San Casciano in Val di Pesa è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Firenze in Toscana.

È parte della sottozona Classico del Chianti ed è un centro rinomato per la produzione dei suoi vini, dell'olio extravergine d'oliva, e dei prodotti agricoli in generale.

Geografia fisica Territorio

Il territorio compreso nel comune di San Casciano in Val di Pesa misura 107,98 km2 e si estende tra i rilievi che dividono la Val di Pesa e la Val di Greve con un dislivello altimetrico che va da un minimo di 72 nella piana di Cerbaia ad un massimo di 510 m nella zona di Valigondoli; il capoluogo è situato a 316 m.

Il territorio comunale è compreso quasi per intero nel Chianti Classico, ad eccezione della zona posta sulla sinistre del fiume Pesa. Confina con i comuni di Montespertoli, Scandicci, Impruneta, Greve in Chianti e Barberino Tavarnelle.

Clima e sismicità

Il clima a San Casciano, rispetto del capoluogo, prevede estati più fresche ed inverni più rigidi, a causa della maggiore altitudine, soprattutto nelle vallate per quanto riguarda le minime notturne nelle notti con inversione termica. In inverno si possono avere precipitazioni nevose spesso, però, senza grande accumulo. La stazione meteorologica più prossima a San Casciano è quella di Firenze-Peretola della quale riportiamo le medie degli ultimi 30 anni: Ovviamente vista la diversa altitudine e distanza non è coerente con il clima di San Casciano

Classificazione sismica: zona 3s (sismicità) Classificazione climatica: zona E, 2240 GG Diffusività atmosferica: alta, Ibimet CNR 2002

Storia Il territorio di San Casciano risulta abitato già in epoca etrusca come dimostrano i ritrovamenti di Montefiridolfi (Tomba dell'Arciere) e Valigondoli (scavi di Poggio La Croce). In epoca romana era una stazione di posta (mansio) al decimo miglio da Florentia.

Il toponimo Decimo che ancora si lega alla pieve di Santa Cecilia, presso San Casciano Val di Pesa, citata già nel 1043, costituisce il ricordo di una pietra miliare (decimum lapidem) di un'importante strada romana, forse quella che doveva unire le colonie di Florentia e Sena Julia. Ritrovamenti archeologici e stratificazione toponomastica attestano l'antichità dell'insediamento, la cui densità sembra trovare conferma nella presenza sul territorio di ben quattro pievi (oltre a Decimo, San Pancrazio, Sugana e Campoli) e di un elevato numero di chiese che da queste dipendevano, relative ai vari "popoli". Questa densa umanizzazione, che oggi distingue il paesaggio delle campagne attorno a San Casciano, era certamente in atto già nel Medioevo, appoggiata in un primo tempo ai numerosi castelli che vi sono documentati come infeudati all'episcopato fiorentino o a potenti consorterie, quali i Gherardini, Buondelmonti e i Cavalcanti, e che oggi appaiono trasformati in ville-fattorie (Bibbione, Castelvecchio, Fabbrica, Lilliano, Montefiridolfi, Montepaldi, Pergolato e altri) o declassati a dimore rurali (Argiano, Castelbonsi, Montauto, Monteclavi, Montecampolesi, Montefolchi).

San Casciano viene inizialmente ricordato come feudo dei vescovi fiorentini, che nel 1241 concessero i primi statuti civili. In seguito, nel 1278, l'amministrazione passò alla repubblica di Firenze. Poco dopo divenne capoluogo di una Lega e quindi di una Podesteria comprendente anche la Lega di Campoli, per un totale di oltre quaranta "popoli". L'importanza raggiunta da San Casciano è tale che, nello Statuto della Podestà del Comune di Firenze del 1325, una delle principali strade che escono dalla città è detta "strada per quam itur ad Sanctum Cassianum", che è poi quella che conduce "versus civitatem Senarum et versus romanam Curiam". Che poi San Casciano fosse intimamente legato alla viabilità lo dimostra la sua stessa forma urbana, originata da un incrocio di strade: quella ricordata ed un'altra che, con andamento prevalente di crinale, percorreva le colline alla destra della Pesa, dal Chianti a Montelupo, sull'Arno. Tuttavia, determinante al fine del suo sviluppo fu anche la crescita della produttività agricola legata all'affermazione della mezzadria, che accentuò la diffusione dell'insediamento sparso e la formazione di centri di scambio, quali Mercatale e lo stesso castello di San Casciano "a Decimo" che assunse i caratteri di grossa "terra murata", munita di forti difese subito dopo la metà del Trecento, ancor oggi largamente attestate.

Nella prima metà del Trecento infatti, privo di qualsiasi difesa, San Casciano diventò preda di condottieri e capitani di ventura. Fu occupato prima da Arrigo VII Imperatore dal novembre 1312 al 13 gennaio 1313 quindi da Castruccio Castracani che nel febbraio 1326 saccheggiò il borgo e lo arse, infine nel luglio del 1343 da Fra Moriale. Proprio a seguito di questi fatti, la repubblica fiorentina decise nel 1354 di fortificare il borgo. Le mura di forma vagamente poligonale erano pronte nel 1355 e a maggior garanzia di difesa nel 1356 fu aggiunto un cassero, in parte tuttora esistenti.

In precedenza il Duca d'Atene aveva progettato di trasformare il villaggio in un castello da ribattezzare "Castel Ducale", ma il progetto tramontò insieme al suo ideatore. Nel 1420 Sancasciano ospita il Papa Martino V presso una proprietà dei Vettori, denominata La Torre, lasciandovi in ringraziamento un'indulgenza chiamata "Perdoncino" da celebrarsi ogni 15 di settembre nella adiacente cappella intitolata a Santa Maria della Pace]. Nel 1494 Carlo VIII re di Francia si accampò in prossimità del paese senza però farvi ingresso. Prima di andarsene comunque fece una cospicua donazione al locale convento francescano. Nel 1512 presso L'Albergaccio (località Sant'Andrea in Percussina) iniziò l'esilio di Niccolò Machiavelli e fu in quel periodo che poté scrivere le sue opere più note come Il principe e la Mandragola. Con la nascita del Granducato di Toscana cessò la sua funzione militare e la storia seguì quella regionale.

Nel 1880, dopo che il Granducato di Toscana aveva lasciato il posto al Regno d'Italia, gli elettori di San Casciano elessero deputato nella propria circoscrizione quel Sidney Sonnino che sarebbe poi diventato Presidente del Consiglio dei ministri dall'8 febbraio al 29 maggio 1906 e dall'11 dicembre 1909 al 31 marzo 1910. Pochi anni dopo, nel 1891, San Casciano venne collegato con Firenze dalla ormai scomparsa tramvia a vapore, voluta per poter dare un collegamento su rotaia verso Firenze anche alla zona del Chianti, che era rimasta esclusa sia dalla Ferrovia Centrale Toscana (Firenze - Empoli - Siena - Chiusi) sia dalla ferrovia Firenze - Roma.

Durante la seconda guerra mondiale, San Casciano fu uno dei comuni della Tosca designati a luogo di internamento libero per ebrei stranieri o dissidenti politici.Ebrei stranieri internati in Toscana. Nel 1942 vi arrivarono due famiglie, una famiglia di slavi da Fiume sospettata di essere collegata alla resistenza croata e una di ebrei greci, i Besso, che risiedevano a Milano.L’internamento libero a San Casciano Val di Pesa. Con loro era presente in paese anche una famiglia di ebrei sfollati da Firenze, i Modigliani. Dopo l'8 settembre 1943, con l'occupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana, alla famiglia slava fu permesso di rimpatriare (cosa poi avvenuta nel gennaio 1944), mentre le due famiglie ebree furono soggette ad ordine di deportazione. I Besso fuggirono ma furono arrestati a Tirano mentre cercavano di raggiungere la Svizzera.CDEC Digital Library. Rimasti a San Casciano, due membri della famiglia Modigliani vi furono arrestati dalla Banda Carità il 17 ottobre 1943, mentre il resto della famiglia fu fermato a Firenze nei mesi successivi.Due pietre d'inciampo, collocate in via Roma nel 2018, ricordano l'arresto a San Casciano di Giacomo Modigliani e del cognato Paolo Sternfeld; la moglie di Modigliani, Elena Castelli, e i loro due bambini, Vittorio e Letizia, nascostisi in una pensione a Firenze, caddero anch'essi nelle mani dei fascisti il 31 marzo 1944. Solo la piccola Letizia Modigliani si salvò dalla deportazione e dalla morte grazie ad una suora che la fece fuggire dal carcere di Santa Verdiana a Firenze. "Modigliani, 1943: la famiglia cancellata dalla Shoah nel paese che non dimentica", La Repubblica (19 novembre 2020).

Il 26 luglio 1944 San Casciano subì un devastante bombardamento alleato che unito alle mine tedesche ridussero il paese quasi in macerie. Lenta e non ovunque rigorosa fu la ricostruzione.

A partire dai primi anni '80 la città di San Casciano fu al centro delle cronache nazionali ed internazionali per le vicende legate agli omicidi del Mostro di Firenze.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiese principali

La pieve di San Pancrazio è un interessante esempio di architettura romanica di ispirazione lombarda, segue lo schema a tre navate divise da pilastri, concluse da due absidi; la torre campanaria è impostata sul fianco sinistro. Notevole è la decorazione a fornici dell'abside centrale. A un rifacimento in stile dell'inizio del XX secolo sono da attribuire l'interno e la facciata, preceduta da un portico architravato su colonne di ordine tuscanico, e la curiosa torretta con bifora della canonica. All'interno, un Crocifisso ligneo del Seicento, una "Crocifissione" di Santi di Tito, la Madonna del Latte attribuita a Cenni di Francesco, inclusa con una "Natività" cinquecentesca entro una tavola della scuola di Santi di Tito.

La pieve di Santo Stefano a Campoli risulta già esistente nel X secolo, ha mantenuto all'esterno le forme romaniche (il campanile, l'abside, la facciata coronata da arcatelle pensili), mentre il portico è stato aggiunto nel Seicento. L'interno, a tre navate poggianti su pilastri quadrangolari, presenta archeggiature scialbate e ricoperte da stucchi settecenteschi. A quest'epoca risalgono anche il loggiato esterno e i restauri, testimoniati anche da un'iscrizione con la data 1760, apposta nella facciata interna. Da segnalare un dipinto del Cinquecento con la Madonna col Bambino e santi, attribuito al Franciabigio, un Crocifisso cinquecentesco all'altare maggiore e una tavola quattrocentesca con la Madonna con il Bambino e San Giovannino.

La pieve di Santa Cecilia a Decimo è probabilmente la più antica del territorio. È citata infatti in un documento di Carlo Magno risalente al 774 d.c. Dalla Pieve nel 1690 fu staccata la Propositura di San Casciano e nel 1797 fu ridotta a chiesa parrocchiale essendo stata elevata San Casciano a Pieve..La pieve a tre navate è stata pesantemente restaurata nel 1728. In occasione di quei lavori furono cancellate le tracce della precedente chiesa romanica ad eccezione del campanile che presenta tuttora la caratteristica muratura a filaretto (XI - XII secolo). All'altare maggiore è posta una Madonna col Bambino di un ignoto pittore fiorentino del XVI secolo e al primo altare a destra un affresco staccato di Cenni di Francesco del XIV secolo. La pieve di San Giovanni in Sugana sorge ad vicino alla frazione di Cerbaia. È ricordata in un documento del 1019 col nome di Pieve di Soana. La chiesa attuale (sec. XII - XIII) è composta di un'unica navata contenente alcune interessanti opere come una terracotta raffigurante la Pietà di Benedetto Buglioni e Santi Buglioni, mentre sempre al solo Benedetto Buglioni viene attribuita la terracotta policroma posta all'altare maggiore. Da segnalare anche il pulpito in legno del Cinquecento. La facciata presenta il portale in stile romanico (rifacimento) e in alto una monofora romanica originale.

La Collegiata di San Cassiano è il principale luogo di culto cattolico di San Casciano in Val di Pesa.

Altre chiese

Chiesa del Suffragio (San Casciano in Val di Pesa) Chiesa della Misericordia (San Casciano in Val di Pesa) Chiesa di San Francesco (San Casciano in Val di Pesa) Chiesa di Sant'Andrea a Luiano Chiesa di Sant'Andrea (San Casciano in Val di Pesa) Chiesa di Sant'Angelo (Vico l'Abate) Chiesa di San Donato a Chiesanuova