Egli fu «di gran lunga il più caro di tutti gli amici del re, allevato alla pari con lui e custode di tutti i suoi segreti».Curzio 3.12.16 Il loro intenso rapporto, per diverse fonti un vero e proprio amore, durò tutta la vita e fu paragonato, da altri, ma prima ancora dai due stessi interessati, a quello mitico tra Achille e Patroclo. In particolare, tra gli autori contemporanei, lo storico Robin Lane Fox, professore emerito di studi classici all'Università di Oxford e biografo di Alessandro, ha scritto: «Efestione era colui che Alessandro amò, e per il resto delle loro vite la loro relazione rimase tanto intima quanto a oggi è irrecuperabile: Alessandro fu sconfitto una volta sola, affermarono i filosofi cinici molto tempo dopo la sua morte, a opera delle cosce di Efestione.»"Hephaestion was the one whom Alexander loved, and for the rest of their lives their relationship remained as intimate as it is now irrecoverable: Alexander was only defeated once, the Cynic philosophers said long after his death, and that was by Hephaestion's thighs". — Alessandro Magno, p. 56; Einaudi, prima edizione 1981, ultima edizione 2019; ISBN 8806240536..
La sua carriera militare fu di notevole rilievo: membro e poi capo della guardia del corpo d'onore (i sette somatofylakes) di Alessandro Magno, egli passò in seguito al comando della cavalleria degli eteri e gli furono affidati molti altri compiti di primissimo piano durante tutto il decennio della campagna asiatica di Alessandro, ivi comprese (e certamente non meno importanti) missioni diplomatiche, opere di attraversamento di grandi fiumi, assedi e fondazione di nuovi insediamenti abitativi. Oltre a tali sue attività militari, ingegneristiche e politiche, egli fu in corrispondenza con i filosofi Aristotele e SenocrateReames, , e sostenne attivamente la politica di Alessandro mirante all'integrazione tra greci e persiani. Il re ne fece alla fine il proprio comandante in seconda, conferendogli la carica di chiliarca dell'impero, e lo volle membro della famiglia reale dandogli in sposa Dripetide, sorella minore della sua seconda moglie Statira IIsecondo Lane Fox, in occasione delle nozze, la figlia maggiore di Dario cambiò, secondo l'uso macedone, il suo nome da ragazza con quello della madre defunta, Statira (op. cit., pag. 434); secondo Jona Lendering, il suo nome precedente era Barsine (Livius.org Barsine/Statira ), figlie entrambe di Dario III di Persia. Al momento della sua morte improvvisa a Ecbatana (l'odierna Hamadan), Alessandro fu sopraffatto dal dolore e volle interpellare l'oracolo di Zeus-Ammone, nell'oasi libica di Siwa, al fine di attribuire uno status divino all'amico defunto, ed Efestione fu conseguentemente onorato come un eroe. All'epoca della sua propria morte, avvenuta soltanto otto mesi dopo, Alessandro stava ancora progettando l'edificazione di grandi monumenti per celebrare la memoria del compagno della sua vita.
Biografia Giovinezza ed educazione L'età esatta di Efestione non è stata tramandata: nessuna sua biografia fu mai scritta probabilmente anche per il fatto che Alessandro gli sopravvisse per pochissimo tempo, e gli altri diadochi, duramente impegnati nella lotta per la spartizione dell'enorme eredità, non avevano interesse alcuno a celebrare altri che loro stessi. Secondo la maggioranza degli studiosi, l'età di Efestione non doveva essere molto differente da quella di Alessandro ed è quindi possibile presumere che egli fosse nato intorno al 356 a.C.: si narra che egli diventò paggio alla corte macedone nel 343Heckel 2006, pag. 133, seguendo la sorte comune a tanti altri rampolli dell'aristocrazia, ed è quindi probabile che l'incontro con il futuro conquistatore abbia avuto luogo in questo periodo. Uno dei pochi aneddoti relativi alla giovinezza di Efestione lo si deve al Romanzo di Alessandro, dove, in relazione alla favolistica partecipazione del futuro re di Macedonia alla corsa dei carri delle olimpiadi, si legge che «... un giorno quando Alessandro aveva quindici anni [...] navigando con Efestione, suo amico, raggiunse con facilità Pisa [...] e se ne andò a spasso con [lui]»Chugg 2006, pag. 67. Il Romanzo di Alessandro è una fonte largamente fantasiosa, ma Chugg rileva, in questo caso, alcuni margini di affidabilità, legati soprattutto all'effettiva corrispondenza dei quindici anni di Alessandro con la data di svolgimento delle olimpiadi del 340 a.C.. Il fatto che sia citata l'età esatta di Alessandro fornisce un indizio ulteriore sull'educazione di Efestione, in quanto, a quell'età, Alessandro si trovava con i suoi compagni nella località macedone di Mieza a studiare con AristotelePlutarco 7, e, sebbene il figlio di Amintore non venga mai esplicitamente citato tra essi, la sua stretta amicizia con l'allora quindicenne futuro re di Macedonia suggerisce che anch'egli vada, con tutta probabilità, annoverato tra gli allievi di Aristotele. Ancora più significativo a questo proposito è il fatto che il nome di Efestione sia stato in seguito inserito in un elenco di corrispondenti del grande filosofoDiogene Laerzio, Aristotele 5 Le lettere non ci sono pervenute, ma il fatto che le si citi in un elenco storico fa supporre che il loro contenuto dovesse essere di qualche rilievo: Efestione evidentemente aveva ricevuto un'educazione di tutto rispetto e tale da indurre Aristotele a intrattenere con lui una non facile corrispondenza attraverso l'impero in via di espansione di Alessandro Magno.
Alcuni anni dopo le lezioni di Mieza, il nome di Efestione non compare nell'elenco dei diversi amici di Alessandro che furono esiliati da Filippo II di Macedonia in esito al fallito tentativo del giovane principe di sostituirsi al fratellastro Arrideo come pretendente alla mano della figlia del signore di Caria, Pixodaro: c'è da rilevare, comunque, che gli esiliati, Tolomeo, Nearco, Arpalo, Erigio e Laomedonte di MitilenePlutarco 10 erano in genere più anziani di Alessandro, Erigio addirittura di circa un quarto di secoloHeckel 2006, pag. 119, mentre Efestione era un suo coetaneo e quindi la sua influenza poteva non essere ritenuta altrettanto sospetta da Filippo. In ogni caso, quale che sia stata la sua opinione sull'intero affare, Efestione, al pari di molti altri compagni d'infanzia di Alessandro, non fu inviato in esilio.
Per concludere, comunque, se della fanciullezza e dell'educazione di Efestione si riesce a ricostruire davvero molto poco, ciò che si riscontra vale ad accreditare quanto si sa della sua vita successiva: la sua amicizia con Alessandro fu di lunga durata, così come la sua permanenza alla corte di Pella, dove anch'egli condivise la stessa educazione del futuro Gran Re di Grecia e Asia. Con un inizio così promettente, l'età e l'esperienza avrebbero poi contribuito a fare, un giorno, di Efestione figlio di Amintore, l'uomo più potente dell'impero di Alessandro, secondo solo al re medesimo.
Carriera Avendo condiviso il tipo di educazione impartito ad Alessandro, Efestione imparò sicuramente a combattere e a cavalcare sin da giovanissima età ed ebbe probabilmente il primo assaggio di vita militare durante la campagna danubiana di Filippo II nel 342 a.C., o nella battaglia di Cheronea del 338 a.C., quando egli non aveva neppure vent'anni, ma il suo nome non viene ancora menzionato negli elenchi degli ufficiali di alto rango durante le battaglie della campagna danubiana di Alessandro nel 335 a.C., o nella prima fase dell'invasione della Persia (così come, del resto, quelli degli altri amici di gioventù del re).
La prima volta che il nome di Efestione compare nei resoconti bellici è in occasione di una missione politica di notevole importanza: dopo la battaglia di Isso (333 a.C.), mentre Alessandro procedeva verso sud lungo la costa fenicia, la città di Sidone si arrese al re macedone e a Efestione venne addirittura dato "... incarico di nominare re quello dei Sidonii che egli considerasse il più meritevole di tale alto ufficio"Curzio 4.1.16. Allora egli assunse le informazioni del caso e prescelse un uomo, Abdalonimo, che era sì di lontana ascendenza reale, ma la cui integrità lo aveva ridotto a lavorare da giardiniere. La popolarità della scelta a Sidone e il valore successivamente dimostrato dal prescelto deporrebbero in effetti a favore di notevoli capacità di discernimento da parte del giovane macedoneÈ significativo che nel cosiddetto "sarcofago di Alessandro", ritrovato nel cimitero reale di Sidone nel 1877 e ritenuto molto probabilmente tomba di Abdalonimo, la figura centrale della lunga scena di battaglia rappresentata sul sarcofago stesso, sia un cavaliere da identificarsi, con tutta probabilità, in Efestione, mentre Alessandro è rappresentato su un lato, in posizione, per così dire, defilata (cfr. Chugg 2006, p. 75).
Dopo l'assedio e l'espugnazione di Tiro (332 a.C.), Alessandro affidò a Efestione il comando della flotta, con l'incarico di seguire la costa facendo rotta a sud verso Gaza, il loro prossimo obiettivo, mentre lui stesso proseguiva via terra alla testa dell'esercitoCurzio 4.5.10. Il compito di Efestione non era dei più semplici, in quanto quella affidatagli era una flotta raccogliticcia formata dal naviglio di svariati eterogenei alleati che andavano tenuti insieme con molta pazienza e con molta energia. La flotta trasportava le macchine da guerra indispensabili per la conduzione dell'assedio, le quali dovettero essere scaricate con mezzi di fortuna, trasportate su un terreno accidentato e infine opportunamente rimontate.
Secondo Andrew Chugg, che cita la testimonianza di Marsia di Pella, uno degli amici di Alessandro, quale riportata da Arpocrazione nel II secolo d.C.Chugg 2006, pagg. 92-93, e che trova comunque sostanziale conferma per essa in un'orazione di Eschine contemporanea ai fattiContro Ctesifonte, 162, Efestione potrebbe poi essere stato coinvolto, durante la successiva permanenza in Egitto, in un complesso gioco diplomatico, fungendo da intermediario tra Demostene, capo del partito antimacedone ad Atene, e Alessandro. Egli infatti risulta essere stato avvicinato da un messo del politico ateniese con lo scopo probabile di esaminare la possibilità di una qualche riconciliazione. I termini esatti della questione, e del ruolo in essa svolto da Efestionesecondo Chugg è addirittura possibile che Amintore e suoi discendenti, e quindi anche Efestione, fossero diventati cittadini ateniesi nel 334 a.C., e questo potrebbe essere un ulteriore elemento di spiegazione del perché fosse stato prescelto da Demostene come intermediario (ibidem), non sono noti, ma l'inattività di Atene durante la successiva guerra proclamata dal re di Sparta, Agide III, parrebbe deporre a favore di un esito positivo dei contatti. Chugg conclude notando che, "se Efestione riuscì a persuadere Alessandro a raggiungere un accomodamento con Demostene in questo critico frangente, come sembrerebbe probabile dalle circostanze, allora egli fu responsabile in misura significativa del salvataggio della situazione in Grecia per la Macedonia, evitando che la rivolta di Agide si allargasse ad Atene e ai suoi alleati".