L'ex Istituto magistrale "Guido Albergoni", ora sede secondaria del Liceo artistico statale "Bruno Munari" è un edificio scolastico di Crema. Storia Le caserme della Casaccia e del Dono Il luogo ove sorge l'edificio era occupato fino ai primi decenni del XX secolo da tre caserme: lungo la Contrada della Casaccia, l'odierna Via Bartolino Terni, si affacciavano la Casaccia piccola e la Caserma del Dono; parallela a quest'ultima si erigeva la Casaccia grande.
Il termine Casaccia o Casazza dovrebbe essere piuttosto antico: Mario Perolini nel 1976 citava una delibera del Gran consiglio del 16 febbraio 1488 nella quale si concedeva al condottiero Bartolino Terni di poter rimovere cinque o sei di quelli alloggiamenti che sono alla Casazza per ivi fabricarvi una casa à di lui arbitrio.; tuttavia, nel libro dedicato alle vicende degli edifici storici e monumentali di Crema, edito in seconda ristampa nel 1995, lo studioso citava per la donazione al Terni un atto del 25 luglio 1500.. Anche il Benvenuti cita la delibera datandola al 18 luglio..
Non è chiaro quali funzioni avesse la Casazza fino all'anno 1608, per il quale il Canobio scriveva Si fabbricarono gli alloggiamenti per la soldatesca..
Alemanio Fino menzionava il toponimo in una vicenda amministrativa dell'anno 1564 allorché venne lastricata la via tra la Casaccia ed il monastero delle monache di s. Monica..
La Caserma del Dono, invece, divenne tale alla fine del XVIII secolo, precedentemente, almeno dal XVI secolo, l’edificio era adibito a pubblico deposito del miglio.
Gli edifici, intitolati al condottiere e cavaliere gerosolimitano Gabriele Fadini (vissuto nella prima metà del XVI secolo.), ospitarono soldati fino all’anno 1922; l’anno successivo la municipalità le adibì a ricovero di fortuna per sfrattati. L’edificio scolastico L'istituto Magistrale venne istituito nel 1860 ma venne soppresso nel 1923 a seguito della Riforma Gentile che ridusse il numero delle scuole normali da 153 a 87..
Nel 1929 il podestà Quilleri scriveva all'onorevole Roberto Farinacci sottoponendogli la questione affinché si interessasse per la riapertura.
Un articolo de Il Nuovo Torrazzo di quell'anno informava i lettori che il Consiglio dei ministri avrebbe riammesso questo tipo di scuole anche nei centri non capoluogo di provincia.
Il podestà Antonio Premoli deliberò il 24 dicembre 1934 la richiesta diretta al Ministero dell'Educazione Nazionale per la riapertura della scuola magistrale.. offrendo quale sede il complesso della caserma "Fadini", dopo i dovuti lavori di adattamento.
Il progetto esecutivo venne approvato il 20 marzo 1935 da parte dell'ufficio tecnico comunale guidato dall'ingegner Silvio Mosconi che valutò un nuovo fabbricato piuttosto che l'adattamento delle costruzioni esistenti e preventivando una spesa di 552.900 lire.; il 30 marzo, giunse l'autorizzazione per costruire il nuovo edificio.
Quasi contestualmente, il 7 aprile, il podestà deliberò l'acquisto delle caserme dal demanio (costo: 14 mila lire). Vennero deliberati, quindi, l'accensione di un mutuo (400 mila lire presso la Banca agricola cooperativa) e di una richiesta di finanziamento (152 mila lire presso l'Istituto nazionale delle assicurazioni).
Parte dei fondi provennero dal lascito dell'avvocato Guido Albergoni il quale alla sua scomparsa (1922) aveva donato al Comune la propria abitazione di Via Cavour affinché fosse destinata a sede della biblioteca oppure a servizi di istruzione e di educazione..; il lascito venne accettato nel 1925 e il podestà Cirillo Quilleri si accordava con gli eredi affinché lo stabile venisse usato nel modo che meglio creda, con piena e assoluta libertà..
Il podestà Antonio Premoli lo vendette allUnione provinciale fascista degli agricoltori ricavando la somma di 110 mila lire da impiegare nella costruzione del nuovo edificio e decidendo di ricordare la munificenza del donatore con l'intitolazione..
Le nuove scuole magistrali vennero inaugurate il 20 ottobre 1936.
La dedicazione fu avvallata dal decreto ministeriale del 12 aprile 1937.:
Nel dopo guerra l'ultimo piano fu occupato dalle cinque aule del liceo scientifico.: era stato il podestà Premoli a fare richiesta dell'istituzione al Ministero nel 1936, ma gli fu risposto che data la particolare situazione economica l'ente avrebbe acconsentito se anche il comune si fosse impegnato a compensare almeno parzialmente i costi statali; nonostante la somma di 20 mila lire prospettata dal Comune il Ministero negava l'autorizzazione per motivi di ordine finanziario; il podestà raddoppiò la propria offerta portandola a 40 mila nell’anno 1937.. Alla fine il Ministero autorizzò l'apertura e il liceo fu nominalmente. inaugurato in forma parificata nel 1939. intitolandolo a Leonardo Da Vinci presso l'Istituto Folcioni ed effettivamente reso operativo al termine del conflitto; venne trasferito in Via Bartolino Terni nel 1947.
Il liceo scientifico venne statalizzato, dopo molte pressioni, nel 1959, successivamente l'amministrazione provinciale acquisì un’area tra il Viale Santa Maria della Croce e Via Stazione ove eresse, a partire dal 1961 il nuovo plesso scolastico presso il quale trasferirvi sia il liceo scientifico sia le prime due classi del liceo classico..
Liberati gli spazi prima occupati dal liceo, nel 1962 vi trovò posto la sezione distaccata del istituto tecnico industriale "Janello Torriani" di Cremona (il solo biennio), trasferito nel 1971 . nella nuova sede di Via Matilde di Canossa quanto il Ministero autorizzò il funzionamento del triennio di specializzazione meccanica (l’istituto divenne autonomo a partire dall’anno scolastico 1979/1980 e successivamente intitolato a Galileo Galilei).
L'istituto magistrale fu autonomo fino all’anno 1995: in quell’anno veniva accorpato al liceo classico "Alessandro Racchetti". Successivamente venne creato un unico polo scolastico incorporando anche il liceo scientifico "Leonardo Da Vinci".
L'ultima modifica risale all’anno 2017 quando quello che era divenuto il liceo delle scienze umane, con opzione economico-sociale, fu smembrato per decisione del Consiglio provinciale e accorpato al liceo artistico "Bruno Munari" per permettere l’autonomia di questo istituto, reso effettivo dall’anno scolastico 2018/2019.
La Scuola Serale Popolare Dall’anno 1973 lo stabile ospita la segreteria e parte dei corsi della Scuola Serale Popolare: si tratta di un'istituzione aperta il 6 novembre 1899 su iniziativa della Camera di Commercio ed Arti di Cremona sorta in origine per permettere l’accesso a corsi di istruzione per lavoratori oltre il ciclo di insegnamento primario. Prima di questo edificio ebbe svariate sedi: il Ginnasio, le scuole elementari di Borgo San Pietro, l'ex convento di San Domenico e Palazzo Clavelli.
Caratteristiche L'edificio esprime lo stile classico semplificato tipico del Ventennio. con ispirazioni piacentiniane. L'apparato murario mescola i mattoni a vista con brani in pietra, il ceppo di Gré.
Per la sua costruzione furono ampiamente reimpiegati i materiali provenienti dalla demolizione delle vecchie caserme, delle quali fu mantenuto il portico del piano terra.
Il lato corto, ove si colloca l'ingresso principale che si affaccia su Largo Falcone e Borsellino, è caratterizzato centralmente da colonne che simulano un arco di trionfo; sostengono un architrave sul quale campeggia, in un carattere tipico diffuso all'epoca, la scritta "ISTITVTO MAGISTRALE GUIDO ALBERGONI". Non dissimile è il disegno del lato lungo Via Bartolino Terni, la cui luce centrale, tuttavia è più larga e ingloba due finestre per piano anziché una; inoltre, al centro è collocato lo stemma cittadino sotto il quale, originariamente, era posto il fascio littorio rimosso dopo la caduta della dittaturaSi veda il prospetto del 1935 pubblicato sul sito del Centro di ricerca documentale "Alfredo Galmozzi"..
Per accedere alle aule superiori dall'atrio l'ing. Mosconi progettò uno scalone monumentale.
All'angolo nord-ovest del cortile venne costruito un edificio a due piani nel 1959, su volontà di Pietro De Luigi e Luciano Canavese alla memoria del figlio del primo, Paolo De Luigi, da destinare a scuola elementare.. Fu inaugurato nel mese di novembre scoprendo un busto opera di Enrico Girbafranti..
Sotto il portico vi trovano sede alcune associazioniRilevazione oggettiva del 12 ottobre 2025.: Associazione nazionale mutilati e invalidi civili (delegazione di Crema), Associazione Donna Sempre, Associazione La TartaVela, Associazione Diabetici Territorio Cremasco, Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (sezione di Crema) "Prof. Vecchi cav. Sergio".
Note
Bibliografia
Altri progetti
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