Il Brenta o la BrentaTreccani: La BrentaVeneto Esplora: la Brenta è un fiume dell'Italia settentrionale, tributario del mare Adriatico. Ha origine nei laghi di Caldonazzo e di Levico in Trentino-Alto Adige e arriva al mare dopo un percorso di , che ne fanno il tredicesimo corso d'acqua del Paese per lunghezza. Nei pressi di Chioggia, le acque del Brenta si intersecano con quelle del Bacchiglione, per poi sfociare dopo nel mare Adriatico.
Le sue acque attraversano, o bagnano i territori comunali, di importanti centri del Trentino e del Veneto come Borgo Valsugana, Grigno, Bassano del Grappa, Cittadella, Padova, Mira e Venezia.
Fu chiamato Medoacus maior (declinato al maschile) in latino antico e Brinta, declinata al femminile, in latino medievale e, lingue germaniche, Brandau (antiquato) in tedesco e Brint in cimbro.
Il nome
Come la maggioranza dei nomi di fiumi europei , il suo nome era anticamente di genere femminile: è chiamato al femminile la Brenta da Dante Alighieri (Inferno XV, 7). Il genere femminile sopravvive nella locale lingua veneta.
In epoca romana il fiume era individuato come Medoacus (secondo un'interpretazioneAlessandro Baldan, Storia della Riviera del Brenta, vol. I, Edizioni Moro, 1978. "in mezzo a due laghi" ovvero tra i laghi di origine e la zona lacustre delle foci, la laguna), o più probabilmente in riferimento ai due bacini più settentrionali della laguna di Venezia, quando esso seguiva come letto il corso dell'attuale Canal Grande e ai suoi due lati vi erano i due suddetti bacini non ancora uniti in una laguna intera.
Gli studiosi concordano che prima del 589 il fiume transitasse anche per Padova (Patavium, Patavas, ovvero "abitanti di palude") più o meno in corrispondenza dell'attuale linea ferroviaria, e qui vi confluisse il sistema di canali padovano, ma non tutta la bibliografia concorda che esistesse, nelle attuali valli del Canale di Brenta e di Valsugana, una colonia di Galli chiamati Mediaci. (Riguardo al passaggio nel centro patavino studi recenti dell'Università di Padova tendono a smentire che il/la Brenta passasse per Padova in epoca storica e che il fiume in oggetto fosse invece sempre stato da tale periodo in poi sempre l'odierno Bacchiglione)
Di certo durante il Medioevo comparve il termine "Brintesis", forse dal latino "rumoreggiare" (a ricordo delle diverse inondazioni).
Secondo Giovanni Alessio il nome è da intendersi come uno dei numerosi esempi di applicazione della metafora "testa di cervo", come risulta dalle glosse di Esichio e Stefano di Bisanzio "brenton: elaphos; brunda : Messapioi, he kephale' tou elaphou" in greco bizantino.G. Alessio, Sul nome di Brindisi, in "Archivio Storico Pugliese", 1955, III, p. 98.
Fino alla piena del 589 il Brenta sfociava assieme al Piave in quella che oggi è la bocca di porto del Lido: il primo percorreva il letto dell'attuale Canal Grande, mentre il Piave giungeva dall'attuale canale lagunare di San Felice. A seguito della rotta, il Brenta sfociò nell'attuale bocca di Malamocco e il Piave prese il corso attuale del Sile; essi lasciarono le terre attorno ai loro vecchi corsi alla mercé delle maree, che li impaludarono, formando l'attuale Laguna di Venezia.
Interpretazioni speculative In alcuni dialetti, in particolare in Valsugana, "brent(a)" o "brant" indica la riserva d'acqua che i paesi tenevano in caso di incendi (e, in senso figurato, un'ingente quantità di liquido). Non deriva invece dal nome Brenta il termine tedesco per incendio, "Brand", dal verbo brennen (bruciare). In alcuni paesi in Germania esiste un Brandweiher (stagno dei pompieri, letteralmente "stagno dell'incendio"). Anche la parola "Brentella", che in Veneto indica una tinozza (recipiente in legno con una capacità di 200/400 litri), può essere derivata dall'uso da parte dei pompieri. Nelle lingue germaniche la sequenza br-nt, con occlusiva -d o -t- dopo la -n-, significa sempre "incendio", tranne nel diminutivo austriaco "Brünndl", che significa "fontana", con interposizione di una -d- fra il tema "Brunn-" ed il suffisso "-l" (come il diminutivo "Hendl", "pollastrello", da "Hahn", "gallo").
Il percorso attuale del fiume Il profilo geografico del Brenta è così suddividibile, mutuando la descrizione dello storico Andrea Gloria fatta nel 1862Andrea Gloria, Il territorio padovano illustrato, Padova, Prosperini 1862.: la sorgente: il fiume nasce dai laghi di Levico e di Caldonazzo, Provincia di Trento. la parte montana: il Brenta percorre tutta la Valsugana, attraversando il paese di Borgo Valsugana. In loc. Primolano entra nel Canale di Brenta, transitando per i territori comunali di Enego, Valbrenta (in loc. Campolongo sul Brenta la navigazione è bloccata da una diga idroelettrica), Solagna, Pove del Grappa. la “Brenta Superiore”: raggiunta la pianura veneta presso la città di Bassano del Grappa, dove scorre sotto il famoso Ponte Vecchio progettato da Andrea Palladio, prosegue il percorso planiziale con struttura meandriforme e alimenta le falde freatiche di diversi fiumi di risorgiva, quali il Sile, il Dese e altri minori. Transita in prossimità di Nove, Cartigliano, Tezze sul Brenta, Fontaniva, Cittadella, Carmignano di Brenta, Grantorto, San Giorgio in Bosco, Piazzola sul Brenta, Campo San Martino, e prosegue con un alveo navigabile per Curtarolo e Vaccarino, tocca Limena, Vigodarzere, Pontevigodarzere, Cadoneghe, Vigonza, Ponte di Brenta, Noventa Padovana e Vigonovo, dove, per mezzo di chiuse, dà inizio al ramo minore di Brenta Vecchia e a Brenta Nova. Brenta vecchia e la Riviera del Brenta: è il ramo naturale minore, individuato ora anche con il nome di Naviglio del Brenta, ed è composto da tre tronchi: il primo tra Noventa Padovana e Vigonovo, Stra, Fiesso d'Artico (l'antico “Flexum”), fino alla chiusa di Dolo; il secondo da Dolo fino alle chiuse di Mira Porte; il terzo da Mira, Oriago per sfociare nella Laguna di Venezia a Fusina, frazione di Venezia. L'insieme urbano, storico e paesaggistico compreso tra Fusina, Noventa Padovana e Vigonovo viene chiamato Riviera del Brenta. Brenta Nova: è il ramo realizzato nel 1507, che non esiste più - poiché interrato nel 1860 - e di cui rimane ora soltanto l'argine sinistro, utilizzato da una strada, vecchio percorso della SS16; tale percorso partiva da Dolo, dirigendosi verso Sambruson, poi passava per Calcroci di Camponogara, Prozzòlo di Camponogara, Campagna Lupia, Bojon di Campolongo Maggiore, Corte di Piove di Sacco e proseguiva fino a raggiungere Conche di Codevigo, dove veniva fatta sfociare assieme al Bacchiglione, tramite il Canale di Montalbano, nella Laguna di Venezia ovvero in Valli di Chioggia. Taglio Novissimo del Brenta: è il canale di diversione delle acque di Brenta Vecchia, scavato nel 1610, che convoglia le acque del Taglio Nuovo da Mira Taglio (dove quest'ultimo sfocia), passando per Porto Menai, Lugo e Lova (frazioni di Campagna Lupia), Valli di Chioggia e sfociando infine nella Laguna di Venezia. L'argine sinistro del canale, che divide la campagna dalla laguna, è utilizzato dall'attuale Strada statale 309 Romea. Brenta della Cunetta: è il ramo principale tuttora esistente, opera finale delle diverse diversioni idrauliche degli alvei del fiume compiute in sette secoli di lavoro e ultimate nei primi anni del Novecento. Questo ramo inizia da Noventa Padovana, prosegue per Vigonovo, Fossò, Campolongo Maggiore, Corte di Piove di Sacco, Codevigo, Valli di Chioggia. Le acque del Brenta si intersecano con quelle del Bacchiglione e del Canal Morto (vecchio alveo del Bacchiglione, proveniente da Ca' Bianca di Chioggia) in località Ca' Pasqua di Chioggia, alle quali si aggiungono appena più a valle quelle del Canale Gorzone-Fratta in località Punta Gorzone e del Canal di Valle in località Punta Molin, generando un grosso alveo molto largo. Da Brondolo, attualmente, i due fiumi Brenta e Bacchiglione sfociano assieme nel Mare Adriatico, nella vecchia foce tra Sottomarina di Chioggia a nord e l'attuale località turistica del Bacucco, ovvero Isolaverde di Chioggia, a sud; detto nuovo e ultimo percorso è stato realizzato nel 1896, in conseguenza della disastrosa alluvione del 1882; tale opera ha per sempre diviso in due gli Orti di Sottomarina e Ca' Lino, un tempo contigui.Il fiume, passando per la località di Brondolo di Chioggia, si dirama sulla destra in un secondo braccio, appena dopo il ponte della S.S. 309 Romea, attualmente denominato Canale della Busiola (da cui prende il nome l'Idrovora della Busiola, qualche chilometro a sud); tale diramazione in realtà è l'ex-alveo del Vecchio Bacchiglione, prima delle diversioni, che passa appunto per la Busiola, dirigendosi verso Ca' Lino di Chioggia per proseguire dritto verso est (quasi a ridosso della foce dell'Adige, con la quale un tempo era anche collegato), svoltando quindi verso nord fino a raggiungere l'attuale foce e generando l'Isola del Bacucco, ovvero l'attuale località turistica "Isola Verde" di Chioggia.
Portate medie mensili
Gli affluenti e defluenti
I suoi affluenti sono: il torrente Centa presso Levico il torrente Larganza presso Roncegno il torrente Moggio presso Borgo Valsugana il torrente Ceggio presso Borgo Valsugana il torrente Maso presso Scurelle il torrente Chieppena presso Castel Ivano il torrente Grigno presso Grigno il torrente Rea presso Campese il torrente Cismon presso Cismon del Grappa il torrente Frenzela della Val Frenzela, in prossimità di Valstagna il fiume Oliero a Oliero di Sopra e Oliero di Sotto il torrente Piovego di Villabozza a Tavo di Vigodarzere il torrente Muson dei Sassi tra Vigodarzere e Cadoneghe il canale Piovego a Noventa Padovana. il canale Taglio Nuovo, diversione del fiume Muson Vecchio, nei pressi di Mira.
I defluenti sono: il Canale Brentella presso Limena, che cede acqua al fiume Bacchiglione il canale della centrale idroelettrica ad acqua fluente di Cà Barzizza (Bassano del Grappa)
Storia idrogeologica Il Brenta, con il Piave, è considerato uno dei due fiumi che hanno generato la Laguna di Venezia. Il deflusso delle acque del Brenta, all'uscita dallo sbocco della valle Canale di Brenta, a sud di Bassano del Grappa, ha interessato nei secoli l'attuale territorio compreso tra il percorso del Bacchiglione, del Tergola e del Musone.
Il Medoacus Nell'epoca romana, e fino all'alto Medioevo, il Medoacus proseguiva dopo Bassano, secondo il Baldan, con due percorsi.
Il ramo destro transitava per Friola e Tezze, Carmignano di Brenta, Gazzo, Grossa (frazione di Gazzo), Malspinoso (località di Piazzola sul Brenta), Poiana (località di Campodoro), Lissaro (località di Mestrino), Mestrino, Rubano, Sarmeola (frazione di Rubano) ed entrava in Padova nella zona di Sant'Agostino.
Il ramo sinistro partiva sempre da Friola e Tezze, Fontaniva, Carturo, Presina e Tremignon, frazioni di Piazzola sul Brenta, Curtarolo, Limena, Taggì (frazione di Limena), Ponterotto e Montà (località di Padova), entrando nel centro di Padova presso gli Scalzi.
Nel 589 ci fu una terribile alluvione, che sconvolse nel Veneto centrale gli alvei di ben quattro fiumi: l'Adige, il Bacchiglione, il Brenta, il Cismon. Uno sconvolgimento tale, che il fiume Cismon cambiò addirittura il bacino fluviale, passando da quello del Piave a quello del Brenta. L'alluvione spostò in quella occasione le acque del ramo destro del Brenta a Curtarolo, per proseguire per Limena, Vigodarzere, Torre (frazione di Padova), Noventa Padovana, abbandonando così la città di Padova, per poi biforcarsi in due nuovi rami a Villatora (frazione di Saonara).
Secondo gli storici TemanzaT. Temanza, Dissertazioni sopra l'antichissimo territorio Ilariano, Venezia, 1761., Gloria e Baldan questi alvei erano individuati come Medoacus Minor e Maior.
Medoacus Minor