I Corpse Reviver sono una famiglia di cocktail talvolta bevuti, con intento scherzoso, come "rimedio" alcolico ai postumi della sbornia, di potenza o caratteristiche tali da poter "rianimare" perfino un morto. Alcune ricette di Corpse Reviver sono andate perdute nel tempo, ma ne sopravvivono diverse varianti, comunemente ricondotte all'American Bar dell'Hotel Savoy di Londra, in particolare quelle proposte da Harry Craddock, risalenti almeno al 1930 e ancora oggi preparate. Esistono molte varianti di reviver e il termine è talvolta usato in modo generico per indicare qualsiasi cocktail da bere la mattina dopo una sbornia, noto anche come hair of the dog.
Storia L'espressione corpse reviver per indicare una bevanda miscelata compare in letteratura già in un numero del periodico Punch del 1861. Una ricetta pubblicata nel 1871 nel Gentleman's Table Guide prevedeva mezzo bicchiere da vino di brandy, mezzo bicchiere da vino di maraschino e due dash di Boker's Bitters. Una ricetta di un cocktail chiamato Criterion Reviver comparve nel 1875 nella guida American and Other Drinks di Leo Engel. Un'altra ricetta di Corpse Reviver, del 1903, lo presentava come un elaborato pousse-café.
Corpse Reviver Nº 1 2 parti di cognac 1 parte di brandy di mele o calvados 1 parte di vermut rosso
Agitare bene nello shaker e filtrare in una coppetta da cocktail.
Il primo Corpse Reviver a diffondersi ampiamente è quello riportato nel Savoy Cocktail Book: un cocktail a base di cognac che prevede due parti di cognac, una parte di calvados o brandy di mele e una parte di vermut italiano. Nelle sue note il barman Craddock scrive che va bevuto «prima delle 11 del mattino, o ogni volta che servono vapore o energia».
Il barman Victor Bergeron, noto come Trader Vic, riporta il Corpse Reviver Nº 1 con gli stessi ingredienti e prevede di spremere una scorza di limone sopra il drink. Anche lOfficial Mixer's Manual di Patrick Gavin Duffy, nell'edizione del 1956 riveduta e ampliata da James A. Beard, riporta gli stessi ingredienti.
Corpse Reviver Nº 2 e Nº 2A Composizione 3 cl di gin 3 cl di succo di limone 3 cl di Cointreau 3 cl di Lillet Blanc 1 dash di assenzio
Preparazione Agitare gli ingredienti nello shaker con ghiaccio, filtrare in una coppetta da cocktail raffreddata e decorare con una scorza d'arancia.
Storia e varianti Il Corpse Reviver Nº 2, così come descritto nel Savoy Cocktail Book, è il più bevuto dei Corpse Reviver ed è composto da parti uguali di gin, succo di limone, curaçao (comunemente Cointreau), Kina Lillet (oggi di solito sostituito dal Cocchi Americano, più vicino al Kina Lillet di quanto lo sia l'attuale Lillet Blanc) e da un dash di assenzio. Il dash di assenzio può essere aggiunto agli altri ingredienti prima di agitarli, oppure versato nel bicchiere e fatto roteare fino a velarne le pareti, così da conferire al drink un leggero aroma e sapore di assenzio.
La ricetta del Savoy per il Nº 2 annotava che «quattro di questi bevuti in rapida successione faranno tornare il cadavere di nuovo cadavere».
Sia l'edizione originale sia quella riveduta della Bartender's Guide di Trader Vic riportano il Corpse Reviver Nº 2 come nel Savoy, ma sostituiscono il Kina Lillet con il punsch svedese. Nelle sue note indica che il punsch svedese può essere sostituito dal Kina Lillet, il che fa ritenere che in entrambe le edizioni conoscesse la versione del Savoy. Nell'''Official Mixer's Manual del 1956 Patrick Duffy riporta il Corpse Reviver Nº 2 con il punsch, senza menzionare il Lillet. L'uso del punsch si ritrova anche nella Cocktail Guide and Ladies Companion di Crosby Gaige.
Nel XXI secolo il punsch è poco presente nella maggior parte dei bar, e così un Corpse Reviver Nº 2 preparato con il punsch viene talvolta distinto con il nome di Corpse Reviver Nº 2A, benché in alcuni ricettari storici continui a comparire semplicemente come Nº 2 o come Nº 2 con annotazioni.
Un Corpse Reviver con il punsch viene talvolta indicato anche come Corpse Reviver Nº 3, ma altre guide usano il Nº 3 per indicare una successiva versione del Savoy a base di Fernet-Branca. Quando si vuole distinguere, è più frequente la denominazione Nº 2A.
Savoy Corpse Reviver (al Fernet) 1 parte di brandy 1 parte di Fernet-Branca 1 parte di crème de menthe bianca
Agitare gli ingredienti con ghiaccio e filtrare in una coppetta da cocktail.
Questa ricetta fu una nuova variante dell'American Bar del Savoy che introduceva il Fernet-Branca tra gli ingredienti, quasi due decenni dopo la comparsa del Corpse Reviver, con le varianti Nº 1 e Nº 2, nel Savoy Cocktail Book. Salvatore Calabrese, nel suo libro Classic Cocktails, afferma che fu creata da Johnny Johnson del Savoy intorno al 1948 e la indica come Corpse Reviver Nº 3. Altri ritengono che sia stata inventata più tardi, nel 1954, da Joe Gilmore, anch'egli del Savoy.
Oltre che da Calabrese, la versione al Fernet è talvolta classificata come Corpse Reviver Nº 3, ma la numerazione non è standardizzata e a volte viene indicata come Nº 4.
Criterion Reviver Il Criterion Reviver di Leo Engel, del 1875, utilizzava una delle prime acque minerali in bottiglia e acido carbonico per ottenere un cocktail medicinale, con l'indicazione di «bere mentre è effervescente». Engel serviva questo cocktail quando lavorava come barman allAmerican Bar del Criterion Hotel, considerato da alcuni il primo cocktail bar in stile americano di Londra. La ricetta prevedeva: una bottiglia di acqua di Taunus (acqua minerale naturalmente frizzante delle sorgenti di Grosskarben, vicino a Francoforte sul Meno) un bicchiere e mezzo di Encore Whiskey (marca non più esistente) un dash di brandy bitters
I Reviver del Cafe Royal Il Cafe Royal Cocktail Book di W.J. Tarling, del 1937, riportava quattro diversi cocktail reviver. Tra questi, un Corpse Reviver che prevedeva un bicchiere riempito di brandy, succo d'arancia e succo di limone, completato con champagne, oltre alle ricette di un New Corpse Reviver, di uno Stomach Reviver e del Godfrey's Corpse Reviver (attribuito a Godfrey Baldini). L'indice segnalava che nel libro non c'era spazio sufficiente per riportare per intero altri due cocktail reviver, tra cui uno chiamato Corpse Reviver Liqueur.
Nella cultura di massa In The Handoff, secondo episodio della settima stagione di Archer, Veronica Deane ordina un Corpse Reviver Nº 2, ma solo se è disponibile vero assenzio. Nel romanzo Fuga a Parigi di Patrick deWitt i protagonisti bevono ciascuno un Corpse Reviver Nº 2 prima di tenere una seduta spiritica. Nel film Babylon (2022) di Damien Chazelle, Jack Conrad ordina un Corpse Reviver e poi spiega come prepararlo. Nel romanzo The Pairing'' (2024) di Casey McQuiston si afferma che un Necromancer è come un Corpse Reviver, solo con più assenzio.
Note
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