Campo Ligure (Càmpu in ligureIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria. Centro nazionale della filigrana e uno dei Borghi più belli d'Italia.

Il territorio che gravita su Campo Ligure e che include i comuni di Rossiglione, Masone, Tiglieto, Urbe e la frazione Capanne di Marcarolo nel comune di Bosio conta circa abitanti.

Geografia fisica Territorio

Ubicato al centro della valle Stura si trova sulle sponde del torrente Stura e parte del territorio è compreso ad ovest nei confini del Parco naturale regionale del Beigua, mentre ad est confina con il Parco naturale delle Capanne di Marcarolo nell'alessandrino. Oltre allo Stura è percorso dai corsi d'acqua Angassino e Ponzema.

Tra le vette del territorio il monte Pracaban (946 m), il Colle dei Ferri (902 m), il monte Pavaglione (890 m), la Cima Mascia (845 m), il monte Bellavista (820 m), il monte Tacco (782 m), il Bricco Mascin (758 m), il monte Oliveto (749 m), il Bric Valcalda (708 m), il Bric Caban (647 m).

Clima Campo Ligure, separato dalla mite costa a causa dell'Appennino ligure, presenta un clima appenninico-padano e quindi ha un clima rigido (come tutta la valle Stura). In inverno si scende molto spesso sotto gli 0° con conseguenti nevicate, anche abbondanti.

L'estate, invece, non è troppo calda grazie alla leggera brezza di monte che soffia durante la notte e all'alba che può portare le temperature mattutine anche sotto i 15 °C, mentre durante i pomeriggi più afosi si possono toccare i 30 °C.

Storia

Le prime fonti relative ad un insediamento umano nel territorio di Campo Ligure giunsero durante i lavori di costruzione della linea ferroviaria Asti-Genova. Dagli scavi riaffiorarono ritrovamenti archeologici come vasi ed utensili di origine romana, tuttora conservati al museo archeologico di Roma. Nel III secolo le legioni romane edificarono qui un accampamento, sotto la guida dell'imperatore Aureliano, come presidio sull'Appennino ligure contro le prime invasioni dei popoli germanici. Da qui la derivazione del toponimo Campofreido. Il luogo venne ulteriormente fortificato dai Bizantini nel VI secolo contro i Longobardi. La posizione è molto strategica, il luogo è infatti protetto su tre lati dai torrenti Ponzema, Stura e Langassino e chiuso alle spalle dalla rocca sulla quale furono eretti successivamente la torre di guardia ed il castello.

Diventato dominio feudale di Bonifacio del Vasto, nel X secolo sotto influenza sicuramente longobarda fu costruita la prima chiesa o pieve di Campo, dedicata a san Michele Arcangelo, santo protettore del popolo longobardo. Tra il XII ed il XIII secolo fu terra di diverse famiglie nobiliari del tempo quali i Vento e i Del Bosco che nel 1217 cedettero il feudo alla Repubblica di Genova. Con diploma del 27 giugno 1329, Ludovico IV il Bavaro, Imperatore del Sacro Romano Impero, investì la famiglia Spinola della linea di Luccoli del feudo di Campo; i nuovi feudatari, successivamente ampliarono e fortificarono il già preesistente castello.Durante i secoli XIV e XV secolo gli Asburgo, giunti ad occupare stabilmente la carica imperiale, andarono consolidando il loro potere diretto sui moltissimi Feudi imperiali in Italia, quello di Campo compreso, il quale godeva da sempre dall'indipendente politica e giurisdizionale da Genova; non solo, ma anche dai propri feudatari Spinola, obbligati ad ogni cambio generazionale all'omaggio feudale all'imperatore. Durante la seconda parte del XVI secolo, i feudatari Spinola, caduti in bassa fortuna in Genova, furono costretti a vivere quasi costantemente nel feudo campese, partecipando così al lungo conflitto per la determinazione dei confini con i vicini padroni del feudo di Masone, la potente famiglia Grimaldi Cebà. Dopo innumerevoli scontri e sanguinose battaglie tra abitanti, si giunse alla breve pace tra i due feudi, grazie - secondo quanto testimoniato dalla tradizione locale e dall'atto notarile del 10 ottobre 1595, redatto dal notaio genovese Michele de PodioArchivio di Stato Genova, Notai Antichi, Michele de Podio, Filza n.7, anni 1595-95 - alla "miracolosa apparizione" della Madonna presso il monte Bonicca, avvenuta l'11 settembre del 1595.

Nel XVI e XVII secolo a Campo Freddo (da alcuni interpretato quale adattamento di Campo Frei ovvero Campo libero; in verità piuttosto adattamento da Campo feudoArchivio di Stato di Vienna, Feudi Imperiali in Italia, i documenti del 1692 e del 1696 ove si legge Campi feudi o freudi) cominciarono le prime ribellioni dei paesani contro i feudatari Spinola, i quali stavano cercando di intromettersi nella giurisdizione del feudo, mirando altresì a sfruttare a tutto proprio vantaggio le risorse localiStatuto civile e criminale del feudo di Campo, redatto il 22 ottobre 1563. La comunità campese temeva, infatti, di perdere gli antichi privilegi e immunità acquisiti e confermati da ogni atto di investitura imperiale. Il conflitto tra Campo e gli Spinola culminò nel luglio 1600 con l'invio da parte della Repubblica di Genova, su sollecitazione dei feudatari, di truppe mercenarie assoldate in Corsica. Dopo una strenua resistenza durata diversi giorni, il borgo, tra il 22 e il 26 luglio, venne invaso, saccheggiato e incendiato; gli uomini di Campo subirono altresì il bando per 36 anni da parte della repubblica genovese.

Nel 1635 metà del feudo fu venduto da due fratelli Spinola alla Repubblica che, sostanzialmente, tuttavia sempre rispettò le prerogative e le immunità imperiali concesse dagli Imperatori al feudo; al contrario della nuova famiglia Spinola, infeudata con Domenico I nel 1663, che mirò a diventare padrona assoluta di Campo. Gli abitanti chiesero aiuto direttamente al Consiglio Imperiale di Vienna lamentando i continui soprusi della famiglia genovese, che continuava a mostrarsi prepotente verso di essi. Carlo VI d'Asburgo nel 1721 ribadì le antiche prerogative ed i privilegi locali diffidando i feudatari dal continuare a non rispettarli.

Durante la guerra di successione austriaca tra il 1746 e il 1748, Campo dimostrò la propria fedeltà all'Imperatrice Maria Teresa d'Asburgo, subendo gravi danni e disagi derivati dal passaggio di truppe e dagli spostamenti del fronte. Il XVIII secolo fu un periodo prospero per l'economia campese: ferriere e fucine producevano manufatti di ferro (soprattutto sotto forma di chiodi) destinato all'edilizia ed ai cantieri navali, gli oratori di san Sebastiano e di Nostra Signora dell'Assunta vennero riedificati in tardo barocco e nel 1754 la popolazione demolì la piccola chiesa urbana di Santa Maria, risalente alla metà del XV secolo, per edificare la nuova grande chiesa parrocchiale della Natività, terminata nel 1762.

Con Napoleone Bonaparte, nel 1797, tutti i feudi passarono alla Repubblica Ligure e successivamente all'Impero francese. Nel 1814 i campesi rifiutarono di riconoscere la risorta Repubblica di Genova, rialzando l'aquila imperiale e riproponendo le antiche magistrature comunali; fecero quindi istanza affinché il feudo fosse ancora attribuito all'Impero asburgico, ma ragioni politiche comportarono il passaggio di tutti i feudi imperiali liguri al Regno di Sardegna. Da allora Campo Freddo (come veniva chiamato il Paese dalla fine del secolo XVII, forse per adattamento di Campo feudo o Campo frei ovvero libero) seguì la storia della Liguria, passando dal 1861 nel Regno d'Italia, tramutando il nome nel 1884 nell'odierno Campo Ligure. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel IV mandamento di Campofreddo del circondario di Genova dell'allora Provincia di Genova.

Simboli

Stemma

Gonfalone

Bandiera

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa parrocchiale della Natività di Maria Vergine, costruita tra il 1758 e il 1762 in sostituzione della precedente del XV secolo; il progettista (sulla scorta del modello di Giacomo Della Porta) fu probabilmente l'architetto don Sebastiano Boccaccio o Domenico Belmonte (attualmente non si hanno certezze). Conserva al suo interno la ricca decorazione opera del 1885-88 di Francesco de Lorenzi (1830-1900); affreschi e pregevoli tele di Luigi Gainotti (1859-1940) che vi lavorò negli anni 1886-87 e di altri pittori; tele di Bernardo Strozzi (1581-1644), di Vittorio Amedeo Rapous (1728-1800) e di altri artisti; le statue lignee processionali della Madonna del Rosario (di ignoto secentesco) e di Santa Maria Maddalena (Ignazio Bettoni, 1877).Paolo Bottero, “Storia della Chiesa Parrocchiale di Campo Ligure dal 1595 al 1970”, Nizza Monferrato 2003. Oratorio dei Santi Sebastiano e Rocco. Entrando nel borgo provenendo da Genova, sulla sinistra s'incontra l'oratorio, costruito del 1647 all’ultimo decennio del secolo, in stile barocco, all'interno del quale nella parete di destra è stato collocato un affresco, proveniente dal precedente oratorio quattrocentesco, raffigurante la Deposizione, opera del XV secolo di un pittore itinerante di area piemontese. L'oratorio conserva una statua lignea di San Sebastiano, opera dei primi anni del XVIII secolo dello scultore Nicolò Tassara di Voltri; una pala d'altare della scuola settecentesca di Domenico Piola; una grande tela, Sant'Irene cura san Sebastiano, del pittore campese Santo Leoncini e un affresco, Padre Eterno e angeli, di Andrea Leoncinizio di Santo Leoncini (1708-1760). Grandiosa la macchina scenica dell’altare maggiore, opera del 1752 dell'architetto don Sebastiano Boccaccio. La facciata esterna, in barocco austriaco, risale al 1783. Oratorio di Nostra Signora Assunta. Sita ai piedi della collina del castello Spinola, è un esempio di barocco ligure architettonico. La chiesa conserva la statua lignea dellAssunta opera dello scultore secentesco Ursino de Mari, il gruppo ligneo della Madonna e san Gaetano della scuola genovese del Maragliano, il gruppo del Martirio di santo Stefano, un pregevole crocifisso di scuola secentesca napoletana. Santuario di Nostra Signora della Misericordia distrutto dall'alluvione dell'ottobre 2019. Oltre il ponte medievale di San Michele sul torrente Stura, dove in passato si riscuoteva il dazio, è ubicata l'antica pieve di San Michele Arcangelo, sorta intorno all'VIII secolo, sebbene ricostruita, a causa di disastrosi eventi alluvionali, nel 1939-1941. Tra gli altri edifici di culto sono da ricordare la chiesa di Santa Maria Maddalena sulla strada provinciale per Genova e l'ex chiesa del convento dei Santi Michele e Cristino.

Architetture civili

Palazzo Spinola. Sito nel cuore del borgo storico, a nord della piazza ove si prospetta la chiesa parrocchiale della Natività di Maria Vergine, è datato al XIV secolo. Ampliato nel 1693, fu quindi sede degli uffici comunali e ancora adibito ad edificio scolastico. Oggi il palazzo è di proprietà privata. Ponte medievale sullo Stura. Realizzato nel IX secolo è articolato in tre campate litiche. Completamente ricostruito in legno nel 1721, due altre violente alluvioni, nel 1737 e nel 1747, lo demolirono del tutto. Nuovamente rifatto in legno, la popolazione campese sollecitò successivamente la ricostruzione in muratura del ponte.

Architetture militari Castello di Campo Ligure. Dominante il borgo fu costruito nel 1309 per volere della famiglia genovese degli Spinola. Divenuto proprietà del comune campese dal 1986, il castello è stato recentemente interessato da interventi di restauro e conservazione dall'Associazione Amici del Castello.

Aree naturali Giardino botanico di Pratorondanino. Parco naturale regionale del Beigua. Confina con il Parco naturale delle Capanne di Marcarolo.

Società

Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 1° gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 229, ovvero l'8,19% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:

Nigeria, Marocco, Ecuador, Senegal,

Cultura

Musei