Considerato uno dei migliori piloti degli anni ‘70, era dotato di una grande aggressività, che lo rendeva tra i più veloci del circus. A causa di questa aggressività era tuttavia anche irrispettoso del mezzo meccanico, fatto che lo rese protagonista di numerosi incidenti tale da fargli attribuire il soprannome Hunt The Shunt (Hunt "Lo schianto")BBC - James Hunt, Racing Driver. Corse per la maggior parte della carriera in Formula 1, in cui vinse 10 Gran Premi.
Terminata la carriera di pilota a soli trentun anni, divenne commentatore televisivo per la BBC, mantenendo tale ruolo fino alla morte, avvenuta a soli 45 anni il 15 giugno 1993, a seguito di un attacco cardiaco.
Era noto per lo stile di vita sregolato, nonché per la grande amicizia-rivalità con un altro grande pilota, Niki Lauda.
Carriera Infanzia e giovinezza James Hunt nacque il 29 agosto 1947 a Belmont, nel Borgo londinese di Sutton, secondo figlio di Susan "Sue" Noel Wentworth Davis e Wallis Glynn Gunthorpe Hunt, agente di cambio. Aveva due sorelle, Sally e Georgina, e tre fratelli, Peter, Timothy e David., anch'egli pilota, morto nel 2015 a 55 anni. Inizialmente la famiglia visse in un appartamento a Cheam, per poi trasferirsi a Sutton quando Hunt aveva undici anni e infine si spostarono a Belmont.. Prima di compiere cinque anni la famiglia lo iscrisse in una scuola materna ad Ambleside, dopodiché frequentò le scuole a Hastings e il Wellington College. In questo periodo giocò per due anni a cricket e si dedicò al calcio, facendo il portiere. All'età di dodici anni prese parte anche a un torneo di tennis under 16.
Fin da bambino aveva una personalità ribelle e, secondo i genitori, cominciò a fumare fin dall'età di dieci anni. Nonostante i tentativi di indurlo a smettere Hunt continuò a praticare il suo vizio. Mentre era in vacanza con la famiglia in Galles imparò a guidare utilizzando un trattore in una fattoria. Inizialmente però si sentiva frustrato per non avere la forza necessaria per cambiare la marcia del mezzo.. Una settimana dopo il suo diciassettesimo compleanno prese la patente e affermò che da quel momento la sua vita era veramente iniziata..
Nel 1965 cominciò a praticare lo sport sciistico recandosi in Scozia, replicando la spedizione pure nel 1966, occasione nella quale riportò un infortunio al braccio. Prima del suo diciottesimo compleanno si recò a casa di Chris Ridge con cui faceva coppia nelle gare di doppio nel tennis. In questa occasione conobbe suo fratello Simon, pilota di Mini, che stava preparando una gara per il fine settimana. Hunt si recò con loro a Silverstone per vedere la gara e rimase affascinato dal mondo dell'automobilismo..
Le formule minori Hunt cominciò la propria carriera di pilota nelle corse con le Mini. Si iscrisse per la prima volta in una gara a Snetterton, ma i commissari di gara gli impedirono di partecipare perché giudicarono la sua vettura irregolare. Per potere partecipare ad altre corse lavorò quindi per una compagnia telefonica, procurandosi i soldi necessari per disputare altre tre gare.. Nel 1968 passò alla Formula Ford, correndo con una Russell-Alexis Mk 14 che il pilota pagò a rate. All'esordio, nonostante un errore nel settaggio dell'accensione del motore, che gli fece perdere 15 cv, riuscì a concludere al 5º posto. Ottenne la sua prima vittoria sul circuito di Lydden Hill e a Brands Hatch fece segnare il giro record..
Formula 3 e Formula 2
Il 10 agosto 1969, a Mallory Park, Hunt fece il suo debutto nel campionato inglese di Formula 3 alla guida di una Brabham BT21 della Motor Racing Enterprises, arrivando all'ottavo posto. Già nella gara successiva a Brands Hatch, Hunt stupì tutti, conquistando un ottimo terzo posto dietro ad Emerson Fittipaldi e a Roy Pike. A fine campionato, grazie ad un altro paio di gare finite a punti si classificherà al quindicesimo posto.
Visto il suo ottimo debutto nella categoria, nell'annata seguente divenne osservato speciale da parte di molti team manager. In realtà Hunt, che nel frattempo era passato alla Lotus, sarà protagonista di una stagione costellata da pochi alti (due secondi posti ottenuti a Oulton Park e Brands Hatch) e molti bassi, a partire da diverse uscite di strada che gli costarono il soprannome "Hunt The Shunt". Uno dei momenti più celebri fu il controverso incidente con Dave Morgan durante la gara svoltasi al Crystal Palace.
Dopo avere duellato per tutta la gara durante l'ultimo giro Morgan attaccò Hunt all'esterno della curva South Tower, ma le due vetture si toccarono ed entrambi i concorrenti furono costretti al ritiro. Hunt, una volta sceso dalla propria vettura, raggiunse Morgan e lo prese a spinte, facendolo cadere a terra. Entrambi i piloti vennero convocati dalla RAC che, dopo avere analizzato le sequenze dell'incidente, assolse Hunt e punì Morgan con una sospensione di un anno della licenza per correre. Sempre in quella stagione vinse la sua prima gara, anche se non valevole per il campionato inglese.
A Rouen, il 28 giugno 1970, riuscì a battere in volata Wilson Fittipaldi e Mike Beuttler, al termine di una gara tragica che vedrà perire in due distinti incidenti i francesi Denis Dayan e Jean-Luc Salomon. Lo stesso anno Hunt si incontrò anche con John Hogan e Gerry Birrell, stringendo un accordo di sponsorizzazione con la Coca Cola.. Nel 1971 Hunt passa alla March, con la quale aveva già disputato una gara nel 1969: nonostante venga indicato da molti osservatori come uno dei favoriti per il titolo la sua stagione si rivelerà molto deludente. Arrivò terzo nel campionato B.A.R.C. (in quel periodo in Inghilterra si disputavano tre campionati di Formula 3) e vinse un'altra gara in Francia, a Montlhéry. Debuttò inoltre in Formula 2 nella gara fuori campionato di Brands Hatch.
La carriera di Hunt continuò alla March, con cui si accordò per disputare la stagione 1972. Dopo un inizio di stagione che lo aveva visto cogliere un podio e alcuni piazzamenti a punti, nella gara a Zandvoort fu costretto a fare da spettatore.. La March gli comunicò a maggio l'intenzione della scuderia di sostituirlo con Jochen Mass. Hunt si rivolse quindi al suo ex team manager Chris Marshall, che gli mise a disposizione una vettura di riserva, ma spesso venne costretto al ritiro a causa di vari guasti meccanici. La carriera di Hunt pareva giunta al capolinea, quando incrociò sulla propria strada l'eccentrico e ricco Lord Alexander Hesketh, che deluso dai risultati del suo team in F3 progettava il salto di categoria nel ben più difficile campionato europeo di F2.
Hunt ebbe a disposizione una vecchia March del 1971 con la quale debuttò a Salisburgo il 3 settembre ottenendo una fenomenale prima fila durante le qualifiche. In gara ruppe il motore, ma le sue ottime prestazioni in Austria non passarono inosservate. Hunt arrivò inoltre terzo ad Oulton Park, dietro a Ronnie Peterson e Niki Lauda e quinto ad Albi. Ottenne inoltre un quinto posto alla Rothmans 50,000, una gara mista fra F1, F2, Sport e F5000 disputata a Brands Hatch. Nel 1973 Lord Hesketh decise di passare alla Surtees, che l'anno precedente aveva vinto il titolo nella serie cadetta. La scelta non fu però azzeccata in quanto la TS15 non si dimostrò molto competitiva, surclassata in termini di prestazioni dalla March 732 con motore BMW. Dopo alcune gare Hunt ed Hesketh decisero di abbandonare la serie.
Formula 1 I primi anni in Formula 1 (1973-1975) 1973 Hunt fece il proprio debutto in Formula 1 nel 1973 al Gran Premio di Monaco, alla guida di una March 731 acquistata dal team di Lord Alexander Hesketh. Lo sviluppo della monoposto fu invece affidato a Harvey Postlethwaite. Inizialmente le altre scuderie non presero troppo sul serio la partecipazione della squadra britannica al campionato, ma ben presto Hunt cominciò a ottenere risultati rilevanti: in Francia conquistò un sesto posto, mentre in Gran Bretagna giunse quarto e fece segnare il giro più veloce. Andò, poi, a podio due volte, arrivando terzo nei Paesi Bassi e secondo negli Stati Uniti.
Concluse quindi all'ottavo posto in campionato con quattordici punti ottenuti. Lo stesso anno fece una breve apparizione alla 9 Ore di Kyalami, guidando in coppia con Derek Bell e giungendo secondo. Vinse anche il Trofeo Campbell, assegnato dalla RAC, come miglior pilota britannico dell'anno.
1974-1975 Nel 1974 fu pilota della Hesketh Racing. Nella prima stagione ottenne tre podi, mentre nel 1975 conquistò una grande vittoria nei Paesi Bassi e giunse quarto in classifica piloti. A fine stagione la Hesketh, che per scelta correva senza sponsor ("non si possono appiccicare adesivi sull’Union Jack", diceva Lord Hesketh) si ritrovò in pesanti difficoltà economiche e Hunt si ritrovò senza più un team. La fortuna tuttavia girò dalla sua parte: la McLaren rimase improvvisamente orfana di Emerson Fittipaldi, che decise di andare a correre per la Fittipaldi Automotive del fratello Wilson. Inizialmente il team era più propenso ad ingaggiare Jacky Ickx, ma alla fine decise di optare per il pilota britannico.
Il passaggio in McLaren e il titolo mondiale (1976)
Hunt si ritrovò al volante di una vettura competitiva, la M23, con la quale ottenne la pole position già alla gara d’esordio in Brasile. Hunt tuttavia si ritirò durante il Gran Premio, che fu vinto dal rivale e campione del mondo uscente Niki Lauda.
Hunt si dimostrò sempre molto veloce durante le gare successive ma ottenne risultati altalenanti, anche a causa del suo stile di guida aggressivo; al contrario, Lauda confermò la costanza di rendimento che lo aveva contraddistinto l’anno precedente e riuscì a portarsi, al termine di nove delle sedici gare in calendario, a ben 35 punti di distacco da Hunt, che in quel momento era terzo in classifica, dietro anche alla Tyrrell P34 del sudafricano Jody Scheckter. La stagione sembrava ormai di marchio Ferrari con Lauda protagonista ma nella decima gara del campionato, durante il Gran Premio di Germania, l’austriaco subì un terribile incidente in cui riportò gravissime ferite che lo porteranno a un passo dalla morte e lo costringeranno a saltare anche le successive due gare. L’incidente permise a Hunt di recuperare gran parte dello svantaggio accumulato in campionato, proponendosi come principale avversario del pilota Ferrari. Lauda tornò al volante dopo soli 42 giorni dall'incidente, al Gran Premio di Italia, ma l’austriaco non era ancora guarito dalle ferite riportate al Nürburgring e riuscì solamente a limitare il recupero dei punti da parte del rivale britannico. Il duello proseguì fino all'ultima gara, il Gran Premio del Giappone, sul circuito del Fuji.
La gara venne corsa sotto una pioggia torrenziale e Lauda, nel corso del secondo giro, preferì fermarsi ai box e ritirarsi per la pericolosità delle condizioni, causando, tra l'altro, l'ira di Enzo Ferrari in persona. Hunt proseguì e concluse la gara in terza posizione, scavalcando in classifica il rivale per un solo punto e vincendo il titolo mondiale. A causa della fitta pioggia non fu chiaro fin da subito in che posizione fosse arrivato Hunt, tanto che lui stesso credette di essere arrivato quinto e di aver perso il titolo. Solo dopo essere rientrato ai box il britannico scoprì di essere diventato campione del mondo.
Con questo episodio Hunt siglò un record anomalo: per tutto il mondiale non risultò mai primo in classifica, salvo al termine dell’ultima garaM. Novello, James Hunt: l'amico rivale. Dalla Formula 3 al duello con Lauda, Torino, Aracne, 2012, pp. 113, record eguagliato nel 2010 da Sebastian Vettel.
La crisi di risultati e l’incidente di Peterson (1977-1978)
Hunt rimase in McLaren anche per i due anni successivi, ma i risultati furono deludenti: nel 1977 conquistò tre vittorie (Gran Bretagna, Stati Uniti Est e Giappone) ma concluse la stagione solamente al 5º posto a causa della scarsa affidabilità sia della vecchia M23 che della nuova M26.