Questa voce si riferisce alla Storia della Scozia dal I al IV secolo. In questo periodo l'Impero romano tentò diverse volte di dominare la Scozia, all'epoca abitata dalle tribù celtiche dei Caledoni e dai Meati, con successi temporanei.
All'epoca dell'Impero romano, l'area a nord del fiume Forth era chiamata Caledonia, mentre l'area a sud, che corrisponde agli odierni Inghilterra e Galles, era conosciuta con il nome di Britannia. Le legioni romane arrivarono nell'attuale Scozia attorno al 71 d.C., avendo già conquistato i popoli celti che stanziavano in Inghilterra. Con lo scopo di conquistare l'intera isola della Britannia, l'esercito romano, sotto il comando di Petilio Ceriale e Agricola, fece una campagna contro i Caledoni negli anni 70 e 80. La biografia di Agricola, scritta da Publio Cornelio Tacito, menziona la vittoria romana sui caledoni presso il Monte Graupio. Al giorno d'oggi non è stata ancora individuata l'esatta collocazione della battaglia.
Agricola pare abbia ripetuto la circumnavigazione della Gran Bretagna come aveva fatto il greco Pitea ricevendo la sottomissione delle tribù locali e fortificando il Gask Ridge, poi stabilendosi più a sud tra il Solway Firth e il fiume Tyne. In questa zona venne in seguito eretto il Vallo di Adriano. Successivamente diversi comandanti romani tentarono di conquistare le terre a nord del Vallo adrianeo, tra cui una spedizione che portò momentaneamente la linea di confine più a settentrione, che venne poi fortificata con il nome di Vallo di Antonino.
La storia di quest'epoca è complessa e poco documentata. Per esempio non è ben chiara la collocazione della provincia romana di Valentia, costituita nel IV secolo, se si estendesse tra i due Valli, a sud del Vallo di Adriano o nell'attuale Galles. I romani riuscirono a possedere i territori in Caledonia solo per 40-80 di anni e smisero di tentare la conquista del territorio dopo l'anno 211.
Il nome "Scozia" deriva dalle popolazioni degli Scoti che, durante l'Impero romano, erano stanziati nell'attuale Ulster e, nella tarda antichità, si insediarono nelle coste occidentali.
Età del Ferro in Scozia
Claudio Tolomeo individuò una serie di tribù celtiche stanziate a nord dell'istmo Forth-Clyde, tra cui i Cornovi in Caithness, i Caereni, Smerie, Carnonaci, Decanti, Lugi e Creoni a nord del Great Glen, i Taexali a nord-est, gli Epidi nell'Argyll, i Veniconi nel Fife, i Caledoni nelle Highlands centrali e infine i Vacomagi stanziati nei pressi di Strathmore. Le tribù dell'attuale Scozia meridionale erano i Damnonii nella valle del Clyde, i Novanti nel Galloway, i Selgovi nella costa meridionale e i Votadini ad est.Breeze, David J. "The ancient geography of Scotland" in Smith and Banks (2002) pp. 10–13. Probabilmente queste popolazioni parlavano una forma di lingua celtica brittonica, tuttavia non c'è alcuna documentazione al riguardo.
Poco si sa delle alleanze tra tribù dell'Età del Ferro. L'esatta delimitazione dell'Antica Caledonia non è certa.Encyclopædia Britannica (1911) states that "a tribe of Caledones" are "named by the geographer Ptolemy as living within boundaries which are now unascertainable". Il nome "Caledonia" era usato dai geografi romani come Tacito, Tolomeo, Plinio il Vecchio e Lucano.Moffat (2005) pp. 21–22. Probabilmente prima dell'arrivo dei romani c'erano una serie di tribù indipendenti tra loro.
Nonostante la scoperta di molti siti archeologici dell'Età del ferro in Scozia, ci sono una serie di questioni irrisolte in merito alla vita dei Celti nell'Antichità.Scottish Archaeological Research Framework (), National Framework, (accessed May 2022). La datazione al carbonio risulta problematica per quest'epoca.Smith and Banks (2002) p. 219. Per una serie di ragioni le ricerche archeologiche si sono concentrate nelle isole occidentali e in quelle settentrionali, mentre in terraferma sono ancora limitate.Smith and Banks (2002) p. 218 and p. 220.
Le popolazioni della prima Età del Ferro vivevano in edifici di pietra, in modo particolare nel nord e nell'ovest, chiamati "Atlantic roundhouse". I resti di queste costruzioni si trovano in tutto il territorio, alcune sono semplici macerie, altre sono torri. Sono databili dal IX secolo A.C. al IV secolo d.C.Armit (2003) p. 55. In Scozia ci sono almeno un centinaio di siti di questo tipo.Armit (2003) p. 16. Euan MacKie has proposed a total of 104; the Royal Commission on the Ancient and Historical Monuments of Scotland identifies a total of 571 candidate sites. Nonostante questi ritrovamenti, non è ancora chiaro l'utilizzazione di queste costruzioni.Smith and Banks (2002) p. 218
Gli studi hanno dimostrato che in queste edificazioni di pietra stanziavano anche l'intera popolazione di isole come Barra e North Uist. Gli insediamenti scozzesi dell'Età del Ferro dimostano che non c'era una sorta di gerarchi sociale.Armit, Ian "Land and freedom: Implications of Atlantic Scottish settlement patterns for Iron Age land-holding and social organisation." in Smith and Banks (2002) pp. 15–26.
Sono state anche rinvenute oltre quattrocento strutture sotterranee risalenti al II-III secolo d.C., di cui la funzione non è ancora chiara.Miket, Roger "The souterrains of Skye" in Smith and Banks (2002) pp. 77–110.
In Scozia sono stati rinvenuti diversi forti vetrificati. La loro datazione non è ancora precisa. Come nel caso del forte di Finavon Hill vicino Forfar nell'Angus: si è usato diverse tecniche, che hanno dato una datazione variabile tra il II secolo a.C. fino alla metà del I millennio d.C.Scottish Archaeological Research Framework (), Highland Framework, (accessed May 2022). La mancanza di artefatti nei siti sotterranei da a pensare che fossero già abbandonati prima dell'arrivo delle legioni di Roma.Alexander, Derek "The oblong fort at Finavon, Angus" in Smith and Banks (2002) pp. 45–54.
Le sepolture risalenti all'Età del Ferro sono rare. Nel 2008 è stato fatto un rinvenimento a Dunbar. Il sito sepolcrale di Alloa è databile tra il 90-130 d.C.Smith and Banks (2002) p. 220. AOC. Retrieved 14 July 2008., Alloa.org.uk; retrieved 14 July 2008.
Insediamenti e i "brochs"
Claudio Tolomeo identificava diciannove città dalle notizie tratte dalle campagne militari di Agricola. Tuttavia non ci sono prove archeologiche che siano esistiti luoghi urbanizzati. Molti dei quei nomi sono oscuri: ad esempio Devana potrebbe essere Banchory; Alauna potrebbe essere Dumbarton Rock; un posto con lo stesso nome potrebbe essere l'attuale Castello di Edimburgo. Lindon potrebbe essere Balloch nel Loch Lomond.Moffat (2005) pp. 268–70.
Ci sono i resti di quindici torri nella Scozia meridionale, databili attorno alle incursioni di Agricola. Sono in quattro luoghi: la Valle del Forth, vicino al Firth of Tay, nel sudovest e nel confine orientale. Questi si trovano assai distanti dai broch. Probabilmente il broch di Leckie è stato distrutto dagli invasori romani, come pure il sito di Fairy Knowe a Buchlyvie. Risalenti al I secolo d.C., presso questi due siti sono stati rinvenuti diversi artefatti sia nativi sia romani. Gli abitanti allevavano pecore, capre e maiali e cacciavano cervi e cinghiali.
Il broch di Edin's Hall nel Berwickshire è quello meglio preservato nella Scozia meridionale. In questo sito non sono stati trovati artefatti di provenienza romana. Sono state fatte varie teorie sulla loro esistenza.Armit (2003) pp. 119–31. Tuttavia è possibile che non abbiano nulla a che fare con le relazioni tra nativi e romani.Armit (2003) p. 132.
Geografia romana
Prima dell'arrivo dei romani la Scozia era già abitata da secoli, tuttavia soltanto del periodo classico viene descritta dai geografi.
Sul De mundo si fa menzione di due grandi isole chiamate Albion (Gran Bretagna) e Ierne (Irlanda). L'esploratore greco Pitea arrivo in Gran Bretagna tra il IV e il III secolo a.C. e probabilmente ha circumnavigato l'isola descrivendola di forma triangolare. Nel suo lavoro cita le Orcadi come punta settentrionale.
Opere originali de Sull'Oceano non sono giunte fino a noi, tuttavia copie dell'opera circolavano nel I secolo d.C., cosicché i romani avevano una rudimentale conoscenza della Britannia settentrionale.Moffat (2005) p. 230.Breeze, David J. "The ancient geography of Scotland" in Smith and Banks (2002) p. 11. Attorno al 43 d.C.il geografo romano Pomponio Mela, scrisse nel De Chorographia che esistevano trenta isole Orcadi e sette isole Haemodae (le isole Shetland).Breeze, David J. "The ancient geography of Scotland" in Smith and Banks (2002) p. 12. Le ceramiche trovate nel Broch di Gurness, nelle Orcadi, dimostrano che ci sia stata la presenza romana attorno al 60 d.C.Moffat (2005) pp. 173–74. All'epoca di Plinio il Vecchio, cioè prima del 79 d.C., la conoscenza romana sul territorio dell'attuale Scozia si estendeva fino alle isole Hebudes (Isole Ebridi), Dumna (probabilmente si intendeva le Ebridi Esterne), la Foresta della Caledonia; inoltre si sapeva già sulle popolazioni autoctone, cioè i Caledoni. Demetrio di Tarso racconta di una spedizione fatta attorno all'anno 83 d.C. nella costa occidentale dicendo di aver visitato posti tetri e isole disabitate; una di queste era abitata da uomini santi.Moffat (2005) pp. 239–40. Tolomeo identificò diciotto tribù in Scozia. Alcuni di questi nomi sono sconosciuti e le sue informazioni non sono molto affidabili per quanto riguarda la parte nordoccidentale.Moffat (2005) pp. 236–37.
Il catalogo delle tribù individuate da Tolomeo comprendevano Caereni, Smertae, Carnonacae, Decantae, Lugi, e Creones, insediati a nord del Great Glen, i Cornovii nel Caithness, i Taexali nel nordest, gli Epidii nell'Argyll, i Venicones nel Fife, i Vacomagi insediati nel Strathmore e i Caledoni che si trovavano nelle Highlands centrali.
I secolo d.C. La prima attestazione scritta sul rapporto tra Impero romano e Scozia riguarda la sottomissione del re di Orkney all'imperatore Claudio avvenuta a Camulodunum nel 43 d.C.Moffat (2005) pp. 173-74.Thomson (2008) pp. 4–5 suggests that there may have been an element of Roman "boasting" involved, given that it was known to them that the Orcades lay at the northern extremity of the British Isles. Tuttavia si è ipotizzato che ci fossero stati precedenti relazioni tra il re delle Orcades e Roma.Moffat (2005) pp. 174-76. Le relazioni cordiali tra i britanni della Scozia e Roma non durarono a lungo poiché già nel 71 d.C. il governatore Ceriale lanciò la campagna di conquista della Scozia.Moffat (2005) p. 229. I Votadini, insediati nella Scozia sudorientale, entrarono nella sfera d'influenza romana agli inizi della campagna e Ceriale mandò una divisione verso nord attraverso il loro territorio fino alle coste del Firth of Forth. La Legio XX Valeria Victrix prese la via occidentale attraverso Annandale in modo da circondare i SelgoviMoffat (2005) pp. 230–31.Moffat (2005) p. 247. I primi successi militari tentarono Ceriale, che si diresse ulteriormente verso nord e costruendo una serie di fortificazioni lungo il Gask Ridge, diventando una sorta di confine tra Veniconi e Caledoni.Moffat (2005) p. 233.
Nell'estate del 78 d.C. Gneo Giulio Agricola arrivò nella Britannia per assumere l'incarico di governatore. Due anni dopo le legioni romane costruirono un possente forte a Trimontium, nei pressi dell'attuale Melrose. Scavi archeologi nel Ventesimo secolo portarono alla luce numerosi reperti nella zona. Agricola portò il suo esercito fino all'estuario del fiume Taus, cioè il Tay, ordinando la costruzione di nuovi forti.Although "Taus" is usually interpreted as referring to the River Tay/Firth of Tay, it has been suggested it was the Solway Firth. It cannot be the latter if Agricola was already campaigning much further north and Cerialis had previously reached the Gask Ridge.Schmitz, Leonhard in Smith, William Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology (1867) Boston. Little, Brown and Company, volume 1, pp. 75–76; retrieved 26 July 2008.