La Shell Plc (precedentemente Royal Dutch Shell Plc) è una multinazionale britannica operante nel settore petrolifero, nell'energia e nella petrolchimica. Assieme a BP, ExxonMobil e TotalEnergies è uno dei quattro principali attori privati mondiali nel comparto del petrolio e del gas naturale. Soprattutto si dedica a tutta la filiera dei prodotti petroliferi, dall'esplorazione fino alla vendita al dettaglio. Le sue attività petrolchimiche sono incentrate nella sussidiaria Shell Chemicals, ma esiste anche un settore dedicato alle energie rinnovabili.

La società, nata nel 1907, è presente in oltre 140 paesi del mondo, ma il suo mercato principale sono gli Stati Uniti d'America, in cui opera la sussidiaria Shell Oil Company, con sede a Houston, nel Texas. La sede mondiale si trova a Londra presso lo Shell Centre, mentre precedentemente era situata all'Aia, nei Paesi Bassi, dove la compagnia aveva il proprio domicilio fiscale; nel 2022, tuttavia, la società ha trasferito la sede fiscale e la direzione nel Regno Unito. Le azioni sono trattate principalmente nelle borse di Londra e Amsterdam. Nel 2004 i ricavi, pari a 268 miliardi di dollari, la rendevano la quarta più grande azienda del mondo per fatturato, mentre i profitti pari a 18,18 miliardi di dollari la rendevano la seconda impresa più redditizia del mondo in termini di profitto lordo.

Storia

La Royal Dutch/Shell Group venne creata nel 1907. La Reale Compagnia Petrolifera Olandese (in olandese Koninklijke Nederlandsche Petroleum Maatschappij) e la The "Shell" Transport and Trading Company, si fusero per competere contro il gigante petrolifero dell'epoca, la Standard Oil. Prima della fusione, il gruppo operava con un numero di accordi azionari e operativi.

La Reale Compagnia Petrolifera Olandese era una compagnia petrolifera olandese fondata nel 1890 da Jean Kessler, assieme a Henri Deterding e Hugo Loudon, quando la regina dei Paesi Bassi Guglielmina concesse uno statuto reale a una piccola compagnia di esplorazione petrolifera nota come "Royal Dutch". La The "Shell" Transport and Trading CompanyLe virgolette fanno parte del nome ufficiale era una compagnia britannica di trasporti petroliferi fondata nel 1897 da Marcus Samuel e dal fratello Samuel Samuel.

Nel 1919 la società aprì una filiale in Francia. Nello stesso anno, la Shell prese il controllo della Mexican Eagle Petroleum e nel 1921 formò la Shell-Mex che commercializzava prodotti con i marchi Shell e Eagle nel Regno Unito. Nel 1931, in parte come risposta alle difficili condizioni economiche dell'epoca, la Shell-Mex fuse le attività di marketing, esclusivamente nel Regno Unito, con quelle della British Petroleum, creando la Shell-Mex and BP, una società che continuò a stare sul mercato fino a quando i marchi si separarono nel 1975.

Il 28 ottobre 2004 venne annunciato che il gruppo Shell desiderava andare verso una struttura di proprietà unica, creando una nuova parent company che avrebbe dovuto chiamarsi Royal Dutch Shell avendo come mercati di quotazione principale quelli di Londra e Amsterdam e come quartier generale L'Aia nei Paesi Bassi. Dopo l'approvazione degli investitori dei due gruppi (28 giugno 2005), l'unificazione è stata conclusa il 20 luglio 2005. Le quote vennero emesse in rapporto 60/40 per gli azionisti di Royal Dutch. La compagnia formata aveva un valore di 219 miliardi di dollari. Nella vecchia struttura finanziaria, gli ADR (certificati di titoli azionari) erano scambiati sulla borsa di New York sotto RD (Royal Dutch) e SC (Shell).

Il 15 novembre 2021 la compagnia ha annunciato l'intenzione di trasferire il proprio domicilio fiscale e gli organismi direzionali nel Regno Unito e di eliminare la dicitura "Royal Dutch" dalla propria denominazione, assimilando le azioni in un'unica linea di azioni ordinarie. Tale operazione è stata completata il 29 gennaio 2022, con la ridenominazione in Shell.

Dal 2023 è entrato in carica il libano-canadese Wael Sawan come nuovo amministratore delegato della multinazionale, in sostituzione, dopo quasi nove anni, dell'olandese Ben Van Beurden, dimissionario. Nel 2023 la Shell acquista per 169 milioni di dollari l'americana Volta, specializzata in colonnine per la ricarica elettrica, entrando così nel mercato della mobilità elettrica. Nel 2024 l'azienda annuncia di voler chiudere circa mille stazioni di servizio entro il 2025, per concentrarsi sul rafforzamento delle infrastrutture per la ricarica elettrica.

Origini del nome e del logo L'origine del nome Shell è collegata alla ditta The "Shell" Transport and Trading Company. Nel 1833, il padre del fondatore, anche lui chiamato Marcus Samuel, aveva creato una ditta di import-export di conchiglie (in inglese "shell") che vendeva a collezionisti londinesi. Raccogliendo esemplari di conchiglie nella zona del Mar Caspio nel 1892, il giovane Samuel capì che poteva essere conveniente esportare petrolio da lampade dalla regione e commissionò la prima vera petroliera al mondo, la Murex, per entrare in questo mercato. Nel 1897 Samuel incluse la parola "shell" nel nome dell'azienda e ne disegnò il logo, rimasto da allora praticamente lo stesso. Nel 1907 la compagnia possedeva una flotta di petroliere.

L'emblema della Shell è uno dei simboli commerciali più famosi al mondo; è in effetti una conchiglia pettine (Pecten maximus); l'ultima versione del logo fu disegnata da Raymond Loewy e presentata nel 1971 e successivamente rivista nel 1999, con la sparizione del nome "Shell" sotto al logo. Proprio negli anni '70 fu rilanciata l'immagine della compagnia, dando centralità al logo della conchiglia come elemento identitario dell'azienda.

Una variante nacque in Italia nel 1987, con la conchiglia di Loewy accompagnata dal nome MonteShell, la joint venture creata dalla compagnia petrolifera con la MontEdison.

Evoluzione

Attività

Facente parte delle sette sorelle, Shell è la prima compagnia petrolifera per reddito e un leader dell'industria petrolchimica e dell'energia solare. Shell ha sei "core business": esplorazione e produzione, gas e energia, downstream, prodotti chimici, energie rinnovabili e commercio/distribuzione e opera in più di 140 paesi nel mondo.

L'attività principale di Shell è la gestione di una compagnia petrolifera "integrata verticalmente". Lo sviluppo di un expertise tecnico e commerciale in tutte le fasi di questa integrazione verticale dalla ricerca dei bacini petroliferi (esplorazione) attraverso l'estrazione (produzione), il trasporto, la raffinazione e alla fine la distribuzione e la vendita costituiscono le caratteristiche di base del gruppo. Simili competenze sono richieste per le attività legate al gas naturale che è diventato uno dei maggiori settori d'affari di Shell e che contribuisce significativamente ai profitti della compagnia. L'attività nel comparto chimico, che include la produzione e la vendita di prodotti derivati dagli idrocarburi, è stata pure un passo logico conseguente alle attività di raffinazione del greggio. Le attività di Shell Chemicals, che negli ultimi 10 anni è stata profondamente ristrutturata, sono comunque ancora rilevanti per il gruppo.

Negli anni Shell ha a volte cercato di diversificare le proprie attività, andando verso settori anche lontani da quelli legati a petrolio, gas e chimica: ad esempio in quello dell'energia nucleare, (una breve joint venture con Gulf Oil negli USA), del carbone (Shell Coal è stata a lungo attiva nel mercato con miniere e vendita), metalli (Shell acquisì la compagnia estrattiva olandese Billiton nel 1970) e generazione di energia (una joint venture con Bechtel chiamata Intergen). Comunque nessuna di queste imprese ha avuto grande successo e sono tutte state accantonate. Negli ultimi anni Shell ha fatto ricerca nel settore delle energie alternative con investimenti nel solare, nell'eolico, nell'idrogeno.

Nel 2001 lancia, prima in Italia e poi nel mondo, la V-Power, la prima benzina a 100 ottani.

Nel 2022, a seguito della guerra tra Russia e Ucraina, la Shell annuncia l'abbandono delle attività a Sakhalin, gestite in collaborazione con la russa Gazprom.

Texaco Nel 2001, la Federal Trade Commission (FTC) richiese che la Texaco, allo scopo di fondersi con la Chevron Corporation, vendesse 13.000 stazioni di servizio e diverse raffinerie, inclusa la quota di Texaco in Equilon (alla Shell) e in Motiva (tre raffinerie; alla Shell e Saudi Aramco, una joint venture al 50%).

La Shell poté usare in esclusiva negli USA il marchio Texaco fino a tutto il 2004 e, senza esclusiva, fino a tutto il 2006.

British Gas

Nell'aprile 2015 acquisì British Gas con un'operazione da 69 miliardi di dollari, in parte con scambio di azioni, incrementando le proprie riserve di idrocarburi del 25% e la produzione giornaliera del 20%.

Proprietà Prima della loro fusione il 20 luglio 2005, il gruppo era controllato da due holding, la Royal Dutch Petroleum Company dei Paesi Bassi e la The "Shell" Transport and Trading Company del Regno Unito. Queste due società controllavano insieme tutte le compagnie che tuttora operano sui mercati di tutto il mondo, anche se qualcuna di queste ultime (ad esempio, la Shell Canada) ha anche altri azionisti ed è quotata nei mercati borsistici dei rispettivi paesi. In diversi casi, le compagnie sussidiarie vedono anche la partecipazione dei governi locali.

La quota della Shell in queste sussidiarie era sempre divisa in proporzione 60/40 a favore della Royal Dutch. Anche successivamente, per ragioni principalmente fiscali, le azioni Shell erano divise in due classi, A e B, che rappresentavano le "vecchie" azioni Royal Dutch e Shell. Anche se entrambe le compagnie avevano i propri organi sociali, il gruppo in effetti era governato da un comitato esecutivo, il "Committee of Managing Directors" (CMD), i cui membri erano i direttori esecutivi delle due società.

Shell è oggi controllata per la maggior parte da investitori istituzionali. I 10 investitori maggiori a fine del 2024 erano:

Vanguard (3.218%) Norges Bank (3.213%) BlackRock Investment Management UK (2.664%) BlackRock Advisors UK (1.575%) State Street Global Advisors (1.543%) Legal & General (1.061%) Vanguard Global Advisors (1.058%) Geode Capital Management (0.7841%) Invesco Asset Management (0.7661%)

Questioni ambientali e controversie Una ricerca del 2019 sostiene che Royal Dutch Shell, con emissioni di 31,95 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente dal 1965, è stata la società con le settime emissioni più elevate al mondo durante quel periodo.

Negli anni Shell è stata criticata da gruppi ambientalisti e per la difesa dei diritti umani per alcune questioni, in particolare in Sudafrica e Nigeria.

Sudafrica Durante gli anni ottanta Shell fu accusata da attivisti anti-apartheid di sostenere il regime di segregazione razziale continuando ad operare nel paese. Shell fu anche accusata di aver infranto le sanzioni. La compagnia sostenne sempre, diversamente da altre multinazionali che si erano ritirate (ad esempio Mobil), che restare era di maggior aiuto che lasciare il paese.

Nigeria