La chiesa di Sant'Alessandro è la parrocchiale di Traona, in provincia di Sondrio e diocesi di Como; fa parte del vicariato di Morbegno.

Storia Al 1286 risale la prima citazione dell'originaria cappella di Traona, dipendente dalla pieve di Santo Stefano di Olonio, il cui arciprete aveva la facoltà di nominare un sacerdote che celebrasse le funzioni sacre presso il luogo di culto traonese.

In data 15 dicembre 1441, con atto rogato dal notaio Francesco de Ripa in vece del vescovo Gerardo Landriani, Traona divenne una parrocchia autonoma indipendente dalla matrice di Olonio.

Ai primi del XVII secolo l'antica cappella venne usurpata dai protestanti calvinisti e, così, nel 1604 si procedette all'avvio della costruzione della nuova chiesa di Sant'Alessandro, la cui consacrazione fu impartita il 30 aprile 1690.

Il 12 giugno 1780 il vescovo di Como Giambattista Mugiasca elevò la parrocchiale di Traona al rango onorifico di arcipretale e plebana, assegnandole i titoli un tempo spettanti all'ormai soppressa pieve di Olonio.

Dalla relazione della visita del 1899 del vescovo Teodoro Valfrè di Bonzo si apprende che dalla parrocchiale di Sant'Alessandro, in cui avevano sede la confraternita del Santissimo Sacramento e la compagnia del Santissimo Rosario, dipendevano la chiesa di San Francesco d'Assisi a Galletta e gli oratori di Sant'Ignazio di Loyola, di Santa Maria in Bioggio, di San Colombano, di Santa Caterina e di Sant'Apollonia in località Corlascio, della Sacra Famiglia a Moncucco e dei Santi Rocco e Sebastiano.

Il 26 agosto 1943 il vescovo Alessandro Macchi decretò la concessione alla chiesa del titolo di santuario.

Descrizione Esterno La facciata a capanna della chiesa, rivolta a sudovest, è preceduta da un portico con colonne e archi a tutto sesto ed è caratterizzata da un'ampia finestra termale.

Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora a tutto sesto ed è coperta dal tetto a quattro falde.

Interno L'interno dell'edificio si compone di un'unica navata, sulla quale si affacciano le cappelle laterali, introdotte da archi a tutto sesto, e le cui pareti sono scandite da lesene terminanti con capitelli dorici e sorreggenti la trabeazione modanata e aggettante, al di sopra della quale si imposta la volta; al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di alcuni gradini e chiuso dalla parete di fondo piatta.

Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali i tre teleri raffiguranti Scene della vita di Sant'Alessandro, eseguite da Giacomo Paravicini, detto il Gianolo.

Note

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