La pena di morte in Brunei è una sanzione legale, applicata a una serie di crimini violenti e non violenti nel Sultanato. La sodomia, insieme fra gli altri all'omicidio, al terrorismo e al tradimento, è diventato un crimine passabile di pena capitale con l'introduzione graduale della Shari'a dal 2014. Nell'aprile 2019, le sanzioni contro la comunità omosessuale sono diventate operative. I metodi legali di esecuzione sono l'impiccagione e, dal 2014, la lapidazione. L'ultima esecuzione si è verificata nel 1957, quando era ancora un protettorato britannico.

Nell'aprile del 2014, il Brunei ha introdotto un nuovo codice penale, il Syariah Penal Code Order (SPCO), per implementare elementi dalla legge della sharia. Ha istituito la pena di morte (tramite lapidazione) per adulterio, sodomia, stupro, apostasia, bestemmie e insulti all'Islam. Esiste de facto una moratoria sulla pena di morte da quando il paese ha ottenuto l'indipendenza nel 1984. Nonostante i piani per reintrodurre la pena di morte entro il 2019 per i reati previsti dallo SPCO, la moratoria è stata ulteriormente estesa per includere il nuovo codice a seguito della sua condanna internazionale. La moratoria può essere revocata in qualsiasi momento.

Una nuova condanna a morte in Brunei è stata emessa nel 2017, per un reato legato alla droga, mentre nel 2009 un'altra condanna a morte è stata commutata.

Note

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Pena di morte nel mondo

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