LUnione Sportiva Grosseto 1912 S.r.l., meglio nota come Grosseto, è una società calcistica italiana con sede nella città di Grosseto. Milita in Serie C, la terza divisione del campionato italiano di calcio.

Costituito con la suddetta ragione sociale nel 2017, è il maggior sodalizio calcistico della città toscana, in quanto depositario della tradizione sportiva iniziata nel 1912 con la fondazione dellUnione Ginnico Sportiva Grossetana e successivamente transitata attraverso vari soggetti societari via via cessati e rifondati (Club Sportivo Grossetano nel 1925, Unione Sportiva Grosseto nel 1927, Unione Sportiva Grosseto Football Club nel 1995 e Football Club Grosseto Società Sportiva Dilettantistica nel 2015).

Dal punto di vista storico, il Grosseto vanta quale maggior successo sei partecipazioni consecutive al campionato di Serie B a girone unico (cogliendo quale miglior piazzamento il sesto posto - con partecipazione ai play-off promozione per la massima serie - nella stagione 2008-2009); ha inoltre vinto per una volta ciascuna il proprio girone di Serie C2, Serie C1 e Serie D (nel secondo caso abbinandolo alla Supercoppa di categoria).

La FIGC considera il Grosseto all'ottantacinquesimo posto nella graduatoria della tradizione sportiva dei club ad essa affiliati.

Dal 5 maggio 2022 il Grosseto è attivo anche nel calcio femminile, anche se esclusivamente a livello giovanile.

Storia Gli inizi con l'Unione Ginnico Sportiva Grossetana (1912-1927) La fondazione e il debutto (1912-1913) Il calcio a Grosseto ha avuto inizio sotto lUnione Ginnico Sportiva Grossetana il 13 maggio 1912 con la convocazione dei soci fondatori e l'approvazione dello statuto. Un anno dopo, il 13 aprile 1913, la squadra composta da Petroselli, Parronchi, Tocco, Raspa, Grilli, Bacci, Magnani, Mengoni, Aprili, Angelotti, Colucci e Burri, allo stadio del Poggio di Massa Marittima giocò la sua prima partita ufficiale contro la locale formazione dei Forti e Liberi vincendo col risultato di 4-0.

Anni venti: lo sviluppo calcistico tra amichevoli e tornei ufficiali (1921-1927) All'inizio degli anni venti, più precisamente nel 1921, i biancorossi parteciparono al loro primo campionato federale classificandosi secondi nel girone A della Promozione Toscana, guadagnandosi l'ammissione al girone finale e concludendo al quinto posto. Negli anni a venire, gli atleti si divisero in varie discipline tra cui calcio, ciclismo e la ginnastica, essendo una società polivalente dove il primo capitano del Grosseto fu Guido Galigani detto "Buba" che per un decennio giocherà con i maremmani.

I primi decenni dell'Unione Sportiva Grosseto (1927-1955)

La fusione con il Club Sportivo Grossetano (1927) Nel 1927 lUnione Ginnico Sportiva Grossetana e il Club Sportivo Grossetano si fondono per dare vita allUnione Sportiva Grosseto e in tale occasione vengono adottati i colori sociali bianco e rosso al posto del bianco e del nero.

Anni trenta e quaranta: il salto dalla Terza Divisione alla Serie C (1929-1951) Con l'avvento degli anni trenta, la società vide una crescita passando dalla Terza Divisione alla Prima Divisione, fino alla Serie C nel 1936, senza però ottenere grandi successi. Nel periodo antecedente il secondo conflitto mondiale, poi, dopo aver concluso i campionati di Serie C a metà classifica, per due volte, alla fine della guerra, i maremmani andarono vicini alla promozione in Serie B nel 1946-1947 e nel 1947-1948. Nel primo caso, il Grosseto perse gli spareggi finali mentre, nel secondo, i biancorossi vennero penalizzati di un punto (poi risultato decisivo per l'esito finale della classifica) per non aver disputato un incontro di campionato a causa di un ritardo del mezzo su cui viaggiavano dovuto al passaggio del Giro d'Italia. Tra i trascinatori di quella squadra primeggiavano soprattutto il portiere siciliano Aristide Nascenzi e l'attaccante orbetellano Fabrizio Bartolini, quest'ultimo ad oggi ricordato come il giocatore più prolifico della storia del Grifone.

L'era Ferri: il grande ritorno dell'Unione Sportiva Grosseto nel professionismo (1955-1978)

Anni cinquanta: il declassamento in IV Serie (1951-1961) Negli anni cinquanta, dopo una retrocessione in Promozione Interregionale culminata al termine della stagione 1950-1951, tra i pionieri della ripartenza negli anni trascorsi in IV Serie, si fecero strada Carlo Pucci e Nilo Palazzoli che insieme ad Alberto Fommei in panchina, metteranno le fondamenta per un immediato ritorno in terza serie, il tutto guidato da un presidente che lascerà un segno indelebile nella storia biancorossa, quale Mario Ferri che rimase alla guida della società dal 1955 al 1978.

Anni sessanta: il Grifone tra professionismo e dilettantismo (1961-1973) Il decennio successivo, per il Grosseto, si aprì con l'arrivo in società del segretario Bruno Passalacqua come dirigente e di giocatori come Francesco Carpenetti, Carlo Zecchini e Pierluigi Armellini, i quali riportarono la squadra in Serie C rimanendoci per quattro stagioni fino al 1965. Nella seconda parte degli anni sessanta, poi, il Grosseto si ridimensionò in Serie D: i maremmani collezionarono piazzamenti in zone alte di classifica in gironi prevalentemente composti da squadre toscane, laziali, umbre e sarde, sfiorando ben tre volte il pronto ritorno in Serie C nelle stagioni 1965-1966, 1967-1968 e 1968-1969. Nella prima stagione nei dilettanti, i biancorossi arrivarono terzi nel girone D a quota 45 punti, alle spalle del Latina (48 punti) e del promosso Frosinone (49 punti); nella seconda circostanza il Grosseto non ebbe la meglio nel testa a testa con il Viareggio nel girone E per un solo punto di distacco; infine, nella stagione successiva, il Grifone mancherà la promozione nuovamente per un punto di differenza in classifica nel girone E, piazzandosi terzo con 45 punti insieme al Montevarchi, alle spalle di Lucchese e Sarzanese (tra le due rossonere avrà la meglio la compagine toscana nello spareggio promozione). La stagione 1968-1969 è ancora oggi ricordata nella storia dei maremmani per essere quella dove il Grosseto ha incassato meno gol: solo 13 reti subite in 34 partite, unica nota positiva in un'ennesima stagione dove la promozione in Serie C è sfumata per pochissimi punti.

Anni settanta: la nuova promozione in Serie C (1973)

Il ritorno in Serie C avvenne, finalmente, al termine del campionato di Serie D 1972-1973, quando i biancorossi vinsero ai danni dei rivali del Siena, piazzatosi secondo, dopo un testa a testa proseguito per tutta la stagione, festeggiando la promozione all'ultima giornata contro la Sarzanese: memorabile la rappresentazione ironica della sconfitta senese con un manichino vestito da giocatore del Siena su una bara bianconera, a sua volta posta su una macchina colorata di rosso e bianco, che si apprestò a fare il giro del campo durante la festa biancorossa allo stadio Carlo Zecchini.

Il post-era Ferri: un lustro di professionismo e quasi due decenni di dilettantismo (1978-2000) Verso la fine degli anni settanta, con la morte del presidente Mario Ferri, avvenuta l'8 maggio 1978, arrivò al timone della società Alvaro Amarugi che proseguendo il corso del suo predecessore, grazie all'acquisto di innesti validi fece stazionare i biancorossi dapprima in Serie C e poi nella neonata Serie C2 fino ai primi anni ottanta.

Anni ottanta: la lunga militanza nei dilettanti (1983-2002) A partire dal 1983, per il Grosseto, dopo la dolorosa retrocessione culminata al termine del campionato di Serie C2 1982-1983, si aprì un periodo buio caratterizzato dalla militanza nelle categorie dilettantistiche per ben diciannove anni, cui seguirono derby accesi a livello provinciale contro Follonica, Orbetello e altre squadre creando forti rivalità che si ripercuotono fino ai giorni nostri. Il calciatore che più di tutti si distaccò per la sua bravura era Adriano Meacci che sarà il protagonista nelle successive stagioni di rinascita.

Anni novanta: la doppia retrocessione (1995) Dopo le difficili annate nei primi anni '90, nel 1995, dopo aver vinto sul campo il proprio girone del Campionato Interregionale (l'attuale Serie D) e aver partecipato per la prima volta in assoluto alla Poule Scudetto (eliminato nella fase a gruppi, dopo il successo esterno sull'Alzano Virescit per 2-3 e la successiva sconfitta per 0-1 allo Zecchini contro la Gallaratese), i toscani subirono una doppia retrocessione, per mancata iscrizione, da parte dell'allora presidenza Anzidei, dalla Serie C2 (appena conquistata) all'Eccellenza.

L'era Camilli: la storica scalata dell'Unione Sportiva Grosseto Football Club dai dilettanti ai cadetti (2000-2015) Il biennio in Serie D e il ripescaggio in Serie C2 (2000-2002) Il 23 giugno 2000, Luigi Franco Moretti, l'allora presidente del Grosseto, annuncia la conclusione della trattativa che vede Piero Camilli diventare il nuovo presidente della società, il quale riuscirà in pochi anni a condurre il Grosseto dalla Serie D alla Serie B.

Il 2 agosto 2002, al termine di una stagione che ha visto la squadra biancorossa posizionarsi al secondo posto in classifica, a causa di alcune squadre trovate non in regola per l'iscrizione al proprio campionato, i maremmani vengono ripescati in Serie C2 facendo così ritorno tra i professionisti.

Il biennio in Serie C2, il triennio in Serie C1, la Serie B (2002-2007) L'annata successiva il Grosseto riesce a piazzarsi in quinta posizione in classifica, ottenendo l'accesso ai play-off, disputati contro il . Entrambi gli incontri terminarono sullo 0-0, ma ad avere la meglio fu la squadra romagnola via del miglior piazzamento in classifica.

Il secondo anno in Serie C2 inizia con la riconferma di Mauro Melotti, il quale era subentrato al termine della stagione precedente al posto di Paolo Indiani. Il 3 ottobre 2003 viene sostituito da Lamberto Magrini (per lui si tratta di un ritorno) il quale viene esonerato a tre giornate dal termine del campionato, nonostante la squadra fosse prima in classifica. Al suo posto arriva Paolo Specchia, che riesce ad ottenere la promozione in Serie C1.

Nei due anni successivi i torelli ottengono due qualificazioni ai play-off, ma vengono eliminati in entrambi i casi.

Il 30 ottobre 2006 in seguito alla sconfitta subita contro il Novara, Massimiliano Allegri (a quei tempi tecnico dei toscani) viene esonerato e al suo posto viene ingaggiato Antonello Cuccureddu, in grado di trascinare la squadra, con una media di 2,12 punti a partita verso la promozione, ottenuta il 13 maggio 2007 allo stadio Euganeo contro il Padova (vittoria per 0-1, rete di Carl Valeri). Il 24 maggio 2007, con la vittoria sul per 1-0, i maremmani si aggiudicano la Supercoppa di Lega di Serie C1.

Nel corso di questi anni la formazione biancorossa ha affrontato anche alcune tra le più prestigiose squadre di calcio italiane: Fiorentina (allora denominata Florentia Viola), Napoli e altre grandi compagini.

Il 27 ottobre 2002 il Grosseto affrontò la Fiorentina, vincendo per 2-0 con doppietta di Chadi, mentre al ritorno i biancorossi furono sconfitti per 2-1, nonostante fossero andati in vantaggio con una rete di Marco Ghizzani. Il 5 ottobre 2006 i toscani andarono in trasferta a Napoli riuscendo ad ottenere un pareggio (la partita finì 1-1 con rete di Alessandro Pellicori). Al ritorno l'incontro terminò 2-2 con reti di Tonino Sorrentino e Luigi Consonni.

I sei anni in Serie B, dai play-off alla retrocessione (2007-2013) Per la prima storica stagione del Grosseto in Serie B viene chiamato alla guida tecnica Giorgio Roselli che prende il posto di Antonello Cuccureddu. Il tecnico verrà esonerato e sostituito da Stefano Pioli a causa di un avvio caratterizzato da tre sconfitte consecutive.