Dopo un iniziale e breve intervallo come ordinario di anatomia all'Università di Siena, ricopre a lungo il doppio incarico di professore di istologia e patologia generale all'Università di Pavia. Insieme a Giosuè Carducci, fu il primo italiano in assoluto ad essere designato nel 1906, dall'Istituto Karolinska di Stoccolma, per l'assegnazione del Premio Nobel.
Biografia Primi anni Nasce il 7 luglio 1843 a Corteno (oggi Corteno Golgi in suo onore), in alta Val Camonica, dove il padre Alessandro, appena laureato, si è trasferito come medico condotto. La madre Carolina era cugina del padre. Qui frequenta le scuole primarie e rimane per circa quindici anni. Nello stesso periodo studia anche a Edolo (BS) e poi a Lovere (BG) al convitto nazionale Cesare Battisti, consegue la maturità classica nell'agosto del 1860 all'Imperial Regio Ginnasio Liceale di Pavia, dal 1865 Liceo Classico Ugo Foscolo. Terminati nel 1865 gli studi a Pavia e laureatosi in Medicina con la tesi "Sull'eziologia delle malattie mentali", discussa con Cesare Lombroso, entra nel laboratorio istologico fondato da Paolo Mantegazza e diretto da Giulio Bizzozero, che sarà suo maestro di ricerca. Per l'urgenza di trovare un lavoro sicuro e pressato dal padre, Golgi decide di partecipare al concorso per un posto di primario chirurgo presso le Pie Case degli Incurabili di Abbiategrasso (fondato nel 1785 nell'ex monastero femminile di Santa Chiara). Golgi vince il concorso e, grazie all'articolo 86 del regolamento interno, gli viene riconosciuto come merito speciale dei sanitari il potersi occupare degli studi anatomo-psicologici.
Come laboratorio di ricerca usa una piccola cucina rudimentale, con un microscopio e pochi strumenti. Proprio durante il periodo di Abbiategrasso si contraddistingue per la grande attività di ricerca e in questo senso è essenziale la sua amicizia con Bizzozero, che lo aiuta a mantenere vivo l'interesse per l'istologia e la vicinanza all'università. In quella cucina allestisce un laboratorio di istologia in cui, nel 1873, mette a punto la rivoluzionaria "reazione nera" (metodo di Golgi). Questo metodo permette di colorare selettivamente le cellule nervose e la loro struttura organizzata. La sua scoperta viene conosciuta e apprezzata nella dovuta misura solo molti anni più tardi, soprattutto per merito del suo principale mentore, il patriarca della biologia ottocentesca Rudolf Albert von Kölliker. Trasferitosi a Pavia, ottiene le cattedre ordinarie di Istologia e Patologia generale, indi è nominato rettore dell'Università, incarico che ricoprirà a più riprese (1893-1896 e 1901-1909).
Nella sua lunga e indefessa vita di ricercatore compie anche altre importanti scoperte. Ad esempio nel campo della malariologia, dove studia e chiarisce le fasi di sviluppo e riproduzione del Plasmodium malariae, formulando la "legge di Golgi", che consente di trattare e guarire gli infetti al momento giusto con il chinino. Studia e descrive poi la precisa anatomia e la funzione delle terminazioni nervose dei tendini, dette corpuscoli del Golgi, e compie importanti studi sui reni, la corea di Huntington, i bulbi olfattivi, ecc.
Matrimonio Nel 1877 sposa Evangelina Aletti, di tredici anni più giovane, nipote di Giulio Bizzozero. Il viaggio di nozze è a Córteno, l'amato paese natale tra le Alpi bresciane, per il quale Golgi serberà sempre grande affetto e si prodigherà per aiutare in mille modi. I due coniugi non avranno mai figli.
Attività politica Si dedica anche alla politica, o meglio all'amministrazione pubblica, ricoprendo tra le altre la carica di assessore all'igiene nel Comune di Pavia. È anche, per lungo tempo, membro e poi presidente del Consiglio Superiore di Sanità. Propone la costruzione del nuovo Policlinico San Matteo e lotta strenuamente perché l'ateneo pavese mantenga e accresca il suo già secolare prestigio.
Più precisamente, il 4 novembre 1893 Golgi tiene la relazione ufficiale per la solenne inaugurazione dell'anno accademico 1893-1894, essendo divenuto poco prima rettore dell'università. Aderisce alla lista dell'Unione Liberale Monarchica, ovvero la lista clerico-moderata sostenuta dal giornale «Il Ticino». Così Roberto Rampoldi, esponente politico di spicco della sinistra radicale, diviene suo diretto antagonista nella lista democratica. Le elezioni sono vinte dallo schieramento di Golgi, che diviene così consigliere comunale. Ciò rappresenta un importante risultato, in quanto da quella posizione lo scienziato potrà far valere meglio la sua influenza nell'indirizzare l'attenzione dell'amministrazione municipale verso i progetti di rinnovamento dell'università di Pavia. Il febbrile impegno di Golgi per l'accrescimento del prestigio accademico pavese si manifesta in modo evidente quando la centralità lombarda dell'ateneo pavese viene minacciata dalla nascita di un nuovo polo universitario a Milano. Il 2 marzo del 1893 era scomparso l'ingegnere Siro Valerio, che aveva lasciato il suo patrimonio al comune di Milano affinché costituisse un fondo per l'università per lo studio delle Scienze. Questo progetto è immediatamente avviato dal ginecologo dell'Ospedale Maggiore di Milano, Luigi Mangiagalli, fatto che suscita la reazione negativa dell'ambiente universitario pavese per timore di un suo progressivo indebolimento.
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Ripresa della ricerca Golgi potrebbe accontentarsi di dirigere gli studi degli allievi, ma in lui è troppo forte la passione per l'attività di laboratorio fatta in prima persona. Così nel 1898 riprende l'attività di ricerca. Più precisamente riprende, sempre con il metodo elaborato 25 anni prima, gli studi sulla cellula. Questi lo portano alla scoperta dellapparato reticolare interno, poi e per sempre chiamato apparato o complesso di Golgi, uno dei componenti fondamentali della cellula, cinquanta anni prima dell'invenzione del microscopio elettronico, che la confermerà in pieno. Secondo alcuni tale scoperta, da sola, sarebbe stata degna di un Premio Nobel.
Gli ultimi anni Il Premio Nobel per la Medicina (precisamente "Medicina o Fisiologia") arriva nel 1906 ex aequo con Santiago Ramón y Cajal, per gli studi sulla istologia del sistema nervoso: Golgi per la messa a punto della reazione nera, Ramòn y Cajal per le scoperte compiute grazie alla colorazione di Golgi (Ramòn y Cajal aveva scoperto che i neuroni sono separati fisicamente l'uno dall'altro, ossia che interagiscono tra di loro non per continuità, bensì per contiguità attraverso la sinapsi e che non sono uniti a formare un'unica rete sinciziale come sosteneva Golgi; formulava quindi la cosiddetta legge della polarizzazione dinamica). Con il Nobel, Golgi raggiunge il massimo della fama internazionale e la sua attività di ricerca non cessa. Inoltre, durante la Prima Guerra Mondiale dirige l'ospedale militare, allestito nell'antico Almo Collegio Borromeo di Pavia e promuove il trattamento riabilitativo dei feriti di guerra, creando un centro per la riabilitazione delle lesioni al sistema nervoso periferico. Dopo il conflitto continua a lavorare nel laboratorio, pubblicando lavori scientifici fino al 1923. Anche nell'ultimo periodo della sua vita Golgi cerca di arginare gli eventuali danni che sarebbero derivati dall'imposizione dell'ateneo milanese. Non si dà per vinto e ignorando il declino delle sue condizioni fisiche decide all'inizio di dicembre del 1924 di recarsi a Roma per sostenere la nascita del nuovo ospedale San Matteo. Infine, il 21 gennaio del 1926 le sue condizioni fisiche divengono critiche e muore alle ore 11.30 nella sua residenza di Pavia, in Corso Vittorio Emanuele 77 (oggi Strada Nuova). Camillo Golgi è sepolto al Cimitero Monumentale insieme alla moglie, accanto alle tombe di Bartolomeo Panizza, suo professore, e Adelchi Negri, suo brillante allievo.
Attività scientifica
È questo il principio guida della sua ricerca scientifica, contraddistinta dall'arte dell'osservazione nell'esplorare il campione di studio.
La reazione nera La prima sfida di Golgi è quella di trovare nuovi metodi istologici, fatto che lo spinge a superare il limite imposto dall'assenza di procedure appropriate di colorazione differenziale dei diversi elementi costitutivi del sistema nervoso. Durante il lavoro di ricerca raccoglie più materiale possibile, non limitandosi a usare un unico reagente, ma portandone vari, per realizzare sempre un controllo accurato dei dati rilevati e dei fatti che da altri vengono messi in luce. In seguito studia le forme istologiche fissate dai liquidi cromatici e la specifica precipitazione di metalli, specialmente del nitrato d'argento, in certe sostanze cementanti e in certe parti delle fibre nervose. È così che ha l'idea che nuovi risultati si potrebbero ottenere applicando metodi di impregnazione metallica ai tessuti fissati, sebbene né dati empirici né teorici dimostrino la correttezza di questo procedimento differente. Arriva così, anche se attraverso diversi insuccessi, alla consapevolezza della scoperta della cosiddetta reazione nera: Acido osmico Bicromato di potassio Nitrato di argento La combinazione di questi reagenti consente infatti la deposizione di argento metallico da una soluzione del suo sale sulla superficie del neurone, evidenziandolo fin nei minimi particolari. Attraverso la reazione nera Golgi riesce subito a mettere in evidenza la ramificazione degli assoni, confutando così la teoria di Otto Friedrich Karl Deiters, allievo di Rudolf Virchow, il quale sosteneva che ciò che contraddistingueva il prolungamento protoplasmatico, ovvero il dendrite, dal prolungamento cilinder axis (assone) era l'assenza di ramificazioni nel secondo. Golgi dimostra invece, attraverso la reazione nera, l'erroneità di tale teoria. Su questa scoperta si fonda quella che poi sarà la futura classificazione di Golgi in cellule di primo e secondo tipo, e proprio su questa distinzione si ravvisa il contributo di Golgi alle neuroscienze in vista dell'interpretazione dei circuiti locali e a distanza. Nega inoltre che il prolungamento protoplasmatico possa sciogliersi nella sostanza granulo-fibrosa interstiziale e le anastomosi. Conseguentemente, la necessità di identificare una continuità tra le sue scoperte circa l'esistenza di ramificazioni dell'assone e il decorso dei dendriti lo porta a elaborare la teoria della rete nervosa diffusa. Occorre ricordare come Golgi sia fortemente influenzato dall'idea reticolarista, che caratterizza un po' tutte le concezioni della struttura del cervello e che hanno come riferimento il concetto di una comunicazione diretta fra cellule nervose. Probabilmente è rimasto così sorpreso e disorientato nello scoprire la ramificazione degli assoni e l'assenza di anastomosi tra i dendriti che automaticamente deve pensare a un reticolo costituito dall'unione dei vari rami collaterali degli assoni; altrimenti non può trovare una spiegazione fisiologica delle azioni riflesse rese possibili dalla fusione di prolungamenti nervosi. Certamente l'osservazione della sovrapposizione di queste ramificazioni su piani molto vicini è l'elemento che meglio avvalora questa idea di unità funzionale, soprattutto nel caso del cervelletto.
Apparato di Golgi Nel corso del 1897, studiando i gangli spinali con il metodo della reazione nera, si accorge che in qualche cellula è presente un apparato filamentoso ad andamento convoluto che forma una rete citoplasmatica.