Il campionato mondiale di Formula 1 1996 organizzato dalla FIA è stata, nella storia della categoria, la 47ª ad assegnare il campionato piloti e la 39ª ad assegnare il campionato costruttori. È iniziata il 10 marzo ed è terminata il 13 ottobre, dopo 16 gare.

Il mondiale piloti è stato vinto per la prima volta dal pilota inglese Damon Hill, figlio di Graham, a sua volta iridato nel 1962 e nel 1968, facendo di essi la prima coppia "padre-figlio" ad aggiudicarsi il titolo di categoria. Il mondiale costruttori è stato vinto dalla Williams.

La pre-stagione Il calendario Le gare previste per la stagione 1996 scesero da 17 a 16, con l'uscita di scena del Gran Premio del Pacifico.

Il Gran Premio d'Australia abbandonò il vecchio circuito cittadino di Adelaide e si trasferì sul nuovo tracciato semipermanente dell'Albert Park, a Melbourne; quella australiana diventò contestualmente la gara inaugurale del campionato, dopo che per undici anni ne era stata invece la tappa finale. Il Gran Premio d'Europa venne anticipato a fine aprile come quarto appuntamento, mentre, per la prima volta dal fu il Gran Premio del Giappone a ricoprire il ruolo di gara conclusiva della stagione.

Gara Nome ufficiale del Gran Premio Circuito Sede Data Ora Diretta TV Locale UTC ITA 1 Transurban Australian Grand Prix Albert Park Circuit Melbourne 10 marzo 14:00 03:00 04:00 Italia 1 2 Grande Prêmio do Brasil Autódromo José Carlos Pace San Paolo 31 marzo 14:00 16:00 17:00 3 Gran Premio Marlboro de Argentina Autódromo Oscar Alfredo Gálvez Buenos Aires 7 aprile 14:00 16:00 17:00 4 Grand Prix of Europe Nürburgring Nürburg 28 aprile 14:00 12:00 14:00 5 Gran Premio di San Marino Autodromo Enzo e Dino Ferrari Imola 5 maggio 14:00 12:00 14:00 6 Grand Prix de Monaco Circuito di Monte Carlo Monaco 19 maggio 14:00 12:00 14:00 Canale 5 7 Gran Premio Marlboro de España Circuito di Barcellona-Catalogna Montmeló 2 giugno 14:00 12:00 14:00 8 Grand Prix Molson du Canada Circuit Gilles Villeneuve Montréal 16 giugno 13:00 17:00 19:00 Italia 1 9 Grand Prix de France Circuito di Magny Cours Magny-Cours 30 giugno 14:00 12:00 14:00 10 British Grand Prix Silverstone Silverstone 14 luglio 14:00 13:00 15:00 11 Großer Mobil 1 Preis von Deutschland Hockenheimring Hockenheim 28 luglio 14:00 12:00 14:00 12 Marlboro Magyar Nagydíj Hungaroring Mogyoród 11 agosto 14:00 12:00 14:00 13 Belgian Grand Prix Circuito di Spa-Francorchamps Stavelot 25 agosto 14:00 12:00 14:00 14 Pioneer Gran Premio d'Italia Autodromo nazionale di Monza Monza 8 settembre 14:00 12:00 14:00 15 Grande Prémio de Portugal Autódromo do Estoril Cascais 22 settembre 14:00 12:00 15:00 16 Fuji Television Japanese Grand Prix Suzuka Circuit Suzuka 13 ottobre 14:00 05:00 07:00

Scuderie e piloti

Con il ritiro della , le squadre partecipanti al campionato scesero a 11.

Il colpo di mercato più importante lo mise a segno la che già dall'estate precedente si era assicurata le prestazioni del tedesco Michael Schumacher, reduce dai due titoli mondiali vinti con la ; al suo fianco fu chiamato come seconda guida il nordirlandese Eddie Irvine proveniente dalla , che a sua volta confermò Rubens Barrichello, assegnando l'altro sedile al veterano Martin Brundle. Jean Alesi e Gerhard Berger lasciarono pertanto la scuderia di Maranello per trasferirsi in coppia alla Benetton, mentre Johnny Herbert lasciò il team di Enstone in direzione ove andò ad affiancare Heinz-Harald Frentzen.

La confermò Damon Hill e ingaggiò, come secondo pilota, un altro figlio d'arte, ovvero il canadese Jacques Villeneuve, figlio di Gilles. A sua volta David Coulthard passò alla dove raggiunse il finlandese Mika Häkkinen, col quale farà coppia fissa per le successive sei stagioni.

Alla , a fianco del riconfermato Olivier Panis, arrivò il brasiliano Pedro Paulo Diniz proveniente dalla : la scuderia di Alessandria decise così di schierare una formazione tutta italiana (fin qui l'ultimo caso nella storia della categoria) composta da Luca Badoer e Andrea Montermini. Anche la operò un cambio della guardia completo, affidandosi all'olandese Jos Verstappen e all'esordiente brasiliano Ricardo Rosset.

La confermò Mika Salo e Ukyo Katayama. Infine alla venne assunto in pianta stabile il portoghese Pedro Lamy, mentre sulla seconda vettura era inizialmente previsto Taki Inoue; tuttavia il giapponese venne appiedato da alcuni sponsor proprio pochi giorni prima dell'inizio della stagione, sicché il team di Faenza fece debuttare al suo posto il collaudatore Giancarlo Fisichella.

Durante la stagione Nel corso del campionato avvennero solo due cambi di sedile, entrambi alla Minardi: Fisichella, impegnato contemporaneamente anche nell'International Touring Car Championship con l'Alfa Romeo, cedette infatti il posto al brasiliano Tarso Marques nei Gran Premi di Brasile e di Argentina, e poi all'italiano Giovanni Lavaggi a partire dal Gran Premio di Germania.

Accordi e fornitori

Tutte le scuderie mantennero le stesse motorizzazioni del 1995 e l'unica novità significativa fu l'adozione, da parte della Ferrari, del nuovo motore V10 che sostituì lo storico V12.

La Jordan firmò un importante accordo di sponsorizzazione con la Benson & Hedges che conferì alle vetture una nuova livrea interamente giallo ocra, poi modificata in un giallo-oro a partire dal Gran Premio di Monaco; analogamente le Footwork, dopo aver corso le prime tre gare coi vecchi colori bianco, rosa e blu, si tinsero completamente di rosso grazie al nuovo sponsor Power Horse; a sua volta la Sauber iniziò la collaborazione con la compagnia malese Petronas assumendo così una vivace livrea blu e verde acqua, arricchita dal logo giallorosso della Red Bull. La Gauloises subentrò alla Gitanes come main sponsor della Ligier che mantenne quindi la sua tradizionale colorazione di base blu, ma con le fiancate bianche in virtù del marchio Parmalat portato in dote da Diniz.

La Minardi, invece di schierare una nuova monoposto ufficiale, scelse di utilizzare una versione aggiornata della M195 dell'anno prima, scelta effettuata anche dalla Forti per le prime cinque corse, sebbene la vettura impiegata comparisse in alcune occasioni col nome di FG02; a partire dal Gran Premio di Monaco venne schierata la nuova monoposto ufficiale, la FG03; poco prima del Gran Premio di Spagna, poi, il team piemontese cedette il 51% delle sue quote al gruppo irlandese Shannon sicché le monoposto adottarono i nuovi colori bianco e verde in luogo del precedente giallo: tuttavia l'accordo si rivelerà ben presto una truffa finanziaria, portando alla repentina scomparsa della squadra all'indomani dell'appuntamento di Silverstone.

A partire da questa stagione la Benetton abbandonò la licenza britannica e iniziò a correre con quella italiana.

TeamCostruttoreTelaioMotoreGommeNºPilotiGPCollaudatore Scuderia Ferrari Ferrari F310 Ferrari 046 3.0 V10 1 Michael Schumacher Tutti Nicola Larini 2 Eddie Irvine Tutti Mild Seven Benetton Renault Benetton-Renault B196 Renault RS8 3.0 V10 3 Jean Alesi Tutti Vincenzo Sospiri Allan McNish 4 Gerhard Berger Tutti Rothmans Williams Renault Williams-Renault FW18 Renault RS8 3.0 V10 5 Damon Hill Tutti Jean-Christophe Boullion 6 Jacques Villeneuve Tutti Marlboro McLaren Mercedes McLaren-Mercedes MP4/11MP4/11B Mercedes FO 110D 3.0 V10 7 Mika Häkkinen Tutti Jan Magnussen Ralf Schumacher 8 David Coulthard Tutti Ligier Gauloises Blondes Ligier-Mugen JS43 Mugen MF-301 HA 3.0 V10 9 Olivier Panis Tutti Kelvin Burt 10 Pedro Paulo Diniz Tutti B&H Total Jordan Peugeot Jordan-Peugeot 196 Peugeot A12 EV5 3.0 V10 11 Rubens Barrichello Tutti Gianni Morbidelli 12 Martin Brundle Tutti Red Bull Sauber Ford Sauber-Ford C15 Ford JD Zetec-R 3.0 V10 14 Johnny Herbert Tutti Norberto Fontana 15 Heinz-Harald Frentzen Tutti Footwork Hart Footwork-Hart FA17 Hart 830 3.0 V8 16 Ricardo Rosset Tutti Kenny Bräck 17 Jos Verstappen Tutti Tyrrell Yamaha Tyrrell-Yamaha 024 Yamaha OX11A 3.0 V10 18 Ukyo Katayama Tutti Emmanuel Collard 19 Mika Salo Tutti Minardi F1 Team Minardi-Ford M195B Ford EDM2 3.0 V8Ford EDM3 3.0 V8 20 Pedro Lamy Tutti Tarso Marques Giovanni Lavaggi 21 Giancarlo Fisichella 1, 4–10 Tarso Marques 2–3 Giovanni Lavaggi 11–16 Forti Corse Forti-Ford FG01BFG03 Ford ECA Zetec-R 3.0 V8 22 Luca Badoer 1–10 Franck Lagorce 23 Andrea Montermini 1–10

Modifiche al regolamento Sulla scia di quanto realizzato dalla Sauber fin dal 1994, a partire da questa stagione furono resi obbligatori i bordi rialzati dell'abitacolo, in modo tale da creare una protezione per il capo e il collo dei piloti, riparandoli da bruschi spostamenti laterali che potevano causare gravi conseguenze fisiche. Siffatte protezioni dovevano coprire l'area che si trovava a 150 mm dalla retta congiungente la sommità della presa d'aria situata dietro l'abitacolo e il bordo frontale dell'abitacolo stesso.

Cambiò anche il sistema di qualifiche, riducendo tutto a una sola sessione il sabato, nella quale ciascun pilota poteva effettuare solo 12 giri in pista, inclusi anche quello di lancio e quello di rientro; soprattutto venne introdotta la regola che escludeva dalla corsa i piloti che al sabato avevano fatto segnare un tempo superiore al 107% di quello della pole position. Tale sistema rimase in vigore fino a tutto il 2002, mentre il limite del 107% della pole sarebbe poi stato reintrodotto dal 2011.

Il 1996 fu anche il primo anno con un diverso sistema semaforico: da un tradizionale semaforo con passaggio diretto dalle luci rosse a quelle verdi per il via si passò al sistema a 5 lanterne con le luci rosse che si accendevano una alla volta per poi spegnersi tutte insieme dando il via alla corsa. Sopra ciascuna delle 5 lanterne venne prevista anche una seconda luce, di cui 3 di colore giallo alternate con 2 di colore verde: i semafori verdi davano il via al giro di ricognizione, mentre quelli gialli si accendevano lampeggiando per interrompere la procedura in caso di emergenza. Questo sistema è rimasto in vigore fino ad oggi, pur alcune lievi modifiche ai semafori.

Inoltre venne fissato un limite massimo di soli 12 team ammessi al campionato e contestualmente cambiò anche il sistema di numerazione delle vetture: fino al 1995 infatti tutti i team avevano coppie di numeri fissi e ogni anno veniva effettuato solo uno scambio tra la squadra del nuovo campione del mondo, che prendeva i numeri 1 e 2 dal team campione uscente, alla quale consegnava i suoi numeri iridati, usati fino alla stagione precedente. Dal 1996 invece i numeri 1 e 2 andavano sempre alla scuderia per cui correva il pilota campione in carica, mentre le altre coppie di numeri venivano assegnate progressivamente seguendo la classifica costruttori della stagione precedente, continuando però sempre a saltare il numero 13. Tale sistema rimase in vigore fino alla fine del 2013, quando si decise di passare dalla stagione successiva a una numerazione nella quale ogni pilota avrebbe scelto il proprio numero di gara.

Riprese televisive Per la prima ed unica volta, l'intera stagione di Formula 1 1996 è stata trasmessa dalle prime due reti Fininvest-Mediaset, con Italia 1 che ha trasmesso 14 gare e Canale 5 le altre due, sia in diretta che in differita all'interno di Grand Prix e Formula 1 '96, due programmi televisivi prodotti entrambi dalla redazione motoristica della R.T.I. Sport con la conduzione e il commento di Andrea de Adamich e Guido Schittone e la partecipazione degli inviati come Claudia Peroni per le interviste ai team principal, ai meccanici ed ai piloti nel pre-gara, durante le prove libere, le qualifiche, il warm-up e la gara e nel post-gara e Giorgio Piola dai box.

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