Zoagli (Zoaggi in ligureIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria.

Geografia fisica

Zoagli è un piccolo borgo incastonato tra i comuni costieri di Rapallo e Chiavari nel golfo del Tigullio, ad est di Genova.

Tra le vette del territorio il monte Castello (), il monte Groppo (), il monte Zuccarello (), il monte Carmelo (), il monte Anchetta ().

Conosciuta e apprezzata località balneare è celebre per la sua scogliera pedonale a ridosso sul mare realizzata negli anni trenta del XX secolo con il contributo economico degli abitanti; nel territorio zoagliese sono presenti inoltre diversi percorsi naturali boschivi, le caratteristiche crêuze liguri, e mulattiere che permettono dal centro cittadino di raggiungere le frazioni e località del comune.

Uno dei percorsi, ricalcante l'antica via Romana, è denominato "dei cinque campanili" poiché collega le antiche chiese frazionarie di San Pietro di Rovereto, Semorile, San Pantaleo, Sant'Ambrogio a quella centrale di San Martino per un totale complessivo di circa dodici chilometri. Un ulteriore sentiero boschivo permette il collegamento tra la frazione di Semorile e il santuario di Nostra Signora di Montallegro - nel territorio comunale di Rapallo - costeggiando il torrente omonimo e dopo il superamento del passo del monte Anchetta e del monte Castello. Nella zona a ponente del territorio altri sentieri collinari collegano il centro urbano costiero con la collina di Rovereto - dove anticamente passava la via Romana, più arretrata rispetto alla costa - e i due principali nuclei frazionari di San Pietro di Rovereto (Zoagli) e Sant'Andrea di Rovereto (Chiavari).

Storia Percorso storico

Come molti borghi della Liguria anche ZoagliLe principali notizie e date storiche sono state confrontate con il sito del Comune di Zoagli - paragrafo Storia vide la sua probabile fondazione nell'era preistorica, grazie alla popolazione conosciuta con il nome di Liguri Tigulli. In epoca romana compare come borgo o castellaro sulla via Aurelia, testimonianza dovuta alla comparsa del nome nella Tavola Peutingeriana.

Divenne poi feudo - i toponimi cartacei la citano con l'appellativo Joagi - nel 1158 della famiglia nobiliare Fieschi di Lavagna e nei secoli successivi dominio della Repubblica di Genova dal XIII secolo. Principalmente venne sottoposta al controllo territoriale dapprima nella podesteria e successivamente nel capitaneato di Rapallo (1608).

Con la dominazione francese napoleonica la costituita municipalità di Zoagli rientrò dal 2 dicembre nel dipartimento del Golfo del Tigullio, con capoluogo Rapallo, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798, coi nuovi ordinamenti francesi, Zoagli rientrò nel II cantone, come capoluogo della giurisdizione del Tigullio e dal 1803 centro principale del II cantone del Golfo del Tigullio nella giurisdizione dell'Entella. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814, venne inserito nel dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del congresso di Vienna del 1814, che sottopose la municipalità di Zoagli nella provincia di Chiavari sotto la divisione di Genova. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel V mandamento di Rapallo del circondario di Chiavari dell'allora provincia di Genova, nel Regno d'Italia.

Il commercio della seta Negli anni passati molti zoagliesi si spinsero nell'apprendere o creare nuovi mestieri come il pescatore o la tessitura della seta. Proprio quest'ultimo impiego fece nei secoli, ma ancora oggi, la fortuna del borgo grazie al commercio e all'esportazione nel mondo dei suoi pregiati tessuti. Nell'Ottocento divenne meta turistica pregiata e tra i personaggi illustri che qui soggiornarono vi furono il filosofo Friedrich Nietzsche, il poeta Ezra Pound, lo scrittore Sem Benelli e il pittore Vasilij Kandinskij.

Il bombardamento nella seconda guerra mondiale

L'allora borgo marinaro di Zoagli visse ore drammatiche durante le fasi conclusive della seconda guerra mondiale. La mattina del 27 dicembre 1943 il comune venne duramente bombardato da una flottiglia aerea alleata e quasi completamente raso al suolo. Il municipio, la chiesa parrocchiale, l'ospedale civico e numerose case furono distrutte dalle bombe. Il bombardamento causò anche numerosi morti.

L'obiettivo di tale incursione era il ponte della linea ferroviaria Genova-La Spezia. Sottoposta a continui bombardamenti, interrotta in più punti in momenti diversi e sempre riparata, dal punto di vista dei comandi alleati tale linea non aveva perso rilevanza strategica; non solo perché garantiva il collegamento ferroviario tra le industrie genovesi e la Linea Gotica, ma soprattutto perché a fine 1943 gli Alleati pensavano ancora di realizzare l'Operazione Dragoon o nella primavera del 1944 o in contemporanea con lo sbarco in Normandia. Bloccare definitivamente tutte le linee che i tedeschi avrebbero potuto usare per spostare uomini e mezzi verso il sud della Francia, in sintesi impedire la concentrazione strategica delle forze avversarie separate dalle Alpi, era un obiettivo militarmente ovvio.

Lo stesso giorno di fine dicembre 1943 venne colpito anche il ponte ferroviario di Recco, nel Golfo Paradiso, ponte che, come molte altre volte, sarebbe stato riparato in poche settimane e che sarebbe stato definitivamente distrutto solo il 28 agosto 1944.

A ricordo del tragico bombardamento di Zoagli è stata posizionata una targa in marmo nei pressi del ricostruito viadotto ferroviario, nonché l'intitolazione dell'antistante piazza del municipio (anch'esso riedificato in stile nettamente moderno) alla data del "27 dicembre 1943".

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con il decreto del presidente della Repubblica del 14 marzo 2002. Stemma

Nello stemma sono rappresentate le torri saracene, dette "di Levante" e "di Ponente", erette per difendere Zoagli dalle incursioni piratesche che minacciavano la città. I colori azzurro e giallo sono quelli delle maggiori confraternite del luogo, rispettivamente della marineria e dei tessitori: la pesca e la tessitura della seta hanno rappresentato le più importanti attività economiche degli zoagliesi.

Gonfalone

Bandiera

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa parrocchiale di San Martino. Eretta nel XVIII secolo, e parzialmente ricostruita al termine del secondo conflitto bellico, è ubicata nell'immediato centro storico zoagliese. Cappella gentilizia della famiglia Canevaro presso il cimitero urbano. Opera edificata nell'Ottocento, su disegno dell'architetto Giuseppe Partini, quale luogo di sepoltura dei duchi di Zoagli e discendenti. Chiesa parrocchiale di Sant'Ambrogio nella frazione omonima. Sovrasta l'abitato frazionale facendo scorgere dall'attiguo piazzale un'incantevole vista sul Tigullio Occidentale e sul golfo omonimo. Costruita durante il soggiorno dei vescovi di Milano in Liguria nel XII secolo, da cui deriverebbe l'intitolazione proprio a sant'Ambrogio. Al suo interno, oltre l'altare centrale e laterale del 1707, è conservata una statua del Maragliano. Cappella di Sant'Isidoro nella frazione di Sant'Ambrogio. L'edificio è menzionato per la prima volta nel 1746, e ancora nel 1853. Fu restaurata nel 1836 e recentemente nel 2002. Cappella di San Bernardo nella località di Mexi, nella frazione di Sant'Ambrogio. Menzionata dal visitatore apostolico monsignor Francesco Bossi nel 1582, venne ampliata nel 1827 e ristrutturata nel 1982. Chiesa di San Pantaleo nell'omonima località, edificata nel XII secolo in stile romanico. Chiesa parrocchiale di San Pietro nella frazione di San Pietro di Rovereto, sorge nell'antico tracciato della via Romana. Il primo impianto potrebbe risalire al XII o XIII secolo, ma fu ricostruita nel corso della seconda metà del XV secolo. Santuario di Nostra Signora Causa Nostrae Laetitiae - noto come La Madonnetta - edificato nel corso del XIX secolo su progetto di Antonio Canepa lungo un sentiero tra la frazione di San Pietro di Rovereto e i territori di Leivi e San Colombano Certenoli. Anticamente qui era custodito un quadretto raffigurante la Madonna col Bambino Gesù (un dipinto su legno di noce), in precedenza venerato ed esposto a Genova, e che dopo successivi passaggi ha trovato collocazione all'interno della parrocchiale di San Martino. Cappella di Sant'Antonio Abate nello località di Scoglio, lungo la creuza che dal centro cittadino conduce alla località di San Pantaleo o alle vette dei monti Castello e Zuccarello. Non citata nella visita apostolica di monsignor Francesco Bossi del 1582, è probabile che l'edificio venne edificato nel corso della prima metà del Settecento dalla famiglia nobiliare dei Della Torre all'interno della loro proprietà. Lo stile della cappella gentilizia è riconducibile, infatti, al tardo barocco e lievemente al rococò. Secondo lo storico locale Remondini, il piccolo edificio di culto privato seguì le sorti di successione della villa e quindi pervenne nel 1826 ai Sauli (che qui dimorarono sino agli anni venti del Novecento) e agli attuali proprietari Campodonico (il complesso è denominato, infatti, villa Campodonico). Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, nella frazione di Semorile, parrocchia indipendente da Zoagli dal 1619. L'ultimo ampliamento è risalente al XIX secolo. Cappella del Santo Pellegrino nella località di Cerisola presso la frazione di Semorile. Chiesetta di Santa Maria Maddalena nei pressi della località abbandonata di Sexi, risalente al 1629.

Architetture civili

Castello di Sem Benelli. La residenza, eretta su uno sperone di roccia a strapiombo sul mare presso la località di Monte Prato, lungo la strada statale 1 Via Aurelia, fu costruita su commissione del drammaturgo Sem Benelli nel 1914 su progetto del suo scenografo teatrale Gian Giuseppe Mancini. La costruzione, di proprietà privata, si presenta con aspetto in stile medievale e gotico, utilizzando materiali come pietra a vista o marmi colorati. Villa Vicini, nella zona a levante del centro abitato zoagliese. Conosciuta localmente come "la Villetta", l'edificio venne costruito nel 1910 nello stile architettonico Art Nouveau, contraddistinto dai vialetti pavimentati in ciottoli in marmo bianco e nero (nella tecnica ligure detta risseu) e dall'ampio giardino con essenze floreali e arboree. Già di proprietà dell'avvocato Gian Giacomo Vicini, fu quest'ultimo a donare l'intero complesso all'ente comunale che ha destinato il sito a sede di ricevimenti, eventi culturali, conferenze e celebrazioni di matrimoni civili. Villa Merello, nella zona a ponente del centro abitato zoagliese. L'edificio è risalente al 1913 e fu realizzato su progetto di Gino Coppedè caratterizzato dall'omonimo stile architettonico. Impostato su due piani, a pianta poligonale irregolare, presenta al primo piano un'ampia terrazza semi coperta e sostenuta da piccole colonne; le pareti interne della loggia, secondo alcuni raffronti con altri edifici, potrebbero essere state affrescate dal pittore Enzo Bifoli. Il complesso è altresì caratterizzato da una slanciata torretta, visibile e riconoscibile da diverse angolazioni del territorio zoagliese.