Dissertazione sulla forma e i principi del mondo sensibile e intellegibile è un saggio di Kant scritto nel 1770, alla fine del cosiddetto periodo precritico. Il testo contiene già alcuni elementi importanti della sua opera principale di filosofia teorica, la Critica della ragion pura. Il De mundi è la dissertazione che Kant dovette presentare in latino per diventare titolare della cattedra di Logica e Metafisica all'Università di Königsberg e che difese il 21 agosto 1770 in collaborazione con Marcus Herz. A quest'ultimo Kant indirizzò una missiva il 21 febbraio 1772, raro documento del pensiero kantiano precritico, ancora oscillante fra dogmatismo e criticismo.

Contenuto Kant distingue chiaramente il mondo dei sensi da quello dell'intelletto e le relative facoltà cognitive e principi umani§ 3 e segg.. Egli separa nettamente due ambiti e fonti di conoscenza indipendenti e non riconducibili l'uno all'altro: il mondo sensibile (mundus sensibilis) costituito dai fenomeni così come appaiono ai sensi e il mondo intellegibile (mundus intelligibilis) che è formato dai contenuti mentali esistenti in sé. Kant definisce metafisica quella filosofia che «contiene i primi principi dell'uso della ragione pura»De mundi, § 8; essa deve prestare molta attenzione «che i (...) principi della conoscenza sensibile non superino i loro limiti e influenzino quella intellettiva»De mundi, § 24.

Kant formula la dottrina secondo cui il tempoDe Mundi, § 14 e lo spazioDe Mundi, § 15 non sono realtà oggettive, ma forme a priori (“schemi e condizioni”, § 13) della percezione sensibile da parte di soggetti finiti, forme che precedono l'esperienza empirica. Quest'ultima concezione appartiene ai principi fondamentali della Critica della ragion pura.

Gli oggetti della filosofia morale, invece, sarebbero “riconosciuti solo dalla ragione pura"De Mundi, § 9

Il tentativo di Kant di precisare e sviluppare le idee della sua dissertazione dottorale (nel § 30 egli prospetta una “ricerca più accurata”) sfociarono in un ampio processo di riflessione che, dopo oltre dieci anni di silenzio letterario, si concretizzò nella sua opera teorica principale, la Critica della ragion pura.

Edizioni

Gesammelte Schriften (edizione accademica), vol. 2 (1912), pp. 385–419, solo l'originale latino, con apparato critico di Erich Adickes e Emil Thomas pp. 511–515. Werke, vol. V (ed. Wilhelm Weischedel 1958 u.ö.), S. 7–107, con la traduzione di Norbert Hinske. Über die Form und die Prinzipien der Sinnen- und Geisteswelt, Meiner, Hamburg 1958 u.ö., con introduzione di Klaus Reich. Dissertation de 1770, Vrin, Paris 2007, con testo latino e traduzione in francese di Arnaud Pelletier. De mundi sensibilis atque intelligibilis forma et principiis. (Dissertatio) (1770) (Ak. 2). Translated by D. Walford in collaboration with Ralf Meerbote under the title “On the Form and Principles of the Sensible and the Intelligible World [Inaugural Dissertation]”. Cambridge Edition of the Works of Immanuel Kant, Theoretical Philosophy 1755-1770. Cambridge: Cambridge University Press, 1992 (citato in Alexandra Mary Newton , Kant on Logical Form) La forma y los principios del mundo sensible y del inteligible. Carta a Markus Hertz. Universidad Nacional de Colombia 1980. Traduzione di Jaime Vélez Sáenz e Guillermo Hoyos Vásquez.

Note

Bibliografia Manfred Kühn, Kant. Eine Biografie, Beck, München 2003, p. 223 e ss., con approfondimenti anche sulla ricezione dell'opera. Gerd Irrlitz, Kant-Handbuch. Leben und Werk, Metzler, Stuttgart 2002, ²2010, p. 118 ss., con riferimenti bibliografici.

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