La zelcova del Reale Parco di Racconigi è un albero monumentale sito nel parco del castello Reale di Racconigi a Racconigi in provincia di Cuneo. Storia La zelcova del Parco risale ai primi anni del XIX secolo, durante i lavori di ampliamento del parco del castello, a opera prima di Giacomo Pregliasco e poi del suo successore Xavier Kurten. A Kurten, che operò tra il 1820 e il 1840, si deve l’eliminazione di molte piante secolari presenti nel parco, sostituite in alcuni casi con essenze alloctone, come nel caso dell’esemplare di Zelkova carpinifolia. Considerando che le prime zelcove furono introdotte in Europa verso la fine del XVIII secolo, è ragionevole pensare che l’esemplare del parco sia uno dei più antichi d’Italia.

Precedentemente tutelata e valorizzata tramite la legge regionale n. 50 del 1995, la zelcova del Parco di Racconigi fa oggi parte dell’elenco degli alberi monumentali d’Italia con identificativo 01/H150/CN/01. Descrizione

L'esemplare di Zelkova carpinifolia, detto anche "olmo del Caucaso", è tra i maggiori d'Italia insieme a quello del Palazzo Ducale di Colorno e a quello, ormai disseccato, di villa Zorze Rossetti a Latisana. L'albero, di oltre duecento anni di età, si presenta alto 38 metri e con una circonferenza del fusto, misurata a petto d'uomo, di 8,45 metri. L’esemplare presenta due fusti gemelli che si originano dalla base con un andamento colonnare, dando forma a una chioma alta ed espansa. La corteccia è grigio chiara, liscia e desquamata in piccole placche, come tipico della specie, con foglie piccole su rametti sottili. I grandi rami ascendenti hanno dato luogo a fenomeni di innesto spontaneo, dando origine a branche intrecciate e irregolari che contribuiscono all’estetica della zelcova.

L'esemplare, ben ancorato al suolo con il suo apparato radicale, appare, nonostante la vetusta età, ancora dotato di buon vigore vegetativo. Al piede del fusto era presente una cavità in cui negli anni aveva radicato un frassino, problematica che rese necessaria la sua eliminazione, insieme alla pulizia della cavità dai vari residui organici dovuti al fogliame e alla posa di un lamierino per evitare ulteriori accumuli. Inoltre, vista la policormia della pianta e il collegato rischio di scosciamenti, sono stati predisposti dei tiranti nella parte mediana dell'esemplare tra le due piante gemelle. Note

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