Biografia

Aulo Cornelio Celso, vissuto probabilmente nel settantennio comprendente l'impero di Augusto e di Tiberio, secondo Plinio non fu medico di professione, ma lui stesso afferma di aver sperimentato tecniche e operazioni di ambito medico e chirurgico. Seguì probabilmente, nell'età giovanile, la scuola dei Sextii, che predicava l'astensione dalla vita pubblica e dalla politica. Profondo conoscitore di Ippocrate ebbe sicuramente contatti con la medicina alessandrina e con alcuni medici greci trasferiti a Roma; in particolare, egli stesso riporta la sua grande stima per il grande chirurgo romano Megete e per l'oculista Evilpiade. Contraddittorio il suo rapporto con Asclepiade e il suo allievo Temisone, medici di origine greca, propugnatori di nuove idee su una medicina estranea a quella ippocratica, basata soprattutto sulla dietetica, ma anche su pratiche poco ortodosse e di dubbia efficacia.

Il De Artibus Opera principale di Celso, il De artibus era un insieme di trattati riguardanti: Agricoltura Zooiatria Giurisprudenza Arte militare Filosofia Storia Medicina

Di tutta questa enciclopedia, è giunto a noi solamente il trattato De medicina, che contiene tutte le conoscenze greche e romane dei suoi tempi riguardo quest'ambito.

Nel periodo in cui Celso compose questo manuale enciclopedico la letteratura scientifica romana, che si opponeva alla tradizione del poema didascalico, era ancora agli inizi: basti pensare che, prima di Celso, soltanto Vitruvio si inserisce nel filone scientifico. Dimostrando, dunque, grande coraggio, Celso trattò di discipline pratiche assieme a discipline teoriche, ponendosi l'obiettivo di riunire tutto lo scibile in un'unica raccolta, come più tardi venne fatto anche da Plinio il Vecchio nella Naturalis historia., p. 71. Cfr. nuova ed. e .

Il De medicina

Esso è considerato il primo trattato completo di medicina in latinoDino Pieraccioni, introduzione alDe medicina, p. X.. Dopo un proemio sulla mitologia e la storia della medicina romana, Celso tratta in otto libri di diverse aree di interesse, dividendo la scienza medica in tre filoni principali: dietetica, farmacologia e chirurgia. Espone le sue conoscenze di semeiotica e igiene (libro I), dietetica (libro II), medicina interna (libri III e IV), farmacologia (libri V e VI) e chirurgia (libri VII e VIII). Nel testo compaiono numerosi esempi di sintomi, terapie e casi clinici che, sebbene non dimostrino una sua sicura appartenenza alla professione medica, sono prova della sua conoscenza profonda dei testi greci e della sua frequentazione dei valetudinaria.

Stile e fortuna

Chiamato anche il “ Cicerone della medicina”Dino Pieraccioni, introduzione al De medicina, p. VI., Celso utilizza un latino elegante e semplice, lodato anche da QuintilianoDino Pieraccioni, introduzione al De medicina, p. VIII.. Questa sua caratteristica, unita alla possibilità di apprendere in latino un'arte che tradizionalmente era tramandata in greco, provocò una grande diffusione della sua opera, tanto da dominare con la sua autorità la didattica medica romana fino all'arrivo di Claudio Galeno.

Rimasto pressoché ignoto durante il Medioevo, il De medicina fu riscoperto tra il 1425 e il 1427 da Poggio Bracciolini, e ricevette la sua editio princeps nel 1478.

Note

Bibliografia

Celsus, On medicine, ed. W.M. Spencer, Cambridge, MA, 1935-1938. Traduzione a cura di Angiolo del Lungo, presentazione a cura di Dino Pieraccioni Conde Parrado, Pedro, Hipócrates Latino. El De Medicina de Celso en el Renacimiento, Valladolid, Universidad, Servicio de Publicaciones de la Universidad de Valladolid, 2003, ISBN 84-8448-213-8 Página Web Conde Parrado, Pedro-Martín Ferreira, Ana Isabel, "Estudios sobre Cornelio Celso. Problemas metodológicos y estado de la cuestión" Tempus nº 20 (1998), pp. 5–80.

Voci correlate De medicina Medicina romana Ammonio Litotomo Paracelso

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Collegamenti esterni

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