La data di morte di Gesù non è determinabile con precisione, in quanto le indicazioni presenti nei documenti a disposizione, a partire dai Vangeli, non sono sufficienti.

I quattro evangelisti concordano nel dire che Gesù morì di venerdì durante le festività collegate alla Pasqua ebraica (Pesach), ma mentre i vangeli sinottici affermano che Gesù morì il giorno di Pesach (15 Nisan), il Vangelo secondo Giovanni colloca la morte di Gesù al giorno precedente, il giorno di preparazione alla Pasqua (14 Nisan). Inoltre gli evangelisti non indicano l'anno. Anche in merito all'ora in cui Gesù venne crocifisso, il Vangelo di Giovanni si discosta dal sinottico Marco: infatti secondo il Vangelo di MarcoPoi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero (). la crocifissione fu alle 9 di mattina, mentre invece, secondo quello di GiovanniEra la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via, via, crocifiggilo!». [...] Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo ()., avvenne successivamente al mezzogiorno, ovvero oltre tre ore dopo.Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, p. 87-90, ISBN 978-88-430-7821-9.Bart D. Ehrman, Jesus Interrupted - Revealing the Hidden Contradictions in the Bible, HarperCollins Publishers, 2009, p. 27, ISBN 978-0-06-186327-1.Bruce Metzger e Bart Ehrman, Il testo del Nuovo Testamento, Paideia Editrice, 2013, p. 231, ISBN 978-88-394-0853-2.

Tra le possibili date proposte dai biblisti le più citate sono il 7 aprile 30, il 27 aprile 31, o il 3 aprile 33Giorgio Fedalto, Da Pasqua il tempo nuovo. Questioni di cronologia ebraica-cristiana, Mazziana, 2012, ISBN 978-88-97243-09-0. Lo storico propone la data del 3 aprile del 33.; in particolare, se si accettano le indicazioni di Giovanni, tra queste sembra doversi scegliere la terza.

Tutti e quattro i vangeli, infatti, sono concordi che il giorno della settimana della crocifissione di Gesù è stato un venerdì. Per il calendario religioso ebraico il primo giorno dell'anno, 1 di Nisan, non può essere un venerdì. Dato che il 15 di Nisan ha lo stesso giorno della settimana dell'1, anche questo non può cadere di venerdì. Se ne deduce, quindi, che dei quattro vangeli quello di Giovanni sembra riportare le informazioni corrette e che quindi Gesù sia stato crocifisso il giorno 14 di Nisan. Tra gli anni 26 e 36, gli anni del mandato di Ponzio Pilato, vi sono solo i seguenti giorni in cui il 14 di Nisan è caduto di venerdì:

il 15 aprile dell'anno 29 per il calendario giuliano; il 7 aprile dell'anno 30 per il calendario giuliano; il 3 aprile dell'anno 33 per il calendario giuliano; il 30 marzo dell'anno 36 per il calendario giuliano;

Delle tre date proposte dai biblisti soltanto due (7 aprile 30 e 3 aprile 33) sono dunque conformi alle indicazioni del Vangelo di San Giovanni.

Cornice storica I quattro vangeli canonici, gli Atti degli Apostoli, lo storico ebreo contemporaneo Giuseppe Flavio e il più tardo storico romano Tacito concordano nel porre la morte di Gesù in concomitanza con l'amministrazione di Ponzio Pilato. Vi è sostanziale accordo tra gli studiosi nel datare l'incarico di Pilato tra il 26 e il 36 (o inizio 37).Meier, p. 356.

Secondo i vangeli la morte di Gesù viene collocata durante il sommo sacerdozio di Caifa, nell'esercizio del quale questi era coadiuvato dal suocero ex sommo sacerdote Anna. Il pontificato di Caifa è datato tra il 18 e il 36, sovrapposto dunque all'amministrazione di Pilato, mentre la data della morte di Anna non ci è nota. Infine secondo il Vangelo di Luca Gesù fu inviato da Pilato a Erode Antipa che regnò sulla Galilea come vassallo dei Romani tra il 4 a.C. e il 39.

Dunque, in base ai riferimenti storici presenti nelle fonti, la morte di Gesù sarebbe avvenuta tra l'anno 26 e il 36.

Indicazioni evangeliche generiche In due passi evangelici si accenna all'età di Gesù, ma data la loro genericità non risultano utili ai fini di precise datazioni cronologiche.

riporta che Gesù aveva "circa trent'anni" quando iniziò il suo ministero. , l'indicazione potrebbe anche derivare dall'età alla quale iniziò a regnare il Re Davide (), ed essere funzionale all'identificazione messianica di Gesù che viene chiamato, oltre che "Re", "Re dei Giudei", "Re d'Israele", "Re dei Re", anche "Figlio di Davide".Così Bibbia TOB, nota a Lc3,23. Di parere contrario Meier, p. 364, per il quale l'accostamento non è corretto, sebbene concordi sul fatto che Gesù avesse "circa trent'anni". in alcuni interlocutori giudei rispondono a Gesù dicendo "Non hai ancora cinquant'anni, e hai visto Abramo?".

Ipotizzando la data di nascita di Gesù attorno al periodo 7-5 a.C. e ipotizzando il ministero tra il 28 e il 30 (vedi dopo), nella sua vita pubblica Gesù dovrebbe aver avuto all'incirca tra i 32 e i 37 anni, intervallo compatibile con i "circa trent'anni" e i "neanche cinquant'anni".

Ministero di Gesù

È possibile restringere l'intervallo 26-36 sulla base delle informazioni evangeliche relative al ministero di Gesù.

Inizio del ministero Il versetto è particolarmente prezioso in quanto rappresenta, all'interno dell'intero Nuovo Testamento, l'unico aggancio esplicito tra gli eventi narrati e la storia extra-biblica: colloca l'inizio del ministero di Giovanni Battista, immediatamente precedente a quello di Gesù, nel quindicesimo anno dell'imperatore Tiberio Giulio Cesare Augusto. Nonostante l'indicazione sia chiara, essa può essere variamente interpretata. Il computo degli anni del regno di Tiberio può essere stato fatto a partire dalla sua associazione al potere (nel 13), o dalla morte del predecessore Augusto (19 agosto 14), o dalla sua effettiva nomina imperiale da parte del senato (17 settembre 14). Il periodo tra queste date e il capodanno successivo può essere stato incluso nel computo come il primo dei quindici anni (sistema dell'anno di non accessione), oppure il computo può essere stato fatto a partire dal capodanno successivo (sistema dell'anno di accessione). A complicare la questione, nel medioriente dell'epoca erano adottati diversi calendari che avevano differenti capodanni: giuliano, 1º gennaio; siromacedone, 1º ottobre; egiziano, 29 agosto; giudaico, 1 nisan = marzo-aprile. In base a queste variabili, è virtualmente possibile collocare il quindicesimo anno citato da Luca tra il 26 e il 29.Meier, p. 359.

Il dato può essere però ristretto sulla base di alcune considerazioni. I principali storici romani (Tacito, Svetonio, Dione Cassio), che si basavano sul calendario giuliano, contavano gli anni di Tiberio a partire dalla sua effettiva reggenza alla morte di Augusto, nel 14, ed è verosimile che Luca si sia adeguato alla storiografia grecoromana. In tal caso il quindicesimo anno di Tiberio, corrispondente all'inizio del ministero di Giovanni e al battesimo di Gesù, equivale al 1º gennaio - 31 dicembre 28. L'adozione del calendario siromacedone, meno probabile dati gli intenti storiografici di Luca, porta comunque a un periodo quasi equivalente, 1º ottobre 27 - 30 settembre 28.Meier, p. 377.

La stessa data (28) circa l'inizio del ministero di Gesù può trovare (deboleSebbene Meier concordi con l'inizio del ministero nel 28 (p. 377), dati i molti interrogativi che Gv2,20 suscita lo studioso rifiuta di attribuirgli valore storico (p. 371).) conferma sulla base di . In occasione della purificazione del tempio, collocata da Giovanni all'inizio del ministero di Gesù (ma dai sinottici alla fine), il tempio di Gerusalemme viene detto "costruito in 46 anni". Il tempo verbale usato, l'aoristo, può essere inteso come un'azione ancora in corso (ma solitamente indica un'azione terminata da tempo, nel qual caso non sarebbe d'aiuto per datare l'evento evangelico). Secondo Giuseppe Flavio (Antichità giudaiche 15,11,1 par. 380), la costruzione del tempio di Gerusalemme fu iniziata da Erode il Grande nel diciottesimo anno del suo regno (20-19 a.C.), ma altrove lo stesso Giuseppe (Guerra giudaica 1,21,1 par. 401) parla di quindicesimo anno (23-22 a.C.). Ammettendo pertanto che l'evento sia accaduto all'inizio del ministero (cronologia giovannea, non sinottica), che l'azione di costruzione sia in corsoGiuseppe Flavio in Antichità giudaiche 20,9,7 par. 219 sostiene che i lavori continuarono fino agli anni 60. (aoristo presente, non passato), che il computo parta dal 19 a.C. (Antichità giudaiche, non Guerra giudaica), i quarantasei anni di lavoro già svolto equivalgono al 28.

Durata e fine del ministero

La datazione dell'inizio del ministero di Gesù risulta di poca utilità per determinare la data della morte se non si conosce la durata del ministero.

Nei vangeli sinottici (Matteo, Marco, Luca) non vengono fornite indicazioni temporali che permettano di scandire il passare del tempo. Si può scorgere l'accenno a due (distinte?) primavere in , quando sono strappate spighe di grano maturo, e in , quando si accenna a erba verde, che unite alla Pasqua della morte possono suggerire tre primavere, dunque almeno due anni interi. Tuttavia è possibile che l'arco di tempo tra quei capitoli di Marco sia di pochi mesi. L'ipotesi di una durata pluriennale può essere confermata dal numero elevato di regioni e località menzionate nei vangeli durante il ministero di Gesù: è improbabile che tutto si sia svolto in un solo anno.

Il solo Vangelo di Giovanni accenna esplicitamente a tre pasque: la prima (del 28?) in , di poco successiva al battesimo di Gesù, in occasione della quale è collocata la purificazione del tempio; la seconda (del 29?) in ; la terza (del 30?) è quella della morte di Gesù, da in poi.

Ipotizzando che Giovanni non abbia tralasciato nessuna Pasqua, cosa ovviamente possibile (vedi ), la predicazione di Gesù sarebbe quindi durata poco più di due anni. È possibile che la "festa dei Giudei" citata in fosse la festa giudaica per eccellenza, la Pasqua, e in questo caso si aggiungerebbe un altro anno. Tuttavia l'analisi esegetica del testo giovanneo porta a ipotizzare che questa festa coincida con la seconda Pasqua: i passaggi tra 4,54 e 5,1 e 5,47 e 6,1 sono improvvisi, e questo può suggerire che il cap. 5 si trovasse in origine tra i cc. 6 e 7, oppure tra 7,14 e 7,15. In entrambi i casi la festa di 5,1 sarebbe la Pasqua di 6,4.Vedi Bibbia TOB, nota a Gv 5,1.

Assumendo pertanto come validi il dato circa l'inizio del ministero desumibile da e (28 d.C.), assumendo il dato delle tre Pasque accennate da Giovanni, assumendo che non sia stata tralasciata nessuna Pasqua, si può ipotizzare una datazione per la morte di Gesù alla vigilia della pasqua (14 Nisan) del 30, corrispondente (probabilmente, vedi dopo) al 7 aprile 30.

Bisogna notare che la seconda Pasqua non compare esplicitamente nei vangeli a differenza dell'ultima: Giovanni infatti scrive solamente che era 'vicina'.

Ultima cena: le versioni dei sinottici e di Giovanni Nel resoconto dei Vangeli vi è consenso circa il giorno settimanale della morte di Gesù, venerdì. Il consenso manca sull'indicazione del giorno annuale: mentre i sinottici suggeriscono (indirettamente) che sia il 15 Nisan (Pasqua ebraica), Giovanni fa riferimento alla vigilia della Pasqua, quindi al 14 Nisan.

Cronologia sinottica: Gesù muore il giorno della Pasqua ebraica I tre Vangeli sinottici (Matteo, Marco, Luca) affermano che Gesù con i suoi discepoli "mangiò la Pasqua" (cioè l'agnello pasquale del rito ebraico del Pesach, mangiato all'inizio - cioè la sera precedente - della giornata di festa) durante la cosiddetta "ultima cena" (). Dopo la cena seguì l'arresto e iniziò il processo che si concluse il giorno successivo () con la morte di Gesù in croce.