Let It Be è il dodicesimo album in studio del gruppo musicale britannico The Beatles (tredicesimo considerando anche l'album Magical Mistery Tour, in origine pubblicato come LP solo negli USA e come EP in UK). È stato pubblicato l'8 maggio del 1970., quasi un mese dopo che il gruppo aveva ufficializzato il proprio scioglimento lo scorso 10 aprile. Registrato pressoché in presa diretta tra il 2 e il 31 gennaio 1969 negli studi di Twickenham e di Savile Row, nel mese di marzo del 1970 l'album venne affidato al produttore Phil Spector che ne curò il missaggio e che, con l’aggiunta di cori e di arrangiamenti orchestrali, ne modificò in alcune parti il risultato finale. La rivista Rolling Stone lo ha inserito nel 2020 al 342º posto della lista dei 500 migliori album.

Storia Benché registrato per la quasi totalità in sessioni precedenti a quelle di Abbey Road, loro ultimo album pubblicato nel 1969., Let It Be venne distribuito solo successivamente, nel 1970.

Lo spunto originario risale al 45 giri Hey Jude/Revolution e al relativo videoclip promozionale girato il 4 settembre 1968 per la regia di Michael Lindsay-Hogg negli studi di posa di Twickenham.; in quella circostanza il gruppo avrebbe dovuto suonare davanti a un numero limitato di invitati selezionati, ma il passaparola fece radunare un pubblico molto più numeroso del previsto che si assiepò quasi a contatto con i musicisti mentre questi venivano ripresi durante le esecuzioni di prova di Hey Jude. Questa situazione risvegliò nel gruppo l'entusiasmo per le esibizioni dal vivo e il desiderio di esibirsi di nuovo in un concerto.. Il progetto, inizialmente concepito con il titolo Get Back, venne ideato da Paul McCartney come un recupero di quell'impronta rock e dell'approccio dal vivo che li aveva caratterizzati all'inizio della loro carriera: un “ritorno alle origini”, e non solo sotto il profilo musicale..

L'idea di fondo era che, al pari del primo disco, Please Please Me, registrato in un'unica seduta di dodici ore nel 1962, il gruppo dovesse abbandonare le strumentazioni elettroniche e le sovraincisioni a vantaggio delle registrazioni in presa diretta..

Le sessioni di registrazione Così, come nelle intenzioni di Paul McCartney, nel corso delle sessioni di registrazione tra il 2 e il 31 gennaio 1969 negli studi di Twickenham prima, e di Savile Row dopo, i Beatles si raccolsero nel tentativo di tornare all'attitudine rock'n'roll del loro esordio..

Nel corso delle prove, quello che doveva essere l'evento dal vivo conclusivo, scartate le proposte di un concerto in un teatro romano in Africa o di uno show su una nave nel Mediterraneo per l'opposizione di George Harrison (contrario a concerti dal vivo.) e di Ringo Starr (che non ne volle sapere di lasciare l'Inghilterra per l'Africa a causa delle sue intolleranze alimentari)., si trasformò in una sessione tenutasi il 30 gennaio 1969 sul tetto dell'edificio di Savile Row, sede della Apple, etichetta di proprietà degli stessi Beatles..

L'intero mese di prove venne registrato da due telecamere che avrebbero dovuto filmare ininterrottamente il processo creativo della band. Tali registrazioni sono illuminanti in merito allo stato di malessere interno al gruppo.. Fra l'altro si nota infatti come George Harrison provasse forte disagio nel non vedere seriamente prese in considerazione le sue composizioni e il suo apporto. al punto da meditare di formare un gruppo tutto suo con Eric Clapton; Paul McCartney riteneva di dover comunque andare avanti e scongiurare la rottura definitiva proponendosi quale guida della formazione..

Nel corso delle prove, Harrison abbandonò momentaneamente il gruppo in seguito a una discussione con McCartney.; la ripresa del progetto fu possibile soltanto alla condizione che si spostassero le sessioni dagli angusti studi cinematografici di Twickenham a quelli più sereni di Savile Row. oltre all'abbandono di qualsiasi progetto di show dal vivo; alla fine Harrison cedette tuttavia al concerto sul tetto.

Contemporaneamente si aggiunse ai quattro il tastierista jazz Billy Preston che il gruppo aveva conosciuto nei primi anni sessanta ad Amburgo. Fu lo stesso Harrison a coinvolgerlo, in parte per scongiurare i litigi che continuavano a esserci all'interno della band ma anche per ragioni prettamente tecniche: la decisione di evitare sovra-incisioni richiedeva spesso di avere un altro strumentista: l'apporto di Preston servì a rasserenare gli animi e a rimandare la rottura definitiva del gruppoAvrebbe affermato George Harrison: «È interessante notare come tutti si comportino correttamente quando c'è un ospite, perché non vogliono mostrarsi velenosi come sono. [...] All'improvviso tutti hanno cominciato a comportarsi benissimo.» In ..

La copertina che si intendeva usare per il progetto Get Back fu scattata nello stesso luogo (il palazzo della EMI) dove era stata presa quella del loro primo album, Please Please Me. La foto, assieme a una foto alternativa del 1962, apparve poi nella copertina delle due raccolte L'album blu e L'album rosso..

Parte delle Get Back sessions (chiamate anche Let It Be Sessions) vennero in seguito messe in circolazione tra i collezionisti e divennero la maggiore fonte di materiale per i bootleg sui Beatles. Nel 2000, la Yellow Dog Records, etichetta discografica specializzata in bootleg, ha pubblicato Day by Day, una serie di 38 CD che contengono tutte le registrazioni integrali effettuate durante quelle sessioni.

La pubblicazione

Una volta registrati tutti i nuovi pezzi, i Beatles, insoddisfatti del risultato, nei primi giorni di marzo lasciarono il missaggio delle tracce all'ingegnere della EMI Glyn Johns, che il 28 maggio presentò un acetato al gruppo che, ormai disinteressato al progetto, lasciò cadere la proposta.; successivamente le registrazioni furono affidate al produttore statunitense Phil Spector, conosciuto per il suo "muro del suono", che decise di applicare i suoi metodi, con una postproduzione accentuata. Questo fu causa dell'ennesimo litigio in seno al gruppo: McCartney vide infatti pubblicato il disco con alcuni suoi brani stravolti (soprattutto The Long and Winding Road che fu modificata da Spector con l'aggiunta di violini e cori celestiali), mandandolo su tutte le furie. (anche se McCartney in seguito usò un arrangiamento simile nelle versioni in concerto del brano.). L'album fu comunque pubblicato l'8 maggio 1970, quando oramai il gruppo si era ufficialmente sciolto.. Il disco, in edizione de luxe, venne abbinato a un lussuoso volume con testi e foto di Ethan Russel..

Il 18 novembre 2003 venne pubblicata una versione remixata dell'album intitolata Let It Be... Naked contenente anche brani inediti. Nelle intenzioni di Paul McCartney avrebbe dovuto essere più congruente col progetto iniziale. Oltre a missaggi diversi dei vari brani, sono state eliminate Dig It e Maggie Mae, e aggiunta al loro posto Don't Let Me Down.

Il 15 ottobre 2021 la Apple Records ha pubblicato una nuova versione stereo remixata dell'album nel cofanetto box set Let It Be: 50th Anniversary Edition, ad opera di Giles Martin, il figlio del produttore dei Beatles George Martin.

Brani

Two of Us

Dalle atmosfere che echeggiano nel brano sembrerebbe che John e Paul, entrambi alla chitarra acustica e in duetto vocale, avessero riguadagnato una nuova armonia, pronti a salpare per i momenti adolescenziali della Liverpool di quindici anni prima«Paul e John [...] dividono lo stesso microfono e si comportano come se i versi riguardassero solo loro due.» .. Mark Hertsgaard sostiene plausibilmente che alcuni passaggi del testo richiamerebbero le esperienze vissute assieme dai due musicistiIl critico cita i versi “burning matches, lifting latches” (“bruciando fiammiferi, sollevando chiavistelli”, situazioni adolescenziali), “chasing paper, getting nowhere” (“correndo dietro alle carte senza andare da nessuna parte”, con riferimento agli aspetti burocratici della vicenda Apple) e soprattutto “You and I have memories/Longer than the road that stretches out ahead” (“Tu e io abbiamo ricordi/più lunghi della strada che sta dinanzi a noi”). .. I “due” delle liriche sono invece Paul e Linda Eastman. È proprio lei a confermarlo, aggiungendo che la composizione fu scritta da Paul in macchina, in un pomeriggio di relax in cui si erano lasciati alle spalle i ritmi londinesi per tuffarsi nella natura«Parcheggiammo in un bosco non so dove, io me ne andai a passeggiare e Paul rimase in auto e iniziò a scrivere», in ..

L'esecuzione, titolata On Our Way Home durante il lavoro di incisione in studio, venne eseguita nello stile degli Everly Brothers. e registrata nelle giornate del 24, 25 e 31 gennaio. Introdotto dalla voce di John che annuncia: “‘I Dig a Pygmy’, by Charles Hawtrey and the Deaf Aids… Phase One, in which Doris gets her oats!”, il nastro finale è, rispetto ai primi tentativi, più incisivo e convinto nelle voci e nelle percussioni di RingoCfr. The Beatles Anthology 3, 2º CD, traccia 4 - Apple Records 1996. e non risulta avere sovraincisioni, rispettando con ciò l'accordo iniziale proposto congiuntamente da Paul e John secondo cui, a differenza del passato, il nuovo album avrebbe dovuto essere “onesto” e senza “trucchi sonori”, un ritorno alle loro origini di gruppo di rock'n'roll«Dissero che volevano tornare agli elementi fondamentali» ricorda [George] Martin. «Non avrebbero usato le sovrapposizioni sonore.» In ..

Col titolo originario On Our Way Home, il brano, destinato a essere lanciato come singolo su etichetta Apple, fu prodotto da Paul McCartney e a eseguirlo fu il trio Mortimer che Peter Asher aveva scoperto a New York. Per motivi sconosciuti il progetto non venne mai realizzato..

Dig a Pony

Il testo di Dig a Pony è di John, che lo modificò continuamente man mano che le registrazioni procedevano (anche il titolo originariamente era All I Want Is You), e la cui versione finale fu quella registrata nella performance sulla terrazza del fabbricato di Savile Row che ospitava gli studi della Apple. Come in altre circostanze precedenti, l'autore manifestò l'insoddisfazione per il proprio brano definendolo «altra spazzatura»..

Across the Universe

Il brano era stato composto da Lennon e registrato nel febbraio del 1968. L'autore sperava di poterlo pubblicare come singolo., ma gli fu preferita Lady Madonna di Paul, e il nastro di Across the Universe venne archiviato e più tardi offerto per un disco di beneficenza del WWF..

Il pezzo sgorga come altri nella casa di John a Kenwood, in un momento fra veglia e sonno e dopo l'ennesimo episodio di tensione con la moglie Cynthia.. È Lennon a ricordare che in quegli istanti si era lasciato trasportare da un flusso di parole formato da un metro straordinario e irripetibile che lo costrinse ad alzarsi e a scendere al piano inferiore così da fissarlo per iscritto.. Rifacendosi alle recenti esperienze con la meditazione trascendentale., al testo aggiunse l'espressione ”Jai Guru Dev” (“lunga vita al guru Dev”), frase che nell'incontrarsi i discepoli del Maharishi usavano come saluto in ossequio a Dev, lo swami del guru..