La battaglia di Marquain fu uno dei primi scontri tra le forze francesi e quelle austriache durante la guerra della Prima coalizione. Le truppe rivoluzionarie e quelle asburgiche si scontrarono il 29 aprile a Marquain, nei Paesi Bassi austriaci e l'esito dello scontro fu di una netta sconfitta dei francesi. Al termine della battaglia, il comandante rivoluzionario Théobald Dillon, accusato di essere un traditore, fu ucciso dai suoi stessi soldati non lontano da Lilla.

Contesto storico  I rapporti tra la monarchia costituzionale francese e le altre potenze europee stavano iniziando ad incrinarsi a causa del carattere sempre più radicale dei rivoluzionari. In particolare, i sovrani di Austria e Prussia avevano redatto un documento, la dichiarazione di Pillnitz, dove si proclamavano disposti ad intervenire contro le armate rivoluzionarie se la situazione lo avesse richiesto. La vana minaccia dei due sovrani fu interpretata alla pari di una dichiarazione di guerra dalle frange dei rivoluzionari.

In quello stesso periodo, fu il generale Charles François Dumouriez a prendere le redini del ministero degli Affari esteri. A partire dal marzo 1792 sino alla metà del mese seguente, il generale riuscì a garantire la neutralità di tutte le potenze europee, con l'eccezione dell'Austria e della Prussia, e a incitare i resti delle armate belghe delle rivolte del Brabante e di Liegi a insorgere nuovamente. Il re di Francia Luigi XVI, sotto la pressione popolare, dichiarò aperte le ostilità contro le due potenze europee il 20 aprile, sperando segretamente in una sconfitta della propria nazione.

Antefatti Nei mesi precedenti all'inizio della guerra, l'esercito francese era stato diviso in tre armate: l'Armata del Nord sotto il comando del maresciallo Rochambeau avrebbe operato lungo il confine con i Paesi Bassi austriaci; quella del Reno agli ordini del maresciallo Luckner avrebbe protetto il confine con la Germania mentre l'Armata del Centro, guidata dal marchese de La Fayette avrebbe coperto lo spazio tra le altre due.. Ben comprendendo le difficoltà nell'operare con un esercito misto, composto in parte da truppe regolari ed in parte da volontari, il maresciallo Rochambeau propose un strategia nettamente difensiva per la sua armata, in modo da poter formare adeguatamente i volontari senza esporsi inutilmente.. Il progetto di Rochambeau si scontrava con la visione di Dumouriez, che avrebbe preferito mantenere sulla difensiva le armate del Centro e del Reno mentre l'armata del Nord e quella del Midi, appositamente formata, avrebbero invaso Belgio e Savoia. Infatti, il ministro riteneva che le regioni delle Fiandre, se conquistate, avrebbero rapidamente adottato gli ideali rivoluzionari,. fornendo un diversivo che avrebbe distratto le forze austro-prussiane dal fronte del Reno..

Sfruttando la propria influenza, il ministro impose il proprio progetto ai comandanti delle armate. Di conseguenza, La Fayette si sarebbe mosso verso Namur e Givet con l'Armata del Centro mentre l'Armata del Nord avrebbe avanzato verso Mons una volta aperte le ostilità.. Comunque, a guidare l'armata del Nord nell'invasione dei Paesi Bassi austriaci non sarebbe stato l'ormai anziano Rochambeau, bensì due dei suoi luogotenenti: il generale Armand Louis de Gontaut-Biron, che avrebbe guidato un corpo di circa uomini verso Mons, e il maresciallo di campo Théobal Dillon, che con uomini avrebbe puntato a Tournai.... In particolare, l'intero scopo della marcia verso Tournai era fungere da diversivo per attrarre parte delle forze asburgiche lontano da Mons e Quiévrain.

La battaglia

Lasciata Lilla con 10 squadroni, 6 battaglioni e 6 cannoni, il piccolo esercito di Dillon incontrò il generale austriaco Louis-François de Civalart, accampatosi con uomini sulle alture sopra Marquain. Fu presto evidente che i due comandanti avessero ricevuto istruzioni molto diverse; gli schermagliatori austriaci attaccarono l'avanguardia francese con tale intensità da togliere ogni dubbio sulle loro intenzioni. Allo stesso tempo, Dillon aveva ricevuto l'ordine di non ingaggiare alcuno scontro: con il nemico che si stava avvicinando e le sue truppe, di per sé ancora indisciplinate ed inesperte, titubanti alla vista del nemico, il comandante francese non poté che ordinare la ritirata..

Al primo segno di ritirata francese, gli austriaci spararono più volte nonostante fossero fuori tiro, ma nessuno dei loro colpi raggiunse la retroguardia di Dillon. Nonostante il timore delle truppe francesi nei confronti dei propri generali, gli squadroni di cavalleria che coprivano la ritirata furono presi dal panico proprio come a Quiévrain. Sentendo gli spari, si lanciarono contro la propria fanteria gridando "Sauve qui peut, nous sommes trahis" ("Si salvi chi può, siamo traditi"). Ciò seminò confusione tra le truppe francesi, che fuggirono in disordine attraverso Baisieux verso Lilla, abbandonando bagagli, munizioni e diversi cannoni. Dillon cercò invano di riorganizzare le sue truppe in ritirata prima che il nemico potesse attaccare e fu colpito da uno dei suoi stessi soldati..

Le forze si riformarono all'altezza della porta Fives, con una guarnigione composta da soldati provenienti da diversi reggimenti. Il secondo in comando di Dillon, il colonnello ingegnere Pierre-François Berthois, fu fermato dai soldati, appeso a uno dei bastioni e fucilato insieme a 3 o 4 prigionieri. Ferito, Dillon fu colpito da un proiettile mentre si trovava su un carro e poi trafitto da una baionetta. Il suo corpo fu legato al carro e trascinato per le strade fino alla Grand Place, dove fu gettato in un fuoco, formato da insegne di diversi negozi vicini..

Conseguenze La notizia del fallimento di entrambi i suoi luogotenenti spinse Rochambeau a dimettersi dal comando dell'Armata del Nord. La Fayette, appresa la notizia della debacle dell'altra armata, decise di fermare la sua avanzata verso Namur e Liegi, ritornando ad occupare la sua posizione di partenza. Probabilmente, vista la superiorità numerica delle forze del marchese rispetto a quelle austriache, il suo attacco avrebbe comunque avuto successo..

Il completo fallimento dell'invasione belga fu una grande umiliazione per i membri dell'Assemblea legislativa, dove i giacobini incolparono i girondini ed entrambi accusarono la famiglia reale di cospirare con il nemico austriaco e prussiano, il che era vero. Inoltre, rafforzò le visioni radicali secondo cui i reali minarono il successo della Rivoluzione e che solo il repubblicanesimo avrebbe potuto salvarla.

Il cugino di Dillon, Arthur, si lamentò con l'Assemblea e i suoi assassini furono puniti e alla sua vedova fu concessa una pensione per crescere i suoi figli.

Note

Bibliografia

Voci correlate

Battaglia di Quiévrain Théobald Dillon

Categoria:Guerra nel 1792 Categoria:Battaglie della Prima coalizione Categoria:Battaglie che coinvolgono la Francia Categoria:Battaglie che coinvolgono l'Austria