyan-Gurevich MiG-21.
Donne nei corpi paramilitari dell'India
Il governo statale indiano mantiene un considerevole schieramento di corpi armati dipendenti da ministeri diversi da quello della difesa, e quindi tecnicamente non parte delle forze armate vere e proprie, ma dotati di una struttura e di equipaggiamenti di tipo militare. Anche questi corpi hanno aperto al reclutamento di personale femminile, in particolare negli anni 2010.