LOceano Atlantico, detto brevemente Atlantico, è il secondo oceano della Terra per estensione. Il nome dell'oceano, derivato dalla mitologia greca, significa "mare di Atlante" e la sua superficie è di circa chilometri quadrati.The New Encyclopaedia Britannica, vol. 2 (Enciclopedia Britannica, 1974), p. 294. L'Oceano Atlantico copre circa il 20% della superficie del pianeta e circa il 26% della sua superficie d'acqua.
Etimologia e storia
La prima menzione di "Atlantide" in letteratura si rintraccia in Erodoto (circa 450 a.C.),Hdt. hist. 1.202.4. che scrive il nome dell'oceano 'il mare di Atlantide'. Il nome "Oceano Etiope", derivato da Etiopia, veniva talvolta applicato all'Oceano Atlantico meridionale fino alla metà del secolo XIX.Ripley e Dana 1873:69. Gli antichi Greci credevano che questo oceano fosse un enorme fiume che circondava il mondo.
Per questo motivo, prima che gli europei ne scoprissero altri, il termine stesso "oceano" stava a indicare per antonomasia tutte le acque situate oltre lo stretto di Gibilterra. Benché fosse stato attraversato per la prima volta dai vichinghi in viaggio verso la Groenlandia e la Vinlandia (il moderno Labrador, nel Canada), fu la spedizione di Cristoforo Colombo del 1492 ad avere le maggiori conseguenze, poiché da allora l'Atlantico fu solcato frequentemente nell'ambito dell'età delle scoperte e della colonizzazione europea delle Americhe.
Descrizione
L'Oceano Atlantico è un bacino allungato e a forma di S che corre longitudinalmente tra l'Europa e l'Africa (ad est) e l'America a ovest. Secondo la convenzione che identifica tre oceani, ossia la più seguita in ItaliaEnciclopedia Treccani, voce Oceano, l'Atlantico comprende il Mar Glaciale Artico e dunque confina a sud-est con l'Oceano Indiano e a ovest con l'Oceano Pacifico, attraverso tra bracci di mare: da nord-ovest a sud-ovest essi sono lo stretto di Bering, lo stretto di Magellano e il Canale di Drake. L'Equatore separa l'Atlantico in un settore settentrionale e un settore meridionale.
Secondo la convenzione che identifica quattro oceani ammettendo l'esistenza dell'"Oceano Artico", seguita particolarmente nei paesi di lingua inglese , l'Atlantico confina con l'Oceano Artico a nord, l'Oceano Pacifico a sud-ovest e l'Oceano Indiano a sud-est. Infine, secondo la convenzione che identifica cinque oceani ammettendo l'esistenza di un "Oceano Artico" e di un "Oceano Antartico", anch'essa seguita nella letteratura geografica in lingua inglese, l'Atlantico confina a nord con l'Oceano Artico, sud con l'Oceano Antartico, a sud-ovest con l'Oceano Pacifico e sud-est con l'Oceano Indiano.
miniatura|Mar Glaciale Artico, mare dipendente dall'Atlantico
Questo oceano occupa un bacino a forma di "S", disposto nella direzione nord-sud. È diviso in due sezioni principali, l'Atlantico del Nord e l'Atlantico del Sud, da correnti equatoriali poste a circa 8° di latitudine nord. È delimitato a ovest dal continente americano (sia dalla parte settentrionale che da quella meridionale) e, a est, dall'Europa e dall'Africa; tre suoi mari dipendenti, il Mediterraneo, il Mar Nero e il Mar Glaciale Artico, bagnano anche l'Asia. Comunica con l'Oceano Pacifico sia a nord che a sud.
Il collegamento settentrionale tra i due oceani avviene attraverso il Mar Glaciale Artico, mentre quello meridionale è permesso dallo stretto di Magellano, dal canale di Beagle e dal canale di Drake. Inoltre, esiste una connessione artificiale tra i due oceani, il canale di Panama, situato in corrispondenza dell'istmo che unisce le due Americhe. A est comunica con l'oceano Indiano, attraverso il capo Agulhas, al 20° E (e non dal capo di Buona Speranza, come si ritiene comunemente), ma anche attraverso il canale artificiale di Suez.
L'Atlantico copre il 20% della superficie terrestre ed è secondo solo al Pacifico come ampiezza. L'oceano propriamente detto copre un'area di circa , pari a otto volte quella dell'Europa, che raggiunge i se si considerano anche i suoi mari adiacenti. Le terre occupate dal bacino idrografico dell'Atlantico sono quattro volte quelle del Pacifico o dell'Indiano. Il volume dell'oceano Atlantico è di , e di considerando anche i mari adiacenti.
La profondità media (volume/superficie) dell'Atlantico è di , ridotta a se si prendono in considerazione i mari adiacenti. La profondità maggiore è di , raggiunta nell'abisso Milwaukee, che si trova nella fossa di Porto Rico, circa a nord dell'isola di Porto Rico. La larghezza dell'Atlantico varia tra nel punto più stretto, tra il Brasile e la Liberia, fino a tra gli Stati Uniti e l'Africa settentrionale.
Caratteristiche dell'acqua La salinità delle acque di superficie nell'oceano aperto va da 33 a 37 parti per mille, e varia con la latitudine e le stagioni. Anche se i valori minimi di salinità si trovano appena a nord dell'equatore, in genere i valori più bassi si trovano alle alte latitudini, e vicino alle foci di grandi fiumi che immettono le loro acque dolci nell'oceano. I massimi valori di salinità si trovano attorno alla latitudine 25° nord. I valori di salinità superficiale sono influenzati dall'evaporazione, dalle precipitazioni, dall'apporto di acqua dolce dei fiumi e, nelle zone più fredde, dallo scioglimento dei ghiacci.
La temperatura delle acque superficiali varia con la latitudine, con le correnti, le stagioni e la distribuzione di energia solare. Lungo l'oceano, varia da meno di nelle regioni polari fino a all'equatore. Nelle medie latitudini, la temperatura è intermedia, ma soggetta a grandi variazioni (fino a 7 o ). A causa delle basse temperature, la superficie è normalmente coperta di ghiaccio nel mare del Labrador, nello stretto di Danimarca e nel mar Baltico da ottobre a giugno.
L'oceano Atlantico consiste di quattro principali masse d'acqua. Le acque centrali dell'Atlantico del Nord e del Sud costituiscono le acque superficiali. L'acqua intermedia sub-antartica si estende alle profondità di . L'acqua profonda del Nord Atlantico raggiunge la profondità di . L'acqua antartica di fondo occupa i bacini oceanici a profondità maggiori di . A causa della forza di Coriolis, l'acqua del Nord Atlantico circola in senso orario, mentre l'acqua dell'Atlantico meridionale circola in senso antiorario. Le maree dell'oceano sono semidiurne, cioè comprendono due alte maree nell'arco delle 24 ore. Le maree sono un'onda che si muove da sud a nord. A latitudini superiori a 40°, è presente anche un'oscillazione est-ovest.
Fondale oceanico La caratteristica principale della topografia del fondo oceanico dell'Atlantico è una grande catena di montagne sottomarine, chiamata la dorsale medio atlantica. Si estende dall'estremità nord, accanto all'Islanda, fino all'estremo sud a 58° di latitudine, raggiungendo una larghezza massima di circa . Lungo la dorsale, nei pressi della sommità, si trova una grande fossa che scorre per la maggior parte della catena montuosa. La profondità delle acque sopra la dorsale è spesso inferiore a , e numerosi picchi si ergono fuori dall'acqua, formando delle isole, quali ad esempio le Azzorre. L'Atlantico del sud presenta anche altre due ristrette dorsali asismiche, la catena di Walvis e la catena di Rio Grande.
La dorsale medio atlantica separa l'Oceano Atlantico in due grandi sezioni, che hanno una profondità compresa tra e . Dorsali trasversali, che uniscono i continenti alla dorsale medio atlantica, dividono il fondo oceanico in numerosi bacini. Alcuni dei più grandi sono i bacini della Guiana, del Nord America, di Capo Verde e delle Canarie nell'Atlantico del nord, mentre in quello del sud si trovano i bacini dell'Angola, dell'Argentina e del Brasile.
Il fondo marino è considerato in genere abbastanza piatto, anche se non mancano montagne, fosse e altre caratteristiche. Due fosse superano gli di profondità. Le piattaforme continentali, vicino alle terre emerse, costituiscono circa l'11% del fondo oceanico. Inoltre, molte formazioni simili a canali scavati tagliano queste piattaforme.
I sedimenti depositati sul fondo hanno origini disparate. I depositi terrigeni sono composti da particelle di sabbia, fango e roccia, formate dall'erosione dell'acqua, del vento e dall'attività vulcanica della terraferma, e poi trasportate da fiumi e piogge verso il mare. Questi materiali si trovano principalmente: sulle piattaforme continentali, dove sono più spessi presso la foce dei grandi fiumi (come il delta del Niger); ai piedi delle scarpate continentali, dove si accumulano in grandi conoidi torbiditiche per opera delle correnti torbide prodotte da grandi frane sottomarine o convogliate direttamente dalle foci dei fiumi attraverso canyon sottomarini (è il caso del Congo).
I deposti pelagici sono formati dai resti di organismi che vanno a fondo quando muoiono (possono essere silicei, come i radiolari e le diatomee, o calcarei, come i foraminiferi). Coprono la maggior parte del fondo marino, con spessori che vanno da 120 a più di , con lo spessore minimo in corrispondenza della dorsale. I depositi autogenici o autigeni sono assembramenti di minerali, come i noduli di manganese, prodottisi per precipitazione dalle acque oceaniche in particolari condizioni di chimismo e temperatura. Sono comuni dove le altre tipologie di sedimentazione sono assenti.
Storia geologica I geofisici sono riusciti a inserire i vari tasselli della storia dell'oceano grazie ai modelli termici, alla teoria della tettonica a zolle, e alle misurazioni compiute in profondità. Unitamente a questo, gli esperti hanno realizzato una carta topografica del fondo dell'oceano, grazie all'impiego di strumenti atti a generare e a propagare onde acustiche riflesse dal fondo, oltre allo studio di frammenti di campioni prelevati dal fondale e delle anomalie magnetiche presenti nelle rocce magmatiche che spuntano sul fondo.
L'oceano Atlantico sembra essere il più giovane degli oceani: l'Atlantico si è formato infatti 150 milioni di anni fa, con lo spezzarsi del supercontinente Pangea a causa del fenomeno del magma fuso risalente dal mantello che formò una nuova crosta intercorrente fra Africa e America del nord e che ebbe l'effetto di dividere le terre dell'emisfero settentrionale dall'Africa e dall'America del sud. Da allora è andato espandendosi, un movimento che dura ancora oggi: le Americhe si separano da Europa e Africa a un ritmo di alcuni centimetri all'anno.
In un periodo databile 125 milioni di anni fa, nella zona centrale dell'Atlantico settentrionale si formò una attiva dorsale medio oceanica e proprio in questo periodo l'America del sud iniziò a staccarsi dall'Africa. Il movimento fra le due Americhe fece sorgere una compressione nella zona caraibica che provocò la subduzione della zolla venezuelana.La storia dell'oceano Atlantico, di John G.Sclater, pubbl. su Le Scienze (Scientific American), num. 132, ago. 1979, pp. 80-93.
La dorsale medio atlantica alimenta questa espansione: attraversa tutto l'Atlantico da nord a sud, e da essa emergono nuove sezioni del fondo marino che spingono verso l'esterno quelle già esistenti. In prossimità dei continenti, il fondo marino viene spinto verso il basso, rientra nel mantello terrestre e favorisce la formazione di isole vulcaniche. Una delle conseguenze di questo movimento è che il fondo marino dell'atlantico è una zona geologicamente giovane, con un'età spesso inferiore al centinaio di milioni di anni.