Soprannominato Pinturicchio da Gianni Agnelli, è considerato uno dei migliori calciatori italiani di tutti i tempi, nonché tra i migliori al mondo della sua generazione. Capitano della dal 2001 al 2012, con il club torinese ha vinto numerosi trofei a livello giovanile, nazionale e internazionale, segnando in tutte le competizioni a cui ha partecipato e stabilendo i primati societari di reti (290) e presenze (705). È inoltre al decimo posto per reti segnate in Serie A (188), a pari merito con Alberto Gilardino e Giuseppe Signori.

Dal 1995 al 2008 ha fatto parte della nazionale partecipando a tre campionati del mondo, ovvero , e quello vittorioso di Germania 2006, e quattro campionati d'Europa, ovvero , – finalista –, e , quest'ultimo da capitano. Pur avendo brillato meno che in maglia juventina, soprattutto nei tornei mondiali ed europei, in azzurro ha comunque totalizzato 91 presenze e 27 reti, che lo rendono il quarto miglior marcatore di sempre insieme a Roberto Baggio.

Considerando anche le reti segnate nelle nazionali giovanili, è secondo,Sarebbe il terzo in questa classifica se si considerasse Giorgio Chinaglia che, secondo alcune fonti, avrebbe messo a segno almeno 398 gol; tuttavia, nel caso di Chinaglia non vengono conteggiate varie reti messe a segno coi , poiché il campionato nordamericano della NASL rispettava solo alcune delle regole imposte dalla FIFA. dietro Silvio Piola (390), nella classifica dei migliori marcatori italiani di tutti i tempi, con 359 gol. In carriera ha conquistato quattro titoli di capocannoniere: in UEFA Champions League nel 1998 con 10 gol, in Coppa Italia nel 2006 con 5 gol, in Serie B nel 2007 con 20 gol e in Serie A nel 2008 con 21 gol.

Occupa la 77ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer e nel marzo del 2004 è stato inserito da Pelé nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, redatta in occasione del Centenario della FIFA. È stato inserito inoltre per sei volte tra i candidati alla vittoria del Pallone d'oro (1995, 1996, 1997, 1998, 2002 e 2003) arrivando a ricoprire la quarta posizione due volte, la prima nel 1995 e la seconda un anno dopo. È stato inserito per tre anni consecutivi (1995-1996, 1996-1997, 1997-1998) nella squadra dell'anno secondo l'European Sports Media, mentre l'Association of Football Statisticians, classificando i più grandi calciatori di sempre, lo ha incluso al 60º posto, ed è risultato 49º nell'UEFA Golden Jubilee Poll, un sondaggio online condotto dalla UEFA per celebrare i migliori calciatori d'Europa dei cinquant'anni precedenti. Inoltre è stato eletto dall'AIC il migliore calciatore italiano nel 1998 e nel 2008. Nel 2007 ha lasciato la sua impronta nella Champions Promenade vincendo il Golden Foot, mentre nel 2017 è stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano.

Biografia

Nato a Conegliano, nel Trevigiano, è cresciuto poi a Saccon, frazione di San Vendemiano. Ha un fratello di nove anni più grande, Stefano, anche suo procuratore, e una sorella adottiva. Ha conseguito il diploma di ragioneria. Molto riservato riguardo alla sua vita sentimentale, il 12 giugno 2005 ha sposato Sonia in una cerimonia privata celebrata da don Luigi Ciotti; la coppia ha tre figli, tra cui Tobias (2007) e Dorotea (2009) che hanno intrapreso a loro volta la carriera calcistica.

Nel 2006, in occasione dei XX Giochi olimpici invernali, è stato tedoforo portando la fiamma olimpica. Amico dei musicisti Noel e Liam Gallagher, nel 2007 è apparso in un cameo nel videoclip di Lord Don't Slow Me Down degli Oasis; nello stesso anno è comparso insieme ad altri colleghi calciatori nel film L'allenatore nel pallone 2. Nel 2014 ha partecipato a una puntata del programma televisivo australiano Bondi Rescue. Nel 2025 ha prestato la voce al personaggio di Zebro Zebraxton nel doppiaggio italiano del film d'animazione Zootropolis 2.

Ha preso parte a numerose iniziative benefiche e solidali. Tra le altre, nel 2006 ha promosso e sostenuto anche economicamente la ricerca sul cancro, e nel novembre dello stesso anno ha ricevuto dall'AIRC il premio "Credere nella ricerca", mentre nel 2011 ha lanciato il progetto "Ale10friendsforJapan", da lui ideato per aiutare gli abitanti del Giappone colpiti dallo tsunami del Tōhoku. Partecipa inoltre a match organizzati a scopo benefico, come la Partita del cuore.

È fra i personaggi sportivi più ricercati nella sua generazione, dalle aziende che vogliono pubblicizzare il loro marchio. Ha prestato nome e volto a brand come adidas – in particolare, è stato uno degli storici testimonial delle scarpe da calcio Predator –, Suzuki, FIAT, Bliss, Pepsi, CEPU, Disney, Woolmark, Upper Deck e Uliveto. È inoltre apparso sulle copertine di alcune edizioni dei videogiochi calcistici FIFA e Pro Evolution Soccer.

Nel 2000 è stato il calciatore più pagato del mondo, tra stipendio e introiti pubblicitari. Nel 2011 è risultato essere il secondo calciatore più popolare d'Europa secondo l'IFFHS, alle spalle di Francesco Totti, mentre un sondaggio del 2012 lo ha eletto «lo sportivo più amato dagli italiani».

Fuori dal calcio, nel 2013 ha fondato con l'attore Patrick Dempsey il team automobilistico Dempsey/Del Piero Racing, che ha esordito nello stesso anno nella 24 Ore di Le Mans e nel campionato American Le Mans Series.

Trasferitosi con la famiglia a Los Angeles al termine dell'attività agonistica, qui è titolare di un ristorante, N10, e di una Juventus Academy, oltreché proprietario dall'estate 2018 di un club dilettantistico, il LA 10 FC, militante nella United Premier Soccer League.

Caratteristiche tecniche

Si è segnalato sin da giovane come uno dei maggiori talenti della sua generazione. Attaccante prolifico, dotato di un notevole bagaglio tecnico nonché spirito di sacrificio, spiccava per la grande abilità nell'uno-due, nel dribbling e nell'effettuare rifiniture ai compagni: è terzo per numero di assist nella storia della Serie A (113), dietro solo a Francesco Totti (158) e Roberto Baggio (119).

Soprattutto, è considerato uno dei maggiori specialisti della sua generazione nei calci di punizione, per i quali prediligeva «una distanza di venti metri dalla porta e un calcio diretto, senza farsi toccare il pallone da alcun compagno di squadra», e con i quali sovente trovava l'incrocio dei pali scavalcando la barriera. Destro naturale, in grado di calciare con entrambi i piedi, era anche un ottimo rigorista.

Fantasista, dal punto di vista tattico prediligeva agire da seconda punta, anche se era in grado di ricoprire diverse posizioni nel reparto avanzato. Nella prima parte di carriera ha infatti interpretato sia il ruolo di esterno sinistro di centrocampo, in particolare in nazionale sotto la gestione tecnica di Arrigo Sacchi, sia di attaccante esterno, sempre sulla fascia sinistra, nel 4-3-3 adottato da Marcello Lippi nei suoi esordi alla Juventus.

Durante l'interregno bianconero di Carlo Ancelotti aveva inoltre cominciato ad agire all'accorrenza da trequartista, mettendo in mostra visione di gioco e qualità nell'impostazione; ma rimarrà questa un'opzione tattica isolata poiché nel prosieguo della carriera tornerà a ricoprire tale ruolo, che fosse nel club o in nazionale, solo in casi particolari e dichiaratamente controvoglia.

Il potenziamento muscolare seguito al grave infortunio patito sul finire del 1998 lo ha comunque limitato, da lì in avanti, nell'estro e nella velocità di esecuzione.

Il gol alla Del Piero Un particolare tipo di gol, da lui realizzato molte volte in carriera con un tiro a effetto dal vertice sinistro dell'area di rigore verso l'incrocio dei pali più lontano, viene colloquialmente appellato dalla stampa sportiva e dal pubblico come alla Del Piero: tale definizione venne coniata tra il 1995 e il 1996, periodo nel quale l'allora emergente Del Piero andò a segno in svariate occasioni grazie a tali conclusioni, mettendosi definitivamente in mostra dapprima in Italia e poi in campo europeo. Il termine è da allora spesso usato per definire le reti segnate, anche da altri giocatori, con questo gesto tecnico.

Carriera Giocatore Club Gli esordi e Padova

Tirò i primi calci al pallone nel campo parrocchiale di Saccon, per poi giocare nella squadra del paese natale San Vendemiano dove, nonostante la giovane età, si mise subito in luce per la sua bravura; anche se la madre voleva che giocasse in porta, così da sudare di meno e non ammalarsi. Il sacerdote del paese, che fungeva anche da presidente della squadra, parlò del giovane con alcuni dirigenti del , inizialmente invano a causa delle perplessità dovute al fisico minuto ed esile del ragazzo.

Nel 1988, comunque, venne acquistato dalla società patavina e inserito nella squadra Allievi. All'età di 17 anni, il 15 marzo 1992, esordì in Serie B sotto la guida di Bruno Mazzia, subentrando a Roberto Putelli in una gara contro il , mentre il 22 novembre seguente, sempre nel campionato cadetto, realizzò la sua unica rete con la maglia biancoscudata – la prima da professionista –, quella del parziale 4-0 nel pokerissimo ai danni della .

Juventus 1993-1994: l'approdo in bianconero Nell'estate 1993, grazie a Giampiero Boniperti, firmò il suo primo contratto da professionista venendo acquistato dalla per cinque miliardi di lire (comprensivi del cartellino di Adriano Bonaiuti), soddisfacendo così il desiderio del calciatore stesso di vestire la maglia di cui è sempre stato tifoso.

Benché il tecnico Giovanni Trapattoni lo avesse portato subito in ritiro con la prima squadra, venne in seguito inserito nella squadra Primavera allenata da Antonello Cuccureddu, con cui nella stagione 1993-1994 partecipò, da trascinatore dei suoi, alle vittorie del Torneo di Viareggio e dello scudetto di categoria: Del Piero fu protagonista in entrambe le affermazioni, dapprima al "Viareggio" siglando, su calcio di rigore, il golden goal – una prima volta assoluta nella storia del calcio italiano – che assegnò il trofeo, nella ripetizione della finale contro i pari età della , e poi in campionato realizzando il definitivo 2-0 nella finale di andata contro i concittadini e coetanei del , rete che risulterà decisiva nel computo complessivo.

Nel frattempo, saltuariamente aggregato alla prima squadra, fece il suo esordio in Serie A il 12 settembre 1993, rilevando Fabrizio Ravanelli al 74' di – Juventus, terminata poi 1-1; tre giorni dopo, nei trentaduesimi di finale della Coppa UEFA, debuttò nelle competizioni europee subentrando nel corso della sfida vinta 3-0 contro la . A una settimana dall'esordio in campionato, realizzò il suo primo gol in bianconero, in Juventus – , firmando il 4-0 finale.

Il 20 marzo 1994 mise a segno una tripletta nel 4-0 della Juventus sul di Nevio Scala, all'epoca ai vertici internazionali: lexploit si rivelò un primo spartiacque nella carriera dell'attaccante poiché contribuì a calmierare una difficile situazione in casa bianconera, con società e allenatore oggetto in quei giorni di una pesante contestazione da parte della tifoseria. Da quel momento, Del Piero venne impiegato con maggiore continuità da Trapattoni.

Al termine di quella prima stagione in bianconero, in cui si divise tra le giovanili e la prima squadra, totalizzò 14 presenze tra campionato, Coppa Italia e Coppa UEFA, e realizzò 5 reti, tutte in massima serie.

1994-1995: il double nazionale Nell'estate 1994 nella Juventus cambiarono intanto i vertici societari, con l'arrivo di Antonio Giraudo, Roberto Bettega e Luciano Moggi, i quali affidarono la squadra a Marcello Lippi. In vista della stagione imminente, stavolta Del Piero venne inserito stabilmente in prima squadra, inizialmente inquadrato come primo rincalzo del reparto offensivo; questo, nonostante in fase di calciomercato era stato a un passo dall'accasarsi ai summenzionati ducali, nell'ambito di una serie di possibili operazioni sull'asse Torino-Parma volte a frenare l'egemonia milanista sul calcio italiano dell'epoca.